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	Commenti a: Gundam e Evangelion	</title>
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		<title>
		Di: Gualtiero Cannarsi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164413</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gualtiero Cannarsi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 18:43:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164410&quot;&gt;gualtiero&lt;/a&gt;.

Ahah, non sapevo che anche nel più duro degli zoccoli si celasse un &quot;altro&quot; Gualtiero! :)

In ogni caso, questo è davvero un posto pulito, e quindi bello, per scrivere sui temi più vari delle cose che intendano avere un senso. Non posso non complimentarmi con chi ha creato e gestisce questo spazio, e ringraziare l&#039;amico che me l&#039;ha segnalato, mentre medito le modalità di accettare un invito a collaborare gentilmente rivoltomi da uno degli editor di questi lidi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164410">gualtiero</a>.</p>
<p>Ahah, non sapevo che anche nel più duro degli zoccoli si celasse un &#8220;altro&#8221; Gualtiero! :)</p>
<p>In ogni caso, questo è davvero un posto pulito, e quindi bello, per scrivere sui temi più vari delle cose che intendano avere un senso. Non posso non complimentarmi con chi ha creato e gestisce questo spazio, e ringraziare l&#8217;amico che me l&#8217;ha segnalato, mentre medito le modalità di accettare un invito a collaborare gentilmente rivoltomi da uno degli editor di questi lidi.</p>
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		<title>
		Di: gualtiero		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164410</link>

		<dc:creator><![CDATA[gualtiero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 16:19:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164392&quot;&gt;Gualtiero Cannarsi&lt;/a&gt;.

Gualtiero, grazie per le precisazioni e gli addenda, graditissimi entrambi. Da vecchio IACer (da qualche parte ho ancora un mp3 della cena in cui canti le doti di Don Marco sull&#039;aria della sigla di Daikengo) non potevo sperare in un intervento più puntuale e informato del tuo :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164392">Gualtiero Cannarsi</a>.</p>
<p>Gualtiero, grazie per le precisazioni e gli addenda, graditissimi entrambi. Da vecchio IACer (da qualche parte ho ancora un mp3 della cena in cui canti le doti di Don Marco sull&#8217;aria della sigla di Daikengo) non potevo sperare in un intervento più puntuale e informato del tuo :)</p>
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		<title>
		Di: Gualtiero Cannarsi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164392</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gualtiero Cannarsi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 12:08:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fa piacere vedere pubblicato un articolo così ben documentato, e professionalmente sviluppato, su questi temi. E per di più da un mio omonimo! Sono generalmente assai recalcitrante a discutere con tono accademico di animazione giapponese, perché lo trovo sbagliato e odiosi in molti modi, ma a volte sono necessarie eccezioni. Lo faccio comunque di fretta e di getto (o non ci riuscirei), e mi scuso preventivamente per i molti errori di battitura che sono certo disseminerò nel testo che seguirà.

---

Fermo restando il giudizio positivo sull&#039;articolo, trovo doverso far notare alcuni punti chiave che mi paiono errati o tralasciati nel testo.

-Su &quot;Kidou Senshi Gundam&quot;

