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	Commenti a: UNA BATTAGLIA CULTURALE	</title>
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		<title>
		Di: Luca Kocci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/12/una-battaglia-culturale/#comment-160727</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Kocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 19:47:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse sono fuori tempo massimo, però vorrei precisare a Maria, per dimostrare che non sono stato affatto poco accurato.
Di seguito incollo la fonte della notizia sull&#039;Ici, ovvero la stessa Cei, per bocca del suo segretario generale. Se adesso il portavoce della Cei lo smentisce, francamente il problema mi pare soprattutto loro.

CEI: CAMBIA PROPRIETA&#039; SEDE VIA AURELIA, RISPARMI FISCALI PER 2,7 MLN
(ASCA) - Roma, 10 giu - Un&#039;operazione da 90 milioni di euro in tre anni, che portera&#039; alla Conferenza episcopale un risparmio fiscale di 2,7 milioni di euro all&#039;anno: e&#039; quella che portera&#039; sotto il controllo diretto della Cei, per il tramite della Fondazione Santi Francesco d&#039;Assisi e Caterina da Siena (proprietaria anche della maggioranza del quotidiano dei vescovi &#039;Avvenire&#039;), il complesso immobiliare di via Aurelia 796 a Roma, dove hanno la loro sede alcuni organismi collegati alla conferenza episcopale come la Caritas e la Fondazione Migrantes, oltre alla tv e alla radio dei vescovi, Tv2000 e Radio InBlu. A descrivere l&#039;operazione, decisa dalla presidenza della Cei lo scorso 19 novembre, e&#039; mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, nella relazione sulla ripartizione delle quote dell&#039;8 per 1000 per l&#039;anno 2010 presentata ai vescovi nel corso dell&#039;Assemblea Generale dello scorso maggio, di cui l&#039;ASCA e&#039; entrata in possesso.
Il complesso di via Aurelia 796 e&#039; attualmente di proprieta&#039; della Immobiliare Aurelia Sostentamento srl (IAS), controllata al 100% dall&#039;Istituto Centrale per il Sostentamente del Clero (ICSC), l&#039;istituto che si occupa di erogare gli &#039;stipendi&#039; e le pensioni dei preti. Il passaggio di proprieta&#039;, spiega mons. Crociata, &#039;&#039;risponde alla necessita&#039; di incardinare in un ente ecclesiastico senza scopo di lucro, quale appunto la Fondazione Santi Francesco d&#039;Assisi e Caterina da Siena, controllata al 100% dalla Cei&#039;&#039;, in &#039;&#039;coerenza con i permessi autorizzativi e di destinazione d&#039;uso rilasciati dal comune di Roma&#039;&#039;.
Dopo il completamento della costruzione del complesso, spiega infatti il segretario della Cei, &#039;&#039;mantenere in vita la IAS, che e&#039; per natura una societa&#039; commerciale, comporterebbe oneri aggiuntivi dell&#039;ordine di oltre 1,5 milioni di euro di tasse sul reddito prodotto per ciascuno esercizio annuale, in aggiunta all&#039;applicazione dell&#039;IVA sulle locazioni, che, in capo ad attivita&#039; di fatto sostenute dalla Cei, determinerebbe un ulteriore aggravio per gli enti usuari di 1,2 milioni di euro all&#039;anno&#039;&#039;.
Il risparmio totale, quindi, che la Cei trarra&#039; dall&#039;operazione e&#039; pari a 2,7 milioni di euro all&#039;anno. Con questo obiettivo, spiega quindi Crociata, &#039;&#039;e in piena conformita&#039; con le norme vigenti&#039;&#039;, la Presidenza della Cei ha deciso &#039;&#039;l&#039;acquisto in capo alla Fondazione Santi Francesco d&#039;Assisi e Caterina da Siena dell&#039;intero complesso immobiliare, per un valore complessivo di 90 milioni di euro piu&#039; IVA, pagabili nei tre prossimi anni, disponendo la conseguente e successiva liquidazione della societa&#039;&#039;&#039;.
L&#039;ICSC ricavera&#039; quindi, secondo le stime della Cei, &#039;&#039;90-100 milioni di euro nei prossimi tre anni&#039;&#039; dall&#039;operazione. Conseguentemente, nel riparto dell&#039;8 per 1000 per il 2010, la Cei ha destinato all&#039;ICSC 357,7 milioni di euro, a fronte di un fabbisogno di 387,7 milioni di euro: i mancanti 30 milioni arriveranno appunto dall&#039;operazione sul complesso immobiliare di Via Aurelia. &#039;&#039;Per chiudere finanziariamente l&#039;operazione - avverte il segretario della Cei - analoghe e corrispondenti risorse (30 milioni di euro, ndr) dovranno essere messe a disposizione della Fondazione per onorare l&#039;impegno di acquisto&#039;&#039;.
