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	Commenti a: The Monti Lessons	</title>
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		Di: enrico dignani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[enrico dignani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 17:42:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[.. anche dopo il Medio Evo una persona di rango poteva spogliarsi di fronte ad altri con una certa noncuranza, e con altrettanta noncuranza, esercitare in pubblico le funzioni corporali ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>.. anche dopo il Medio Evo una persona di rango poteva spogliarsi di fronte ad altri con una certa noncuranza, e con altrettanta noncuranza, esercitare in pubblico le funzioni corporali &#8230;</p>
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		Di: Vincenzo Cucinotta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 15:58:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono sostanzialmente d&#039;accordo con Baldrus. 
Aggiungerei che questa offensiva giornalistica di appoggio a Monti avviene con modalità anche rabbiose, come per esempio in Scalfari (ma forse qui potrebbe iniziare a farsi sentire qualche neuropatologia senile). A me comunque sembra da disperati, da gente che non potrebbe formulare alcuna proposta davvero convincente, ed ormai non fa che ripetere la stessa giaculatoria. A me sembra proprio un atteggiamento da perdenti, e questo tuttavia dovrebbe preoccuparci perchè nessuno può fare più male di chi vede davanti a sè la fine dei propri privilegi o anche soltanto delle proprie prospettive ideali. 
Ciò che più preoccupa è il vuoto di altre prospettive, che non è tanto l&#039;assenza di idee, quanto l&#039;incapacità a coagulare una proposta credibile anche dal punto di vista organizzativo. Apparentemente, è difficile mettere assieme anche soltanto due persone su una prospettiva politica rivoluzionaria concreta. 
Quest&#039;esigenza di coesione sembra fermarsi a una specifica iniziativa. Trovo molto significativo che in occasione di cosiddette iniziative unitarie si debba andare a leggere fino a cento differenti sigle: come dire, questa cosa la facciamo assieme, ma restiamo differenti e separati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sostanzialmente d&#8217;accordo con Baldrus.<br />
Aggiungerei che questa offensiva giornalistica di appoggio a Monti avviene con modalità anche rabbiose, come per esempio in Scalfari (ma forse qui potrebbe iniziare a farsi sentire qualche neuropatologia senile). A me comunque sembra da disperati, da gente che non potrebbe formulare alcuna proposta davvero convincente, ed ormai non fa che ripetere la stessa giaculatoria. A me sembra proprio un atteggiamento da perdenti, e questo tuttavia dovrebbe preoccuparci perchè nessuno può fare più male di chi vede davanti a sè la fine dei propri privilegi o anche soltanto delle proprie prospettive ideali.<br />
Ciò che più preoccupa è il vuoto di altre prospettive, che non è tanto l&#8217;assenza di idee, quanto l&#8217;incapacità a coagulare una proposta credibile anche dal punto di vista organizzativo. Apparentemente, è difficile mettere assieme anche soltanto due persone su una prospettiva politica rivoluzionaria concreta.<br />
Quest&#8217;esigenza di coesione sembra fermarsi a una specifica iniziativa. Trovo molto significativo che in occasione di cosiddette iniziative unitarie si debba andare a leggere fino a cento differenti sigle: come dire, questa cosa la facciamo assieme, ma restiamo differenti e separati.</p>
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		<title>
		Di: Marco Saya		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/11/the-monti-lessons/#comment-161604</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Saya]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 15:14:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/11/the-monti-lessons/#comment-161524&quot;&gt;plessus&lt;/a&gt;.

