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	Commenti a: HOMO SAPIENS al Palazzo delle esposizioni di Roma, intervista a Telmo Pievani	</title>
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		<title>
		Di: Antonio Coda		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Coda]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 11:46:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono stato alla mostra, e ne porto con me la scossa, attonito: è stato insieme un viaggio nel mondo, nel tempo più grande del mondo, e dentro me, nella storia millenaria avvolta a doppia elica in ogni mio frammento, scoprendo che dentro me - e tutti - c&#039;è traccia di ogni cosa avvenuta e di ogni cosa che può ancora avvenire. 

Le scienze, unite alla capacità della narrazione, superano l&#039;informazione e raggiungono la commozione illuminata,

(La mostra al piano di sotto dei pittori socialisti dagli Anni Venti a quelli Settanta, a proprio modo un&#039;altra forma di evoluzione creativa oltre il valico dell&#039;immobilismo ideologico sovietico, offre un ulteriore sottotesto di valore).

Un saluto!,
 Antonio Coda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stato alla mostra, e ne porto con me la scossa, attonito: è stato insieme un viaggio nel mondo, nel tempo più grande del mondo, e dentro me, nella storia millenaria avvolta a doppia elica in ogni mio frammento, scoprendo che dentro me &#8211; e tutti &#8211; c&#8217;è traccia di ogni cosa avvenuta e di ogni cosa che può ancora avvenire. </p>
<p>Le scienze, unite alla capacità della narrazione, superano l&#8217;informazione e raggiungono la commozione illuminata,</p>
<p>(La mostra al piano di sotto dei pittori socialisti dagli Anni Venti a quelli Settanta, a proprio modo un&#8217;altra forma di evoluzione creativa oltre il valico dell&#8217;immobilismo ideologico sovietico, offre un ulteriore sottotesto di valore).</p>
<p>Un saluto!,<br />
 Antonio Coda</p>
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		<title>
		Di: arduino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arduino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 17:07:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@lorenzo
Sia l&#039;intervista originale e sia il tuoi commento sono molto interessanti per chi, come me, ha qualche curiosità sull&#039;argomento. Sono d&#039;accordo con te sul fatto che la non linearità dell&#039;evoluzione può essere interpretato piuttosto arbitrariamente in chiave antireligiosa, ma mi domando se l&#039;irenicità nei rapporti tra Sapiens, Neanderthal indicata da Telmo Pievani non sia una riedizione del mito mito del buon selvaggio rovinato dalla civilizzazione. Non mi pare verosimile un  genocidio pianificato da parte di una specie umana ai danni di un&#039;altra, ma la scarsissima densità di popolazione di quei lontani tempi si univa alla grande estensione di territorio necessaria a sfamare anche piccoli gruppi di cacciatori e raccoglitori, in periodi anteriori all&#039;agricoltura e all&#039;allevamento del bestiame. Quindi una contesa anche violenta per le risorse non mi pare inverosimile, contesa nella quale possono avere avuto la meglio i più evoluti Sapiens, con la conseguente emarginazione dei Neanderthal in aree meno generose di risorse naturali fino alla loro estinzione. 

P.S. Sono stato un poco preso, mi mando a breve una opinione sul materiale che mi hai spedito]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@lorenzo<br />
Sia l&#8217;intervista originale e sia il tuoi commento sono molto interessanti per chi, come me, ha qualche curiosità sull&#8217;argomento. Sono d&#8217;accordo con te sul fatto che la non linearità dell&#8217;evoluzione può essere interpretato piuttosto arbitrariamente in chiave antireligiosa, ma mi domando se l&#8217;irenicità nei rapporti tra Sapiens, Neanderthal indicata da Telmo Pievani non sia una riedizione del mito mito del buon selvaggio rovinato dalla civilizzazione. Non mi pare verosimile un  genocidio pianificato da parte di una specie umana ai danni di un&#8217;altra, ma la scarsissima densità di popolazione di quei lontani tempi si univa alla grande estensione di territorio necessaria a sfamare anche piccoli gruppi di cacciatori e raccoglitori, in periodi anteriori all&#8217;agricoltura e all&#8217;allevamento del bestiame. Quindi una contesa anche violenta per le risorse non mi pare inverosimile, contesa nella quale possono avere avuto la meglio i più evoluti Sapiens, con la conseguente emarginazione dei Neanderthal in aree meno generose di risorse naturali fino alla loro estinzione. </p>
<p>P.S. Sono stato un poco preso, mi mando a breve una opinione sul materiale che mi hai spedito</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: michele		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/11/28/homo-sapiens-al-palazzo-delle-esposizioni-di-roma-intervista-a-telmo-pievani/#comment-159849</link>

