<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Mesa	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2011/10/05/mesa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/10/05/mesa/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 08 Oct 2011 11:51:41 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: carmelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/10/05/mesa/#comment-157275</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 11:51:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=40298#comment-157275</guid>

					<description><![CDATA[confesso la mia ignoranza assoluta sull&#039;opera di questo poeta, ma anche la curiosità di leggerlo  dopo i numerosi articoli su di lui che ho letto negli ultimi mesi. 
Questo mi ricorda (probabilmente a sproposito) un saggio di Bolano &quot;Letteratura + malattia = malattia &quot; e mi permetto di citare l&#039;ultimo paragrafo:

Kafka aveva compreso che i viaggi, il sesso e i libri sono strade che non portano da nessuna parte, e che tuttavia sono strade dove bisogna incamminarsi e perdersi per ritrovarsi di nuovo o per incontrare qualcosa, quello che sia, un libro, un gesto, un oggetto perduto, qualunque cosa, forse un metodo se si ha fortuna: il nuovo, quello che da sempre è stato lì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>confesso la mia ignoranza assoluta sull&#8217;opera di questo poeta, ma anche la curiosità di leggerlo  dopo i numerosi articoli su di lui che ho letto negli ultimi mesi.<br />
Questo mi ricorda (probabilmente a sproposito) un saggio di Bolano &#8220;Letteratura + malattia = malattia &#8221; e mi permetto di citare l&#8217;ultimo paragrafo:</p>
<p>Kafka aveva compreso che i viaggi, il sesso e i libri sono strade che non portano da nessuna parte, e che tuttavia sono strade dove bisogna incamminarsi e perdersi per ritrovarsi di nuovo o per incontrare qualcosa, quello che sia, un libro, un gesto, un oggetto perduto, qualunque cosa, forse un metodo se si ha fortuna: il nuovo, quello che da sempre è stato lì.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: max rizzante		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/10/05/mesa/#comment-157271</link>

		<dc:creator><![CDATA[max rizzante]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 11:04:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=40298#comment-157271</guid>

					<description><![CDATA[Grazie a Giuliano e un grande grazie ad Alessandro Baldacci perchè meglio di così in così poco spazio non si può dire!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a Giuliano e un grande grazie ad Alessandro Baldacci perchè meglio di così in così poco spazio non si può dire!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/10/05/mesa/#comment-157253</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 00:17:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=40298#comment-157253</guid>

					<description><![CDATA[Ringrazio anch&#039;io Alessandro Baldacci, anche per la capacità che qui, come altrove, ha avuto, di realizzare una sintesi chiara e signficativa di un percorso complesso e non facile da inquadrare come quello di Mesa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio anch&#8217;io Alessandro Baldacci, anche per la capacità che qui, come altrove, ha avuto, di realizzare una sintesi chiara e signficativa di un percorso complesso e non facile da inquadrare come quello di Mesa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: viola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/10/05/mesa/#comment-157244</link>

		<dc:creator><![CDATA[viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 17:19:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=40298#comment-157244</guid>

					<description><![CDATA[quoto Teti, una ricostruzione accurata di un percorso troppo presto spezzato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quoto Teti, una ricostruzione accurata di un percorso troppo presto spezzato</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fabio teti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/10/05/mesa/#comment-157223</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabio teti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 13:35:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=40298#comment-157223</guid>

					<description><![CDATA[credo che in pochi scritti, tolti quelli di Baldacci, venga fornita un&#039;interpretazione tanto &quot;nel segno&quot; dell&#039;opera e della figura - imprescindibile - di Mesa. 

questa necessità di &quot;conoscere&quot; senza applicare paradigmi critici già dati è rara e preziosa, così come lo è la &quot;lunga fedeltà&quot;, in un panorama critico più spesso votato alla pubblicistica o all&#039;utilizzo strumentale delle opere.

di questo (e altro, penso a un libro come Controparole), non posso che ringraziare.

f.t.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>credo che in pochi scritti, tolti quelli di Baldacci, venga fornita un&#8217;interpretazione tanto &#8220;nel segno&#8221; dell&#8217;opera e della figura &#8211; imprescindibile &#8211; di Mesa. </p>
<p>questa necessità di &#8220;conoscere&#8221; senza applicare paradigmi critici già dati è rara e preziosa, così come lo è la &#8220;lunga fedeltà&#8221;, in un panorama critico più spesso votato alla pubblicistica o all&#8217;utilizzo strumentale delle opere.</p>
<p>di questo (e altro, penso a un libro come Controparole), non posso che ringraziare.</p>
<p>f.t.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: g. t.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/10/05/mesa/#comment-157156</link>

		<dc:creator><![CDATA[g. t.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 13:34:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=40298#comment-157156</guid>

					<description><![CDATA[Attualmente in libreria, con una decine di liriche di Mesa, &quot;Atti impuri&quot; vol. 3: http://www.attimpuri.it/presentazioni/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Attualmente in libreria, con una decine di liriche di Mesa, &#8220;Atti impuri&#8221; vol. 3: <a href="http://www.attimpuri.it/presentazioni/" rel="nofollow ugc">http://www.attimpuri.it/presentazioni/</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/10/05/mesa/#comment-157046</link>

		<dc:creator><![CDATA[stan]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 08:24:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=40298#comment-157046</guid>

					<description><![CDATA[Rimango un assertore convinto della somiglianza della scrittura di Mesa con quella di Beckett. Somiglianza di scansione e di temi, che diventa però, alla fine, una bella e proficua diversità.  