Condivido la breve analisi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/11/the-monti-lessons/#comment-161524">plessus</a>.</p>
<p>Condivido la breve analisi.</p>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/11/the-monti-lessons/#comment-161599</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 13:38:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[questa è la discussione su &quot;Giap&quot;, a proposito di Grillo.
http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=6524]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>questa è la discussione su &#8220;Giap&#8221;, a proposito di Grillo.<br />
<a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=6524" rel="nofollow ugc">http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=6524</a></p>
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		<title>
		Di: plessus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/11/the-monti-lessons/#comment-161598</link>

		<dc:creator><![CDATA[plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 12:07:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’adeguamento al consenso creato dai media credo sia diversa condizione dal tentativo di apprezzare qualcosa di buono nel nuovo subentrato. Esercizio che dovrebbe risultare facile, con alle spalle la devastazione di tre governi berlusconi. Eppure vedo che si continua a cannoneggiare pure chi sta cercando di salvare il paese Italia. Libero esercizio della critica. Perfetto. Personalmente, in maniera molto meno erudita, mi trovo d’accordo su numerose considerazione qui espresse. Però Monti era  l’unica via d’uscita dal tunnel della crisi. E Napolitano sembra fosse l’unico ad essersene accorto. Chi poteva salire al posto suo? Nomi? Per le elezioni non c’erano i tempi. E anche se ci fossero stati, ne sarebbe uscito un governo molto debole, vincente probabilmente per un pugno di voti come quello di Prodi del 2006. Fantastico. Bersani a capo del governo, o un Prodi tirato per la giacchetta, o, meglio ancora, l’idilliaco quadro offerto da un berlusconi-quater o da uno schifani1. Non c’erano altre strade praticabili se non la figura di un economista stimato in Europa - in cui, volenti o nolenti, siamo dentro con tutte le scarpe - che facesse riguadagnare credibilità all’Italia, scesa sotto i tacchi del nano ciarlatano. La sinistra giogioneggia e si spezzetta, invece di guadagnare consensi (se non quelli persi dalla destra) e presentare programmi chiari sostenuti da candidati credibili. 
Famo, dimo, costruimo, parlàmone… Se non si infila la scheda dentro all’urna con un nome ben preciso da segnare, non cambierà mai nulla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’adeguamento al consenso creato dai media credo sia diversa condizione dal tentativo di apprezzare qualcosa di buono nel nuovo subentrato. Esercizio che dovrebbe risultare facile, con alle spalle la devastazione di tre governi berlusconi. Eppure vedo che si continua a cannoneggiare pure chi sta cercando di salvare il paese Italia. Libero esercizio della critica. Perfetto. Personalmente, in maniera molto meno erudita, mi trovo d’accordo su numerose considerazione qui espresse. Però Monti era  l’unica via d’uscita dal tunnel della crisi. E Napolitano sembra fosse l’unico ad essersene accorto. Chi poteva salire al posto suo? Nomi? Per le elezioni non c’erano i tempi. E anche se ci fossero stati, ne sarebbe uscito un governo molto debole, vincente probabilmente per un pugno di voti come quello di Prodi del 2006. Fantastico. Bersani a capo del governo, o un Prodi tirato per la giacchetta, o, meglio ancora, l’idilliaco quadro offerto da un berlusconi-quater o da uno schifani1. Non c’erano altre strade praticabili se non la figura di un economista stimato in Europa &#8211; in cui, volenti o nolenti, siamo dentro con tutte le scarpe &#8211; che facesse riguadagnare credibilità all’Italia, scesa sotto i tacchi del nano ciarlatano. La sinistra giogioneggia e si spezzetta, invece di guadagnare consensi (se non quelli persi dalla destra) e presentare programmi chiari sostenuti da candidati credibili.<br />
