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	Commenti a: Miti e incertezze del mito	</title>
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		<title>
		Di: MITI E FOLLIA (miti e incertezze, la vendetta) &#171; L U N A T I S M I		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/15/miti-e-incertezze-del-mito/#comment-162103</link>

		<dc:creator><![CDATA[MITI E FOLLIA (miti e incertezze, la vendetta) &#171; L U N A T I S M I]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 21:39:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] è un estratto, preso ieri pomeriggio, del commentario a questo articolo: (daniele ventre il 21 gennaio 2012 alle 14:01) La fine argomentazione binaghiana si è manifestata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] è un estratto, preso ieri pomeriggio, del commentario a questo articolo: (daniele ventre il 21 gennaio 2012 alle 14:01) La fine argomentazione binaghiana si è manifestata [&#8230;]</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Pensieri Oziosi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/15/miti-e-incertezze-del-mito/#comment-162051</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pensieri Oziosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 15:12:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quasi sicuramente i versi di Goethe sono anteriori allo scritto di Hegel, il quale, grande ammiratore di Goethe, probabilmente li aveva in mente quando scriveva la sua introduzione alla Filosofia del Diritto. 

Poi per il resto, ribadisco quanto scritto nel primo commento: se uno vuole iniziare un pezzo con una citazione latina, dovrebbe scriverla corretta: &quot;hic Rhodus, hic saltus&quot;. Il perpetuare un errore rimane pur sempre un errore, specialmente per uno che ha aspirazioni da filologo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi sicuramente i versi di Goethe sono anteriori allo scritto di Hegel, il quale, grande ammiratore di Goethe, probabilmente li aveva in mente quando scriveva la sua introduzione alla Filosofia del Diritto. </p>
<p>Poi per il resto, ribadisco quanto scritto nel primo commento: se uno vuole iniziare un pezzo con una citazione latina, dovrebbe scriverla corretta: &#8220;hic Rhodus, hic saltus&#8221;. Il perpetuare un errore rimane pur sempre un errore, specialmente per uno che ha aspirazioni da filologo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: undadoaventifacce (al sesto, empirico, risultato)		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/15/miti-e-incertezze-del-mito/#comment-162049</link>

		<dc:creator><![CDATA[undadoaventifacce (al sesto, empirico, risultato)]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 14:53:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[undadoaventifacce (al sesto, empirico, risultato) il 21 gennaio 2012 alle 23:35
Il tuo commento è in attesa di moderazione.

Per una paraculata detta
(un ultimo intervento
su “i seminatori d’odio”)
eccomi smentito e smontato;

è proprio un mondo insano
questo dei letteronzoli
paraccademici che s’incamicia
a forza nel suo dire e dire

-inutile parlar dei trolleggianti
che travian sane discussioni:
il troll è un mostro che le ingoia,
le discussioni, nei nomi e cognomi

che invadono lo spazio del commento,
del tema dato, dell’argomentazione,
per lasciar spazio all’altarino sacro
del piccolo amor proprio di ciascuno,
un mostro che sprigiona dal furore
egomaniaco dell’Autore e del suo doppio,
antitesi che vuole spodestarlo
dal pulpito, dal trono, dalla cattedra:
il troll è sintesi;

non ci voleva un genio per capire
che quell’accenno vago ad una fede
fatto ad un certo punto dal Binaghi,
fosse in riguardo ad un atteggiamento,
rispetto al mito, molto differente,
almeno quanto a impostazione,
rispetto a quello ritenuto dall’autore
plausibile e degno di fede:

per chi ritiene esista un mondo trascendente
la dimensione della nostra vita,
lo scopo dello studio degli antichi
miti e simboli, a parità di metodo
(coi modi ritenuti ora corretti e correnti)
non è il “sistema segnico fondante
di una cultura”, ma un’eventuale
verità mistica o religiosa
che in quel sistema trovi testimonio;
ciò rende Omero poco interessante
per chi ritiene già quel tempo e luogo
percorso da un suo proprio illuminismo.

Da scettico non posso che sospendere
il giudizio su tutta la questione;
ma giova ricordare che anche l’ateismo
è una professione di fede,
e certe analisi del mito rischiano
di somigliare a una vivisezione
e uccidere ciò che analizzano
privandolo di ciò che ne era essenza;

a questo non si riesce a rimediare,
riguarda ciò che non possiamo
verificare in nessun modo;
ed al Binaghi, un’unica risposta
poteva essere ammissione e confine:
la verità mistica del simbolo non interessa
perchè non la si può sapere.

