<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: I debiti illegittimi. Intervista a François Chesnais	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/13/i-debiti-illegittimi-intervista-a-francois-chesnais/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/13/i-debiti-illegittimi-intervista-a-francois-chesnais/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 Mar 2012 17:29:49 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: gina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/13/i-debiti-illegittimi-intervista-a-francois-chesnais/#comment-163860</link>

		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 17:29:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=41918#comment-163860</guid>

					<description><![CDATA[per chi se lo fosse perso:&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=wrLE0vJGJ4E&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;la banca della magliana&lt;/a&gt; (tutti intorno a te, col passamontagna!)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per chi se lo fosse perso:<a href="http://www.youtube.com/watch?v=wrLE0vJGJ4E" rel="nofollow">la banca della magliana</a> (tutti intorno a te, col passamontagna!)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/13/i-debiti-illegittimi-intervista-a-francois-chesnais/#comment-163706</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 16:46:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=41918#comment-163706</guid>

					<description><![CDATA[Non conosco Chesnais e mi limito quindi a poche considerazioni su quanto leggo.

Non so giudicare la storia che traccia a ritroso dell&#039;attuale crisi economica ma per quanto riguarda le considerazioni sul presente a cui perviene posso dire che, in linea di massima, mi trovo d&#039;accordo. In particolare, quando dice: &quot;Molti dibattiti apparentemente di opposizione, ad esempio, sono in realtà discorsi e ricerche politiche che tentano di salvare il sistema stesso.&quot; Che mi sembra il contrario di quanto pare suggerire Andrea quando chiede se siamo finalmente arrivati a un&#039;età polifonica, a un momento di confronto tra più paradigmi economici.

Ma il discorso che fa Chesnais, in generale, mi sembra si fermi molto su aspetti superficiali, quasi scontati. E&#039; rilevante anche il fatto che Chesnais continui a dichiararsi stupito di quel che accade. Stupito della fine del PCI, di Occupy Wall Street, della poca attenzione mondiale per le politiche per contrastare i cambiamenti climatici, e in parte delle rivolte tunisina e egiziana. 

Troppo stupore. Se una chiave di lettura della realtà continua a produrre in noi stupore per quanto accade, allora c&#039;è qualcosa che non va. Come se una ipotesi scientifica continuasse a produrre previsioni che non si avverano, o non-previsioni di cose che nel futuro immediato accadono.

Io non so cosa scriva Chesnais sul problema ecologico. Ma se è cosciente che il modello di sviluppo attuale dell&#039;Occidente, e ora di parte dell&#039;Asia, non è sostenibile, sta attraversando una crisi irreversibile cui reagisce tentando di resistervi con le unghie e richiedendo un sempre maggiore sfruttamento delle risorse energetiche ad alto tasso d&#039;entropia (i combustibili fossili), per reperire e scambiar le quali occorre avere mercati sempre più liberi e globali, e quindi alleanze internazionali politico-militari sempre più nette in senso di amico/nemico, se è cosciente di questo, dicevo, non dovrebbe stupirsi della poca attenzione per l&#039;effetto serra. Non dovrebbe stupirsi neanche dell&#039;americanizzazione dell&#039;Occidente e quindi della fine del PCI (pensiero unico liberista, fine dello stato sociale, democrazia intesa come alternanza di due oligarchie familistiche alle dipendenze di poteri economici, stato di guerra perenne, società ridotta alla scontro di realtà frammentarie più o meno particolari ecc.).