Famo, dimo, costruimo, parlàmone… Se non si infila la scheda dentro all’urna con un nome ben preciso da segnare, non cambierà mai nulla.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Baldrus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/11/the-monti-lessons/#comment-161595</link>

		<dc:creator><![CDATA[Baldrus]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:22:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“i cittadini italiani non si fidano più dei politici mentre lui e i suoi sembrano gente seria e competente.” Sono in gran parte d’accordo con questa analisi, Helena. Il discorso è complesso, e pure pericoloso da affrontare senza scadere in disamine da “antitaliano” dei poveri. Però la storia ci insegna che spesso i popoli sostengono i loro persecutori, per la propaganda, il populismo, la paura, il rancore. L’esempio certamente più eclatante è il nazismo, salito al potere coi soldi e l’appoggio dei grandi junkers desiderosi di riprendere il saccheggio del mondo dopo due guerre perdute, ma con un massiccio sostegno popolare perché la propaganda nazista era tutta all’insegna dell’anticapitalismo. Per tornare alle nostre storie italiane (e non solo italiane), mi ha colpito (e illuminato) un intervento di Paolo Mieli. Chiedeva al PD di fare “scelte coraggiose” e anche difficili, vale a dire sostegno incondizionato al governo Monti che sta applicando le direttive europee ecc ecc (ormai sono formule preconfezionate), e diceva: “il PD deve assumersi le sue responsabilità, anche scontentando alcune minoranze”. Ecco, questa storia delle minoranze è emblematica. C’è una volontà pesante di affermazione dei più forti, dei potenti, dei grandi (ribadito anche da Marchionne, che di questa tendenza è un generale comandante), mettendo in conto la distruzione delle “minoranze”, cioè la riduzione in miseria di intere fette di popolazione. Perché è questo che accadrà sul medio e lungo termine. I nuovi tracciamenti per contrastare l’evasione fiscale avranno come effetto immediato la chiusura dell’attività di tanti piccoli professionisti che lavorano poco (per esempio madri con figli piccoli o persone deboli), con creazione di nuova disoccupazione. L’aumento capillare delle tasse, dei piccoli prelievi, dei veri e propri furtarelli, la loro sommatoria farà transitare molte persone dalla semi-povertà alla miseria e dalla normalità benestante alla semi-povertà. Ma sembra di capire che l’hanno messo in conto, ne sono consapevoli, e il PD dovrebbe farsi attore protagonista di questo disegno (cosa che peraltro già sta facendo). Tutto questo per non fare una vera riforma del fisco, che preveda il carcere (vero, non finto) per i grandi evasori e una forma di contrattazione per i piccoli, oltre che la possibilità per i cittadini di scaricare certe spese (per esempio l’affitto). Il progetto è quello di una dittatura morbida dei nuovi junkers, un regime di multinazionali, di banche rapinatrici, di ricconi barricati in ville fortificate (e non è solo un’immagine romanzesca), di un mostruoso network che crea ipnosi e persuasione di massa. Ogni alternativa a questo sistema viene definita “non credibile”, se non ingenua, patetica ecc. Perché nulla è ritenuto possibile al di fuori dell’attuale status quo. Non spetta certamente a me elaborare un progetto di alternativa che si occupi della finanza, del lavoro, ma chi avrebbe idee e proposta non viene intervistato a doppia pagina un giorno sì e uno no. Mentre a commentare lo stile di Monti un giorno sì e uno sì vedo vicedirettori del Sole 24 ore, Corriere, Repubblica, dove la massima critica che gli viene rivolta è “fare di più”. Impoverire di più, rastrellare più risorse per “la crescita”, cioè crescere licenziando oltre tutti gli standard europei (in questo caso gli standard sui licenziamenti non vengono richiamati, guarda caso), togliendo tasse alle imprese, privatizzando tutto il servizio pubblico. Mentre l’alternativa è proprio l’opposto, meno Mercato, più servizio pubblico, meno profitti, tutte cose non credibili appunto, ingenue ecc.

Comunque non è solo un progetto autoconsapevole e autocosciente. C’è una follia anche autodistruttiva nel capitalismo, un nichilismo criminale che non si ferma davanti a niente, compresa la distruzione del pianeta e quindi di se stesso.

