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	Commenti a: Una poesia	</title>
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		<title>
		Di: Ennio Abate		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ennio Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 15:53:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... E con lo stesso  titolo su SINISTRA IN RETE, POLISCRITTURE, ETC.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; E con lo stesso  titolo su SINISTRA IN RETE, POLISCRITTURE, ETC.</p>
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		Di: Ennio Abate		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ennio Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 15:01:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[TRASGRESSIONE OBBLIGATA (E CON SCUSE)

Non avendo nessuno della redazione  di Nazione Indiana accettato di pubblicare il pezzo sulla guerra in Libia che avevo annunciato   nello spazio commento    Una poesia di Andrea Inglese,  torno alla vita grama del commentatore costretto ad un’ultima (spero) incursione OT  e segnalo  ai naviganti più curiosi che il pezzo, Il Tarlo della Libia. Riflessioni e domande di un esodante, si legge  sul sito di MEGACHIP.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TRASGRESSIONE OBBLIGATA (E CON SCUSE)</p>
<p>Non avendo nessuno della redazione  di Nazione Indiana accettato di pubblicare il pezzo sulla guerra in Libia che avevo annunciato   nello spazio commento    Una poesia di Andrea Inglese,  torno alla vita grama del commentatore costretto ad un’ultima (spero) incursione OT  e segnalo  ai naviganti più curiosi che il pezzo, Il Tarlo della Libia. Riflessioni e domande di un esodante, si legge  sul sito di MEGACHIP.</p>
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		<title>
		Di: luigisocci		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luigisocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 18:17:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ci ho sentito un&#039;aria pagliaraniana alla &quot; se facessimo il conto delle cose\che non tornano&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ci ho sentito un&#8217;aria pagliaraniana alla &#8221; se facessimo il conto delle cose\che non tornano&#8221;</p>
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		<title>
		Di: Ennio Abate		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ennio Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 20:20:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie ad Andrea e grazie anche all&#039;invito ricevuto dalla redazione a scrivere io qualcosa sul macello in Libia. Dato che il mio scopo non è fermarmi alla provocazione per la provocazione, cercherò di farlo bene nei prossimi giorni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie ad Andrea e grazie anche all&#8217;invito ricevuto dalla redazione a scrivere io qualcosa sul macello in Libia. Dato che il mio scopo non è fermarmi alla provocazione per la provocazione, cercherò di farlo bene nei prossimi giorni.</p>
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		<title>
		Di: carlo cuppini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/08/27/una-poesia-2/#comment-155129</link>

		<dc:creator><![CDATA[carlo cuppini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 13:49:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi permetto di inserirmi nel dialogo con Ennio. sarebbe oltremodo opportuno parlare della Libia, per quanto si vaghi tutti nello stesso fumo della non-informazione. tutto quello che penso e che posso dire ad oggi, personalmente, l&#039;ho riversato in questi versi:


se l&#039;arancia trasuda violenza
non puoi farne a meno: la trafiggi
con la punta del coltello nero
mentre ti esplode in mezzo allo stomaco
un proiettile a frammentazione
avanzato dall&#039;ultima guerra
ancora in corso da qualche parte
poi s&#039;apre l&#039;anta della dispensa
tra i biscotti fanno capolino
migliaia di profughi libici
ti vengono incontro
sorridenti
pieni di fiori ballando
il samba ti riempiono gli occhi
e la cucina]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi permetto di inserirmi nel dialogo con Ennio. sarebbe oltremodo opportuno parlare della Libia, per quanto si vaghi tutti nello stesso fumo della non-informazione. tutto quello che penso e che posso dire ad oggi, personalmente, l&#8217;ho riversato in questi versi:</p>
<p>se l&#8217;arancia trasuda violenza<br />
non puoi farne a meno: la trafiggi<br />
con la punta del coltello nero<br />
mentre ti esplode in mezzo allo stomaco<br />
un proiettile a frammentazione<br />
avanzato dall&#8217;ultima guerra<br />
ancora in corso da qualche parte<br />
poi s&#8217;apre l&#8217;anta della dispensa<br />
tra i biscotti fanno capolino<br />
migliaia di profughi libici<br />
ti vengono incontro<br />
sorridenti<br />
pieni di fiori ballando<br />
il samba ti riempiono gli occhi<br />
e la cucina</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/08/27/una-poesia-2/#comment-155119</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 10:49:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a tutti, grazie per gli apprezzamenti scritti e firmati (leggo solo ora)