		<dc:creator><![CDATA[michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 08:27:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[capire l&#039;evoluzione: è un passo fondamentale nell&#039;evoluzione dell&#039;homo.
assorbire questa cultura nuova e non immediata, metabolizzarla, riuscire a elaborare un&#039;empatia emotiva e razionale nello stesso tempo con le creature che sono state i nostri progenitori o i nostri stretti simili.
forse oggi non lo cogliamo del tutto, ma questa sfida culturale, se l&#039;homo avrà il tempo e l&#039;occasione di vincerla, diventerà una sfida evolutiva.
come il linguaggio ha spinto il sapiens sulla luna, potrebbe essere la coscienza della propria storia, la comprensione di sé e degli altri all&#039;interno di un quadro complessivo, a portare il sapiens ad inventare modi nuovi di vita e di organizzazione civile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>capire l&#8217;evoluzione: è un passo fondamentale nell&#8217;evoluzione dell&#8217;homo.<br />
assorbire questa cultura nuova e non immediata, metabolizzarla, riuscire a elaborare un&#8217;empatia emotiva e razionale nello stesso tempo con le creature che sono state i nostri progenitori o i nostri stretti simili.<br />
forse oggi non lo cogliamo del tutto, ma questa sfida culturale, se l&#8217;homo avrà il tempo e l&#8217;occasione di vincerla, diventerà una sfida evolutiva.<br />
come il linguaggio ha spinto il sapiens sulla luna, potrebbe essere la coscienza della propria storia, la comprensione di sé e degli altri all&#8217;interno di un quadro complessivo, a portare il sapiens ad inventare modi nuovi di vita e di organizzazione civile.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/11/28/homo-sapiens-al-palazzo-delle-esposizioni-di-roma-intervista-a-telmo-pievani/#comment-159823</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 18:59:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; una mostra importante, che spero abbia molte visite (io ci andrò).

E&#039; indicativo che per riportare sui media il tema dell&#039;evoluzionismo in Italia ci sia voluto un filosofo della scienza come Telmo Pievani, e non uno scienziato. La cultura scientifica in Italia è sempre poco considerata e forse al suo interno manca di abili divulgatori, a parte Odifreddi. Grazie al filosofo Giorello, di cui Pievani è stato allievo, si è però avuto un certo interesse per la filosofia della scienza e per il ruolo culturale della stessa. Telmo Pievani ha dato e sta dando un grande contributo per la divulgazione della biologia evoluzionistica. E&#039; stato negli USA con Gould, Eldredge, Tattersall, ed è preparatissimo in campo biologico; ha spiccate doti divulgative e di sintesi, che gli permettono di rendere chiaro e comprensibile a tutti un discorso che semplice non è. Ha anche forti doti organizzative, a giudicare dalle grandi iniziative che allestisce, di cui vorrei ricordare, prima di questa mostra, quella di Milano di due anni fa, su Darwin, per i suoi 200 anni, che era un progetto di Eldredge, con libro annesso.

Nello specifico, vorrei dire la mia su alcuni temi sollevati dalle domande di Antonio, cui spetta il gran merito di questa intervista, molto ben centrata sulle questioni essenziali - e quindi Antonio non se la prenderà se en passant gli ricordo, da biologo (è un dettaglio, ma da scienziato Antonio capirà questo mio attaccamento alla forma) che il nome delle specie e dei generi è sempre scritto in corsivo, anche nei testi divulgativi.

