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	Commenti a: Da babbione a guru in 8 ebook	</title>
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		<title>
		Di: jan reister		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 10:39:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162900&quot;&gt;Rossatiziano&lt;/a&gt;.

Non capisco cosa stai scrivendo, Rossatiziano. Cosa cono le innovazioni non innovative? Chi lo decide? perché? Cosa c&#039;entra il pane? Cosa c&#039;entrano gli ebook? Hai letto i libri che segnalo qui, o almeno le introduzioni? http://www.apogeonline.com/tag/ebooksurf
Hai già un&#039;idea precostituita?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162900">Rossatiziano</a>.</p>
<p>Non capisco cosa stai scrivendo, Rossatiziano. Cosa cono le innovazioni non innovative? Chi lo decide? perché? Cosa c&#8217;entra il pane? Cosa c&#8217;entrano gli ebook? Hai letto i libri che segnalo qui, o almeno le introduzioni? <a href="http://www.apogeonline.com/tag/ebooksurf" rel="nofollow ugc">http://www.apogeonline.com/tag/ebooksurf</a><br />
Hai già un&#8217;idea precostituita?</p>
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		Di: Rossatiziano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossatiziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 08:28:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Giga
molto interessante il tuo discorso. Devo però ricordarti - come mai si è fatto in discussioni analoghe (che mi son presa la briga di seguire in questi giorni)- che &lt;strong&gt;non tutte le ‘innovazioni’ sono innovative&lt;/strong&gt;. Ciò taglia definitivam la testa al solito (ma del tutto inappropriato) richiamo al luddismo, deriva di concetto assai gettonata in rete ma del tutto fuorviante rispetto all&#039;analisi del problema che ponevo. Quindi se volessimo ragionare su quanto accade ciclicamente nel mondo consumista ci accorgeremmo inevitabilmente  che una Innovazione (con la maiuscola) non porta necessariamente ad un miglioram del prodotto e quindi a un beneficio dei suoi fruitori. Gli esempi di innovazione (con la minuscola, quindi di &#039;falsa innovazione&#039; son tanti) te ne viene in mente almeno uno? pensa al pane.