E&#039; terribilmente tipico del pubblico e dell&#039;accademia occidentale pensare al &#039;realismo&#039; di Gundam in termini narrativi, ovvero di Real-SF, ovvero poi ancora di &#039;real-robot anime&#039;. Tuttavia, tale realismo narrativo è del tutto funzionale -in Tomino- a un altro tipo di realismo che era in effetti quello a cui il regista mirava: quello sociopsicologico. Si parla in questo senso di &#039;real-drama&#039;, in cui l&#039;emento SF (il robot), sia esso realistico o meno, è comunque SF. Il fuoco dell&#039;interesse del regista, in Gundam, non è certo la narrativa fantascientifica, di cui Tomino non è di per sé né cultore né tantomeno otaku, quanto il tentativo narrativo allegorico di rivolgersi educativamente a una nuova generazione e ai suoi problemi di crescita. L&#039;idea è quella di proiettare una psicologia adolescenziale credibile in una situazione di guerra reale come le nuove generazioni non avevano potuto conoscere. Esperienze simili si erano già viste con precedente Zanbot-3, del resto, altro pinnacolo della produzione tominiana colpevolmente tralasciato dell&#039;articolo. Il Gundam RX-78 è comunque nelle fattezze un modello fatto per essere riproducibile in modellino, come Bandai aveva imposto, ed è unico come un super robot, come Bandai impose (nel progetto originale sarebbe stato un prodotto in serie tanto quanto gli Zaku stessi). Ma non è questo il punto.
Il punto è la psicologia di Amuro e lo schiaffo di Light, e i dialoghi con Lala. Si noti che non sono un esperto di Gundam, ma non è necessario esserlo per capirlo. Verrebbe quasi da dire &#039;anzi&#039;, dato che proprio i sedicenti esperti di Gundam sembrano poi appuntarsi tipicamente sul mezzo e non sul fine narrativo dell&#039;autore che, a differenza di Anno, non ha mai parlato a sé stesso, o alla sua &#039;tribùì, con le sue opere: ma ai &#039;nuovi giapponesi&#039; che vedeva nei giovani delle generazioni successive alla sua.

- Su &quot;Shin Seiki Evangelion&quot;

Benché anche questa parte dell&#039;articolo sia molto documentata, ho rivenuto diverse imprecisioni. La più obiettiva è che Shinji credesse la madre morta nel Second Impact. Come tutti i Children, Shinji è nato DOPO il Second Impact, e chiaramente ha conosciuto la madre e se ne ricorda. Il fatto che avesse &#039;rimosso&#039; il momento della &#039;scomprasa&#039; di Yui assorbita dallo Shougoki non significa che ritenesse la genitrice morta prima della sua stessa nascita (?).

Vi sono poi errate cognizioni sul successo e non successo di Eva. Il fatto è che Eva partì come un piccolo progetto su una piccola TV (TerebiTokyo). Il suo successo non tardò ad arrivare con la messa in onda, in un crescando costante, e sicuramente esplose con l&#039;uscita dell&#039;home-video, ma in effetti l&#039;anomalia era che non vi era uno sponsor di giocattoli a priori. Bandai si era rifiutata di produrre modellini di un robot &quot;di un colore tanto improbabile&quot;, e gli unici sponsor era SEGA e Kadokawa Shoten, secondo il modello di businness vagamente schizzato con Magic Knight Rayearth (la progettazione preventiva di anime-manga-videogiochi).

Le mosse da cui muove Eva, e i suoi contenuti, non hanno nulla a che fare con il cabalismo o l&#039;architettura citazionistica religiosa, introdotta dai creatori giapponesi solo in virtù di una ricerca di &#039;esotismo&#039; che nello spirito del tempo -quel tempo- faceva rima con esoterismo. Anno voleva il robot e l&#039;opera chiamarsi Alcion, non Evangelion. L&#039;idea fondamentale era quella di fondere i temi di &#039;Devilman&#039; e &#039;Ideon&#039; in un SF-robot real-drama a là Gundam. Poco conta la citazione dall&#039;originale Mazinger-Z (Shinji vede in primis il volto del robot), o il topos del &#039;sali sul robot che non hai mai visto e pilotato&#039;, chiaramente strumentale -sino al limite della necessità- di una tipologia narrativa a puntate che vuole la fabula &#039;ingranare&#039; sin da un primo episodio.

Anche Eva è un&#039;opera grandemente freintesa. Di per me, ho avuto il privilegio di cenare e parlare con Sadamoto Yoshiyuki, Takeda Yasuhiro e Yamaga Hiroyuki. Ho visitato Hakone e tutti i siti in cui si colloca la serie, andando a ricercare il filo conduttore del sentimento della GAiNAX nel quartiere ShinSekai di Osaka, e poi nel parco dell&#039;Expo &#039;70. Il punto di Evangelion, forse impercettibile al pubblico straniero, è che -nel 1995- Misato è una quasi trentenne non sposata e senza prospettive di matrimonio che vive da sola comprando i cibi al konbini. Il punto è il senso di alienazione passiva di Shinji, e il suo modo di rapportarsi al mondo interiore, tipico di un ragazzo sul crinale dei disturbi nella gamma dell&#039;autismo. Il punto, come in ogni opera di Anno, è ovviamente il rapporto genitore-figlio, sdoppiato tra il padre discomunicante e la madre santificata (chi ha visto Nadia, ricorderà).

