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	Commenti a: La crisi economica e lo spazio comune della rappresentanza	</title>
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		<title>
		Di: riccardo guidi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[riccardo guidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 10:05:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162962&quot;&gt;daniele ventre&lt;/a&gt;.

Vero, Daniela, è proprio dura. Ma possiamo non provarci? Roberto Biorcio al convegno di Lucca concentrerà l&#039;attenzione sui rapporti tra iniziative micro e scenari macro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162962">daniele ventre</a>.</p>
<p>Vero, Daniela, è proprio dura. Ma possiamo non provarci? Roberto Biorcio al convegno di Lucca concentrerà l&#8217;attenzione sui rapporti tra iniziative micro e scenari macro.</p>
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		Di: daniele ventre		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 23:55:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#039;è un solo problema. Riuscirà questa lenta e delicata lotta alla costruzione di un senso non unidirezionale e non stigmatizzante nelle relazioni socioeconomiche a resistere in presenza di mutamenti repentini, su larga scala e fuori controllo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un solo problema. Riuscirà questa lenta e delicata lotta alla costruzione di un senso non unidirezionale e non stigmatizzante nelle relazioni socioeconomiche a resistere in presenza di mutamenti repentini, su larga scala e fuori controllo?</p>
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		<title>
		Di: Pensieri Oziosi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pensieri Oziosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 13:45:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162899&quot;&gt;riccardo guidi&lt;/a&gt;.

Adesso mi è chiaro quello che volevi dire. Grazie per la spiegazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162899">riccardo guidi</a>.</p>
<p>Adesso mi è chiaro quello che volevi dire. Grazie per la spiegazione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: riccardo guidi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162899</link>