 ...................NON TUTTE LE &#039;INNOVAZIONI&#039; SONO INNOVATIVE
La qualità del pane che portiamo sulle nostre tavole, ad esempio, è peggiorata in seguito al potenziamento e all’innovazione meccanica della produzione e all’utilizzo di ingredienti che la ricerca scientifica avrebbe dovuto raffinare, ed invece ha peggiorato. Tuttavia, il &lt;strong&gt;profitto generato dalla vendita, si può dire che è aumentato esponenzialmente&lt;/strong&gt;, portando sul mercato un alimento in quantità eccessive che dura al massimo 24 ore al posto delle tre settimane - dico tre settimane – della produzione tradizionale. Quindi non vorrei, che il sistema innovativo non fosse la testa di ponte per l’introduzione di nuovi ordini commerciali, atti a rimpiazzare i vecchi, più interessati all’incremento dei profitti (vedi crisi delle vendite e dell’editoria) che ai requisiti qualitativi ed al merito. Vedi, l&#039;idea che gli editori temano l&#039;avvento dell&#039;e-book è una fesseria a cui non crede nemmeno mia nipote di quattordici anni. Sorprendentemente nell&#039;immaginario collettivo della rete viene ritenuta vera, non si vedono cioè soluzioni favorevoli alla grande editoria. Ciò sorprende, come detto. I poteri, da che mondo e mondo, si consorziano strategicamente, non si mettono in contrapposizione fra loro per il benessere dell&#039;umanità (altrimenti vivremmo in un sistema realmente democratico, no?). Ora se vuoi affrontare la discussione sulla base della mia domanda (che non vuole ridurre tutto ad una sterile contrapposiz, fra pro-tecnologia e anti-tecnologia), parti dalla premessa che le cosiddette innovazioni possano essere vere o false, poi &lt;strong&gt;poniti - con me - la domanda se esiste un criterio per discriminarle ed eventualmente confrontiamoci sul fatto di come individuare questo criterio&lt;/strong&gt;. Se si vuole ridurre tutto a una cagnara  fra luddisti e anti-luddisti ci sono blog come &#039;punto informatico&#039;,  o &#039;cazzeggi letterari&#039; dove centinaia di interventi si sprecano solo per ribadire uno stato di appartenenza. Non è questo il caso, spero che la mia domanda sia ora stata posta meglio per suscitare una riflessione più attinente della precedente, che per il vero non mi ha soddisfatto. scusa il ritardo per la replica, ma non ero in città.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Giga<br />
molto interessante il tuo discorso. Devo però ricordarti &#8211; come mai si è fatto in discussioni analoghe (che mi son presa la briga di seguire in questi giorni)- che <strong>non tutte le ‘innovazioni’ sono innovative</strong>. Ciò taglia definitivam la testa al solito (ma del tutto inappropriato) richiamo al luddismo, deriva di concetto assai gettonata in rete ma del tutto fuorviante rispetto all&#8217;analisi del problema che ponevo. Quindi se volessimo ragionare su quanto accade ciclicamente nel mondo consumista ci accorgeremmo inevitabilmente  che una Innovazione (con la maiuscola) non porta necessariamente ad un miglioram del prodotto e quindi a un beneficio dei suoi fruitori. Gli esempi di innovazione (con la minuscola, quindi di &#8216;falsa innovazione&#8217; son tanti) te ne viene in mente almeno uno? pensa al pane.</p>
<p> &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.NON TUTTE LE &#8216;INNOVAZIONI&#8217; SONO INNOVATIVE<br />
La qualità del pane che portiamo sulle nostre tavole, ad esempio, è peggiorata in seguito al potenziamento e all’innovazione meccanica della produzione e all’utilizzo di ingredienti che la ricerca scientifica avrebbe dovuto raffinare, ed invece ha peggiorato. Tuttavia, il <strong>profitto generato dalla vendita, si può dire che è aumentato esponenzialmente</strong>, portando sul mercato un alimento in quantità eccessive che dura al massimo 24 ore al posto delle tre settimane &#8211; dico tre settimane – della produzione tradizionale. Quindi non vorrei, che il sistema innovativo non fosse la testa di ponte per l’introduzione di nuovi ordini commerciali, atti a rimpiazzare i vecchi, più interessati all’incremento dei profitti (vedi crisi delle vendite e dell’editoria) che ai requisiti qualitativi ed al merito. Vedi, l&#8217;idea che gli editori temano l&#8217;avvento dell&#8217;e-book è una fesseria a cui non crede nemmeno mia nipote di quattordici anni. Sorprendentemente nell&#8217;immaginario collettivo della rete viene ritenuta vera, non si vedono cioè soluzioni favorevoli alla grande editoria. Ciò sorprende, come detto. I poteri, da che mondo e mondo, si consorziano strategicamente, non si mettono in contrapposizione fra loro per il benessere dell&#8217;umanità (altrimenti vivremmo in un sistema realmente democratico, no?). Ora se vuoi affrontare la discussione sulla base della mia domanda (che non vuole ridurre tutto ad una sterile contrapposiz, fra pro-tecnologia e anti-tecnologia), parti dalla premessa che le cosiddette innovazioni possano essere vere o false, poi <strong>poniti &#8211; con me &#8211; la domanda se esiste un criterio per discriminarle ed eventualmente confrontiamoci sul fatto di come individuare questo criterio</strong>. Se si vuole ridurre tutto a una cagnara  fra luddisti e anti-luddisti ci sono blog come &#8216;punto informatico&#8217;,  o &#8216;cazzeggi letterari&#8217; dove centinaia di interventi si sprecano solo per ribadire uno stato di appartenenza. Non è questo il caso, spero che la mia domanda sia ora stata posta meglio per suscitare una riflessione più attinente della precedente, che per il vero non mi ha soddisfatto. scusa il ritardo per la replica, ma non ero in città.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Menù #2 (letteral-editoriale) del giorno (invernale) &#171; esplosionementale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162871</link>

		<dc:creator><![CDATA[Menù #2 (letteral-editoriale) del giorno (invernale) &#171; esplosionementale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:35:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] https://www.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/</a> [&#8230;]</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giga		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162828</link>

		<dc:creator><![CDATA[giga]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 16:55:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162761&quot;&gt;Rossatiziano&lt;/a&gt;.