Ma la differenza fondamentale rispetto al referente Gundam è che Anno parlava a sé stessi, e &#039;ai suoi&#039;, e parlava di una condizione condivisa. Tomino assolutamente no, la sua era piuttosto una lezione frontale. Al contrario, Anno, vittima di una frattura generazionale dell&#039;otakuzoku, avrebbe scoperto a sue spese come le sue angosie e terrori (fuan, zetsubou: parole chiave dell&#039;opera mutuate dal dizionario di Kierkegaard) non corrispondevano precisamente a quelle del suo nuovo pubblico. Tuttavia, il successo dell&#039;opera presso un pubblico generalista ansioso di avvertire una scossa lontana avrebbe cambiato il mercato, ovvero il modello di mercato, dell&#039;animazione di quegli anni.

Oggi anche questa è storia di ieri, poi che altri mutamenti ancora avvennero.

-Gualtiero Cannarsi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fa piacere vedere pubblicato un articolo così ben documentato, e professionalmente sviluppato, su questi temi. E per di più da un mio omonimo! Sono generalmente assai recalcitrante a discutere con tono accademico di animazione giapponese, perché lo trovo sbagliato e odiosi in molti modi, ma a volte sono necessarie eccezioni. Lo faccio comunque di fretta e di getto (o non ci riuscirei), e mi scuso preventivamente per i molti errori di battitura che sono certo disseminerò nel testo che seguirà.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Fermo restando il giudizio positivo sull&#8217;articolo, trovo doverso far notare alcuni punti chiave che mi paiono errati o tralasciati nel testo.</p>
<p>-Su &#8220;Kidou Senshi Gundam&#8221;</p>
<p>E&#8217; terribilmente tipico del pubblico e dell&#8217;accademia occidentale pensare al &#8216;realismo&#8217; di Gundam in termini narrativi, ovvero di Real-SF, ovvero poi ancora di &#8216;real-robot anime&#8217;. Tuttavia, tale realismo narrativo è del tutto funzionale -in Tomino- a un altro tipo di realismo che era in effetti quello a cui il regista mirava: quello sociopsicologico. Si parla in questo senso di &#8216;real-drama&#8217;, in cui l&#8217;emento SF (il robot), sia esso realistico o meno, è comunque SF. Il fuoco dell&#8217;interesse del regista, in Gundam, non è certo la narrativa fantascientifica, di cui Tomino non è di per sé né cultore né tantomeno otaku, quanto il tentativo narrativo allegorico di rivolgersi educativamente a una nuova generazione e ai suoi problemi di crescita. L&#8217;idea è quella di proiettare una psicologia adolescenziale credibile in una situazione di guerra reale come le nuove generazioni non avevano potuto conoscere. Esperienze simili si erano già viste con precedente Zanbot-3, del resto, altro pinnacolo della produzione tominiana colpevolmente tralasciato dell&#8217;articolo. Il Gundam RX-78 è comunque nelle fattezze un modello fatto per essere riproducibile in modellino, come Bandai aveva imposto, ed è unico come un super robot, come Bandai impose (nel progetto originale sarebbe stato un prodotto in serie tanto quanto gli Zaku stessi). Ma non è questo il punto.<br />
Il punto è la psicologia di Amuro e lo schiaffo di Light, e i dialoghi con Lala. Si noti che non sono un esperto di Gundam, ma non è necessario esserlo per capirlo. Verrebbe quasi da dire &#8216;anzi&#8217;, dato che proprio i sedicenti esperti di Gundam sembrano poi appuntarsi tipicamente sul mezzo e non sul fine narrativo dell&#8217;autore che, a differenza di Anno, non ha mai parlato a sé stesso, o alla sua &#8216;tribùì, con le sue opere: ma ai &#8216;nuovi giapponesi&#8217; che vedeva nei giovani delle generazioni successive alla sua.</p>
<p>&#8211; Su &#8220;Shin Seiki Evangelion&#8221;</p>
