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	Commenti a: Pop is dead (but London isn&#8217;t)	</title>
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		<title>
		Di: mario rossi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/04/pop-is-dead-but-london-isnt/#comment-161596</link>

		<dc:creator><![CDATA[mario rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:23:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/04/pop-is-dead-but-london-isnt/#comment-161480&quot;&gt;helena&lt;/a&gt;.

Leggo con qualche giorno di ritardo, trovo ottimo lo spunto e le osservazioni. Credo che la cultura popolare si sia espressa in passato con quello che si chiamava folklore che oggi si trova nei musei di provincia e nelle feste di Liberazione (da quest&#039;anno feste solo online). Quello che chiamiamo da cinquant&#039;anni pop è una cultura industriale (un tempo anche un pò artigianale) ad uso del popolo ma non prodotta dal popolo. Oggi sembra peggio di quarant&#039;anni fa perché, come giustamente hai notato, Helena, si è acuito il meccanismo di sfruttamento economico delle idee e delle rappresentazioni, quindi l&#039;industria non distribuisce più creatività cercando di sfruttarne il meglio, ma crea direttamente dal meglio sfruttabile, e forse stiamo vivendo tutti immersi in una grande opera pop del capitale che i posteri, dopo la fine del mondo maya, si godranno con spassosi filmetti (?)
L&#039;odierna cultura popolare oggi come sempre vive su canali popolari; ieri le aie e le piazze, oggi internet, e le piazze solo per finta; anche se è enormemente contaminata dal pop industriale, quindi è sradicata, confusa, conosce derive da curva e da &quot;strada&quot;, entra ed esce dai centri sociali, dai laboratori teatrali, dalle sale prova frequentate da gruppetti musicali prima che tocchino i programmi tv talent-scout dove si squagliano e diventano plastica fusa nelle mani del mercato-demiurgo-artista (mi sa che sono un poco idealista)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/04/pop-is-dead-but-london-isnt/#comment-161480">helena</a>.</p>
<p>Leggo con qualche giorno di ritardo, trovo ottimo lo spunto e le osservazioni. Credo che la cultura popolare si sia espressa in passato con quello che si chiamava folklore che oggi si trova nei musei di provincia e nelle feste di Liberazione (da quest&#8217;anno feste solo online). Quello che chiamiamo da cinquant&#8217;anni pop è una cultura industriale (un tempo anche un pò artigianale) ad uso del popolo ma non prodotta dal popolo. Oggi sembra peggio di quarant&#8217;anni fa perché, come giustamente hai notato, Helena, si è acuito il meccanismo di sfruttamento economico delle idee e delle rappresentazioni, quindi l&#8217;industria non distribuisce più creatività cercando di sfruttarne il meglio, ma crea direttamente dal meglio sfruttabile, e forse stiamo vivendo tutti immersi in una grande opera pop del capitale che i posteri, dopo la fine del mondo maya, si godranno con spassosi filmetti (?)<br />
L&#8217;odierna cultura popolare oggi come sempre vive su canali popolari; ieri le aie e le piazze, oggi internet, e le piazze solo per finta; anche se è enormemente contaminata dal pop industriale, quindi è sradicata, confusa, conosce derive da curva e da &#8220;strada&#8221;, entra ed esce dai centri sociali, dai laboratori teatrali, dalle sale prova frequentate da gruppetti musicali prima che tocchino i programmi tv talent-scout dove si squagliano e diventano plastica fusa nelle mani del mercato-demiurgo-artista (mi sa che sono un poco idealista)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/04/pop-is-dead-but-london-isnt/#comment-161480</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 17:16:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto interessante, Temptative. Puzzona però lo dici a me, non solo perché il ragazzo si è fatto fotografare pure con Mourinho :-) 
Nel caso non si capisca, non penso affatto che i remake o Beckham e Bollywood ecc non siano pop. 
Hai ragione tu, però, a porre la domanda: chi ha detto che il pop debba essere &quot;nuovo&quot; o &quot;originale&quot;. Tradizionalmente, la cultura popolare non lo era. Eppure si rinnovava, magari molto lentamente, ma visto che nessuno tranne i suoi facitori e utenti se la filavano, piano piano mutava.
Non so, per quanto mi renda conto che la rappresentazione di cui parlo sia rappresentativa solo di una parte, io però temo che un po&#039; di questa libertà, l&#039;abbia persa da quando l&#039;industria culturale è diventata sia così democratica che veloce nel avvicendare un prodotto simbolico all&#039;altro.
Sempre impressionisticamente anch&#039;io. L&#039;Iphone immateriale però costa una paccata. Altrimenti non andrebbe a ruba. E, così a naso, proprio il fatto che dei riots sia rimasta impressa l&#039;immagine dell&#039;Iphone (et similia) rubato, mi sembra indicativo se non di rapporto di forza cambiato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante, Temptative. Puzzona però lo dici a me, non solo perché il ragazzo si è fatto fotografare pure con Mourinho :-)<br />
Nel caso non si capisca, non penso affatto che i remake o Beckham e Bollywood ecc non siano pop.<br />
Hai ragione tu, però, a porre la domanda: chi ha detto che il pop debba essere &#8220;nuovo&#8221; o &#8220;originale&#8221;. Tradizionalmente, la cultura popolare non lo era. Eppure si rinnovava, magari molto lentamente, ma visto che nessuno tranne i suoi facitori e utenti se la filavano, piano piano mutava.<br />
Non so, per quanto mi renda conto che la rappresentazione di cui parlo sia rappresentativa solo di una parte, io però temo che un po&#8217; di questa libertà, l&#8217;abbia persa da quando l&#8217;industria culturale è diventata sia così democratica che veloce nel avvicendare un prodotto simbolico all&#8217;altro.<br />
Sempre impressionisticamente anch&#8217;io. L&#8217;Iphone immateriale però costa una paccata. Altrimenti non andrebbe a ruba. E, così a naso, proprio il fatto che dei riots sia rimasta impressa l&#8217;immagine dell&#8217;Iphone (et similia) rubato, mi sembra indicativo se non di rapporto di forza cambiato.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: temptative		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/04/pop-is-dead-but-london-isnt/#comment-161468</link>