[P.S. trovo molto utile questa nuova soluzione che si possono modificare i propri commenti entro una decina di minuti, bravi!]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“i cittadini italiani non si fidano più dei politici mentre lui e i suoi sembrano gente seria e competente.” Sono in gran parte d’accordo con questa analisi, Helena. Il discorso è complesso, e pure pericoloso da affrontare senza scadere in disamine da “antitaliano” dei poveri. Però la storia ci insegna che spesso i popoli sostengono i loro persecutori, per la propaganda, il populismo, la paura, il rancore. L’esempio certamente più eclatante è il nazismo, salito al potere coi soldi e l’appoggio dei grandi junkers desiderosi di riprendere il saccheggio del mondo dopo due guerre perdute, ma con un massiccio sostegno popolare perché la propaganda nazista era tutta all’insegna dell’anticapitalismo. Per tornare alle nostre storie italiane (e non solo italiane), mi ha colpito (e illuminato) un intervento di Paolo Mieli. Chiedeva al PD di fare “scelte coraggiose” e anche difficili, vale a dire sostegno incondizionato al governo Monti che sta applicando le direttive europee ecc ecc (ormai sono formule preconfezionate), e diceva: “il PD deve assumersi le sue responsabilità, anche scontentando alcune minoranze”. Ecco, questa storia delle minoranze è emblematica. C’è una volontà pesante di affermazione dei più forti, dei potenti, dei grandi (ribadito anche da Marchionne, che di questa tendenza è un generale comandante), mettendo in conto la distruzione delle “minoranze”, cioè la riduzione in miseria di intere fette di popolazione. Perché è questo che accadrà sul medio e lungo termine. I nuovi tracciamenti per contrastare l’evasione fiscale avranno come effetto immediato la chiusura dell’attività di tanti piccoli professionisti che lavorano poco (per esempio madri con figli piccoli o persone deboli), con creazione di nuova disoccupazione. L’aumento capillare delle tasse, dei piccoli prelievi, dei veri e propri furtarelli, la loro sommatoria farà transitare molte persone dalla semi-povertà alla miseria e dalla normalità benestante alla semi-povertà. Ma sembra di capire che l’hanno messo in conto, ne sono consapevoli, e il PD dovrebbe farsi attore protagonista di questo disegno (cosa che peraltro già sta facendo). Tutto questo per non fare una vera riforma del fisco, che preveda il carcere (vero, non finto) per i grandi evasori e una forma di contrattazione per i piccoli, oltre che la possibilità per i cittadini di scaricare certe spese (per esempio l’affitto). Il progetto è quello di una dittatura morbida dei nuovi junkers, un regime di multinazionali, di banche rapinatrici, di ricconi barricati in ville fortificate (e non è solo un’immagine romanzesca), di un mostruoso network che crea ipnosi e persuasione di massa. Ogni alternativa a questo sistema viene definita “non credibile”, se non ingenua, patetica ecc. Perché nulla è ritenuto possibile al di fuori dell’attuale status quo. Non spetta certamente a me elaborare un progetto di alternativa che si occupi della finanza, del lavoro, ma chi avrebbe idee e proposta non viene intervistato a doppia pagina un giorno sì e uno no. Mentre a commentare lo stile di Monti un giorno sì e uno sì vedo vicedirettori del Sole 24 ore, Corriere, Repubblica, dove la massima critica che gli viene rivolta è “fare di più”. Impoverire di più, rastrellare più risorse per “la crescita”, cioè crescere licenziando oltre tutti gli standard europei (in questo caso gli standard sui licenziamenti non vengono richiamati, guarda caso), togliendo tasse alle imprese, privatizzando tutto il servizio pubblico. Mentre l’alternativa è proprio l’opposto, meno Mercato, più servizio pubblico, meno profitti, tutte cose non credibili appunto, ingenue ecc.</p>
<p>Comunque non è solo un progetto autoconsapevole e autocosciente. C’è una follia anche autodistruttiva nel capitalismo, un nichilismo criminale che non si ferma davanti a niente, compresa la distruzione del pianeta e quindi di se stesso.</p>
<p>[P.S. trovo molto utile questa nuova soluzione che si possono modificare i propri commenti entro una decina di minuti, bravi!]</p>
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		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/11/the-monti-lessons/#comment-161594</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:02:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[più che di Groupthink avremmo bisogno di mr. Wolf

http://www.youtube.com/watch?v=tWLYPEB-vDc]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>più che di Groupthink avremmo bisogno di mr. Wolf</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tWLYPEB-vDc" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=tWLYPEB-vDc</a></p>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/11/the-monti-lessons/#comment-161592</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:49:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qui sono arrivate un sacco di cose a cui rispondere. Provo a cominciare dal fondo, ossia da Mauro (Baldrus.