Equilibri (quelli tra editoria e informazione) che forse non sono mai esistiti e che quindi non peggioreranno di certo con l&#039;introduzione di nuovi prodotti come appunto il libro elettronico. Parlare di finta innovazione in filoni come questo ha un po&#039; a che fare il concetto apocalittico/luddistico a cui alludevo nel mio primo commento. Se devo analizzare i requisiti qualitativi di un medium un conto è parlare di televione (come giustamente faceva Pasolini negli anni Sessanta) un conto è parlare dei nuovi media, più orientati allo user e alla partecipazione. Entrambi non sono avulsi dal mercato, ma concettualmente e qualitativamente sono assai distanti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162761">Rossatiziano</a>.</p>
<p>Equilibri (quelli tra editoria e informazione) che forse non sono mai esistiti e che quindi non peggioreranno di certo con l&#8217;introduzione di nuovi prodotti come appunto il libro elettronico. Parlare di finta innovazione in filoni come questo ha un po&#8217; a che fare il concetto apocalittico/luddistico a cui alludevo nel mio primo commento. Se devo analizzare i requisiti qualitativi di un medium un conto è parlare di televione (come giustamente faceva Pasolini negli anni Sessanta) un conto è parlare dei nuovi media, più orientati allo user e alla partecipazione. Entrambi non sono avulsi dal mercato, ma concettualmente e qualitativamente sono assai distanti&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Rossatiziano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162761</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rossatiziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 21:14:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162739&quot;&gt;giga&lt;/a&gt;.

@giga , il nocciolo della questione è questo:
 il finto sistema innovativo storicamente si è rivelato &quot;la testa di ponte per l’introduzione di &lt;strong&gt;nuovi ordini commerciali&lt;/strong&gt;, pronti a rimpiazzare quelli vecchi, più interessati all’incremento dei profitti (vedi crisi delle vendite e dell’editoria) che ai requisiti qualitativi ed al merito.&quot; 
Non si tratta quindi degli odori e dei sapori di una volta, qui la posta in gioco è molto più alta e riguarda gli equilibri economici di un settore strategico(editoria e informazione).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162739">giga</a>.</p>
<p>@giga , il nocciolo della questione è questo:<br />
 il finto sistema innovativo storicamente si è rivelato &#8220;la testa di ponte per l’introduzione di <strong>nuovi ordini commerciali</strong>, pronti a rimpiazzare quelli vecchi, più interessati all’incremento dei profitti (vedi crisi delle vendite e dell’editoria) che ai requisiti qualitativi ed al merito.&#8221;<br />
Non si tratta quindi degli odori e dei sapori di una volta, qui la posta in gioco è molto più alta e riguarda gli equilibri economici di un settore strategico(editoria e informazione).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giga		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162739</link>

		<dc:creator><![CDATA[giga]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:41:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162707&quot;&gt;Rossatiziano&lt;/a&gt;.