		<dc:creator><![CDATA[riccardo guidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 07:56:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Pensieri Oziosi... l&#039;imbarazzo casomai è mio! Effettivamente qualche esempio può aiutarci (anche se rischia di farci lavorare per stereotipi)... Riprendiamo il pacco di pasta. E&#039; utile e quotidiano. Proviamo a &#039;giocare&#039; con lui. Vediamolo circolare in 3 ambienti diversi: (1) un supermercato, (2) un centro Caritas, (3) un gruppo d&#039;acquisto solidale. Proviamo a dare un nome alle persone che entrano in relazione nei 3 ambienti in cui circola lo stesso (!?) pacco di pasta. Nel primo ambiente la struttura delle relazioni &#039;nomina&#039; le persone che scambiano: si chiamano &#039;cliente&#039; (che dà denaro, riceve la pasta e viene confermato come &#039;cliente&#039;) e &#039;venditore&#039; (che dà la pasta, riceve denaro e viene confermato come &#039;venditore&#039;). Nel secondo si chiamano &#039;povero&#039; (o &#039;bisognoso&#039; o &#039;indigente&#039;... che riceve la pasta e viene &#039;confermato&#039; come &#039;povero&#039;) e &#039;benefattore&#039; (o &#039;volontario&#039;... che dà la pasta e viene confermato come &#039;benefattore&#039;). I due contesti relazionali sono strutturati in modo tale da bloccare le identità e i ruoli di chi vi partecipa, sono costruiti sulla base di asimmetrie difficilmente agibili. In questi due contesti è arduo &#039;costruire insieme&#039; perchè le persone qui stanno &#039;insieme&#039; sulla base di una &#039;costruzione&#039; tipizzata e stigmatizzata della loro relazione. Nel terzo ambiente (il gruppo d&#039;acquisto solidale) le carte si mescolano: &#039;costruire insieme&#039; è (forse) più agile. In questo caso il pacco di pasta transita nelle relazioni tra persone che condividono l&#039;intenzione di cercarlo, che si organizzano per cercarlo, che per trovarlo incontrano produttori (che potrebbero cercare spazzolini da denti insieme a quelli che stanno cercando la pasta)... Le asimmetrie non spariscono, ma le identità e i ruoli sono meno tipizzati, circolano... dalle stesse persone si danno e si ricevono oggetti diversi.
E&#039; utile un esempio così? E&#039; troppo ambiguo? Proviamo a farne altri...? Proviamo a vedere come si può &#039;costruire insieme&#039; la riqualificazione di un edificio semi-abbandonato alla fine di una strada abitata da persone che nemmeno si dicono buongiorno e che si sospettano reciprocamente...? (NB: mi scuso con chi lavora nei centri Caritas per la forzatura dell&#039;esempio... in realtà nei centri Caritas ci sono molte persone che provano a invertire lo schema relazionale che ho citato... al convegno del 24-25 Febbraio a Lucca credo che ci saranno...).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Pensieri Oziosi&#8230; l&#8217;imbarazzo casomai è mio! Effettivamente qualche esempio può aiutarci (anche se rischia di farci lavorare per stereotipi)&#8230; Riprendiamo il pacco di pasta. E&#8217; utile e quotidiano. Proviamo a &#8216;giocare&#8217; con lui. Vediamolo circolare in 3 ambienti diversi: (1) un supermercato, (2) un centro Caritas, (3) un gruppo d&#8217;acquisto solidale. Proviamo a dare un nome alle persone che entrano in relazione nei 3 ambienti in cui circola lo stesso (!?) pacco di pasta. Nel primo ambiente la struttura delle relazioni &#8216;nomina&#8217; le persone che scambiano: si chiamano &#8216;cliente&#8217; (che dà denaro, riceve la pasta e viene confermato come &#8216;cliente&#8217;) e &#8216;venditore&#8217; (che dà la pasta, riceve denaro e viene confermato come &#8216;venditore&#8217;). Nel secondo si chiamano &#8216;povero&#8217; (o &#8216;bisognoso&#8217; o &#8216;indigente&#8217;&#8230; che riceve la pasta e viene &#8216;confermato&#8217; come &#8216;povero&#8217;) e &#8216;benefattore&#8217; (o &#8216;volontario&#8217;&#8230; che dà la pasta e viene confermato come &#8216;benefattore&#8217;). I due contesti relazionali sono strutturati in modo tale da bloccare le identità e i ruoli di chi vi partecipa, sono costruiti sulla base di asimmetrie difficilmente agibili. In questi due contesti è arduo &#8216;costruire insieme&#8217; perchè le persone qui stanno &#8216;insieme&#8217; sulla base di una &#8216;costruzione&#8217; tipizzata e stigmatizzata della loro relazione. Nel terzo ambiente (il gruppo d&#8217;acquisto solidale) le carte si mescolano: &#8216;costruire insieme&#8217; è (forse) più agile. In questo caso il pacco di pasta transita nelle relazioni tra persone che condividono l&#8217;intenzione di cercarlo, che si organizzano per cercarlo, che per trovarlo incontrano produttori (che potrebbero cercare spazzolini da denti insieme a quelli che stanno cercando la pasta)&#8230; Le asimmetrie non spariscono, ma le identità e i ruoli sono meno tipizzati, circolano&#8230; dalle stesse persone si danno e si ricevono oggetti diversi.<br />
E&#8217; utile un esempio così? E&#8217; troppo ambiguo? Proviamo a farne altri&#8230;? Proviamo a vedere come si può &#8216;costruire insieme&#8217; la riqualificazione di un edificio semi-abbandonato alla fine di una strada abitata da persone che nemmeno si dicono buongiorno e che si sospettano reciprocamente&#8230;? (NB: mi scuso con chi lavora nei centri Caritas per la forzatura dell&#8217;esempio&#8230; in realtà nei centri Caritas ci sono molte persone che provano a invertire lo schema relazionale che ho citato&#8230; al convegno del 24-25 Febbraio a Lucca credo che ci saranno&#8230;).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Pensieri Oziosi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162860</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pensieri Oziosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 14:29:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162853&quot;&gt;Riccardo Guidi&lt;/a&gt;.

Riccardo, da profana di sociologia, devo ammettere un certo imbarazzo. Ho letto e riletto l&#039;articolo e la tua risposta a Genseki, ma devo confessare che rimane difficile per me capire quello di cui stai parlando. 

Perché non ci dài un esempio di un un oggetto utile, quotidiano e non stigmatizzato intorno al quale si può costruire insieme e di un oggetto utile, quotidiano ma stigmatizzato intorno al quale perciò non si può costruire insieme?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162853">Riccardo Guidi</a>.</p>
<p>Riccardo, da profana di sociologia, devo ammettere un certo imbarazzo. Ho letto e riletto l&#8217;articolo e la tua risposta a Genseki, ma devo confessare che rimane difficile per me capire quello di cui stai parlando. </p>
<p>Perché non ci dài un esempio di un un oggetto utile, quotidiano e non stigmatizzato intorno al quale si può costruire insieme e di un oggetto utile, quotidiano ma stigmatizzato intorno al quale perciò non si può costruire insieme?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Riccardo Guidi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162854</link>

		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Guidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 11:29:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162785&quot;&gt;diamonds&lt;/a&gt;.

