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	Commenti a: Lettera al direttore di Repubblica	</title>
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		<title>
		Di: Dinamo Seligneri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dinamo Seligneri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 21:34:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Carlo, di che purezza parli? forse avresti dovuto dire semplicemente buon senno, (senno, no senso).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carlo, di che purezza parli? forse avresti dovuto dire semplicemente buon senno, (senno, no senso).</p>
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		Di: Carlo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 20:13:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forlani la purezza prima di tutto, Dinamo docet.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forlani la purezza prima di tutto, Dinamo docet.</p>
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		Di: Dinamo Seligneri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dinamo Seligneri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 10:10:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Forlà, ma sei di sinistra e te la fai con Re Pubblica? mah!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Forlà, ma sei di sinistra e te la fai con Re Pubblica? mah!</p>
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		<title>
		Di: Fernando Bassoli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fernando Bassoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 09:12:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Vedi Marystell, io a tempo perso faccio il primo ministro”. Silvio Berlusconi lo dice al telefono a Marystell Polanco, una delle ragazze che frequentavano le residenze del premier, finita anche nella vicenda di Ruby Rubacuori. L’intercettazione è allegata agli atti dell’inchiesta della procura di Bari. “Vedi – dice Berlusconi – io a tempo perso faccio il primo ministro e quindi me ne succedono di tutti i colori”.
Di fronte a notizie di questo tipo è chiaro che il desiderio di seguire gli sviluppi dell’azione di un governicchio depotenziato e sostanzialmente improduttivo scema enormemente. Stiamo diventando un popolo di depressi.
“Sai che c’è? – sembrano pensare in molti, nella loro disarmante ingenuità -. Stasera mi vedo ‘na bella partita alla tv così non ci penso, e magari compro un giornale sportivo e gioco pure la schedina e provo a vincere qualcosa… Tanto a che serve tutto il resto? È solo uno squallido teatrino!”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Vedi Marystell, io a tempo perso faccio il primo ministro”. Silvio Berlusconi lo dice al telefono a Marystell Polanco, una delle ragazze che frequentavano le residenze del premier, finita anche nella vicenda di Ruby Rubacuori. L’intercettazione è allegata agli atti dell’inchiesta della procura di Bari. “Vedi – dice Berlusconi – io a tempo perso faccio il primo ministro e quindi me ne succedono di tutti i colori”.<br />
Di fronte a notizie di questo tipo è chiaro che il desiderio di seguire gli sviluppi dell’azione di un governicchio depotenziato e sostanzialmente improduttivo scema enormemente. Stiamo diventando un popolo di depressi.<br />
“Sai che c’è? – sembrano pensare in molti, nella loro disarmante ingenuità -. Stasera mi vedo ‘na bella partita alla tv così non ci penso, e magari compro un giornale sportivo e gioco pure la schedina e provo a vincere qualcosa… Tanto a che serve tutto il resto? È solo uno squallido teatrino!”.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/09/23/lettera-al-direttore-di-repubblica/#comment-156257</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 08:29:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ciao Vincenzo, trovo pertinenti e da discutere le tue osservazioni. vorrei solo precisare che la lettera è stata scritta da Alberto Federici e mi è piaciuta  perché credo con lui che se il paese reale è distante anni luce dal migliore dei mondi possibili sono certo e ne ho le prove, che il paese vero, un paese di cittadini, esiste ed è grazie a questo paese, che l&#039;Italia non affonda. effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ciao Vincenzo, trovo pertinenti e da discutere le tue osservazioni. vorrei solo precisare che la lettera è stata scritta da Alberto Federici e mi è piaciuta  perché credo con lui che se il paese reale è distante anni luce dal migliore dei mondi possibili sono certo e ne ho le prove, che il paese vero, un paese di cittadini, esiste ed è grazie a questo paese, che l&#8217;Italia non affonda. effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Vincenzo Cucinotta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/09/23/lettera-al-direttore-di-repubblica/#comment-156254</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 08:05:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si potrebbe a lungo discutere sul punto sollevato da Forlani, di quanto ci sia insomma di complicità nella generalità della gente rispetto a un ceto ormai divenuto dominante, nel senso dato a questa espressione da Gramsci. 
A mio personale parere, se anche i demeriti fossero distribuiti egualmente tra tutti, dominanti e dominati, rimarrebbe comunque la reponsabilità di chi comanda e a cui, proprio per il fatto stesso delle funzioni dirigenziali che gli sono state affidate, è richiesta una condotta ben più rigorosa risptto agli altri cittadini. 

Il punto invece che più mi colpisce dell&#039;articolo citato, è quello del rendersi credibili verso l&#039;Europa. Qui davvero c&#039;è una totale incomprensione della natura della crisi in atto, che è prima di tutto una crisi complessiva della classe dirigente europea ed occidentale. 
Mi chiedo Crainz dove fosse quando Angela Merkel dichiarava che se cade l&#039;euro, cade l&#039;Europa, dov&#039;era quando un organismo ufficalmente tecnico come la BCE dettava epistolarmente le misure economiche  ad un governo ufficialmente sovrano. 
Se insomma confondiamo le peculiarità, tutto sommato marginali, del caso Italia, con la crisi dell&#039;occidente e della sua incapacità, la sua totale afasia politica, nel dare risposte adeguate a questioni nuove, perfino nel rivendicare il concetto di sovranità nazionale, e cuello collegato della compatibilità tra democrazia e globalizzazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si potrebbe a lungo discutere sul punto sollevato da Forlani, di quanto ci sia insomma di complicità nella generalità della gente rispetto a un ceto ormai divenuto dominante, nel senso dato a questa espressione da Gramsci.<br />
A mio personale parere, se anche i demeriti fossero distribuiti egualmente tra tutti, dominanti e dominati, rimarrebbe comunque la reponsabilità di chi comanda e a cui, proprio per il fatto stesso delle funzioni dirigenziali che gli sono state affidate, è richiesta una condotta ben più rigorosa risptto agli altri cittadini. </p>
<p>Il punto invece che più mi colpisce dell&#8217;articolo citato, è quello del rendersi credibili verso l&#8217;Europa. Qui davvero c&#8217;è una totale incomprensione della natura della crisi in atto, che è prima di tutto una crisi complessiva della classe dirigente europea ed occidentale.<br />
Mi chiedo Crainz dove fosse quando Angela Merkel dichiarava che se cade l&#8217;euro, cade l&#8217;Europa, dov&#8217;era quando un organismo ufficalmente tecnico come la BCE dettava epistolarmente le misure economiche  ad un governo ufficialmente sovrano.<br />
Se insomma confondiamo le peculiarità, tutto sommato marginali, del caso Italia, con la crisi dell&#8217;occidente e della sua incapacità, la sua totale afasia politica, nel dare risposte adeguate a questioni nuove, perfino nel rivendicare il concetto di sovranità nazionale, e cuello collegato della compatibilità tra democrazia e globalizzazione.</p>
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