Nono tutti sono compiaciuti... ma come sai l&#039;agenda setting seleziona solo i temi caldi del momento, quindi i detrattori degli e-book &quot;sembrano&quot; quasi non esserci. 
Leggi ad esempio qui (notizia di pochi giorni fa), un certo Jonathan Franzen parla dell&#039;odore della carta come simbolo dei valori sani di una volta:

http://punto-informatico.it/3419912/PI/Brevi/ebook-distruggono-societa.aspx]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162707">Rossatiziano</a>.</p>
<p>Nono tutti sono compiaciuti&#8230; ma come sai l&#8217;agenda setting seleziona solo i temi caldi del momento, quindi i detrattori degli e-book &#8220;sembrano&#8221; quasi non esserci.<br />
Leggi ad esempio qui (notizia di pochi giorni fa), un certo Jonathan Franzen parla dell&#8217;odore della carta come simbolo dei valori sani di una volta:</p>
<p><a href="http://punto-informatico.it/3419912/PI/Brevi/ebook-distruggono-societa.aspx" rel="nofollow ugc">http://punto-informatico.it/3419912/PI/Brevi/ebook-distruggono-societa.aspx</a></p>
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			</item>
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		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162725</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 22:03:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[diamonds: interessante il paragone tra digital divide e steampunk. E&#039; ovvio, l&#039;Italia va a due velocità, ma non vedo alternative nella parte del paese che non è in rete. TV di strada, giornali dal basso come i Siciliani, Terre di Mezzo, vivono della rete. Tu ne vedi di alternative, che so una nuova posta pneumatica? piccioni che trasportano microsd? fotocopie guerrigliere? l&#039;unica sono le biblioteche.
La cultura passa anche sul display di un telefono, come ho scritto qualche giorno fa. Sfruttiamo le occasioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>diamonds: interessante il paragone tra digital divide e steampunk. E&#8217; ovvio, l&#8217;Italia va a due velocità, ma non vedo alternative nella parte del paese che non è in rete. TV di strada, giornali dal basso come i Siciliani, Terre di Mezzo, vivono della rete. Tu ne vedi di alternative, che so una nuova posta pneumatica? piccioni che trasportano microsd? fotocopie guerrigliere? l&#8217;unica sono le biblioteche.<br />
La cultura passa anche sul display di un telefono, come ho scritto qualche giorno fa. Sfruttiamo le occasioni.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162724</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 21:49:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[GiusCo, ho preso the grisly manor, mi farò un&#039;idea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GiusCo, ho preso the grisly manor, mi farò un&#8217;idea.</p>
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		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162723</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 21:42:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lucio, non conosco il canale di pubblicazione Kindle Direct Publishing, ma il pdf non è mai un buon formato di partenza per realizzare un ebook (tipo mobipocket nel caso Amazon) perché il testo non scorre, ma è spezzato e le operazioni per ricostruirlo sono sempre imperfette. Cerca di partire da un formato scorrevole, word processor, html... Altrimenti devi fare più conversioni da e per formati di passaggio. Ti segnalo MyTextCleaner e MyWordCleaner che sono plugin per OpenOffice e MSWord.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lucio, non conosco il canale di pubblicazione Kindle Direct Publishing, ma il pdf non è mai un buon formato di partenza per realizzare un ebook (tipo mobipocket nel caso Amazon) perché il testo non scorre, ma è spezzato e le operazioni per ricostruirlo sono sempre imperfette. Cerca di partire da un formato scorrevole, word processor, html&#8230; Altrimenti devi fare più conversioni da e per formati di passaggio. Ti segnalo MyTextCleaner e MyWordCleaner che sono plugin per OpenOffice e MSWord.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Rossatiziano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/06/da-babbione-a-guru-in-8-ebook/#comment-162721</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rossatiziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 19:14:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@paolo durando