a ennio,
felice di concederti un ot in questa colonna di commenti; quanto alle tue richieste, posso risponderti personalmente. Non ho in programma alcun pezzo sulla Libia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a tutti, grazie per gli apprezzamenti scritti e firmati (leggo solo ora)</p>
<p>a ennio,<br />
felice di concederti un ot in questa colonna di commenti; quanto alle tue richieste, posso risponderti personalmente. Non ho in programma alcun pezzo sulla Libia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: ariel		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/08/27/una-poesia-2/#comment-155116</link>

		<dc:creator><![CDATA[ariel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 09:36:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[molto bella, grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>molto bella, grazie</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carlo cuppini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/08/27/una-poesia-2/#comment-155098</link>

		<dc:creator><![CDATA[carlo cuppini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 18:36:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[trovo la poesia bellissima, forse magnifica, a parte forse il solo verso finale, dove avrei atteso, auspicato, implorato, un&#039;esplosione più violenta e incontrollata del lirismo disperato a stento trattenuto in tutti i precedenti versi. mi riporta a qualche bellissimo testo dell&#039;ultimo porta. leggere poesia così, è una boccata di ossigeno. la rileggo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>trovo la poesia bellissima, forse magnifica, a parte forse il solo verso finale, dove avrei atteso, auspicato, implorato, un&#8217;esplosione più violenta e incontrollata del lirismo disperato a stento trattenuto in tutti i precedenti versi. mi riporta a qualche bellissimo testo dell&#8217;ultimo porta. leggere poesia così, è una boccata di ossigeno. la rileggo!</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: piero		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/08/27/una-poesia-2/#comment-155068</link>

		<dc:creator><![CDATA[piero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 11:20:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Andrea, bella.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, bella.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Ennio Abate		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/08/27/una-poesia-2/#comment-155059</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ennio Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 08:03:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Andrea Inglese,
questo mio  ti potrà sembrare un modo alquanto insolito o sballato di commentare  una tua poesia, perché  pongo la parola poetica direttamente in rapporto con la “realtà”; ma spero, siccome  ci siamo incrociati  e scambiati opinioni, di recente anche su questo sito (a proposito della “primavera araba egiziana”), me lo concederai.
Vedi, io prendo proprio sul serio il primo verso «Non cedo nulla, anzi quasi niente», non lo considero un’espressione puramente letteraria, ma una dichiarazione poetica-estetica-etica-politica profondamente sentita da te che ne sei l’autore. E perciò ti chiedo - in quanto redattore di Nazione Indiana - di non cedere «nulla, anzi quasi niente» nel far rispettare  il diritto di esprimere il  mio pensiero di utente saltuario di questo sito.
È accaduto,  infatti,  che avendo due giorni fa scritto  quanto qui sotto segue e per ben due volte nello spazio commento - l’unico a me concesso - di due post prima del tuo (per la precisione quelli del 25 e del 26 agosto) :

AI GESTORI DI QUESTO SITO

A quando un post sul macello in corso in Libia?
A quando un giudizio sulla taglia da Far West per la cattura di Gheddafi &quot;vivo o morto&quot;?
La &quot;nazione indiana&quot; dorme? 

il mio pensiero (provocatorio forse, ma allora  cos&#039;è pensare?) mi è stato ripetutamente cancellato da qualcuno dell’amministrazione. 
Chiedo ora a te pubblicamente, come poeta serio e prendendo spunto da questa poesia seria,
di difendere il mio diritto a porre delle domande serie.
Un caro saluto
Ennio Abate

P.s.
1. 
Avendo fatto conoscere alla mia mailing list personale quest’episodio di  “minima” ma brutta censura, ti aggiungo, per conoscenza e riflessione, anche le reazioni di un amico, pure lui frequentatore  del  vostro sito:

