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	Commenti a: DUE PIEGHE E UN RITORNO	</title>
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		<title>
		Di: Davide Nota		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/28/due-pieghe-e-un-ritorno/#comment-161405</link>

		<dc:creator><![CDATA[Davide Nota]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 23:27:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mia era un&#039;indicazione anagrafica per definire tre autori nati negli anni &#039;80.
Li ho definiti &quot;Cosiddetti nuovi&quot; con leggerezza, con riferimento implicito ad alcune operazioni antologiche note, come &quot;Non ancora trentenni&quot; (Nuovi argomenti, 2008), &quot;Poeti degli anni zero&quot; (L&#039;illuminista, 2011) o &quot;La generazione entrante. Poeti nati negli anni Ottanta&quot; (Ladolfi, 2011), o esperienze come RicercaBo2011 nella cui presentazione si parla di &quot;Nuovi autori&quot;.
Quindi, se mi chiedevi &quot;chi è che li ha così detti&quot;, credo di averti risposto.
Ciao.
Davide]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia era un&#8217;indicazione anagrafica per definire tre autori nati negli anni &#8217;80.<br />
Li ho definiti &#8220;Cosiddetti nuovi&#8221; con leggerezza, con riferimento implicito ad alcune operazioni antologiche note, come &#8220;Non ancora trentenni&#8221; (Nuovi argomenti, 2008), &#8220;Poeti degli anni zero&#8221; (L&#8217;illuminista, 2011) o &#8220;La generazione entrante. Poeti nati negli anni Ottanta&#8221; (Ladolfi, 2011), o esperienze come RicercaBo2011 nella cui presentazione si parla di &#8220;Nuovi autori&#8221;.<br />
Quindi, se mi chiedevi &#8220;chi è che li ha così detti&#8221;, credo di averti risposto.<br />
Ciao.<br />
Davide</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/28/due-pieghe-e-un-ritorno/#comment-161402</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 21:55:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ciao davide, grazie della precisazione, in effetti sul tuo richiamo al &quot;giovanile&quot; mi sono proprio sbagliato, ti chiedo scusa.  

ma chi sono i cosidetti &quot;nuovi&quot; e chi li ha &quot;cosidetti&quot;?

ciao,
lorenzo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ciao davide, grazie della precisazione, in effetti sul tuo richiamo al &#8220;giovanile&#8221; mi sono proprio sbagliato, ti chiedo scusa.  </p>
<p>ma chi sono i cosidetti &#8220;nuovi&#8221; e chi li ha &#8220;cosidetti&#8221;?</p>
<p>ciao,<br />
lorenzo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Davide Nota		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/28/due-pieghe-e-un-ritorno/#comment-161400</link>

		<dc:creator><![CDATA[Davide Nota]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 21:15:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lorenzo, rileggi bene quello che ho scritto perché hai capito male. Ho detto esattamente il contrario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lorenzo, rileggi bene quello che ho scritto perché hai capito male. Ho detto esattamente il contrario.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: lorenzo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/28/due-pieghe-e-un-ritorno/#comment-161397</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 19:29:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[se lo scambio privato è tanto più soddisfacente di quello pubblico, ci si chiede perché si continui a preferire quest&#039;ultimo. 

sono curioso di sapere chi sono i &quot;cosidetti &quot;nuovi&quot;&quot; e da chi sono &quot;cosidetti&quot;. 

ciao,
lorenzo

p.s. a trent&#039;anni mi sembra un po&#039; inopportuno caratterizzare il proprio lavoro come &quot;giovanile&quot;, e così scusarlo della sua acerbità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>se lo scambio privato è tanto più soddisfacente di quello pubblico, ci si chiede perché si continui a preferire quest&#8217;ultimo. </p>
<p>sono curioso di sapere chi sono i &#8220;cosidetti &#8220;nuovi&#8221;&#8221; e da chi sono &#8220;cosidetti&#8221;. </p>
<p>ciao,<br />
lorenzo</p>
<p>p.s. a trent&#8217;anni mi sembra un po&#8217; inopportuno caratterizzare il proprio lavoro come &#8220;giovanile&#8221;, e così scusarlo della sua acerbità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Davide Nota		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/28/due-pieghe-e-un-ritorno/#comment-161382</link>

		<dc:creator><![CDATA[Davide Nota]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 13:26:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=41120#comment-161382</guid>