Il governo attuale, come è evidente, gode di un sostegno della stampa altissimo che va dai giornali borghesi (Sole, Corriere, Stampa) a quelli di centro-sinistra più istituzionali come Repubblica, e l&#039;Unità, dove c&#039;era stato già prima della defenestrazione di Berlusconi un cambio di direttore per riallineasi alla segreteria e alla maggioranza del Pd, partito determinante per la riuscita del &quot;governo tecnico&quot;. 
Questo lo dico subito anche @Renzo, tenendoci però a precisare che questo pezzo non voleva unirsi al coro delle lodi allo stile e alla classe di Monti, classe intesa da me come classe sociale, ossia quella piccolissima elite conservatrice e liberale (o liberista), di cui il Presidente del Consiglio è incarnazione.
Mi rendo conto che questo esercizio di ironia possa essere meno evidente di quanto pareva a me scrivendo il pezzo, sebbene da un certo punto in poi penso che dovrebbe diventare più comprensibile.
Scalfari, sono d&#039;accordo, proprio perché mi pare anche piuttosto &quot;andato&quot; (oltrecché pieno di sé, come è sempre stato), incarna alla perfezione un vecchio equivoco: la sostituzione della sinistra con il liber(al)ismo, però serio e pulito. Ne ho scritto qui nel post più lungo intitolato &quot;Depressione&quot;.
Ora, concordo con Marco, se mai c&#039;è stato un momento in cui si poteva credere una roba simile, oggi, di fronte alla crisi, quel momento dovrebbe essere definitivamente morto e sepolto. C&#039;è una nutrita schiera di economisti più o meno keynesiani (Krugman, Wolf, Roubini, anche Guido Rossi sul Sole 24 ore), ossia persone che non sono affatto anticapitaliste, che stanno dicendo un giorno sì e l&#039;altro pure che la dogmatica economica di questi ultimi anni è alla frutta.
Nei paesi europei senz&#039;acqua alla gola, ossia in primis Francia e Germania, tutti i partiti di sinistra -anche quelli socialisti e socialdemocratici- stanno andando a sinistra, ossia pensando a come redistribuire meglio la ricchezza, a come rafforzare il controllo dello Stato sulla finanza ecc.
Ma uno dei nostri problemi è che non siamo tra questi. Ci troviamo incastrati nel contenitore chiamato Europa monetaria dove il coltello dalla parte del manico ce l&#039;hanno la Bce, la Bundesbank, la Germania e &quot;i mercati&quot;. Da qui nasce l&#039;imposizione della politica economica cosiddetta &quot;virtuosa&quot;, secondo un&#039;unica prescrizione ripetuta già per Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna che ora tocca anche noi. La cura dell&#039;austerità non funziona, anzi peggiora di brutto la recessione e anche il debito, ma niente da fare: nessun&#039;apertura sulla Bce prestatore di ultima istanza o soluzioni simili.
Io penso che finché non si intravede nessun alternativa sufficientemente forte per cambiare rotta (che per avere capacità contrattuali vere, dovrebbe riguardare almeno un&#039;alleanza di Stati europei singolarmente messi alle strette), forse davvero Monti rappresenta il miglior esecutore di una politica indubbiamente imposta e nient&#039;affatto di sinistra - uno che forse (forse) riesce a allontanarci dall&#039;orlo del fallimento e a contrattare condizioni un po&#039; meno da strozzinaggio. L&#039;alternativa probabile non è il default pilotato, ma il patatrac scomposto, cosa che- dicono anche gli economisti meno allineati - non sarebbe preferibile.
Le alternative ci sono, però vanno costruite. Dal basso, con i movimenti, e anche nel campo dei partiti che dovrebbero chiarire al loro interno le posizioni incompatibili in materia economica e trarrne le conseguenze (come nei casi di matrimoni che non funzionano più), cosa che vale soprattutto per il Pd. Però non mi pare che ci sia una grande vitalità in atto.
