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	Commenti a: NUOVI INQUADERNATI 7.	</title>
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		<title>
		Di: Giuseppe Fonte		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/11/nuovi-inquadernati-7/#comment-160752</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Fonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 16:09:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Vincenzo,
il poemetto è stato per me illuminante. Ciò che più di ogni altra cosa mi ha colpito è il suo impianto formale. Ho avuto la sensazione che il poema si evolva in modo similiare a ciò che avviene nella fissione nucleare. Il nucleo dell&#039;elemento pesante decade e diviene altro, ed altro ancora, e ancora altro, sprigionando complessivamente moltissima energia, che è poi il contenuto del poemetto. Forse il paragone è azzardato, ma mi è stato suggerito dai versi: &quot;Una/ è la regola,/ ma varia la misura,/&quot;. Mi ha affascinato poiché la sua forma mi è sembrata estremamente aderente alla natura delle cose, al suo mutare costante in una complessità disarmante ed estremamente significativa. Ti ringrazio e davvero complimenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Vincenzo,<br />
il poemetto è stato per me illuminante. Ciò che più di ogni altra cosa mi ha colpito è il suo impianto formale. Ho avuto la sensazione che il poema si evolva in modo similiare a ciò che avviene nella fissione nucleare. Il nucleo dell&#8217;elemento pesante decade e diviene altro, ed altro ancora, e ancora altro, sprigionando complessivamente moltissima energia, che è poi il contenuto del poemetto. Forse il paragone è azzardato, ma mi è stato suggerito dai versi: &#8220;Una/ è la regola,/ ma varia la misura,/&#8221;. Mi ha affascinato poiché la sua forma mi è sembrata estremamente aderente alla natura delle cose, al suo mutare costante in una complessità disarmante ed estremamente significativa. Ti ringrazio e davvero complimenti.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Yari		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/11/nuovi-inquadernati-7/#comment-160503</link>

		<dc:creator><![CDATA[Yari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 06:22:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ha proprio ragione Azzurra: denso. (Che è un bellissimo complimento.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha proprio ragione Azzurra: denso. (Che è un bellissimo complimento.)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Francesco Filia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/11/nuovi-inquadernati-7/#comment-160480</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco Filia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 16:25:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Vincenzo, mi confermi quella che era una mia precisa sensazione, infatti mi sembra che nei tuoi testi, e non solo nei versi iniziali, tu colga e riproponga in maniera incessante, il senso del finire, cioè l&#039;essenza del nostro stare al mondo. cosa significa finire? E nel finire di tutte le cose quale senso assume lo specifico finire dell&#039;uomo? In altre parole, cosa significa essere quel che siamo? E il senso di questo finire è un vuoto o peggio un nulla (di cui il vuoto non è altro che la fisicizzazione) o è &quot;restare per sempre nella sua scena madre,&quot; e a sua volta quello specifico finire che il suicidio è, non può essere in maniera riogorosa ed estrema una messa in opera della verità, come del resto lo sono, in maniera altra la poesia e la filosofia? La poesia se non si confronta con questi enigmi radicali non è niente e merita di essere trascurata. La tua affronta frontalmente (il gioco di parole è voluto) la lama affilata della parola e del pensiero e la mette in gioco, gioco serissimo e spietato.

Un caro saluto
ff]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Vincenzo, mi confermi quella che era una mia precisa sensazione, infatti mi sembra che nei tuoi testi, e non solo nei versi iniziali, tu colga e riproponga in maniera incessante, il senso del finire, cioè l&#8217;essenza del nostro stare al mondo. cosa significa finire? E nel finire di tutte le cose quale senso assume lo specifico finire dell&#8217;uomo? In altre parole, cosa significa essere quel che siamo? E il senso di questo finire è un vuoto o peggio un nulla (di cui il vuoto non è altro che la fisicizzazione) o è &#8220;restare per sempre nella sua scena madre,&#8221; e a sua volta quello specifico finire che il suicidio è, non può essere in maniera riogorosa ed estrema una messa in opera della verità, come del resto lo sono, in maniera altra la poesia e la filosofia? La poesia se non si confronta con questi enigmi radicali non è niente e merita di essere trascurata. La tua affronta frontalmente (il gioco di parole è voluto) la lama affilata della parola e del pensiero e la mette in gioco, gioco serissimo e spietato.</p>
<p>Un caro saluto<br />
ff</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: vincenzo frungillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/11/nuovi-inquadernati-7/#comment-160471</link>

		<dc:creator><![CDATA[vincenzo frungillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 15:04:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un&#039;espressione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un&#8217;espressione</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: vincenzo frungillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/11/nuovi-inquadernati-7/#comment-160470</link>