&#039;&#039;L&#039;opportunita&#039; di realizzare il progetto entro il prossimo triennio - sottolinea quindi mons. Crociata - e&#039; dettata dalla maggior disponibilita&#039; di risorse provenienti dall&#039;8 per 1000 di cui potremo usufruire nel periodo 2010-2012 rispetto a quelle del periodo successivo, segnato dagli effetti della crisi economica&#039;&#039;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse sono fuori tempo massimo, però vorrei precisare a Maria, per dimostrare che non sono stato affatto poco accurato.<br />
Di seguito incollo la fonte della notizia sull&#8217;Ici, ovvero la stessa Cei, per bocca del suo segretario generale. Se adesso il portavoce della Cei lo smentisce, francamente il problema mi pare soprattutto loro.</p>
<p>CEI: CAMBIA PROPRIETA&#8217; SEDE VIA AURELIA, RISPARMI FISCALI PER 2,7 MLN<br />
(ASCA) &#8211; Roma, 10 giu &#8211; Un&#8217;operazione da 90 milioni di euro in tre anni, che portera&#8217; alla Conferenza episcopale un risparmio fiscale di 2,7 milioni di euro all&#8217;anno: e&#8217; quella che portera&#8217; sotto il controllo diretto della Cei, per il tramite della Fondazione Santi Francesco d&#8217;Assisi e Caterina da Siena (proprietaria anche della maggioranza del quotidiano dei vescovi &#8216;Avvenire&#8217;), il complesso immobiliare di via Aurelia 796 a Roma, dove hanno la loro sede alcuni organismi collegati alla conferenza episcopale come la Caritas e la Fondazione Migrantes, oltre alla tv e alla radio dei vescovi, Tv2000 e Radio InBlu. A descrivere l&#8217;operazione, decisa dalla presidenza della Cei lo scorso 19 novembre, e&#8217; mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, nella relazione sulla ripartizione delle quote dell&#8217;8 per 1000 per l&#8217;anno 2010 presentata ai vescovi nel corso dell&#8217;Assemblea Generale dello scorso maggio, di cui l&#8217;ASCA e&#8217; entrata in possesso.<br />
Il complesso di via Aurelia 796 e&#8217; attualmente di proprieta&#8217; della Immobiliare Aurelia Sostentamento srl (IAS), controllata al 100% dall&#8217;Istituto Centrale per il Sostentamente del Clero (ICSC), l&#8217;istituto che si occupa di erogare gli &#8216;stipendi&#8217; e le pensioni dei preti. Il passaggio di proprieta&#8217;, spiega mons. Crociata, &#8221;risponde alla necessita&#8217; di incardinare in un ente ecclesiastico senza scopo di lucro, quale appunto la Fondazione Santi Francesco d&#8217;Assisi e Caterina da Siena, controllata al 100% dalla Cei&#8221;, in &#8221;coerenza con i permessi autorizzativi e di destinazione d&#8217;uso rilasciati dal comune di Roma&#8221;.<br />
Dopo il completamento della costruzione del complesso, spiega infatti il segretario della Cei, &#8221;mantenere in vita la IAS, che e&#8217; per natura una societa&#8217; commerciale, comporterebbe oneri aggiuntivi dell&#8217;ordine di oltre 1,5 milioni di euro di tasse sul reddito prodotto per ciascuno esercizio annuale, in aggiunta all&#8217;applicazione dell&#8217;IVA sulle locazioni, che, in capo ad attivita&#8217; di fatto sostenute dalla Cei, determinerebbe un ulteriore aggravio per gli enti usuari di 1,2 milioni di euro all&#8217;anno&#8221;.<br />
Il risparmio totale, quindi, che la Cei trarra&#8217; dall&#8217;operazione e&#8217; pari a 2,7 milioni di euro all&#8217;anno. Con questo obiettivo, spiega quindi Crociata, &#8221;e in piena conformita&#8217; con le norme vigenti&#8221;, la Presidenza della Cei ha deciso &#8221;l&#8217;acquisto in capo alla Fondazione Santi Francesco d&#8217;Assisi e Caterina da Siena dell&#8217;intero complesso immobiliare, per un valore complessivo di 90 milioni di euro piu&#8217; IVA, pagabili nei tre prossimi anni, disponendo la conseguente e successiva liquidazione della societa&#8221;&#8217;.<br />
L&#8217;ICSC ricavera&#8217; quindi, secondo le stime della Cei, &#8221;90-100 milioni di euro nei prossimi tre anni&#8221; dall&#8217;operazione. Conseguentemente, nel riparto dell&#8217;8 per 1000 per il 2010, la Cei ha destinato all&#8217;ICSC 357,7 milioni di euro, a fronte di un fabbisogno di 387,7 milioni di euro: i mancanti 30 milioni arriveranno appunto dall&#8217;operazione sul complesso immobiliare di Via Aurelia. &#8221;Per chiudere finanziariamente l&#8217;operazione &#8211; avverte il segretario della Cei &#8211; analoghe e corrispondenti risorse (30 milioni di euro, ndr) dovranno essere messe a disposizione della Fondazione per onorare l&#8217;impegno di acquisto&#8221;.<br />