Credo che tra le diverse ragioni che rendono questo così difficile, ci sia anche il lascito pesante dell&#039;ultimo ventennio che, in modi diversi, ha reso subalterno tutto ciò che non fosse l&#039;ideologia dominante berlusconiana e leghista. Che mi sembra molto più pronta a tornare, spacciandosi per &quot;vicina al popolo&quot;, mentre - esattamente come il fascismo storico - è solo l&#039;altra forma di difesa dell&#039;interesse dei pochi e pochissimi, su scala più ridotta (nazionale, &quot;padana&quot;). 
In questo pezzo mi sono concentrata sulla questione del linguaggio, ossia su un aspetto culturale di un cambiamento che dovrebbe, secondo me, avvenire per non trovarci tra al massimo un anno con i soliti noti che si riprendono il paese, e dall&#039;altro lato un exploit di Grillo (su cui vi invito a leggere il post e la discussione su Giap dei Wu Ming). 
Monti, aggiungo, gode - a oggi- di un consenso pubblico impressionante, pur con la politica che ha messo in atto. 
E per spiegarselo, secondo me, non basta rimandare al consenso creato intorno a lui dai media. Non funzionerebbe, se non ci fosse il fatto che i cittadini italiani non si fidano più dei politici mentre lui e i suoi sembrano gente seria e competente.
E&#039; anche soprattutto per questa ragione che il suo linguaggio così tipico di un&#039;elite piccolissima, risulta comprensibile e credibile. 
Quel che volevo dire è che il successo mediatico di Monti smentisce l&#039;assunzione introietta che per &quot;parlare alla gente&quot; bisogna usare per forza un linguaggio e una retorica populista. Si può farlo anche in altri modi, come sapeva bene Gramsci. Sono quelli che invitavo a reinventarsi: perché una diversa egemonia culturale parte per forza dal linguaggio e dai suoi contenuti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui sono arrivate un sacco di cose a cui rispondere. Provo a cominciare dal fondo, ossia da Mauro (Baldrus.<br />
Il governo attuale, come è evidente, gode di un sostegno della stampa altissimo che va dai giornali borghesi (Sole, Corriere, Stampa) a quelli di centro-sinistra più istituzionali come Repubblica, e l&#8217;Unità, dove c&#8217;era stato già prima della defenestrazione di Berlusconi un cambio di direttore per riallineasi alla segreteria e alla maggioranza del Pd, partito determinante per la riuscita del &#8220;governo tecnico&#8221;.<br />
Questo lo dico subito anche @Renzo, tenendoci però a precisare che questo pezzo non voleva unirsi al coro delle lodi allo stile e alla classe di Monti, classe intesa da me come classe sociale, ossia quella piccolissima elite conservatrice e liberale (o liberista), di cui il Presidente del Consiglio è incarnazione.<br />
Mi rendo conto che questo esercizio di ironia possa essere meno evidente di quanto pareva a me scrivendo il pezzo, sebbene da un certo punto in poi penso che dovrebbe diventare più comprensibile.<br />
Scalfari, sono d&#8217;accordo, proprio perché mi pare anche piuttosto &#8220;andato&#8221; (oltrecché pieno di sé, come è sempre stato), incarna alla perfezione un vecchio equivoco: la sostituzione della sinistra con il liber(al)ismo, però serio e pulito. Ne ho scritto qui nel post più lungo intitolato &#8220;Depressione&#8221;.<br />
Ora, concordo con Marco, se mai c&#8217;è stato un momento in cui si poteva credere una roba simile, oggi, di fronte alla crisi, quel momento dovrebbe essere definitivamente morto e sepolto. C&#8217;è una nutrita schiera di economisti più o meno keynesiani (Krugman, Wolf, Roubini, anche Guido Rossi sul Sole 24 ore), ossia persone che non sono affatto anticapitaliste, che stanno dicendo un giorno sì e l&#8217;altro pure che la dogmatica economica di questi ultimi anni è alla frutta.<br />
Nei paesi europei senz&#8217;acqua alla gola, ossia in primis Francia e Germania, tutti i partiti di sinistra -anche quelli socialisti e socialdemocratici- stanno andando a sinistra, ossia pensando a come redistribuire meglio la ricchezza, a come rafforzare il controllo dello Stato sulla finanza ecc.<br />