		<dc:creator><![CDATA[vincenzo frungillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 15:02:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=40478#comment-160470</guid>

					<description><![CDATA[@Francesco
forse era il caso di specificare che questo testo nasce proprio da una considerazione sul suicidio di Lucrezio. Il poeta aveva circa 40 anni. Ma, in realtà, questo poemetto vorrebbe essere una considerazione più ampia sulla fine delle cose. Memmio è il lettore sublime e destinatario del De rerum natura. Possiamo anche dire che è colui che legge il De rerum natura e ne coglie il sublime.
@Andrea
grazie per quanto scrivi. Questo commento è per me importante, segno della ricezione di cui si diceva. Grazie. Del resto questi versi nascono da un progetto che ci ha accomunati.
@Luciano
Quanto scrivi sulle rime è a mio avviso importante e preciso. Un nuovo ordine è un espressione che può dare adito ad equivoci, ma il senso del tuo intervento mi trova d&#039;accordo. 
@Marco.
Grazie!
@dc
Bello il saggio di Weil sull&#039;Iliade come poema delle forze. Mi sembra un commento giusto.
Grazie a tutti per i commenti, anche a Domenico, Azzurra e Mariagiorgia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Francesco<br />
forse era il caso di specificare che questo testo nasce proprio da una considerazione sul suicidio di Lucrezio. Il poeta aveva circa 40 anni. Ma, in realtà, questo poemetto vorrebbe essere una considerazione più ampia sulla fine delle cose. Memmio è il lettore sublime e destinatario del De rerum natura. Possiamo anche dire che è colui che legge il De rerum natura e ne coglie il sublime.<br />
@Andrea<br />
grazie per quanto scrivi. Questo commento è per me importante, segno della ricezione di cui si diceva. Grazie. Del resto questi versi nascono da un progetto che ci ha accomunati.<br />
@Luciano<br />
Quanto scrivi sulle rime è a mio avviso importante e preciso. Un nuovo ordine è un espressione che può dare adito ad equivoci, ma il senso del tuo intervento mi trova d&#8217;accordo.<br />
@Marco.<br />
Grazie!<br />
@dc<br />
Bello il saggio di Weil sull&#8217;Iliade come poema delle forze. Mi sembra un commento giusto.<br />
Grazie a tutti per i commenti, anche a Domenico, Azzurra e Mariagiorgia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fabio donalisio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/11/nuovi-inquadernati-7/#comment-160468</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabio donalisio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 14:54:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(re)inserire lucrezio all&#039;interno di una riflessione (ma più che altro macinazione) poetica è cosa degna di nota. farlo osando (l&#039;asincronia, il troppo, il di là) ne rafforza la dignità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(re)inserire lucrezio all&#8217;interno di una riflessione (ma più che altro macinazione) poetica è cosa degna di nota. farlo osando (l&#8217;asincronia, il troppo, il di là) ne rafforza la dignità.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: domenico cipriano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/11/nuovi-inquadernati-7/#comment-160465</link>

		<dc:creator><![CDATA[domenico cipriano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 13:49:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Frungillo ha trovato la sua strada stilistica che rafforza in ogni nuovo scritto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Frungillo ha trovato la sua strada stilistica che rafforza in ogni nuovo scritto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: dc		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/11/nuovi-inquadernati-7/#comment-160461</link>

		<dc:creator><![CDATA[dc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 12:54:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;incipit mi fa venire in mente Simone Weil, quando definiva la forza come ciò che rende &quot;cosa&quot; chiunque le si sottometta. Per dirla con Lucrezio, il mondo è un campo di forze. I versi di Frungillo indicano con decisione nella poesia una via d&#039;uscita, oggi, più necessaria che mai.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;incipit mi fa venire in mente Simone Weil, quando definiva la forza come ciò che rende &#8220;cosa&#8221; chiunque le si sottometta. Per dirla con Lucrezio, il mondo è un campo di forze. I versi di Frungillo indicano con decisione nella poesia una via d&#8217;uscita, oggi, più necessaria che mai.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mariagiorgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/11/nuovi-inquadernati-7/#comment-160452</link>

		<dc:creator><![CDATA[mariagiorgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 10:54:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli ultimi quattro versi mi rapiscono.
Grazie, Vincenzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli ultimi quattro versi mi rapiscono.<br />
Grazie, Vincenzo.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Marco Simonelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/11/nuovi-inquadernati-7/#comment-160450</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Simonelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 10:17:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#039;è molto controllo e sintesi e un occhio osservatore preciso e calibrato, a una prima lettura. Ed è un ottimo contrasto con la carica esplosiva sottostante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è molto controllo e sintesi e un occhio osservatore preciso e calibrato, a una prima lettura. Ed è un ottimo contrasto con la carica esplosiva sottostante.</p>
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