<p>Benché anche questa parte dell&#8217;articolo sia molto documentata, ho rivenuto diverse imprecisioni. La più obiettiva è che Shinji credesse la madre morta nel Second Impact. Come tutti i Children, Shinji è nato DOPO il Second Impact, e chiaramente ha conosciuto la madre e se ne ricorda. Il fatto che avesse &#8216;rimosso&#8217; il momento della &#8216;scomprasa&#8217; di Yui assorbita dallo Shougoki non significa che ritenesse la genitrice morta prima della sua stessa nascita (?).</p>
<p>Vi sono poi errate cognizioni sul successo e non successo di Eva. Il fatto è che Eva partì come un piccolo progetto su una piccola TV (TerebiTokyo). Il suo successo non tardò ad arrivare con la messa in onda, in un crescando costante, e sicuramente esplose con l&#8217;uscita dell&#8217;home-video, ma in effetti l&#8217;anomalia era che non vi era uno sponsor di giocattoli a priori. Bandai si era rifiutata di produrre modellini di un robot &#8220;di un colore tanto improbabile&#8221;, e gli unici sponsor era SEGA e Kadokawa Shoten, secondo il modello di businness vagamente schizzato con Magic Knight Rayearth (la progettazione preventiva di anime-manga-videogiochi).</p>
<p>Le mosse da cui muove Eva, e i suoi contenuti, non hanno nulla a che fare con il cabalismo o l&#8217;architettura citazionistica religiosa, introdotta dai creatori giapponesi solo in virtù di una ricerca di &#8216;esotismo&#8217; che nello spirito del tempo -quel tempo- faceva rima con esoterismo. Anno voleva il robot e l&#8217;opera chiamarsi Alcion, non Evangelion. L&#8217;idea fondamentale era quella di fondere i temi di &#8216;Devilman&#8217; e &#8216;Ideon&#8217; in un SF-robot real-drama a là Gundam. Poco conta la citazione dall&#8217;originale Mazinger-Z (Shinji vede in primis il volto del robot), o il topos del &#8216;sali sul robot che non hai mai visto e pilotato&#8217;, chiaramente strumentale -sino al limite della necessità- di una tipologia narrativa a puntate che vuole la fabula &#8216;ingranare&#8217; sin da un primo episodio.</p>
<p>Anche Eva è un&#8217;opera grandemente freintesa. Di per me, ho avuto il privilegio di cenare e parlare con Sadamoto Yoshiyuki, Takeda Yasuhiro e Yamaga Hiroyuki. Ho visitato Hakone e tutti i siti in cui si colloca la serie, andando a ricercare il filo conduttore del sentimento della GAiNAX nel quartiere ShinSekai di Osaka, e poi nel parco dell&#8217;Expo &#8217;70. Il punto di Evangelion, forse impercettibile al pubblico straniero, è che -nel 1995- Misato è una quasi trentenne non sposata e senza prospettive di matrimonio che vive da sola comprando i cibi al konbini. Il punto è il senso di alienazione passiva di Shinji, e il suo modo di rapportarsi al mondo interiore, tipico di un ragazzo sul crinale dei disturbi nella gamma dell&#8217;autismo. Il punto, come in ogni opera di Anno, è ovviamente il rapporto genitore-figlio, sdoppiato tra il padre discomunicante e la madre santificata (chi ha visto Nadia, ricorderà).</p>
<p>Ma la differenza fondamentale rispetto al referente Gundam è che Anno parlava a sé stessi, e &#8216;ai suoi&#8217;, e parlava di una condizione condivisa. Tomino assolutamente no, la sua era piuttosto una lezione frontale. Al contrario, Anno, vittima di una frattura generazionale dell&#8217;otakuzoku, avrebbe scoperto a sue spese come le sue angosie e terrori (fuan, zetsubou: parole chiave dell&#8217;opera mutuate dal dizionario di Kierkegaard) non corrispondevano precisamente a quelle del suo nuovo pubblico. Tuttavia, il successo dell&#8217;opera presso un pubblico generalista ansioso di avvertire una scossa lontana avrebbe cambiato il mercato, ovvero il modello di mercato, dell&#8217;animazione di quegli anni.</p>
<p>Oggi anche questa è storia di ieri, poi che altri mutamenti ancora avvennero.</p>
<p>-Gualtiero Cannarsi</p>
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		<title>
		Di: J		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164388</link>