&#8221;L&#8217;opportunita&#8217; di realizzare il progetto entro il prossimo triennio &#8211; sottolinea quindi mons. Crociata &#8211; e&#8217; dettata dalla maggior disponibilita&#8217; di risorse provenienti dall&#8217;8 per 1000 di cui potremo usufruire nel periodo 2010-2012 rispetto a quelle del periodo successivo, segnato dagli effetti della crisi economica&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: Antonio Devicienti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/12/una-battaglia-culturale/#comment-160630</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Devicienti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 16:40:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Veramente sono io colui che deve ringraziare Franco Buffoni (ma non solo lui) per quello che va scrivendo su NI; il dibattito accesissimo che si è sviluppato nei vari commenti dimostra la centralità delle questioni affrontate e quanto ancora l&#039;Italia debba fare per progredire dal punto di vista dei diritti democratici - mi preoccupa infatti che nel nostro Paese si dibattano ancora questioni che dovrebbero essere considerate risolte e non sono tra quelli che imputano al Vaticano le colpe di tutto (posso ricordare almeno il nome di don Ciotti come uno degli esponenti di un&#039;altra Chiesa possibile?) Tuttavia non mi riconosco affatto in una religione che pone al suo centro la figura del Padre, per cui è sottinteso che tutti i suoi figli resteranno vita natural durante sotto tutela: è qui che vedo lo scarto tra una cultura patriarcale ed una cultura della responsabilità personale che è anche politica e culturale; forse mescolo i piani o sono un ingenuo, ma ho letto con piacere gli interventi di Andrea Inglese, uno degli autori della recente rilettura-rifacimento di Lucrezio: ecco: leggere con caparbietà, &quot;rifare&quot;, soprattutto studiare Lucrezio è un atto di emozionante emancipazione e resistenza contro una &quot;religio&quot; che, in termini lucreziani, significa superstizione, quindi abdicazione al ruolo della ragione. Personalmente mi sforzo di pensarmi Italiano in quanto connazionale di Giordano Bruno, di Giacomo Leopardi, di Bertrando Spaventa, tutti nomi citati in un libro che considero notevolissimo e cioè LA FABBRICA DELL&#039;OBBEDIENZA di Ermanno Rea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Veramente sono io colui che deve ringraziare Franco Buffoni (ma non solo lui) per quello che va scrivendo su NI; il dibattito accesissimo che si è sviluppato nei vari commenti dimostra la centralità delle questioni affrontate e quanto ancora l&#8217;Italia debba fare per progredire dal punto di vista dei diritti democratici &#8211; mi preoccupa infatti che nel nostro Paese si dibattano ancora questioni che dovrebbero essere considerate risolte e non sono tra quelli che imputano al Vaticano le colpe di tutto (posso ricordare almeno il nome di don Ciotti come uno degli esponenti di un&#8217;altra Chiesa possibile?) Tuttavia non mi riconosco affatto in una religione che pone al suo centro la figura del Padre, per cui è sottinteso che tutti i suoi figli resteranno vita natural durante sotto tutela: è qui che vedo lo scarto tra una cultura patriarcale ed una cultura della responsabilità personale che è anche politica e culturale; forse mescolo i piani o sono un ingenuo, ma ho letto con piacere gli interventi di Andrea Inglese, uno degli autori della recente rilettura-rifacimento di Lucrezio: ecco: leggere con caparbietà, &#8220;rifare&#8221;, soprattutto studiare Lucrezio è un atto di emozionante emancipazione e resistenza contro una &#8220;religio&#8221; che, in termini lucreziani, significa superstizione, quindi abdicazione al ruolo della ragione. Personalmente mi sforzo di pensarmi Italiano in quanto connazionale di Giordano Bruno, di Giacomo Leopardi, di Bertrando Spaventa, tutti nomi citati in un libro che considero notevolissimo e cioè LA FABBRICA DELL&#8217;OBBEDIENZA di Ermanno Rea.</p>
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		<title>
		Di: AMA		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/12/una-battaglia-culturale/#comment-160543</link>