					<description><![CDATA[Caro Giuseppe,
ti ringrazio per il consiglio di lettura, che accolgo, e soprattutto per le parole. 
Non so se è come dici - quel che sto tentando - oppure più semplicemente cerco di decifrare una rotta (perché sento il bisogno fisiologico di farlo) e propongo un confronto sugli appunti interpretativi tracciati sul mio diario di bordo.
Ecco, anche per dare ragione all&#039;ultimo commento di Elio (che ringrazio per la presenza): non un manifesto privato e figuriamoci una teoria, sono &quot;appunti da un diario di bordo&quot;.
Mi interessava tra l&#039;altro porre un punto a capo su un laboratorio giovanile (il mio) ed il suo approccio, aprendo un confronto di tipo nuovo sui testi e sul lavoro poetico da fare.
Questo confronto di tipo nuovo (basato sulla relazione tra forma e storia, come ha ben individuato Andrea, e che parte dagli appunti acerbi della Critica della separazione) mi pare si sia aperto, non solo qui nel commentario pubblico - che poi come sempre tende a uscire fuori tema - ma anche (in maniera più libera, meno &quot;trattenuta&quot; dalla paura di sbagliare) in privato, con altri esponenti dei cosiddetti &quot;nuovi&quot; che hanno forse più direttamente recepito il significato che intendevo dare a questo intervento: assumersi la &quot;responsabilità&quot; delle proprie scelte formali ponendole in una relazione con le forme della Storia.
Un caro saluto a tutti,
Davide]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giuseppe,<br />
ti ringrazio per il consiglio di lettura, che accolgo, e soprattutto per le parole.<br />
Non so se è come dici &#8211; quel che sto tentando &#8211; oppure più semplicemente cerco di decifrare una rotta (perché sento il bisogno fisiologico di farlo) e propongo un confronto sugli appunti interpretativi tracciati sul mio diario di bordo.<br />
Ecco, anche per dare ragione all&#8217;ultimo commento di Elio (che ringrazio per la presenza): non un manifesto privato e figuriamoci una teoria, sono &#8220;appunti da un diario di bordo&#8221;.<br />
Mi interessava tra l&#8217;altro porre un punto a capo su un laboratorio giovanile (il mio) ed il suo approccio, aprendo un confronto di tipo nuovo sui testi e sul lavoro poetico da fare.<br />
Questo confronto di tipo nuovo (basato sulla relazione tra forma e storia, come ha ben individuato Andrea, e che parte dagli appunti acerbi della Critica della separazione) mi pare si sia aperto, non solo qui nel commentario pubblico &#8211; che poi come sempre tende a uscire fuori tema &#8211; ma anche (in maniera più libera, meno &#8220;trattenuta&#8221; dalla paura di sbagliare) in privato, con altri esponenti dei cosiddetti &#8220;nuovi&#8221; che hanno forse più direttamente recepito il significato che intendevo dare a questo intervento: assumersi la &#8220;responsabilità&#8221; delle proprie scelte formali ponendole in una relazione con le forme della Storia.<br />
Un caro saluto a tutti,<br />
Davide</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: elio_c		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/28/due-pieghe-e-un-ritorno/#comment-161375</link>

		<dc:creator><![CDATA[elio_c]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 10:23:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=41120#comment-161375</guid>