		<dc:creator><![CDATA[J]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 10:44:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi permetto di segnalarvi che il termine &quot;pop filosofia&quot; è entrato nell&#039;Enciclopedia Treccani. Come fonte viene citato proprio il volume Pop filosofia, in cui c&#039;è il mio lavoro su evangelion 
 
 
http://www.treccani.it/vocabolario/pop-filosofia/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi permetto di segnalarvi che il termine &#8220;pop filosofia&#8221; è entrato nell&#8217;Enciclopedia Treccani. Come fonte viene citato proprio il volume Pop filosofia, in cui c&#8217;è il mio lavoro su evangelion </p>
<p><a href="http://www.treccani.it/vocabolario/pop-filosofia/" rel="nofollow ugc">http://www.treccani.it/vocabolario/pop-filosofia/</a></p>
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			</item>
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		<title>
		Di: gualtiero		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164335</link>

		<dc:creator><![CDATA[gualtiero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 18:36:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164185&quot;&gt;daniele ventre&lt;/a&gt;.

obbe&#039;, solo perché Suzumiya Haruhi no yūutsu c&#039;entra poco con Evangelion e Gundam: diverso il genere, diversi i riferimenti, diverso il contesto storico, diverso lo sviluppo di mercato sia all&#039;origine (il marchio ha infatti origine da una serie di light novels, ovvero romanzi per adolescenti (o, per usare un termine ancor più equivalente seppur in altra lingua, &quot;young adult&quot;), scritti a partire dal 2003, e rappresenta un particolare momento di slancio e riconfigurazione del settore legato a questo tipo di narrativa popolare) che nello sviluppo. Magari, interesse permettendo, se ne potrebbe parlare in futuro :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164185">daniele ventre</a>.</p>
<p>obbe&#8217;, solo perché Suzumiya Haruhi no yūutsu c&#8217;entra poco con Evangelion e Gundam: diverso il genere, diversi i riferimenti, diverso il contesto storico, diverso lo sviluppo di mercato sia all&#8217;origine (il marchio ha infatti origine da una serie di light novels, ovvero romanzi per adolescenti (o, per usare un termine ancor più equivalente seppur in altra lingua, &#8220;young adult&#8221;), scritti a partire dal 2003, e rappresenta un particolare momento di slancio e riconfigurazione del settore legato a questo tipo di narrativa popolare) che nello sviluppo. Magari, interesse permettendo, se ne potrebbe parlare in futuro :)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: J		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164246</link>

		<dc:creator><![CDATA[J]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 12:08:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[be&#039; grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>be&#8217; grazie</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: daniele ventre		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164185</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 23:49:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Strano che nessuno abbia evocato quell&#039;incrocio fra parodia, teatro dell&#039;assurdo e metafisica in commedia che era il manga di Haruhi Suzumiya.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Strano che nessuno abbia evocato quell&#8217;incrocio fra parodia, teatro dell&#8217;assurdo e metafisica in commedia che era il manga di Haruhi Suzumiya.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gherardo bortolotti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164162</link>

		<dc:creator><![CDATA[gherardo bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 12:57:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=42003#comment-164162</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164149&quot;&gt;gualtiero&lt;/a&gt;.

saranno interessanti tutti e due o tre ;-)
ti quoto sul discorso &quot;prodotto di massa&quot; anche se in effetti la nozione di &quot;cultura di massa&quot; è stata profondamente rielaborata, soprattutto nel corso degli ultimi decenni, e andrebbe oggi rivista e corretta (ma non è la sede e temo di non avere del tutto gli strumenti).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164149">gualtiero</a>.</p>
<p>saranno interessanti tutti e due o tre ;-)<br />
ti quoto sul discorso &#8220;prodotto di massa&#8221; anche se in effetti la nozione di &#8220;cultura di massa&#8221; è stata profondamente rielaborata, soprattutto nel corso degli ultimi decenni, e andrebbe oggi rivista e corretta (ma non è la sede e temo di non avere del tutto gli strumenti).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Eleonora C. C.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164158</link>