		<dc:creator><![CDATA[AMA]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 16:47:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[delle loro classi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>delle loro classi.</p>
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		Di: AMA		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[AMA]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 16:46:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Senti , Galbiati, solo per farti sapere che se tu fossi stato un insegnante di mio figlio sarei andato subito dal Preside se solo tu avessi osato dire in classe la meta&#039; di quello che hai scritto qui. Non ho altro da aggiungere.

Speriamo solo che in futuro le nuove generazioni di insegnanti sappiano interagire col pluralismo etico e sociale delle sue classi multietniche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Senti , Galbiati, solo per farti sapere che se tu fossi stato un insegnante di mio figlio sarei andato subito dal Preside se solo tu avessi osato dire in classe la meta&#8217; di quello che hai scritto qui. Non ho altro da aggiungere.</p>
<p>Speriamo solo che in futuro le nuove generazioni di insegnanti sappiano interagire col pluralismo etico e sociale delle sue classi multietniche.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/12/una-battaglia-culturale/#comment-160540</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 15:54:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E naturalmente proponi, come hai fatto sotto il post di Murene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E naturalmente proponi, come hai fatto sotto il post di Murene.</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/12/una-battaglia-culturale/#comment-160539</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 15:46:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lorenzo non la voglio fare lunga, nè entrare in questa discussione. Almeno per ora. Le energie sono limitate. Ti rispondo solo sulla critica che ti ho fatto.