Caro Ennio, 
più che dormienti sul &quot;tema&quot; libico, quelli di &quot;nazione indiana&quot; mi paiono aver fatto la fine dei loro sedicenti antenati, cioè ridotti nelle riserve a ubriacarsi miserabilmente del whisky al metanolo di brutte poesie e prose. Se ricordo come molti di loro avevano salutato nel blog la &quot;ribellione&quot; di Bengasi quale espressione di democrazia contro il tiranno, quanto meno dovrebbero postare un articolo di autocritica ristabilendo la verità dei fatti. Ma questo implicherebbe una serietà politica che non hanno. Ma se continuano a far finta di niente, ciò dimostra che sono in malafede.

2. 
Se anche questo messaggio dovesse essere cancellato dall’amministrazione, aggiungo il mio  indirizzo mail (ennioabate@alice.it) in attesa comunque di tuoi chiarimenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Andrea Inglese,<br />
questo mio  ti potrà sembrare un modo alquanto insolito o sballato di commentare  una tua poesia, perché  pongo la parola poetica direttamente in rapporto con la “realtà”; ma spero, siccome  ci siamo incrociati  e scambiati opinioni, di recente anche su questo sito (a proposito della “primavera araba egiziana”), me lo concederai.<br />
Vedi, io prendo proprio sul serio il primo verso «Non cedo nulla, anzi quasi niente», non lo considero un’espressione puramente letteraria, ma una dichiarazione poetica-estetica-etica-politica profondamente sentita da te che ne sei l’autore. E perciò ti chiedo &#8211; in quanto redattore di Nazione Indiana &#8211; di non cedere «nulla, anzi quasi niente» nel far rispettare  il diritto di esprimere il  mio pensiero di utente saltuario di questo sito.<br />
È accaduto,  infatti,  che avendo due giorni fa scritto  quanto qui sotto segue e per ben due volte nello spazio commento &#8211; l’unico a me concesso &#8211; di due post prima del tuo (per la precisione quelli del 25 e del 26 agosto) :</p>
<p>AI GESTORI DI QUESTO SITO</p>
<p>A quando un post sul macello in corso in Libia?<br />
A quando un giudizio sulla taglia da Far West per la cattura di Gheddafi &#8220;vivo o morto&#8221;?<br />
La &#8220;nazione indiana&#8221; dorme? </p>
<p>il mio pensiero (provocatorio forse, ma allora  cos&#8217;è pensare?) mi è stato ripetutamente cancellato da qualcuno dell’amministrazione.<br />
Chiedo ora a te pubblicamente, come poeta serio e prendendo spunto da questa poesia seria,<br />
di difendere il mio diritto a porre delle domande serie.<br />
Un caro saluto<br />
Ennio Abate</p>
<p>P.s.<br />
1.<br />
Avendo fatto conoscere alla mia mailing list personale quest’episodio di  “minima” ma brutta censura, ti aggiungo, per conoscenza e riflessione, anche le reazioni di un amico, pure lui frequentatore  del  vostro sito:</p>
<p>Caro Ennio,<br />
più che dormienti sul &#8220;tema&#8221; libico, quelli di &#8220;nazione indiana&#8221; mi paiono aver fatto la fine dei loro sedicenti antenati, cioè ridotti nelle riserve a ubriacarsi miserabilmente del whisky al metanolo di brutte poesie e prose. Se ricordo come molti di loro avevano salutato nel blog la &#8220;ribellione&#8221; di Bengasi quale espressione di democrazia contro il tiranno, quanto meno dovrebbero postare un articolo di autocritica ristabilendo la verità dei fatti. Ma questo implicherebbe una serietà politica che non hanno. Ma se continuano a far finta di niente, ciò dimostra che sono in malafede.</p>
<p>2.<br />
Se anche questo messaggio dovesse essere cancellato dall’amministrazione, aggiungo il mio  indirizzo mail (ennioabate@alice.it) in attesa comunque di tuoi chiarimenti.</p>
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