		<dc:creator><![CDATA[Eleonora C. C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 09:01:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=42003#comment-164158</guid>

					<description><![CDATA[Articolo molto interessante, specialmente perché esco da un rewatch di Evangelion seguito da postaggio compulsivo a riguardo. Sto addirittura preparando un articolo solo sul ruolo del femminile nella serie, per dire. Tuttavia nel confronto con la precisione dell&#039;universo di Gundam (osservazione verissima) terrei presente che, comunque, causa mancanza fondi la Gainax non ha realizzato la serie come avrebbe voluto, tant&#039;è che i primi episodi hanno un ritmo e un dettaglio diverso degli eventi. Con due soldi in più credo che in realtà sarebbe venuta fuori molto meno criptica di com&#039;è (tant&#039;è che la prima parte di The End of Evangelion, Air, era effettivamente lo script che sarebbe dovuto essere dell&#039;episodio 25).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo molto interessante, specialmente perché esco da un rewatch di Evangelion seguito da postaggio compulsivo a riguardo. Sto addirittura preparando un articolo solo sul ruolo del femminile nella serie, per dire. Tuttavia nel confronto con la precisione dell&#8217;universo di Gundam (osservazione verissima) terrei presente che, comunque, causa mancanza fondi la Gainax non ha realizzato la serie come avrebbe voluto, tant&#8217;è che i primi episodi hanno un ritmo e un dettaglio diverso degli eventi. Con due soldi in più credo che in realtà sarebbe venuta fuori molto meno criptica di com&#8217;è (tant&#8217;è che la prima parte di The End of Evangelion, Air, era effettivamente lo script che sarebbe dovuto essere dell&#8217;episodio 25).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gualtiero		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/03/28/gundam-e-evangelion/#comment-164149</link>

		<dc:creator><![CDATA[gualtiero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 19:19:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[J: leggerò con avidità :)

jan: grazie!

gherardo: ho in mente grandi cose (a dire il vero son due o tre argomenti, vedremo insieme quale potrebbe essere il più interessante) :D

Chiappanuvoli: be&#039;, sì, in Evangelion ci sono molti elementi al lavoro (e parte del post è dedicata appunto a provare a spiegare come e perché ci sono questi elementi così configurati), ma il dato di partenza è che comunque l&#039;opera è un prodotto televisivo finanziato e pensato prima di tutto per essere visto e seguito da milioni di persone, svolgendo anche la funzione di traino al merchandise ad essa collegato. È nella sua struttura essere un prodotto di massa, così come è nella sua struttura contenere dettagli che portino a un genere di interpretazioni che di massa non sono (e la genialità di Anno e dello studio Gainax sta anche qui, nel creare un&#039;opera con più punti di ingresso e di uscita, usufruibili a piacere, o a seconda della necessità, da parte di chi la guarda).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>J: leggerò con avidità :)</p>
<p>jan: grazie!</p>
<p>gherardo: ho in mente grandi cose (a dire il vero son due o tre argomenti, vedremo insieme quale potrebbe essere il più interessante) :D</p>
<p>Chiappanuvoli: be&#8217;, sì, in Evangelion ci sono molti elementi al lavoro (e parte del post è dedicata appunto a provare a spiegare come e perché ci sono questi elementi così configurati), ma il dato di partenza è che comunque l&#8217;opera è un prodotto televisivo finanziato e pensato prima di tutto per essere visto e seguito da milioni di persone, svolgendo anche la funzione di traino al merchandise ad essa collegato. È nella sua struttura essere un prodotto di massa, così come è nella sua struttura contenere dettagli che portino a un genere di interpretazioni che di massa non sono (e la genialità di Anno e dello studio Gainax sta anche qui, nel creare un&#8217;opera con più punti di ingresso e di uscita, usufruibili a piacere, o a seconda della necessità, da parte di chi la guarda).</p>
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