Su ciò che c’è più sotto due parole:
da chi trasuda l’accademia nel linguaggio
aspetterei maggior prudenza ad indicare,
specie ora che al governo abbiamo
più professori che clericali, di gran lunga,
senza citare ciò che l’accademia
o tanti cori degli intellettuali
ci han regalato negli anni passati:
i chierici son chierici dovunque,
vogliono aver ragione ad ogni costo
e non importa quale sia il discorso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>undadoaventifacce (al sesto, empirico, risultato) il 21 gennaio 2012 alle 23:35<br />
Il tuo commento è in attesa di moderazione.</p>
<p>Per una paraculata detta<br />
(un ultimo intervento<br />
su “i seminatori d’odio”)<br />
eccomi smentito e smontato;</p>
<p>è proprio un mondo insano<br />
questo dei letteronzoli<br />
paraccademici che s’incamicia<br />
a forza nel suo dire e dire</p>
<p>-inutile parlar dei trolleggianti<br />
che travian sane discussioni:<br />
il troll è un mostro che le ingoia,<br />
le discussioni, nei nomi e cognomi</p>
<p>che invadono lo spazio del commento,<br />
del tema dato, dell’argomentazione,<br />
per lasciar spazio all’altarino sacro<br />
del piccolo amor proprio di ciascuno,<br />
un mostro che sprigiona dal furore<br />
egomaniaco dell’Autore e del suo doppio,<br />
antitesi che vuole spodestarlo<br />
dal pulpito, dal trono, dalla cattedra:<br />
il troll è sintesi;</p>
<p>non ci voleva un genio per capire<br />
che quell’accenno vago ad una fede<br />
fatto ad un certo punto dal Binaghi,<br />
fosse in riguardo ad un atteggiamento,<br />
rispetto al mito, molto differente,<br />
almeno quanto a impostazione,<br />
rispetto a quello ritenuto dall’autore<br />
plausibile e degno di fede:</p>
<p>per chi ritiene esista un mondo trascendente<br />
la dimensione della nostra vita,<br />
lo scopo dello studio degli antichi<br />
miti e simboli, a parità di metodo<br />
(coi modi ritenuti ora corretti e correnti)<br />
non è il “sistema segnico fondante<br />
di una cultura”, ma un’eventuale<br />
verità mistica o religiosa<br />
che in quel sistema trovi testimonio;<br />
ciò rende Omero poco interessante<br />
per chi ritiene già quel tempo e luogo<br />
percorso da un suo proprio illuminismo.</p>
<p>Da scettico non posso che sospendere<br />
il giudizio su tutta la questione;<br />
ma giova ricordare che anche l’ateismo<br />
è una professione di fede,<br />
e certe analisi del mito rischiano<br />
di somigliare a una vivisezione<br />
e uccidere ciò che analizzano<br />
privandolo di ciò che ne era essenza;</p>
<p>a questo non si riesce a rimediare,<br />
riguarda ciò che non possiamo<br />
verificare in nessun modo;<br />
ed al Binaghi, un’unica risposta<br />
poteva essere ammissione e confine:<br />
la verità mistica del simbolo non interessa<br />
perchè non la si può sapere.</p>
<p>Su ciò che c’è più sotto due parole:<br />
da chi trasuda l’accademia nel linguaggio<br />
aspetterei maggior prudenza ad indicare,<br />
specie ora che al governo abbiamo<br />
più professori che clericali, di gran lunga,<br />
senza citare ciò che l’accademia<br />
o tanti cori degli intellettuali<br />
ci han regalato negli anni passati:<br />
i chierici son chierici dovunque,<br />
vogliono aver ragione ad ogni costo<br />
e non importa quale sia il discorso.</p>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/15/miti-e-incertezze-del-mito/#comment-162044</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 14:32:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;i&gt;Georgia, non capisco quello che vuoi da me&lt;/i&gt;