Quando scrivi: &quot;se un lettore dice quel che si aspetta da scrittori/artisti/intellettuali che hanno una certa visibilità pubblica.&quot; Tutto dipende come e a chi ti rivolgi. NI non è un partito, né un blog politico, ossia legato a un movimento o un&#039;associazione con un&#039;identità ben precisa. Lo segui da una vita, e questo dovresti averlo capito. Da un certo punto di vista è semore stato il nostro limite, da un altro punto di vista è anche la nostra forza. In certi casi, ci siamo mossi compatti, come redazione, su certi temi. Non significa che dobbiamo farlo sempre, o che possiamo, o che riusciamo. Io capisco che tu abbia una tua idea di scrittore e intellettuale, ma magari non è quella che corrisponde a quello che noi siamo, o che alcuni di noi sono. Allora è inutile protestare perché non facciamo questo o quello. Non dico che sia giusto o sbagliato, ma è inutile. Critica pure, come fanno tutti, quel che riusciamo a fare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lorenzo non la voglio fare lunga, nè entrare in questa discussione. Almeno per ora. Le energie sono limitate. Ti rispondo solo sulla critica che ti ho fatto.</p>
<p>Quando scrivi: &#8220;se un lettore dice quel che si aspetta da scrittori/artisti/intellettuali che hanno una certa visibilità pubblica.&#8221; Tutto dipende come e a chi ti rivolgi. NI non è un partito, né un blog politico, ossia legato a un movimento o un&#8217;associazione con un&#8217;identità ben precisa. Lo segui da una vita, e questo dovresti averlo capito. Da un certo punto di vista è semore stato il nostro limite, da un altro punto di vista è anche la nostra forza. In certi casi, ci siamo mossi compatti, come redazione, su certi temi. Non significa che dobbiamo farlo sempre, o che possiamo, o che riusciamo. Io capisco che tu abbia una tua idea di scrittore e intellettuale, ma magari non è quella che corrisponde a quello che noi siamo, o che alcuni di noi sono. Allora è inutile protestare perché non facciamo questo o quello. Non dico che sia giusto o sbagliato, ma è inutile. Critica pure, come fanno tutti, quel che riusciamo a fare.</p>
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		<title>
		Di: Ares		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/12/una-battaglia-culturale/#comment-160537</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 15:45:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una scuola pubblica dovrebbe avere insegnanti che si limitassero ad insegnare, inderogabilmente bene, la propria materia; mantenendo rilegate nella sfera privata le proprie convinzioni religiose, sessuali, etc..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una scuola pubblica dovrebbe avere insegnanti che si limitassero ad insegnare, inderogabilmente bene, la propria materia; mantenendo rilegate nella sfera privata le proprie convinzioni religiose, sessuali, etc..</p>
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		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/12/una-battaglia-culturale/#comment-160535</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 15:25:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per concludere.

Per il resto, il rilievo che mi muovi si può riassumere nel non saper accettare opinioni diverse dalle mie. Ora, non credo di essere immune da questo difetto, specie quando certe opinioni le sento la prima volta e mi sembrano del tutto assurde. Mi sono per esempio ora abbastanza abituato a questa moda di dar dell&#039;omofobo un po&#039; a tutti.

Nello specifico. Sostieni che vorrei tacitare le opinioni fornendo fatti. Ora, è chiaro che
Buffoni o chi per lui può continuare a ritenere omofoba quella docente, anche dopo l&#039;indagine. Ma se scrive un articolo informativo dovrebbe distinguere le sue opinioni dai fatti accertati. E invece non solo non lo fa, ma cita solo i fatti che giustificano la sua opinione, nascondendo quelli di segno opposto (può darsi che faccia così perché fa così la fonte da cui attinge, non lo so: non mi risponde mai).  Infatti sono stato io, ieri così come a luglio, a far presente che quelle riportate qui erano solo le accuse dell&#039;alunna, cui mancavano le risposte della docente, così come ora mancava il giudizio dell&#039;ispettore. Questa (secondo me) è disinformazione a scopo propagandistico. E la propaganda (fare cioè campagna anticattolica con mezze verità) rovina sempre la lotta per la causa (la riforma dell&#039;IRC). 
Se questa tecnica propagandistica è messa in atto in modo sistematico (come a me pare), io ritengo si possa dire che qui su NI si stia alimentando un fanatismo anticattolico più che una campagna sui valori della laicità. I commenti sopra sono un piccolo esempio di chi attrae tale fanatismo: già altrove ho fatto l&#039;elenco di quanti commentatori abituali e no di NI (tra cui miei amiche cui avevo segnalato dei pezzi, e che hanno varie amiche bisessuali/omosessuali), capitati nei commenti ai post di Buffoni, si son presi dell&#039;omofobo o altro e hanno abbandonato la discussione.
Ecco allora perché cito l&#039;Arcigay. Nel primo articolo sulla lista outing, &quot;Se proprio ci costringete&quot;, Buffoni terminava con &quot;L’outing come tattica di autodifesa della comunità gay. Con vent’anni di ritardo ci stiamo arrivando, finalmente, anche in Italia.&quot; A nome di chi parlava, Buffoni?  Ho fatto ricerche online e ho trovato che le principali organizzazioni della comunità lgbt dissentivano o esprimevano riserve, altro che Se ci costringete e finalmente. E le motivazioni del dissenso di queste associazioni? Più o meno le stesse di molti commentatori come me, che ovviamente passavano per omofobi o altro. In altre parole: cito l&#039;Arcigay per mostrare l&#039;assurdità delle offese (omofobia e altro) e delle reazioni violente che ricevono le mie opinioni, che sono state appunto simili a quelle dell&#039;Arcigay. Certo, si può sempre pensare che l&#039;Arcigay sia un covo di omofobi.
Infine - che ora mi tocca lavorare.