1. E&#039; vero che il quadro sull&#039;evoluzione dell&#039;uomo è oggi molto meno frammentario che in passato. Tuttavia io non condivido l&#039;ottimismo degli addetti ai lavori, che ogni volta si scopre una nuova specie credono di aver trovato uno degli ultimi pezzi del puzzle. Secondo me l&#039;albero filogenetico umano stilato oggi è solo una vaga approssimazione di quel che è stato nella storia naturale. Penso che le specie di ominidi finora rinvenute, ora non sto a contarle, ma credo circa una ventina, siano molte meno di quelle esistite. E quelle che si troveranno in futuro non colmeranno totalmente le lacune. Mia personale opinione. Del resto, non sapremo mai con certezza quanto saremo vicini a una ricostruzione dettagliata veritiera. (Credere di poterci arrivare è segno, secondo me, di un atteggiamento scientifico positivista). 

2. I filosofi come Telmo rimarcano spesso come l&#039;evoluzione umana non sia stata lineare né tanto meno finalistica, come molte specie umane abbiano convissuto. Credo che questo derivi anche dal volere marcare le distanze dal pensiero religioso, che prevede un progetto divino della creazione, che doveva portare all&#039;uomo. Penso non ci sia nulla di strano nella non-linearità dell&#039;evoluzione umana. E credo che questo argomento non debba essere usato in senso antireligioso, perché se esiste un Dio e un disegno divino, nulla gli impedisce di arrivare al suo obiettivo attraverso passaggi intricati e dipendenti in gran parte dal caso - ossia da qualcosa che a noi pare privo di una connessione causa-effetto. Sennò si rischia di far entrare in antagonismo il pensiero scientifico con quello religioso, con effetti negativi per la scienza stessa (a farlo sono comunque più i religiosi che gli scienziati: ma è importante che gli scienziati per reazione non cadano nell&#039;errore speculare). In questa intervista, comunque, questo non è successo. E&#039; giusto invece che le scoperte scientifiche interroghino costantemente le credenze religiose, che di fatto sono sottoposte a continue rielaborazioni, e anche limitazioni, dalla scienza. 

3. L&#039;&lt;i&gt;Homo antecessor&lt;/i&gt;, al momento considerato la prima specie europea del genere &lt;i&gt;Homo&lt;/i&gt;, è stato ritrovato in Spagna, vicino a Burgos, dove è presente un bellissimo museo sull&#039;evoluzione umana, e in particolare su questo ominide. Consiglio ad Antonio e a tutti gli interessati, se capitano di lì, di visitarlo, io l&#039;ho fatto questa estate.

4. Non credo neanche io ci siano stati genocidi. I genocidi presuppongono grandi popolazioni organizzate a stretto contatto, lotta per le risorse e la terra. Tra 100 000 e - 30 000 anni fa, in Eurasia, probabilmente la densità di popolazione delle specie ominidi era molto bassa, di territorio da colonizzare ce n&#039;era molto. Gli uomini di Neanderthal erano fisicamente più forti dei sapiens, e le armi dei sapiens non credo potessero fare la differenza. E perché i sapiens avrebbero dovuto organizzare grandi gruppi per scovare e uccidere piccoli gruppi di neanderthal? Mi sembra uno spreco di energie senza senso per l&#039;epoca. Poi, mi posso sbagliare, mi possono sfuggire molte considerazioni.