Ma uno dei nostri problemi è che non siamo tra questi. Ci troviamo incastrati nel contenitore chiamato Europa monetaria dove il coltello dalla parte del manico ce l&#8217;hanno la Bce, la Bundesbank, la Germania e &#8220;i mercati&#8221;. Da qui nasce l&#8217;imposizione della politica economica cosiddetta &#8220;virtuosa&#8221;, secondo un&#8217;unica prescrizione ripetuta già per Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna che ora tocca anche noi. La cura dell&#8217;austerità non funziona, anzi peggiora di brutto la recessione e anche il debito, ma niente da fare: nessun&#8217;apertura sulla Bce prestatore di ultima istanza o soluzioni simili.<br />
Io penso che finché non si intravede nessun alternativa sufficientemente forte per cambiare rotta (che per avere capacità contrattuali vere, dovrebbe riguardare almeno un&#8217;alleanza di Stati europei singolarmente messi alle strette), forse davvero Monti rappresenta il miglior esecutore di una politica indubbiamente imposta e nient&#8217;affatto di sinistra &#8211; uno che forse (forse) riesce a allontanarci dall&#8217;orlo del fallimento e a contrattare condizioni un po&#8217; meno da strozzinaggio. L&#8217;alternativa probabile non è il default pilotato, ma il patatrac scomposto, cosa che- dicono anche gli economisti meno allineati &#8211; non sarebbe preferibile.<br />
Le alternative ci sono, però vanno costruite. Dal basso, con i movimenti, e anche nel campo dei partiti che dovrebbero chiarire al loro interno le posizioni incompatibili in materia economica e trarrne le conseguenze (come nei casi di matrimoni che non funzionano più), cosa che vale soprattutto per il Pd. Però non mi pare che ci sia una grande vitalità in atto.<br />
Credo che tra le diverse ragioni che rendono questo così difficile, ci sia anche il lascito pesante dell&#8217;ultimo ventennio che, in modi diversi, ha reso subalterno tutto ciò che non fosse l&#8217;ideologia dominante berlusconiana e leghista. Che mi sembra molto più pronta a tornare, spacciandosi per &#8220;vicina al popolo&#8221;, mentre &#8211; esattamente come il fascismo storico &#8211; è solo l&#8217;altra forma di difesa dell&#8217;interesse dei pochi e pochissimi, su scala più ridotta (nazionale, &#8220;padana&#8221;).<br />
In questo pezzo mi sono concentrata sulla questione del linguaggio, ossia su un aspetto culturale di un cambiamento che dovrebbe, secondo me, avvenire per non trovarci tra al massimo un anno con i soliti noti che si riprendono il paese, e dall&#8217;altro lato un exploit di Grillo (su cui vi invito a leggere il post e la discussione su Giap dei Wu Ming).<br />
Monti, aggiungo, gode &#8211; a oggi- di un consenso pubblico impressionante, pur con la politica che ha messo in atto.<br />
E per spiegarselo, secondo me, non basta rimandare al consenso creato intorno a lui dai media. Non funzionerebbe, se non ci fosse il fatto che i cittadini italiani non si fidano più dei politici mentre lui e i suoi sembrano gente seria e competente.<br />
E&#8217; anche soprattutto per questa ragione che il suo linguaggio così tipico di un&#8217;elite piccolissima, risulta comprensibile e credibile.<br />
Quel che volevo dire è che il successo mediatico di Monti smentisce l&#8217;assunzione introietta che per &#8220;parlare alla gente&#8221; bisogna usare per forza un linguaggio e una retorica populista. Si può farlo anche in altri modi, come sapeva bene Gramsci. Sono quelli che invitavo a reinventarsi: perché una diversa egemonia culturale parte per forza dal linguaggio e dai suoi contenuti.</p>
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		Di: maria		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/11/the-monti-lessons/#comment-161591</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 08:43:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_13/roncone-sottosegretario-immobili_ad48196a-3dac-11e1-86c1-1066f4abcff8.shtml]]></description>
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		Di: Vincenzo Cucinotta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/11/the-monti-lessons/#comment-161588</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 07:16:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Purtroppo, la devastazione culturale non risparmia certo il settore dell&#039;informazione, e così bisognerebbe che infine qualche giornalista ponga a Monti le domande giuste, tipo: Come si può salvare il sistema bancario globale? Lei, esimio professore una ricetta, una vaga idea di ricetta ce l&#039;avrebbe? 