ma naturalmente niente, solo che, comunque ora tu la metta, ventre non ha *sbagliato*, ha solo usato una frase idiomatica, banalissima e usatissima senza andare alla fonte greca di esopo ;-)
Invece HA SBAGLIATO ALLA GRANDE a censurare binaghi, rosa o non rosa, croce o non croce ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>Georgia, non capisco quello che vuoi da me</i></p>
<p>ma naturalmente niente, solo che, comunque ora tu la metta, ventre non ha *sbagliato*, ha solo usato una frase idiomatica, banalissima e usatissima senza andare alla fonte greca di esopo ;-)<br />
Invece HA SBAGLIATO ALLA GRANDE a censurare binaghi, rosa o non rosa, croce o non croce ;-)</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/15/miti-e-incertezze-del-mito/#comment-162043</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 14:25:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marx prende il gioco di parole, tra rodi e rosa, da Hegel( che l&#039;aveva coniato nella sua Prefazione ai Lineamenti della filosofia del diritto, per polemizzare (forse) con la rosa nella croce (simbolo della società dei Rosacroce) di cui parla nello stessa prefazione.
Ora che abbiamo ricostruito, passo passo il tragitto di una frase diventata banalmente idiomatica, possiamo anche essere soddisfatti, a me rimane una piccola curiosità, Hegel avrà fatto il gioco di parole con nell&#039;orecchio la poesia di Goethe o viceversa? L&#039;anno di pubblicazione vedo che è lo stesso, ma certo il tutto avrà circolato anche prima ... forse avranno avuto un bloggino dove discutere e litigare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marx prende il gioco di parole, tra rodi e rosa, da Hegel( che l&#8217;aveva coniato nella sua Prefazione ai Lineamenti della filosofia del diritto, per polemizzare (forse) con la rosa nella croce (simbolo della società dei Rosacroce) di cui parla nello stessa prefazione.<br />
Ora che abbiamo ricostruito, passo passo il tragitto di una frase diventata banalmente idiomatica, possiamo anche essere soddisfatti, a me rimane una piccola curiosità, Hegel avrà fatto il gioco di parole con nell&#8217;orecchio la poesia di Goethe o viceversa? L&#8217;anno di pubblicazione vedo che è lo stesso, ma certo il tutto avrà circolato anche prima &#8230; forse avranno avuto un bloggino dove discutere e litigare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Pensieri Oziosi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/15/miti-e-incertezze-del-mito/#comment-162042</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pensieri Oziosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 14:21:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Georgia, non capisco quello che vuoi da me.  La versione dell&#039;espressione attestata da Erasmo giù giù fino a Hegel è &quot;Hic Rhodus, hic saltus&quot;. Tu mi dici che ho torto è che l&#039;imperativo si trova in versioni medioevali ed in Goethe. Ti invito a trovare una fonte medievale anteriore ad Erasmo nella quale compaia &quot;salta&quot;: secondo me non esiste. In Goethe, invece l&#039;espressione latina non si trova affatto. Ora mi vieni a dire che sono io che sto portando avanti una discussione &quot;oziosa&quot;. Mah.  Eppoi, Ventre se vuole ha gli strumenti per difendersi da solo.

Maria, infatti. Marx ha letto Hegel, ma non sembra aver capito bene quello Hegel diceva, prendendo un dichiarato gioco di parole di Hegel (&quot;Mit weniger Veränderung würde jene Redensart lauten&quot;) come effettiva traduzione, ed al contempo riporta &quot;salta&quot; al posto di &quot;saltus&quot;, come si trova invece in Hegel.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Georgia, non capisco quello che vuoi da me.  La versione dell&#8217;espressione attestata da Erasmo giù giù fino a Hegel è &#8220;Hic Rhodus, hic saltus&#8221;. Tu mi dici che ho torto è che l&#8217;imperativo si trova in versioni medioevali ed in Goethe. Ti invito a trovare una fonte medievale anteriore ad Erasmo nella quale compaia &#8220;salta&#8221;: secondo me non esiste. In Goethe, invece l&#8217;espressione latina non si trova affatto. Ora mi vieni a dire che sono io che sto portando avanti una discussione &#8220;oziosa&#8221;. Mah.  Eppoi, Ventre se vuole ha gli strumenti per difendersi da solo.</p>
<p>Maria, infatti. Marx ha letto Hegel, ma non sembra aver capito bene quello Hegel diceva, prendendo un dichiarato gioco di parole di Hegel (&#8220;Mit weniger Veränderung würde jene Redensart lauten&#8221;) come effettiva traduzione, ed al contempo riporta &#8220;salta&#8221; al posto di &#8220;saltus&#8221;, come si trova invece in Hegel.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maria		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/15/miti-e-incertezze-del-mito/#comment-162040</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 13:47:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Segnalo che anche Karl Marx in &quot;Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte&quot;,  scrive  &quot;Hic Rhodus hic salta&quot; e anche la versione  tedesca &quot;Qui è la rosa, qui devi ballare&quot;.