		<dc:creator><![CDATA[temptative]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 11:27:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[* rivendico pop-olarmente &#038; alta-mente una differenza se non stilistica perlomeno di impianto e/o peso teorico tra la responsabilità del post e la immediatezza del commento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>* rivendico pop-olarmente &amp; alta-mente una differenza se non stilistica perlomeno di impianto e/o peso teorico tra la responsabilità del post e la immediatezza del commento.</p>
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		<title>
		Di: temptative		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/04/pop-is-dead-but-london-isnt/#comment-161467</link>

		<dc:creator><![CDATA[temptative]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 11:14:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[pop-tourists. 
questo fenomeno - il turismo-pop - scoperto dal precocissimo cinno* è cominciato un  po&#039; prima ad esempio con la catena Hard-Rock Café. 
*(anzi guarda sono molto più pop quelli che si fan le foto con Beckham di tuo figlio, che lo vedo un po’ pre-maturamente puzzone, se posso, e con una cultura per lui inattuale, né pop né alta).

qui c&#039;è un errore di inversione di lettura: dov&#039;è che si capisce che il pop è reperibile - e quindi fotografabile, souvenirizzabile, cartolinizzabile - in luoghi deputati di culto? non lo è. il pop è una Chiesa sì, ma libera: si muove. tipo Moda, per dire. (guarda cosa si son rubati i ragazzetti dei recenti riots di, toh, Londra). e poi da quando sarebbe esattamente che i remake e i sequel e Bollywood non sono pop?

questo per il pop simbolico, funzionale, che vale anche in assenza del cosiddetto &quot;qualcosa di nuovo, dal basso, qualcosa che abbia quei caratteri di creatività e diffusione spontanea che erano il tratto portante della cultura popolare&quot;. anche perché chi è che ha detto che il pop deve essere nuovo? (appunto)

poi che &quot;i grandi circuiti&quot; non diano accesso alle &quot;novità popolar-culturali&quot; non significa che esse non esistono. sono solo fruite diversamente, in altri luoghi. (appunto)

anyway, la cosa più pop di tutto sono i soldi. quindi la complessità è seria. è un classico problema infinito, tipo stanza magica degli specchi o numero periodico. (vedi sempre riots: l’i-phone è l’immateriale).