5. L&#039;importanza del linguaggio: Cavalli Sforza all&#039;Infedele, circa 8 anni fa, disse subito in apertura che la principale differenza tra l&#039;uomo e gli altri animali è quella di possedere un linguaggio articolato. Lo credo anche io: è il linguaggio ad aver fatto la differenza tra sapiens e il mondo animale, e anche tra sapiens e gli altri ominidi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una mostra importante, che spero abbia molte visite (io ci andrò).</p>
<p>E&#8217; indicativo che per riportare sui media il tema dell&#8217;evoluzionismo in Italia ci sia voluto un filosofo della scienza come Telmo Pievani, e non uno scienziato. La cultura scientifica in Italia è sempre poco considerata e forse al suo interno manca di abili divulgatori, a parte Odifreddi. Grazie al filosofo Giorello, di cui Pievani è stato allievo, si è però avuto un certo interesse per la filosofia della scienza e per il ruolo culturale della stessa. Telmo Pievani ha dato e sta dando un grande contributo per la divulgazione della biologia evoluzionistica. E&#8217; stato negli USA con Gould, Eldredge, Tattersall, ed è preparatissimo in campo biologico; ha spiccate doti divulgative e di sintesi, che gli permettono di rendere chiaro e comprensibile a tutti un discorso che semplice non è. Ha anche forti doti organizzative, a giudicare dalle grandi iniziative che allestisce, di cui vorrei ricordare, prima di questa mostra, quella di Milano di due anni fa, su Darwin, per i suoi 200 anni, che era un progetto di Eldredge, con libro annesso.</p>
<p>Nello specifico, vorrei dire la mia su alcuni temi sollevati dalle domande di Antonio, cui spetta il gran merito di questa intervista, molto ben centrata sulle questioni essenziali &#8211; e quindi Antonio non se la prenderà se en passant gli ricordo, da biologo (è un dettaglio, ma da scienziato Antonio capirà questo mio attaccamento alla forma) che il nome delle specie e dei generi è sempre scritto in corsivo, anche nei testi divulgativi.</p>
<p>1. E&#8217; vero che il quadro sull&#8217;evoluzione dell&#8217;uomo è oggi molto meno frammentario che in passato. Tuttavia io non condivido l&#8217;ottimismo degli addetti ai lavori, che ogni volta si scopre una nuova specie credono di aver trovato uno degli ultimi pezzi del puzzle. Secondo me l&#8217;albero filogenetico umano stilato oggi è solo una vaga approssimazione di quel che è stato nella storia naturale. Penso che le specie di ominidi finora rinvenute, ora non sto a contarle, ma credo circa una ventina, siano molte meno di quelle esistite. E quelle che si troveranno in futuro non colmeranno totalmente le lacune. Mia personale opinione. Del resto, non sapremo mai con certezza quanto saremo vicini a una ricostruzione dettagliata veritiera. (Credere di poterci arrivare è segno, secondo me, di un atteggiamento scientifico positivista). </p>
<p>2. I filosofi come Telmo rimarcano spesso come l&#8217;evoluzione umana non sia stata lineare né tanto meno finalistica, come molte specie umane abbiano convissuto. Credo che questo derivi anche dal volere marcare le distanze dal pensiero religioso, che prevede un progetto divino della creazione, che doveva portare all&#8217;uomo. Penso non ci sia nulla di strano nella non-linearità dell&#8217;evoluzione umana. E credo che questo argomento non debba essere usato in senso antireligioso, perché se esiste un Dio e un disegno divino, nulla gli impedisce di arrivare al suo obiettivo attraverso passaggi intricati e dipendenti in gran parte dal caso &#8211; ossia da qualcosa che a noi pare privo di una connessione causa-effetto. Sennò si rischia di far entrare in antagonismo il pensiero scientifico con quello religioso, con effetti negativi per la scienza stessa (a farlo sono comunque più i religiosi che gli scienziati: ma è importante che gli scienziati per reazione non cadano nell&#8217;errore speculare). In questa intervista, comunque, questo non è successo. E&#8217; giusto invece che le scoperte scientifiche interroghino costantemente le credenze religiose, che di fatto sono sottoposte a continue rielaborazioni, e anche limitazioni, dalla scienza. </p>
<p>3. L&#8217;<i>Homo antecessor</i>, al momento considerato la prima specie europea del genere <i>Homo</i>, è stato ritrovato in Spagna, vicino a Burgos, dove è presente un bellissimo museo sull&#8217;evoluzione umana, e in particolare su questo ominide. Consiglio ad Antonio e a tutti gli interessati, se capitano di lì, di visitarlo, io l&#8217;ho fatto questa estate.</p>
<p>4. Non credo neanche io ci siano stati genocidi. I genocidi presuppongono grandi popolazioni organizzate a stretto contatto, lotta per le risorse e la terra. Tra 100 000 e &#8211; 30 000 anni fa, in Eurasia, probabilmente la densità di popolazione delle specie ominidi era molto bassa, di territorio da colonizzare ce n&#8217;era molto. Gli uomini di Neanderthal erano fisicamente più forti dei sapiens, e le armi dei sapiens non credo potessero fare la differenza. E perché i sapiens avrebbero dovuto organizzare grandi gruppi per scovare e uccidere piccoli gruppi di neanderthal? Mi sembra uno spreco di energie senza senso per l&#8217;epoca. Poi, mi posso sbagliare, mi possono sfuggire molte considerazioni.</p>
<p>5. L&#8217;importanza del linguaggio: Cavalli Sforza all&#8217;Infedele, circa 8 anni fa, disse subito in apertura che la principale differenza tra l&#8217;uomo e gli altri animali è quella di possedere un linguaggio articolato. Lo credo anche io: è il linguaggio ad aver fatto la differenza tra sapiens e il mondo animale, e anche tra sapiens e gli altri ominidi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: omniaficta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/11/28/homo-sapiens-al-palazzo-delle-esposizioni-di-roma-intervista-a-telmo-pievani/#comment-159822</link>