Tu sei tra quelli che credono che  &quot;una posizione antireligiosa sia qualcosa d’importante in Italia, dove l’ipocrisia dominante considera ancora l’ateismo esplicito una forma di bizzaria o stravaganza o di semplice estremismo.&quot;

Io non so cosa comporti questa tua posizione antireligiosa, come possa una tale posizione evitare la propaganda e il fanatismo di cui sopra. Per quel che posso capire io, se si rivendica una posizione antireligiosa, si legittima la posizione antiateistica delle gerarchie vaticane. 
Di certo, su questo hai ragione tu quando mi dici: &quot;bisogna accettare la diversità di presupposti etici e il conflitto non facilmente componibile che esso genera.&quot; Evidentemente non stiamo conducendo la stessa battaglia.

Ti chiedo, però: una scuola pubblica e laica dovrebbe essere aperta a docenti che esprimono posizioni atee antireligiose e chiusa a docenti che esprimono posizioni religiose?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per concludere.</p>
<p>Per il resto, il rilievo che mi muovi si può riassumere nel non saper accettare opinioni diverse dalle mie. Ora, non credo di essere immune da questo difetto, specie quando certe opinioni le sento la prima volta e mi sembrano del tutto assurde. Mi sono per esempio ora abbastanza abituato a questa moda di dar dell&#8217;omofobo un po&#8217; a tutti.</p>
<p>Nello specifico. Sostieni che vorrei tacitare le opinioni fornendo fatti. Ora, è chiaro che<br />
Buffoni o chi per lui può continuare a ritenere omofoba quella docente, anche dopo l&#8217;indagine. Ma se scrive un articolo informativo dovrebbe distinguere le sue opinioni dai fatti accertati. E invece non solo non lo fa, ma cita solo i fatti che giustificano la sua opinione, nascondendo quelli di segno opposto (può darsi che faccia così perché fa così la fonte da cui attinge, non lo so: non mi risponde mai).  Infatti sono stato io, ieri così come a luglio, a far presente che quelle riportate qui erano solo le accuse dell&#8217;alunna, cui mancavano le risposte della docente, così come ora mancava il giudizio dell&#8217;ispettore. Questa (secondo me) è disinformazione a scopo propagandistico. E la propaganda (fare cioè campagna anticattolica con mezze verità) rovina sempre la lotta per la causa (la riforma dell&#8217;IRC).<br />
Se questa tecnica propagandistica è messa in atto in modo sistematico (come a me pare), io ritengo si possa dire che qui su NI si stia alimentando un fanatismo anticattolico più che una campagna sui valori della laicità. I commenti sopra sono un piccolo esempio di chi attrae tale fanatismo: già altrove ho fatto l&#8217;elenco di quanti commentatori abituali e no di NI (tra cui miei amiche cui avevo segnalato dei pezzi, e che hanno varie amiche bisessuali/omosessuali), capitati nei commenti ai post di Buffoni, si son presi dell&#8217;omofobo o altro e hanno abbandonato la discussione.<br />
Ecco allora perché cito l&#8217;Arcigay. Nel primo articolo sulla lista outing, &#8220;Se proprio ci costringete&#8221;, Buffoni terminava con &#8220;L’outing come tattica di autodifesa della comunità gay. Con vent’anni di ritardo ci stiamo arrivando, finalmente, anche in Italia.&#8221; A nome di chi parlava, Buffoni?  Ho fatto ricerche online e ho trovato che le principali organizzazioni della comunità lgbt dissentivano o esprimevano riserve, altro che Se ci costringete e finalmente. E le motivazioni del dissenso di queste associazioni? Più o meno le stesse di molti commentatori come me, che ovviamente passavano per omofobi o altro. In altre parole: cito l&#8217;Arcigay per mostrare l&#8217;assurdità delle offese (omofobia e altro) e delle reazioni violente che ricevono le mie opinioni, che sono state appunto simili a quelle dell&#8217;Arcigay. Certo, si può sempre pensare che l&#8217;Arcigay sia un covo di omofobi.<br />
Infine &#8211; che ora mi tocca lavorare.</p>
<p>Tu sei tra quelli che credono che  &#8220;una posizione antireligiosa sia qualcosa d’importante in Italia, dove l’ipocrisia dominante considera ancora l’ateismo esplicito una forma di bizzaria o stravaganza o di semplice estremismo.&#8221;</p>
<p>Io non so cosa comporti questa tua posizione antireligiosa, come possa una tale posizione evitare la propaganda e il fanatismo di cui sopra. Per quel che posso capire io, se si rivendica una posizione antireligiosa, si legittima la posizione antiateistica delle gerarchie vaticane.<br />
Di certo, su questo hai ragione tu quando mi dici: &#8220;bisogna accettare la diversità di presupposti etici e il conflitto non facilmente componibile che esso genera.&#8221; Evidentemente non stiamo conducendo la stessa battaglia.</p>
<p>Ti chiedo, però: una scuola pubblica e laica dovrebbe essere aperta a docenti che esprimono posizioni atee antireligiose e chiusa a docenti che esprimono posizioni religiose?</p>
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		<title>
		Di: Ares		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/12/una-battaglia-culturale/#comment-160530</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 14:53:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intendo, per i tuoi studenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intendo, per i tuoi studenti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: maria		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/12/una-battaglia-culturale/#comment-160529</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 14:52:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=40997#comment-160529</guid>