Mi chiedo quindi come possa pensare a forme di organizzazione che vadano nel senso di una democrazia diretta: il nostro sistema di approvvigionamento energetico e di produzione, lo stato di guerra perenne in atto dalla seconda guerra mondiale a oggi (volendo dalla prima, considerando il periodo di mezzo tra le due guerre caratterizzato dal protezionismo e dalle dittature), che è strettamente correlato con il capitalismo globalizzato (crisi economico-finanziaria compresa) impediscono ogni reale democrazia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non conosco Chesnais e mi limito quindi a poche considerazioni su quanto leggo.</p>
<p>Non so giudicare la storia che traccia a ritroso dell&#8217;attuale crisi economica ma per quanto riguarda le considerazioni sul presente a cui perviene posso dire che, in linea di massima, mi trovo d&#8217;accordo. In particolare, quando dice: &#8220;Molti dibattiti apparentemente di opposizione, ad esempio, sono in realtà discorsi e ricerche politiche che tentano di salvare il sistema stesso.&#8221; Che mi sembra il contrario di quanto pare suggerire Andrea quando chiede se siamo finalmente arrivati a un&#8217;età polifonica, a un momento di confronto tra più paradigmi economici.</p>
<p>Ma il discorso che fa Chesnais, in generale, mi sembra si fermi molto su aspetti superficiali, quasi scontati. E&#8217; rilevante anche il fatto che Chesnais continui a dichiararsi stupito di quel che accade. Stupito della fine del PCI, di Occupy Wall Street, della poca attenzione mondiale per le politiche per contrastare i cambiamenti climatici, e in parte delle rivolte tunisina e egiziana. </p>
<p>Troppo stupore. Se una chiave di lettura della realtà continua a produrre in noi stupore per quanto accade, allora c&#8217;è qualcosa che non va. Come se una ipotesi scientifica continuasse a produrre previsioni che non si avverano, o non-previsioni di cose che nel futuro immediato accadono.</p>
<p>Io non so cosa scriva Chesnais sul problema ecologico. Ma se è cosciente che il modello di sviluppo attuale dell&#8217;Occidente, e ora di parte dell&#8217;Asia, non è sostenibile, sta attraversando una crisi irreversibile cui reagisce tentando di resistervi con le unghie e richiedendo un sempre maggiore sfruttamento delle risorse energetiche ad alto tasso d&#8217;entropia (i combustibili fossili), per reperire e scambiar le quali occorre avere mercati sempre più liberi e globali, e quindi alleanze internazionali politico-militari sempre più nette in senso di amico/nemico, se è cosciente di questo, dicevo, non dovrebbe stupirsi della poca attenzione per l&#8217;effetto serra. Non dovrebbe stupirsi neanche dell&#8217;americanizzazione dell&#8217;Occidente e quindi della fine del PCI (pensiero unico liberista, fine dello stato sociale, democrazia intesa come alternanza di due oligarchie familistiche alle dipendenze di poteri economici, stato di guerra perenne, società ridotta alla scontro di realtà frammentarie più o meno particolari ecc.).</p>
<p>Mi chiedo quindi come possa pensare a forme di organizzazione che vadano nel senso di una democrazia diretta: il nostro sistema di approvvigionamento energetico e di produzione, lo stato di guerra perenne in atto dalla seconda guerra mondiale a oggi (volendo dalla prima, considerando il periodo di mezzo tra le due guerre caratterizzato dal protezionismo e dalle dittature), che è strettamente correlato con il capitalismo globalizzato (crisi economico-finanziaria compresa) impediscono ogni reale democrazia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Antonio Coda		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/13/i-debiti-illegittimi-intervista-a-francois-chesnais/#comment-163695</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Coda]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 09:29:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=41918#comment-163695</guid>

					<description><![CDATA[L&#039;interesse suscitato su François Chesnais è autentico: in Rete cerco altri suoi articoli e interviste, mi sono collegato al sito della casa editrice DeriveApprodi per curiosarci un po&#039;.

A lungo ho come temuto di &quot;ideologizzarmi&quot;, per questo ho evitato delle letture, con il risultato che ora più che &quot;imparzialmente formato&quot; mi sento uno sformato bipartisan con simpatie più idealistiche che pragmatiche: che questo mi faccia sentire coerentemente figlio-del-mio-tempo non fa che aumentarmi il dispetto.

Un saluto e un ringraziamento!,
Antonio Coda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;interesse suscitato su François Chesnais è autentico: in Rete cerco altri suoi articoli e interviste, mi sono collegato al sito della casa editrice DeriveApprodi per curiosarci un po&#8217;.</p>
<p>A lungo ho come temuto di &#8220;ideologizzarmi&#8221;, per questo ho evitato delle letture, con il risultato che ora più che &#8220;imparzialmente formato&#8221; mi sento uno sformato bipartisan con simpatie più idealistiche che pragmatiche: che questo mi faccia sentire coerentemente figlio-del-mio-tempo non fa che aumentarmi il dispetto.</p>
<p>Un saluto e un ringraziamento!,<br />
Antonio Coda</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/13/i-debiti-illegittimi-intervista-a-francois-chesnais/#comment-163690</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 20:45:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=41918#comment-163690</guid>