		<dc:creator><![CDATA[omniaficta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 18:58:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto frettolosamente. Il Prof. Pievani dice (avrei dovuto scrivere...).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto frettolosamente. Il Prof. Pievani dice (avrei dovuto scrivere&#8230;).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franco buffoni		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 18:11:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho la risposta al quesito sopra posto, ma ancora possiedo la forza per dire - in questo paese bigotto, ignorante e allergico al metodo scientifico -  10, 100, 1000 Luigi Luca Cavalli-Sforza, 10, 100, 1000 Telmo Pievani. E un po&#039; meno preti, e un po&#039; meno poetucoli. Grande Sparz.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho la risposta al quesito sopra posto, ma ancora possiedo la forza per dire &#8211; in questo paese bigotto, ignorante e allergico al metodo scientifico &#8211;  10, 100, 1000 Luigi Luca Cavalli-Sforza, 10, 100, 1000 Telmo Pievani. E un po&#8217; meno preti, e un po&#8217; meno poetucoli. Grande Sparz.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: omniaficta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/11/28/homo-sapiens-al-palazzo-delle-esposizioni-di-roma-intervista-a-telmo-pievani/#comment-159816</link>

		<dc:creator><![CDATA[omniaficta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 16:58:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Prof. Cavalli-Sforza dice: &quot;dobbiamo proprio capire come sia successo che in così poco tempo siamo rimasti gli unici rappresentanti dell’umanità parlante&quot;. So che non ci sono elementi per formulare ipotesi fondate, ma ho il sospetto (fondato sul prevalente comportamento umano successivo) che l&#039;ipotesi di lavoro più plausibile debba essere quella di un conflitto violento. Ci sono anche altre ipotesi (malattie? infertilità?). Ma non trovate che un &quot;genocidio&quot; sia più coerente con la nostra Storia conosciuta?
Se questa ipotesi risulterà errata, tanto meglio; ma in caso contrario chi o cosa ci consolerà della perduta innocenza?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Prof. Cavalli-Sforza dice: &#8220;dobbiamo proprio capire come sia successo che in così poco tempo siamo rimasti gli unici rappresentanti dell’umanità parlante&#8221;. So che non ci sono elementi per formulare ipotesi fondate, ma ho il sospetto (fondato sul prevalente comportamento umano successivo) che l&#8217;ipotesi di lavoro più plausibile debba essere quella di un conflitto violento. Ci sono anche altre ipotesi (malattie? infertilità?). Ma non trovate che un &#8220;genocidio&#8221; sia più coerente con la nostra Storia conosciuta?<br />
Se questa ipotesi risulterà errata, tanto meglio; ma in caso contrario chi o cosa ci consolerà della perduta innocenza?</p>
]]></content:encoded>
		
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