					<description><![CDATA[@Lorenzo. Mi trovo d’accordo con queste tue ultime considerazioni. Anche un relativismo come il mio può esser visto come un odio per il talento, più precisamente verso determinati tipi di talento. In considerazione dell’incisivo intervento di Giuseppe (che saluto) – mi appare evidente come diventi difficile e persino imbarazzante il discorso pubblico quando vengano rimosse certe paratie convenzionali (in buona sostanza la “buona volontà culturale”, così ben individuata da Bourdieu nell’ambito dell’”illusio” complessiva che fonda la disciplina) – rivedo l’intera scena in questo modo: a partire dalla propria espressione poetica, Nota abbozza un “cappello teorico”. Questo può anche piacere a quelli che, come me, non lo prendono “troppo sul serio”, considerandolo sostanzialmente ancora nell’ambito protetto dalle franchigie poetiche, ma comprensibilmente può non piacere a costruttori rivali di cappelli teorici, presumibilmente più avanzati nel mestiere, che lo valutano implicitamente in rapporto a quanto già da essi stessi tentato.
Ringrazio per la pazienza e le stimolanti osservazioni. Ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Lorenzo. Mi trovo d’accordo con queste tue ultime considerazioni. Anche un relativismo come il mio può esser visto come un odio per il talento, più precisamente verso determinati tipi di talento. In considerazione dell’incisivo intervento di Giuseppe (che saluto) – mi appare evidente come diventi difficile e persino imbarazzante il discorso pubblico quando vengano rimosse certe paratie convenzionali (in buona sostanza la “buona volontà culturale”, così ben individuata da Bourdieu nell’ambito dell’”illusio” complessiva che fonda la disciplina) – rivedo l’intera scena in questo modo: a partire dalla propria espressione poetica, Nota abbozza un “cappello teorico”. Questo può anche piacere a quelli che, come me, non lo prendono “troppo sul serio”, considerandolo sostanzialmente ancora nell’ambito protetto dalle franchigie poetiche, ma comprensibilmente può non piacere a costruttori rivali di cappelli teorici, presumibilmente più avanzati nel mestiere, che lo valutano implicitamente in rapporto a quanto già da essi stessi tentato.<br />
Ringrazio per la pazienza e le stimolanti osservazioni. Ciao</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo carlucci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/28/due-pieghe-e-un-ritorno/#comment-161369</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo carlucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 00:36:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[p.s. per elio_c: &quot;Si potrebbe per esempio pensare che il mio trovare “suggestive” le poesie qui proposte debba avere meno peso del tuo trovarle “goffe e vacue” – considerando che tu sei coinvolto come autore e cultore nel campo poetico, mentre io no.&quot; io credo che il mio giudizio sulle poesie di nota qui sopra abbia esattamente lo stesso peso del tuo (tra l&#039;altro mi sembra che anche tu sia un &quot;cultore&quot; di poesia). si tratta in entrambi i casi di notazioni assai cursorie e sintetiche. evidentemente io mi sono soffermato di più sul testo teorico preposto alle poesie. su quello ho cercato di articolare un giudizio meno epidermico, imbastendo un discorsetto che, come tutti i discorsi o i discorsetti, può essere smontato, contradetto, ribaltato. mi chiedo davvero quale sia il vantaggio (anche retorico, a lungo termine) di porre sempre e quasi esclusivamente l&#039;accento sulla &quot;delegittimabilità&quot; e sulla illiceità di ogni discorso e giudizio. mi sembra un atteggiamento un po&#039; sofistico (in senso buono). anche un&#039;espressione di empatia come la tua è un giudizio articolato linguisticamente. &quot;e poi... di che parliamo?&quot;

ciao, 
lorenzo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>p.s. per elio_c: &#8220;Si potrebbe per esempio pensare che il mio trovare “suggestive” le poesie qui proposte debba avere meno peso del tuo trovarle “goffe e vacue” – considerando che tu sei coinvolto come autore e cultore nel campo poetico, mentre io no.&#8221; io credo che il mio giudizio sulle poesie di nota qui sopra abbia esattamente lo stesso peso del tuo (tra l&#8217;altro mi sembra che anche tu sia un &#8220;cultore&#8221; di poesia). si tratta in entrambi i casi di notazioni assai cursorie e sintetiche. evidentemente io mi sono soffermato di più sul testo teorico preposto alle poesie. su quello ho cercato di articolare un giudizio meno epidermico, imbastendo un discorsetto che, come tutti i discorsi o i discorsetti, può essere smontato, contradetto, ribaltato. mi chiedo davvero quale sia il vantaggio (anche retorico, a lungo termine) di porre sempre e quasi esclusivamente l&#8217;accento sulla &#8220;delegittimabilità&#8221; e sulla illiceità di ogni discorso e giudizio. mi sembra un atteggiamento un po&#8217; sofistico (in senso buono). anche un&#8217;espressione di empatia come la tua è un giudizio articolato linguisticamente. &#8220;e poi&#8230; di che parliamo?&#8221;</p>
<p>ciao,<br />
lorenzo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo carlucci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/28/due-pieghe-e-un-ritorno/#comment-161368</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo carlucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 00:24:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=41120#comment-161368</guid>

					<description><![CDATA[caro elio_c, non condivido la tua visione (espressa in &quot;io non credo che una simile ingegneria sul concetto poetico, artistico o filosofico&quot;), la trovo un po&#039; troppo relativista. preferisco allora il nichilismo, il &quot;tutto nel mondo è una interpretazione, e anche questa è una interpretazione&quot;, con la sua bella mise en abîme. voler ridurre ogni giudizio estetico a una questione di &quot;empatia&quot; mi sembra un po&#039; impoverire la faccenda in un debole &quot;de gustibus...&quot;. di nuovo, non mi sembra di aver imputato al testo di nota &quot;errori logici&quot;. il ragionare tuo e di cornacchia (mi sembra abbiate una impostazione simile) è assai interessante ma, come dire, &quot;anche questa è una interpretazione&quot;, una sorta di iper-razionalismo sociologico o teoria delle scelte razionali, una meta-analisi dei fini (?). anch&#039;esso si potrebbe interpretare come un odio per il talento. volendo. 