Come rileva giustamente Baldacci, Mesa non si stancava di ripetere che la poesia “non parla di parole ma di qualcosa che alle parole preesiste, il referente-mondo, il referente-vita”. Questa sua tensione al referente lo distacca da Beckett, il cui referente è la lingua stessa. Beckett, dicendo, ci mostra l’impossibilità di dire; Mesa, invece, coglie il dire nella sua possibilità di farsi “racconto” del mondo (racconto per sprazzi, non lineare, tutto quello che si vuole, però racconto). 

“Non c’è niente da esprimere”, scrive Beckett; anche se poi aggiunge che “rimane l’obbligo di farlo”, al grande irlandese interessa lo scavo del fallimento del dire. Altra è la direzione di Mesa, pur trattandosi di una direzione imparentata con quella di Beckett; a Mesa, ribaltando lo stesso Beckett, interessava “riuscire” e non “fallire”. Da qui il suo interesse per il “referente”.

Tra l’altro, proprio la tensione di Mesa al referente lo distacca, e direi nettamente, da molte scritture “sperimentali” di moda oggidì, che pure indicano in Mesa un riferimento (!). L’assertività della scrittura di Mesa, per quanto impastata, per quanto balbettante, mutilata, è ben evidente: traumatizzata, inquieta, senza centro, magari anche contratta e agonizzante, però è presente. Ciò, almeno ai miei occhi, rende Mesa ancora più importante; in fondo, Mesa ci dimostra che le rovine possono essere messe in forma, possono essere dette, per l&#039;appunto. La potenza della sua poesia è nella volontà di non perdere di vista la “figura”. 

Complimenti a Baldacci (e a Pinto) per la proposta.

Stan. L.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rimango un assertore convinto della somiglianza della scrittura di Mesa con quella di Beckett. Somiglianza di scansione e di temi, che diventa però, alla fine, una bella e proficua diversità.  </p>
<p>Come rileva giustamente Baldacci, Mesa non si stancava di ripetere che la poesia “non parla di parole ma di qualcosa che alle parole preesiste, il referente-mondo, il referente-vita”. Questa sua tensione al referente lo distacca da Beckett, il cui referente è la lingua stessa. Beckett, dicendo, ci mostra l’impossibilità di dire; Mesa, invece, coglie il dire nella sua possibilità di farsi “racconto” del mondo (racconto per sprazzi, non lineare, tutto quello che si vuole, però racconto). </p>
<p>“Non c’è niente da esprimere”, scrive Beckett; anche se poi aggiunge che “rimane l’obbligo di farlo”, al grande irlandese interessa lo scavo del fallimento del dire. Altra è la direzione di Mesa, pur trattandosi di una direzione imparentata con quella di Beckett; a Mesa, ribaltando lo stesso Beckett, interessava “riuscire” e non “fallire”. Da qui il suo interesse per il “referente”.</p>
<p>Tra l’altro, proprio la tensione di Mesa al referente lo distacca, e direi nettamente, da molte scritture “sperimentali” di moda oggidì, che pure indicano in Mesa un riferimento (!). L’assertività della scrittura di Mesa, per quanto impastata, per quanto balbettante, mutilata, è ben evidente: traumatizzata, inquieta, senza centro, magari anche contratta e agonizzante, però è presente. Ciò, almeno ai miei occhi, rende Mesa ancora più importante; in fondo, Mesa ci dimostra che le rovine possono essere messe in forma, possono essere dette, per l&#8217;appunto. La potenza della sua poesia è nella volontà di non perdere di vista la “figura”. </p>
<p>Complimenti a Baldacci (e a Pinto) per la proposta.</p>
<p>Stan. L.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/10/05/mesa/#comment-157045</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 08:23:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=40298#comment-157045</guid>

					<description><![CDATA[Ogni ritratto di Giuliano Mesa mette sotto luce il dono singolare- e forse il destino- il dolore- di un poeta talentuoso, nella sua vita legata alla scrittura. Mi tocca. La scrittura per lui non era una parentesi- un respiro- come un nuotatore cerca l&#039;aria- non era per lui- dalla lettura che faccio dei testi dedicati alla sua vita- un respiro- ma una musica interna, irrequieta del mondo- una musica costante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni ritratto di Giuliano Mesa mette sotto luce il dono singolare- e forse il destino- il dolore- di un poeta talentuoso, nella sua vita legata alla scrittura. Mi tocca. La scrittura per lui non era una parentesi- un respiro- come un nuotatore cerca l&#8217;aria- non era per lui- dalla lettura che faccio dei testi dedicati alla sua vita- un respiro- ma una musica interna, irrequieta del mondo- una musica costante.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-06-19 17:53:04 by W3 Total Cache
-->