Sapevo della citazione di Marx ma non ricordavo dove si trovasse , l&#039;ho rintracciata nell&#039;antologia che Feltrinelli gli ha dedicato nel 2007.

Maria M.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo che anche Karl Marx in &#8220;Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte&#8221;,  scrive  &#8220;Hic Rhodus hic salta&#8221; e anche la versione  tedesca &#8220;Qui è la rosa, qui devi ballare&#8221;.</p>
<p>Sapevo della citazione di Marx ma non ricordavo dove si trovasse , l&#8217;ho rintracciata nell&#8217;antologia che Feltrinelli gli ha dedicato nel 2007.</p>
<p>Maria M.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/15/miti-e-incertezze-del-mito/#comment-162038</link>

		<dc:creator><![CDATA[marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 13:20:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Negli anni settanta lo stato olandese ha massacrato chi s&#039;è opposto all&#039;idea di distruggere il quartiere ebraico di Amsterdam per farci passare la metropolitana. Una volta costruito il metrò, nei sottopassaggi hanno appeso gigantografie che rappresentavano quella contestazione, come dire: però sosteniamo che siete esistiti. Non ci sono tuttavia immagini dei poliziotti che picchiavano mirando alla testa, come poi gli stessi poliziotti hanno ammesso che quelli erano stati gli ordini.
Ventre, quanto redattore di Nazione Indiana, riproducendo solo una sua scelta di testi di Binaghi compie il suo gesto, che è cosa che dalle mie parti chiamano tolleranza repressiva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni settanta lo stato olandese ha massacrato chi s&#8217;è opposto all&#8217;idea di distruggere il quartiere ebraico di Amsterdam per farci passare la metropolitana. Una volta costruito il metrò, nei sottopassaggi hanno appeso gigantografie che rappresentavano quella contestazione, come dire: però sosteniamo che siete esistiti. Non ci sono tuttavia immagini dei poliziotti che picchiavano mirando alla testa, come poi gli stessi poliziotti hanno ammesso che quelli erano stati gli ordini.<br />
Ventre, quanto redattore di Nazione Indiana, riproducendo solo una sua scelta di testi di Binaghi compie il suo gesto, che è cosa che dalle mie parti chiamano tolleranza repressiva.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/15/miti-e-incertezze-del-mito/#comment-162036</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 12:26:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[pensieri oziosi stai portando avanti una discussione &quot;oziosa&quot;, Ventre il Censore in questo caso NON ha sbagliato, anzi ha usato al forma più banale e più diffusa da secoli, quella usata da ogni azzeccagarbugli che si rispetti, e non solo.
Sarebbe sempre meglio lasciar stare il latino, soprattutto se è usato a mo&#039; di incipit-manga-nello, ma non è un errore, dai ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>pensieri oziosi stai portando avanti una discussione &#8220;oziosa&#8221;, Ventre il Censore in questo caso NON ha sbagliato, anzi ha usato al forma più banale e più diffusa da secoli, quella usata da ogni azzeccagarbugli che si rispetti, e non solo.<br />
Sarebbe sempre meglio lasciar stare il latino, soprattutto se è usato a mo&#8217; di incipit-manga-nello, ma non è un errore, dai &#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Pensieri Oziosi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/01/15/miti-e-incertezze-del-mito/#comment-162035</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pensieri Oziosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 11:56:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=40100#comment-162035</guid>

					<description><![CDATA[La traduzione e la nota commettono lo stesso errore di Ventre, al punto da adattare la traduzione al barbarismo. Tanzen non vuol dire ballare, danzare, non saltare -- e questo a differenza del latino, dove &lt;i&gt;salto, -as&lt;/i&gt; ha anche il significato di danzare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La traduzione e la nota commettono lo stesso errore di Ventre, al punto da adattare la traduzione al barbarismo. Tanzen non vuol dire ballare, danzare, non saltare &#8212; e questo a differenza del latino, dove <i>salto, -as</i> ha anche il significato di danzare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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