(istruzioni per l&#039;uso: commento impressionistico ad appunti, su calco stilistico delle cazzatine di facebook; non esaustivo né definitivo).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>pop-tourists.<br />
questo fenomeno &#8211; il turismo-pop &#8211; scoperto dal precocissimo cinno* è cominciato un  po&#8217; prima ad esempio con la catena Hard-Rock Café.<br />
*(anzi guarda sono molto più pop quelli che si fan le foto con Beckham di tuo figlio, che lo vedo un po’ pre-maturamente puzzone, se posso, e con una cultura per lui inattuale, né pop né alta).</p>
<p>qui c&#8217;è un errore di inversione di lettura: dov&#8217;è che si capisce che il pop è reperibile &#8211; e quindi fotografabile, souvenirizzabile, cartolinizzabile &#8211; in luoghi deputati di culto? non lo è. il pop è una Chiesa sì, ma libera: si muove. tipo Moda, per dire. (guarda cosa si son rubati i ragazzetti dei recenti riots di, toh, Londra). e poi da quando sarebbe esattamente che i remake e i sequel e Bollywood non sono pop?</p>
<p>questo per il pop simbolico, funzionale, che vale anche in assenza del cosiddetto &#8220;qualcosa di nuovo, dal basso, qualcosa che abbia quei caratteri di creatività e diffusione spontanea che erano il tratto portante della cultura popolare&#8221;. anche perché chi è che ha detto che il pop deve essere nuovo? (appunto)</p>
<p>poi che &#8220;i grandi circuiti&#8221; non diano accesso alle &#8220;novità popolar-culturali&#8221; non significa che esse non esistono. sono solo fruite diversamente, in altri luoghi. (appunto)</p>
<p>anyway, la cosa più pop di tutto sono i soldi. quindi la complessità è seria. è un classico problema infinito, tipo stanza magica degli specchi o numero periodico. (vedi sempre riots: l’i-phone è l’immateriale).</p>
<p>(istruzioni per l&#8217;uso: commento impressionistico ad appunti, su calco stilistico delle cazzatine di facebook; non esaustivo né definitivo).</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/04/pop-is-dead-but-london-isnt/#comment-161439</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 12:03:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Va bene, mi smentisco da sola e vi mostro questo reperto della mia recente anglofilia-pop. 

http://www.youtube.com/watch?v=Mq23QqUvocM]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va bene, mi smentisco da sola e vi mostro questo reperto della mia recente anglofilia-pop. </p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Mq23QqUvocM" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=Mq23QqUvocM</a></p>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/04/pop-is-dead-but-london-isnt/#comment-161436</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 11:43:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Davide, io temo invece - come ho accennato nel commento sopra - che oggi sia diventato molto più difficile (non impossibile) far passare qualcosa di nuovo, dal basso. Qualcosa che abbia quei caratteri di creatività e diffusione spontanea che erano il tratto portante della cultura popolare, finché non c&#039;era tutta una megaindustria a cercare di intercettarla sin dai primi vagiti. 
Poi siamo probabilmente in una fase di tale cambiamento, che alcune conseguenze si fanno sentire pesantemente - tipo la musica fruita sempre più gratis, cosa che crea uno squilibrio enorme tra quelli che ce la fanno a entrare nei grandi circuiti e quelli che devono vivacchiare ai margini - ma altro è ancora in divenire. Speriamo, in ogni caso, che i Maya li spernacchieremo a fine anno e ne riparleremo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davide, io temo invece &#8211; come ho accennato nel commento sopra &#8211; che oggi sia diventato molto più difficile (non impossibile) far passare qualcosa di nuovo, dal basso. Qualcosa che abbia quei caratteri di creatività e diffusione spontanea che erano il tratto portante della cultura popolare, finché non c&#8217;era tutta una megaindustria a cercare di intercettarla sin dai primi vagiti.<br />
Poi siamo probabilmente in una fase di tale cambiamento, che alcune conseguenze si fanno sentire pesantemente &#8211; tipo la musica fruita sempre più gratis, cosa che crea uno squilibrio enorme tra quelli che ce la fanno a entrare nei grandi circuiti e quelli che devono vivacchiare ai margini &#8211; ma altro è ancora in divenire. Speriamo, in ogni caso, che i Maya li spernacchieremo a fine anno e ne riparleremo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Enrico		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/04/pop-is-dead-but-london-isnt/#comment-161431</link>