saluti, 
lorenzo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro elio_c, non condivido la tua visione (espressa in &#8220;io non credo che una simile ingegneria sul concetto poetico, artistico o filosofico&#8221;), la trovo un po&#8217; troppo relativista. preferisco allora il nichilismo, il &#8220;tutto nel mondo è una interpretazione, e anche questa è una interpretazione&#8221;, con la sua bella mise en abîme. voler ridurre ogni giudizio estetico a una questione di &#8220;empatia&#8221; mi sembra un po&#8217; impoverire la faccenda in un debole &#8220;de gustibus&#8230;&#8221;. di nuovo, non mi sembra di aver imputato al testo di nota &#8220;errori logici&#8221;. il ragionare tuo e di cornacchia (mi sembra abbiate una impostazione simile) è assai interessante ma, come dire, &#8220;anche questa è una interpretazione&#8221;, una sorta di iper-razionalismo sociologico o teoria delle scelte razionali, una meta-analisi dei fini (?). anch&#8217;esso si potrebbe interpretare come un odio per il talento. volendo. </p>
<p>saluti,<br />
lorenzo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Il fu GiusCo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/28/due-pieghe-e-un-ritorno/#comment-161367</link>

		<dc:creator><![CDATA[Il fu GiusCo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 21:20:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=41120#comment-161367</guid>

					<description><![CDATA[@elio_c 

In effetti il cappello teorico sarebbe ridondante di fronte ai testi, ma molta della discussione qui realizzata parte dal presupposto che le poesie, alla cui suggestione tutti aderiamo sinteticamente esperendole in base al nostro corpo, siano piu&#039; deboli del loro cappello teorico. Il dibattito cumulativo, analitico, si e&#039; dunque focalizzato su questo invece che su quelle. 

A me pare che Nota cerchi, da qualche tempo, il consenso dei &quot;competenti&quot; (cioe&#039; degli autorizzati al discorso ufficiale per via di curriculum e mestiere) prima che quello del &quot;talento&quot; (cioe&#039; degli autori forti per voce propria), in un tentativo di colmare forse qualche insicurezza, ma soprattutto nello sforzo di inserirsi nell&#039;ambiente di lavoro letterario. 

Le strade che portano dalla competenza ipersettoriale al talento in proprio sono impervie se non impossibili, mentre la via contraria e&#039; spesso, anche storicamente, quella che ha dato gli esiti migliori in relazione ai gusti del pubblico non specialistico e, qualche volta, del grande pubblico. Nota sta seguendo la via giusta, cercando di costruirsi una competenza partendo da una certa dose di talento.

Il conflitto fra queste due opposte maniere si e&#039; acuito in rete da quando sono sbarcati gli ipersettoriali espulsi dal cartaceo, che si sentono intitolati a dettare la loro linea un po&#039; a tutti, soffocando ideologicamente il talento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@elio_c </p>
<p>In effetti il cappello teorico sarebbe ridondante di fronte ai testi, ma molta della discussione qui realizzata parte dal presupposto che le poesie, alla cui suggestione tutti aderiamo sinteticamente esperendole in base al nostro corpo, siano piu&#8217; deboli del loro cappello teorico. Il dibattito cumulativo, analitico, si e&#8217; dunque focalizzato su questo invece che su quelle. </p>
<p>A me pare che Nota cerchi, da qualche tempo, il consenso dei &#8220;competenti&#8221; (cioe&#8217; degli autorizzati al discorso ufficiale per via di curriculum e mestiere) prima che quello del &#8220;talento&#8221; (cioe&#8217; degli autori forti per voce propria), in un tentativo di colmare forse qualche insicurezza, ma soprattutto nello sforzo di inserirsi nell&#8217;ambiente di lavoro letterario. </p>
<p>Le strade che portano dalla competenza ipersettoriale al talento in proprio sono impervie se non impossibili, mentre la via contraria e&#8217; spesso, anche storicamente, quella che ha dato gli esiti migliori in relazione ai gusti del pubblico non specialistico e, qualche volta, del grande pubblico. Nota sta seguendo la via giusta, cercando di costruirsi una competenza partendo da una certa dose di talento.</p>
<p>Il conflitto fra queste due opposte maniere si e&#8217; acuito in rete da quando sono sbarcati gli ipersettoriali espulsi dal cartaceo, che si sentono intitolati a dettare la loro linea un po&#8217; a tutti, soffocando ideologicamente il talento.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: elio_c		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/28/due-pieghe-e-un-ritorno/#comment-161366</link>