Esisterà un giornalista a Berlino? 
Perchè, questo è il punto, la crisi del sistema bancario, legata all&#039;emissione di montagne di titoli, è in tutta evidenza irresolvibile. Le ricette di Keynes non possono funzionare, perchè ormai si è venuto a generare un monetarismo keynesiano che è perfino peggio del monetarismo classico. Tutto ciò che oggi, a partire da USA e Regno Unito, si può proporre è solo un prolungamento dell&#039;agonia, continuare a dare ossigeno al paziente terminale-sistema bancario, sapendo tuttavia che egli paziente è irrimediabilmente destinato alla morte. 
Tutte queste ricette che tendono a incrementare ulteriormente la liquidità, aggravano la malattia e costituiscono di fatto un  voltarsi dall&#039;altra parte per non vedere lo scempio in atto. 
L&#039;unica cosa ragionevole sarebbe bruciare tutti questi titoli, ma poichè la loro proprietà è privata, il consenso per tale eliminazione di cartaccia, non vi sarà mai: si tratta di valore fittizio, a cui però il detentore tiene. 
Il Monti di turno può solo recitare la parte in commedia in cui l&#039;aggettivo &quot;virtuoso&quot; non costituisce una scelta formale, ma è la sostanza stessa del ruolo svolto. 
Insomma, descriverei la situazione come una commedia recitata sullì&#039;orlo di un precipizio che si avvicina inesorabilmente, ma le Cassandre come me non hanno mai avuto successo, è superfluio dirlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo, la devastazione culturale non risparmia certo il settore dell&#8217;informazione, e così bisognerebbe che infine qualche giornalista ponga a Monti le domande giuste, tipo: Come si può salvare il sistema bancario globale? Lei, esimio professore una ricetta, una vaga idea di ricetta ce l&#8217;avrebbe?<br />
Esisterà un giornalista a Berlino?<br />
Perchè, questo è il punto, la crisi del sistema bancario, legata all&#8217;emissione di montagne di titoli, è in tutta evidenza irresolvibile. Le ricette di Keynes non possono funzionare, perchè ormai si è venuto a generare un monetarismo keynesiano che è perfino peggio del monetarismo classico. Tutto ciò che oggi, a partire da USA e Regno Unito, si può proporre è solo un prolungamento dell&#8217;agonia, continuare a dare ossigeno al paziente terminale-sistema bancario, sapendo tuttavia che egli paziente è irrimediabilmente destinato alla morte.<br />
Tutte queste ricette che tendono a incrementare ulteriormente la liquidità, aggravano la malattia e costituiscono di fatto un  voltarsi dall&#8217;altra parte per non vedere lo scempio in atto.<br />
L&#8217;unica cosa ragionevole sarebbe bruciare tutti questi titoli, ma poichè la loro proprietà è privata, il consenso per tale eliminazione di cartaccia, non vi sarà mai: si tratta di valore fittizio, a cui però il detentore tiene.<br />
Il Monti di turno può solo recitare la parte in commedia in cui l&#8217;aggettivo &#8220;virtuoso&#8221; non costituisce una scelta formale, ma è la sostanza stessa del ruolo svolto.<br />
Insomma, descriverei la situazione come una commedia recitata sullì&#8217;orlo di un precipizio che si avvicina inesorabilmente, ma le Cassandre come me non hanno mai avuto successo, è superfluio dirlo.</p>
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