		<dc:creator><![CDATA[Enrico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 10:04:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il pop è sempre stato, e sempre sarà.

Oddio, sempre stato non lo so, ma perlomeno da &quot;Oh, Susanna!&quot; (S. Foster - 1848).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il pop è sempre stato, e sempre sarà.</p>
<p>Oddio, sempre stato non lo so, ma perlomeno da &#8220;Oh, Susanna!&#8221; (S. Foster &#8211; 1848).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Davide Pavlidis		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/04/pop-is-dead-but-london-isnt/#comment-161430</link>

		<dc:creator><![CDATA[Davide Pavlidis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 09:58:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come può morire un qualcosa che per definizione esprime la cultura popolare? Può solo cambiare, essere in linea coi tempi. Meglio prima? Meglio adesso? Solo questione di gusti e di mezzi espressivi. E domani? Se i Maya non avranno avuto ragione ne riparleremo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come può morire un qualcosa che per definizione esprime la cultura popolare? Può solo cambiare, essere in linea coi tempi. Meglio prima? Meglio adesso? Solo questione di gusti e di mezzi espressivi. E domani? Se i Maya non avranno avuto ragione ne riparleremo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: AMA		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/04/pop-is-dead-but-london-isnt/#comment-161420</link>

		<dc:creator><![CDATA[AMA]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 19:36:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[:-)))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>:-)))</p>
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		<item>
		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/04/pop-is-dead-but-london-isnt/#comment-161383</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 13:29:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ti ho pensato, a Londra. E su facebook ho scritto queste quattro cazzatine allegre.

&quot;Un po&#039; di cose che ho imparato a Londra (in ordine sparso):
- Che le metropoli favoriscono le relazioni urbane - in tutti i sensi - anche quando sono piovose e british.
- Che le ragazze e i ragazzi italiani che lì si mantengono con i più svariati lavori e lavoretti, acquistano un aria più leggera e libera.
- Che nella divulgazione scientifica gli inglesi restano imbattibili (Science Museum).
- Che le Doc Martens riportate nel loro habitat naturale sono utilissime.
- Che Jack Sparrow, visto in originale, fa capire la bravura strabiliante dell&#039;attore Johnny Depp.
- Che si può mangiare bene senza troppe ricerche e senza spendere di più che in Italia.&quot;

Grande città, per dire.

ps. il ragazzo non potrà che accogliere che a braccia aperte la tua proposta correttiva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ti ho pensato, a Londra. E su facebook ho scritto queste quattro cazzatine allegre.</p>
<p>&#8220;Un po&#8217; di cose che ho imparato a Londra (in ordine sparso):<br />
&#8211; Che le metropoli favoriscono le relazioni urbane &#8211; in tutti i sensi &#8211; anche quando sono piovose e british.<br />
&#8211; Che le ragazze e i ragazzi italiani che lì si mantengono con i più svariati lavori e lavoretti, acquistano un aria più leggera e libera.<br />
&#8211; Che nella divulgazione scientifica gli inglesi restano imbattibili (Science Museum).<br />
&#8211; Che le Doc Martens riportate nel loro habitat naturale sono utilissime.<br />
&#8211; Che Jack Sparrow, visto in originale, fa capire la bravura strabiliante dell&#8217;attore Johnny Depp.<br />
&#8211; Che si può mangiare bene senza troppe ricerche e senza spendere di più che in Italia.&#8221;</p>
<p>Grande città, per dire.</p>
<p>ps. il ragazzo non potrà che accogliere che a braccia aperte la tua proposta correttiva.</p>
]]></content:encoded>
		
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