Grazie diamonds. Grazie anche della bella canzone. Inutile che dica cosa penso della brillante analisi di Reagan. Get in touch!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162785">diamonds</a>.</p>
<p>Grazie diamonds. Grazie anche della bella canzone. Inutile che dica cosa penso della brillante analisi di Reagan. Get in touch!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Riccardo Guidi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162853</link>

		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Guidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 11:16:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162781&quot;&gt;genseki&lt;/a&gt;.

Grazie dell&#039;attenzione e del commento, genseki. Quello che richiami è un punto fondamentale. La stigmatizzazione è un processo di attribuzione contestuale di significato. Uno spazzolino da denti o un pacco di pasta sono oggetti che, pur restando uguali a se stessi, hanno differenti significati se vengono comprati al supermercato, dati/ricevuti da un centro Caritas, regalati dal/dalla tua/o fidanzato/a. Nessun oggetto quindi è stigmatizzato in sè. Ciò che stigmatizza è piuttosto la struttura e la dinamica delle relazioni nelle quali transita l&#039;oggetto. 
Come lavorare sulla vulnerabilità? Ci sono due modalità fondamentali: (1) Una parte dai deficit delle persone. Costruire relazioni sulla base dei deficit è un buon presupposto per la stigmatizzazione: le persone prenderanno il nome dai deficit attribuiti loro (&#039;i sordi&#039;, &#039;i poveri&#039;, &#039;i malati&#039;, &#039;i soli&#039;...). Gli oggetti che transiteranno dentro queste relazioni saranno marchiati dallo stigma e quando &#039;i poveri&#039;, &#039;i sordi&#039;, &#039;i malati&#039;, &#039;i soli&#039; li riceveranno il loro deficit verrà confermato. Avremo creato un sistema perverso di &#039;invalidazione&#039; che conferma se stessa. Così spesso lavorano i servizi delle istituzioni pubbliche; (2) Un&#039;altra modalità parte dalle capacità (comunque esistenti) delle persone. Su questa linea si collocano le esperienze di Spazio Comune che cercano di costruire  aggregazioni neo-mutualistiche (in cui si dà e si riceve) tra persone che mettono in comune non solo i problemi che hanno ma anche le capacità di cui dispongono. Intorno a cosa aggregarsi? Gli oggetti che la nostra vita quotidiana incrocia (non solo uno spazzolino da denti ma anche l&#039;edificio semi-abbandonato che vedo ogni mattina in fondo alla mia strada) possono essere eccellenti strumenti/occasioni per scoprire che le fatiche di ognun* sono comuni agli/alle altr* e per inventarsi qualcosa che le attenui. Al convegno di Lucca, il 24-25 Febbraio proviamo a raccontare come tutto ciò possa funzionare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162781">genseki</a>.</p>
<p>Grazie dell&#8217;attenzione e del commento, genseki. Quello che richiami è un punto fondamentale. La stigmatizzazione è un processo di attribuzione contestuale di significato. Uno spazzolino da denti o un pacco di pasta sono oggetti che, pur restando uguali a se stessi, hanno differenti significati se vengono comprati al supermercato, dati/ricevuti da un centro Caritas, regalati dal/dalla tua/o fidanzato/a. Nessun oggetto quindi è stigmatizzato in sè. Ciò che stigmatizza è piuttosto la struttura e la dinamica delle relazioni nelle quali transita l&#8217;oggetto.<br />
Come lavorare sulla vulnerabilità? Ci sono due modalità fondamentali: (1) Una parte dai deficit delle persone. Costruire relazioni sulla base dei deficit è un buon presupposto per la stigmatizzazione: le persone prenderanno il nome dai deficit attribuiti loro (&#8216;i sordi&#8217;, &#8216;i poveri&#8217;, &#8216;i malati&#8217;, &#8216;i soli&#8217;&#8230;). Gli oggetti che transiteranno dentro queste relazioni saranno marchiati dallo stigma e quando &#8216;i poveri&#8217;, &#8216;i sordi&#8217;, &#8216;i malati&#8217;, &#8216;i soli&#8217; li riceveranno il loro deficit verrà confermato. Avremo creato un sistema perverso di &#8216;invalidazione&#8217; che conferma se stessa. Così spesso lavorano i servizi delle istituzioni pubbliche; (2) Un&#8217;altra modalità parte dalle capacità (comunque esistenti) delle persone. Su questa linea si collocano le esperienze di Spazio Comune che cercano di costruire  aggregazioni neo-mutualistiche (in cui si dà e si riceve) tra persone che mettono in comune non solo i problemi che hanno ma anche le capacità di cui dispongono. Intorno a cosa aggregarsi? Gli oggetti che la nostra vita quotidiana incrocia (non solo uno spazzolino da denti ma anche l&#8217;edificio semi-abbandonato che vedo ogni mattina in fondo alla mia strada) possono essere eccellenti strumenti/occasioni per scoprire che le fatiche di ognun* sono comuni agli/alle altr* e per inventarsi qualcosa che le attenui. Al convegno di Lucca, il 24-25 Febbraio proviamo a raccontare come tutto ciò possa funzionare&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162785</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 15:04:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[affrontare preventivamente il peggio è una buona soluzione.E il peggio quando verrà potrebbe pure avere le parole lontane di Ronald Reagan che recitavano più o meno così:&quot;i poveri sono cittadini di serie B perché non riescono a d arricchirsi&quot; .Questa è l&#039;aria che tira