					<description><![CDATA[Lorenzo scrive

&quot;Cosa che a me sembrava interessante (salvo poi rivedere la mia posizione una volta accortomi della disinformazione che circola sull’ICI relativa agli immobili del Vaticano ecc.).&quot; 

A proposito, stamattina sul manifesto c&#039;è una lettera del portavoce della Cei, mons. Domenico Pompili, il quale in relazione all&#039;articolo di Luca Kocci del 9 dicembre &quot; Se Dio pagasse l&#039;Ici. Il Caso di via Aurelia&quot;,   precisa che il caso sollevato dal giornalista è privo di fondamento in quanto sia l&#039;Immobiliare Aurelia Sostentamento srl che la Fondazione Santi Francesco D&#039;Assisi e Caterina Da Siena &quot;hanno sempre pagato e continueranno a pagare l&#039;ICI sul complesso immobiliare di via Aurelia 796&quot;

Questo per dire che le informazioni su una questione così importante dovrebbero essere più accurate.

Ovviamente io sono per far pagare l&#039;ici anche alla chiesa secondo le leggi vigenti e secondo nuove leggi qualora quelle vigenti, appunto, fossero discriminatorie rispetto ad altre realtà sociali. Per le attività commerciali penso non debbano, invece, esistere dubbi  fin da ora.

Maria M.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lorenzo scrive</p>
<p>&#8220;Cosa che a me sembrava interessante (salvo poi rivedere la mia posizione una volta accortomi della disinformazione che circola sull’ICI relativa agli immobili del Vaticano ecc.).&#8221; </p>
<p>A proposito, stamattina sul manifesto c&#8217;è una lettera del portavoce della Cei, mons. Domenico Pompili, il quale in relazione all&#8217;articolo di Luca Kocci del 9 dicembre &#8221; Se Dio pagasse l&#8217;Ici. Il Caso di via Aurelia&#8221;,   precisa che il caso sollevato dal giornalista è privo di fondamento in quanto sia l&#8217;Immobiliare Aurelia Sostentamento srl che la Fondazione Santi Francesco D&#8217;Assisi e Caterina Da Siena &#8220;hanno sempre pagato e continueranno a pagare l&#8217;ICI sul complesso immobiliare di via Aurelia 796&#8221;</p>
<p>Questo per dire che le informazioni su una questione così importante dovrebbero essere più accurate.</p>
<p>Ovviamente io sono per far pagare l&#8217;ici anche alla chiesa secondo le leggi vigenti e secondo nuove leggi qualora quelle vigenti, appunto, fossero discriminatorie rispetto ad altre realtà sociali. Per le attività commerciali penso non debbano, invece, esistere dubbi  fin da ora.</p>
<p>Maria M.</p>
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