permettimi paolo una precisazione su PPP. In realtà la sua visione profetica/apocalittica non era incentrata sulla tivù ma sull&#039;impulso che essa avrebbe fornito ad un ben più deleterio  principio di omologazione sociale nel quale, fra le altre cose,  la creatività autoriale e la produzione artistica  avrebbero pagato ( a suo dire) un prezzo piuttosto alto. Tu mi confermi che le cose sono andate così. 
Il mondo della globalità (omologazione) e della &lt;em&gt;deprivazione&lt;/em&gt; dal senso del reale (A.Scurati) che il sistema virtuale inevitabilmente condiziona, ci obbliga ad una riflessione più attenta verso determinate dinamiche. 
Io dico che un sistema che fagocita valori e diversificazioni (cioè ricchezze) induce ad un appiattimento artistico e culturale, ma non vedo un rischio nell&#039;innovazione tecnologica propriamente detta che anzi potrebbe portare emancipazione di ruoli e di contenuti. Però la possibilità che certi sistemi vengano sfruttati in sinergia con meccanismi di mercato pilotati da poteri di &#039;palazzo&#039; può esserci, come c&#039;è stato per la tivù,  (che oggi non rappresenta un mezzo educativo affidabile, come sembrava essere all&#039;inizio.) e come è stato per altri criteri che hanno peggiorato i prodotti, peggiorato la qualità della vita e allo stesso tempo consolidato il margine di profitto delle imprese. Sembra una contraddizione, ma non lo è. 
La qualità del pane che  portiamo sulle nostre tavole, ad esempio, è peggiorata  in seguito al potenziamento e all&#039;innovazione meccanica della produzione e all&#039;utilizzo di ingredienti che la ricerca scientifica avrebbe dovuto migliorare, ed invece ha peggiorato. Tuttavia, il profitto generato dalla vendita, si può dire che è aumentato esponenzialmente, portando sul mercato un alimento in quantità eccessive che dura al massimo 24 ore al posto delle tre settimane -dico tre settimane -  della produzione tradizionale. Quindi non vorrei, che il sistema innovativo non fosse la testa di ponte per l’introduzione di nuovi ordini commerciali, atti a rimpiazzare i vecchi, più interessati all&#039;incremento dei profitti (vedi crisi delle vendite e dell’editoria) che ai requisiti qualitativi ed al merito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@paolo durando<br />
permettimi paolo una precisazione su PPP. In realtà la sua visione profetica/apocalittica non era incentrata sulla tivù ma sull&#8217;impulso che essa avrebbe fornito ad un ben più deleterio  principio di omologazione sociale nel quale, fra le altre cose,  la creatività autoriale e la produzione artistica  avrebbero pagato ( a suo dire) un prezzo piuttosto alto. Tu mi confermi che le cose sono andate così.<br />
Il mondo della globalità (omologazione) e della <em>deprivazione</em> dal senso del reale (A.Scurati) che il sistema virtuale inevitabilmente condiziona, ci obbliga ad una riflessione più attenta verso determinate dinamiche.<br />
Io dico che un sistema che fagocita valori e diversificazioni (cioè ricchezze) induce ad un appiattimento artistico e culturale, ma non vedo un rischio nell&#8217;innovazione tecnologica propriamente detta che anzi potrebbe portare emancipazione di ruoli e di contenuti. Però la possibilità che certi sistemi vengano sfruttati in sinergia con meccanismi di mercato pilotati da poteri di &#8216;palazzo&#8217; può esserci, come c&#8217;è stato per la tivù,  (che oggi non rappresenta un mezzo educativo affidabile, come sembrava essere all&#8217;inizio.) e come è stato per altri criteri che hanno peggiorato i prodotti, peggiorato la qualità della vita e allo stesso tempo consolidato il margine di profitto delle imprese. Sembra una contraddizione, ma non lo è.<br />
La qualità del pane che  portiamo sulle nostre tavole, ad esempio, è peggiorata  in seguito al potenziamento e all&#8217;innovazione meccanica della produzione e all&#8217;utilizzo di ingredienti che la ricerca scientifica avrebbe dovuto migliorare, ed invece ha peggiorato. Tuttavia, il profitto generato dalla vendita, si può dire che è aumentato esponenzialmente, portando sul mercato un alimento in quantità eccessive che dura al massimo 24 ore al posto delle tre settimane -dico tre settimane &#8211;  della produzione tradizionale. Quindi non vorrei, che il sistema innovativo non fosse la testa di ponte per l’introduzione di nuovi ordini commerciali, atti a rimpiazzare i vecchi, più interessati all&#8217;incremento dei profitti (vedi crisi delle vendite e dell’editoria) che ai requisiti qualitativi ed al merito.</p>
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