http://teaching.arts.usyd.edu.au/Users/Stereophonics%20-%20Maybe%20Tomorrow.mp3]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>affrontare preventivamente il peggio è una buona soluzione.E il peggio quando verrà potrebbe pure avere le parole lontane di Ronald Reagan che recitavano più o meno così:&#8221;i poveri sono cittadini di serie B perché non riescono a d arricchirsi&#8221; .Questa è l&#8217;aria che tira</p>
<p><a href="http://teaching.arts.usyd.edu.au/Users/Stereophonics%20-%20Maybe%20Tomorrow.mp3" rel="nofollow ugc">http://teaching.arts.usyd.edu.au/Users/Stereophonics%20-%20Maybe%20Tomorrow.mp3</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: genseki		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162781</link>

		<dc:creator><![CDATA[genseki]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:39:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cosa diavolo sarebbe un oggetto quotidiano utile non stigmatizzato?
Io non ci arrivo, ci ho pensato tutta la mattina e non l&#039;ho trovato.
Uno spazzolino da denti è stigmatizzato o no? Cioè utile lo è, quotidiano pure, ma stigmatizzato? Sembrerebbe di no! Io non ho mai visto nessuno stigmatizzare spazzolini da denti, non so come si potrebbe fare a stigmatizzarli. IL problema peró è che non so che cosa si possa costruire intorno a uno spazzolino da denti.
Sará il microode, allora, il calzascarpe. Non mi ci raccapezzo. Qui in Al-Andalus i velnerabili li chiamano Jodidos, a Sud del Rio Grande chingados.
Ripsondete alla mia prima domanda per favore.
genseki]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa diavolo sarebbe un oggetto quotidiano utile non stigmatizzato?<br />
Io non ci arrivo, ci ho pensato tutta la mattina e non l&#8217;ho trovato.<br />
Uno spazzolino da denti è stigmatizzato o no? Cioè utile lo è, quotidiano pure, ma stigmatizzato? Sembrerebbe di no! Io non ho mai visto nessuno stigmatizzare spazzolini da denti, non so come si potrebbe fare a stigmatizzarli. IL problema peró è che non so che cosa si possa costruire intorno a uno spazzolino da denti.<br />
Sará il microode, allora, il calzascarpe. Non mi ci raccapezzo. Qui in Al-Andalus i velnerabili li chiamano Jodidos, a Sud del Rio Grande chingados.<br />
Ripsondete alla mia prima domanda per favore.<br />
genseki</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/02/08/crisi-economica-e-lo-spazio-della-rappresentanza/#comment-162775</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:23:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie della risposta. L&#039;idea dei laboratori regionali sembra un ottimo mezzo per spingere a una condivisione e diffusione del sapere universitario. Speriamo di potere avere anche qui qualche ritorno sull&#039;esito di questa vostra iniziativa. (Io non sono un sociologo, ma un appassionato lettore di sociologia. E ho l&#039;impressione, spesso, che in Italia la sociologia viva un po&#039; clandestina, anche se non ho elementi per spiegarmi perché le cose appaiano così e quanto questa clandestinità nel dibattito pubblico sia contraddetta da un&#039;ottima salute nei lavori sul campo.) 
In ogni caso, buon lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie della risposta. L&#8217;idea dei laboratori regionali sembra un ottimo mezzo per spingere a una condivisione e diffusione del sapere universitario. Speriamo di potere avere anche qui qualche ritorno sull&#8217;esito di questa vostra iniziativa. (Io non sono un sociologo, ma un appassionato lettore di sociologia. E ho l&#8217;impressione, spesso, che in Italia la sociologia viva un po&#8217; clandestina, anche se non ho elementi per spiegarmi perché le cose appaiano così e quanto questa clandestinità nel dibattito pubblico sia contraddetta da un&#8217;ottima salute nei lavori sul campo.)<br />
In ogni caso, buon lavoro.</p>
]]></content:encoded>
		
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