					<description><![CDATA[in effetti, Antonio, Chesnais è un comunistone della prima ora, un marxista serio, studioso e militante; detto questo, il discorso sul debito illegittimo è una tematica di campagna trasversale, che può toccare tutte quelle realtà sociali attive e partecipative. A Nairobi, ad esempio, diverse realtà cattoliche si sono battute per la dichirazione dei debiti illegittimi dei paesi africani.  Chesenais, poi, a differenza di quella che è ancora la tendenza dominante, credo, nelle diverse correnti del marxismo contemporanea, fa sua in modo risoluto e radicale la questione ecologica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in effetti, Antonio, Chesnais è un comunistone della prima ora, un marxista serio, studioso e militante; detto questo, il discorso sul debito illegittimo è una tematica di campagna trasversale, che può toccare tutte quelle realtà sociali attive e partecipative. A Nairobi, ad esempio, diverse realtà cattoliche si sono battute per la dichirazione dei debiti illegittimi dei paesi africani.  Chesenais, poi, a differenza di quella che è ancora la tendenza dominante, credo, nelle diverse correnti del marxismo contemporanea, fa sua in modo risoluto e radicale la questione ecologica.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Antonio Coda		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/13/i-debiti-illegittimi-intervista-a-francois-chesnais/#comment-163684</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Coda]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 17:14:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=41918#comment-163684</guid>

					<description><![CDATA[Non dico capire appieno, ma almeno sapere chi è che continua a pensare e cos&#039;è che pensa, credo sia l&#039;abbiccì per la nuova sopravvivenza.

Il sistema economico-finanziario attuale ha tutta l&#039;impressione di essere un &quot;destino&quot;.

Nella mia quotidianità - da ceto medio? da busta paga a mille euro al mese? da trentenne che siccome non è disoccupato dovrebbe soltanto baciare la terra sulla quale non sprofonda? - nessuno si sognerebbe di avanzare proposte per per cambiare il &quot;sistema economico&quot;: sarebbe come pretendere di cambiare l&#039;inclinazione dell&#039;asse terrestre.

Se si riesce ad evitare l&#039;esorcismo del ma-prima-dell&#039;euro! e del Maledetta-Europa!, poi si ha un momento di panico: cosa resta da dire, se non ci si vuol limitare a maledire? I capi dei partiti, o di quel che ne resta, fanno tutti compassione più che rabbia. Il governo tecnico? non te la senti di muovere una critica a un governo tecnico, se non al riparo della propria casa o del proprio circoletto: è come urlare contro un muro pieno di cifre inspiegabili che devi prendere per buone.

Perché un mondo diverso sia possibile, devono cominciare a circolare le voci, e la voce di François Chesnais, che sento qui per la prima volta, ha proprio qualcosa da dire: gli articoli postati da Inglese hanno per me sempre l&#039;effetto di una testimonianza sulle crepe, piccole ma crepe comunque, che finalmente si aprono, nel muro.

Un saluto!,
Coda

Quel che penso? Peccato sia così orgogliosamente comunista... Basterebbe una presentazione così, ai nove decimi delle persone che conosco, per fornire loro la scusa perfetta per non ascoltare neanche questa volta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non dico capire appieno, ma almeno sapere chi è che continua a pensare e cos&#8217;è che pensa, credo sia l&#8217;abbiccì per la nuova sopravvivenza.</p>
<p>Il sistema economico-finanziario attuale ha tutta l&#8217;impressione di essere un &#8220;destino&#8221;.</p>
<p>Nella mia quotidianità &#8211; da ceto medio? da busta paga a mille euro al mese? da trentenne che siccome non è disoccupato dovrebbe soltanto baciare la terra sulla quale non sprofonda? &#8211; nessuno si sognerebbe di avanzare proposte per per cambiare il &#8220;sistema economico&#8221;: sarebbe come pretendere di cambiare l&#8217;inclinazione dell&#8217;asse terrestre.</p>
<p>Se si riesce ad evitare l&#8217;esorcismo del ma-prima-dell&#8217;euro! e del Maledetta-Europa!, poi si ha un momento di panico: cosa resta da dire, se non ci si vuol limitare a maledire? I capi dei partiti, o di quel che ne resta, fanno tutti compassione più che rabbia. Il governo tecnico? non te la senti di muovere una critica a un governo tecnico, se non al riparo della propria casa o del proprio circoletto: è come urlare contro un muro pieno di cifre inspiegabili che devi prendere per buone.</p>
<p>Perché un mondo diverso sia possibile, devono cominciare a circolare le voci, e la voce di François Chesnais, che sento qui per la prima volta, ha proprio qualcosa da dire: gli articoli postati da Inglese hanno per me sempre l&#8217;effetto di una testimonianza sulle crepe, piccole ma crepe comunque, che finalmente si aprono, nel muro.</p>
<p>Un saluto!,<br />
Coda</p>
<p>Quel che penso? Peccato sia così orgogliosamente comunista&#8230; Basterebbe una presentazione così, ai nove decimi delle persone che conosco, per fornire loro la scusa perfetta per non ascoltare neanche questa volta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-06-19 16:17:07 by W3 Total Cache
-->