		<dc:creator><![CDATA[elio_c]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 20:14:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=41120#comment-161366</guid>

					<description><![CDATA[Se parli di riuscita allora è diverso e posso seguirti, perché si tratterebbe di un giudizio, diciamo così, “artistico”, che coinvolge i tirocinii del corpo e dunque implica una generosa dose di irrapportabilità di cui preferirei venisse sempre tenuto conto, soprattutto al fine di non scadere in odiose strategie della condiscendenza. Si potrebbe per esempio pensare che il mio trovare “suggestive” le poesie qui proposte debba avere meno peso del tuo trovarle “goffe e vacue” - considerando che tu sei coinvolto come autore e cultore nel campo poetico, mentre io no. Però a livello “filosofico” è risaputo che tutto si può ribaltare e per esempio io potrei (ma solo per ridere) giudicare i complessi presupposti disciplinari (tanto teorici/consapevoli quanto estetici/incorporati) dai quali tu parti, viziati, per esempio dalla rivalità, rispetto al mio limpidissimo disinteresse nella faccenda che mi rende invece “lettore ideale”. Il fatto è che Nota qui delinea un abbozzo, ad una scala di dettaglio che implica necessariamente un notevole livello di nebulosità – ed io stesso ho parlato di proiezione fisiognomica sulle nubi. Le proiezioni svalutanti che tu effettui su tale nebulosa sono ricche ed interessanti, ma in nessun modo “necessarie”: quella stessa metafora, appena dispiegata da qualche ragionamento, rimane aperta ad usi altrettanto leciti dei tuoi, come quelli che hanno condotto me ad apprezzare complessivamente la proposta. E’ quindi una questione di tono: le tue parole, ed anche quelle di altri commentatori, sembrano descrivere non una semplice mancanza di empatia (ovviamente facoltativa) nel riguardi di tale discorso - ma dei veri e propri “errori”, logici o ingegneristici (a livello concettuale) imputabili a carenze formative (da cui l’invito a leggere altri testi). Ecco: io non credo che una simile ingegneria sul concetto poetico, artistico o filosofico –  implicata dal tipo di giudizi espressi - esista davvero,  perlomeno io non l’ho ancora mai incontrata. Quel che avete fatto è proiettare l’errore attribuendolo alla tautologia di supporto (nel senso di Bateson).  
Ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se parli di riuscita allora è diverso e posso seguirti, perché si tratterebbe di un giudizio, diciamo così, “artistico”, che coinvolge i tirocinii del corpo e dunque implica una generosa dose di irrapportabilità di cui preferirei venisse sempre tenuto conto, soprattutto al fine di non scadere in odiose strategie della condiscendenza. Si potrebbe per esempio pensare che il mio trovare “suggestive” le poesie qui proposte debba avere meno peso del tuo trovarle “goffe e vacue” &#8211; considerando che tu sei coinvolto come autore e cultore nel campo poetico, mentre io no. Però a livello “filosofico” è risaputo che tutto si può ribaltare e per esempio io potrei (ma solo per ridere) giudicare i complessi presupposti disciplinari (tanto teorici/consapevoli quanto estetici/incorporati) dai quali tu parti, viziati, per esempio dalla rivalità, rispetto al mio limpidissimo disinteresse nella faccenda che mi rende invece “lettore ideale”. Il fatto è che Nota qui delinea un abbozzo, ad una scala di dettaglio che implica necessariamente un notevole livello di nebulosità – ed io stesso ho parlato di proiezione fisiognomica sulle nubi. Le proiezioni svalutanti che tu effettui su tale nebulosa sono ricche ed interessanti, ma in nessun modo “necessarie”: quella stessa metafora, appena dispiegata da qualche ragionamento, rimane aperta ad usi altrettanto leciti dei tuoi, come quelli che hanno condotto me ad apprezzare complessivamente la proposta. E’ quindi una questione di tono: le tue parole, ed anche quelle di altri commentatori, sembrano descrivere non una semplice mancanza di empatia (ovviamente facoltativa) nel riguardi di tale discorso &#8211; ma dei veri e propri “errori”, logici o ingegneristici (a livello concettuale) imputabili a carenze formative (da cui l’invito a leggere altri testi). Ecco: io non credo che una simile ingegneria sul concetto poetico, artistico o filosofico –  implicata dal tipo di giudizi espressi &#8211; esista davvero,  perlomeno io non l’ho ancora mai incontrata. Quel che avete fatto è proiettare l’errore attribuendolo alla tautologia di supporto (nel senso di Bateson).<br />
Ciao</p>
]]></content:encoded>
		
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