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	Commenti a: &#8220;Diaz&#8221;: il film e le polemiche	</title>
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		<title>
		Di: las artes		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[las artes]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 04:20:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E proprio qui, a mio parere, lo sdegno del film di Vicari trova il limite della sua confezione, perché sembra che proprio questa politicizzazione, cruciale per inquadrare le ragioni e le responsabilità di quell’operazione, venga rimossa o almeno stemperata dagli stereotipi e dalle suddivisioni schematiche che vengono tracciate: così il poliziotto responsabile si sgancia dalla ferocia del branco, così i black bloc la scampano, mentre i cittadini innocenti restano incastrati. È chiaro che anche questa concentrazione sui destini individuali, che lascia emergere soprattutto figure strategicamente tangenziali rispetto ai ‘gruppi’ di cui fanno parte, oltre a testimoniare la natura plurale e sfaccettata del movimento di Genova, serve ad avvicinare il più possibile lo spettro di quella catastrofe democratica al cittadino-spettatore. Ma il fatto che le ragioni di quel movimento rimangano sostanzialmente inespresse, così come un po’ troppo sfumata resta la volontà politica che a quelle ragioni ha risposto con le manganellate della Diaz, finisce per privare questa ricostruzione memoriale di una vera visione storica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E proprio qui, a mio parere, lo sdegno del film di Vicari trova il limite della sua confezione, perché sembra che proprio questa politicizzazione, cruciale per inquadrare le ragioni e le responsabilità di quell’operazione, venga rimossa o almeno stemperata dagli stereotipi e dalle suddivisioni schematiche che vengono tracciate: così il poliziotto responsabile si sgancia dalla ferocia del branco, così i black bloc la scampano, mentre i cittadini innocenti restano incastrati. È chiaro che anche questa concentrazione sui destini individuali, che lascia emergere soprattutto figure strategicamente tangenziali rispetto ai ‘gruppi’ di cui fanno parte, oltre a testimoniare la natura plurale e sfaccettata del movimento di Genova, serve ad avvicinare il più possibile lo spettro di quella catastrofe democratica al cittadino-spettatore. Ma il fatto che le ragioni di quel movimento rimangano sostanzialmente inespresse, così come un po’ troppo sfumata resta la volontà politica che a quelle ragioni ha risposto con le manganellate della Diaz, finisce per privare questa ricostruzione memoriale di una vera visione storica.</p>
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		Di: stalker		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 May 2012 16:02:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non ho visto il film quindi non entro nel merito, solo un paio di cose:

1_se penso a cinema politico e arte mi viene in mente &quot;La battaglia di Algeri&quot; di Pontecorvo. (dopo aver visto quel film, ho preso atto della mia ignoranza, e sono andata a leggere per saperne di più, in epoca analogica)

2_interessanti (importanti) i commenti di stan e caracaterina, direttamente dal campo di battaglia: la scuola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non ho visto il film quindi non entro nel merito, solo un paio di cose:</p>
<p>1_se penso a cinema politico e arte mi viene in mente &#8220;La battaglia di Algeri&#8221; di Pontecorvo. (dopo aver visto quel film, ho preso atto della mia ignoranza, e sono andata a leggere per saperne di più, in epoca analogica)</p>
<p>2_interessanti (importanti) i commenti di stan e caracaterina, direttamente dal campo di battaglia: la scuola.</p>
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		Di: stalker		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 May 2012 15:57:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/03/diaz-il-film-e-le-polemiche/#comment-164971&quot;&gt;stalker&lt;/a&gt;.

*quindi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/03/diaz-il-film-e-le-polemiche/#comment-164971">stalker</a>.</p>
<p>*quindi</p>
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		Di: stalker		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 May 2012 15:56:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non ho visto il film quando non entro nel merito, solo un paio di cose:

1_se penso a cinema politico e arte mi viene in mente &quot;La battaglia di Algeri&quot; di Pontecorvo. (dopo aver visto quel film, ho preso atto della mia ignoranza, e sono andata a leggere per saperne di più, in epoca analogica)

2_interessanti (importanti) i commenti di stan e caracaterina, direttamente dal campo di battaglia: la scuola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non ho visto il film quando non entro nel merito, solo un paio di cose:</p>
<p>1_se penso a cinema politico e arte mi viene in mente &#8220;La battaglia di Algeri&#8221; di Pontecorvo. (dopo aver visto quel film, ho preso atto della mia ignoranza, e sono andata a leggere per saperne di più, in epoca analogica)</p>
<p>2_interessanti (importanti) i commenti di stan e caracaterina, direttamente dal campo di battaglia: la scuola.</p>
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		Di: stan		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stan]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:09:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Facciamo un favore a noi stessi se ammettiamo che i segni, qualsiasi sia la loro natura, un contesto lo mostrano sempre, anche al di là delle intenzioni. Come ormai è stato ripetuto sino alla nausea, il film di Vicari mostra chiaramente una certa sequenza di fatti e una certa concatenazione tale da renderlo di segno contrario a quanto si vorrebbe ... Ma capisco che sia difficile entrare nelle immagini e che sia più facile restare ancorati ai propri schemi mentali ... Il problema è: chi ha ragione? Come si determina se una interpretazione è più corretta di altre? Facile dire, come in fondo fa Inglese (e non è neppure la prima volta), che sono sempre gli altri a manifestare «uno schematismo mentale»; meno facile rispondere ai rilievi (Galbiati, Stan) sulle ambiguità nell&#039;uso dei Black Bloc NEL film ... Ma tant&#039;è; ognuno si terrà le sue verità, rendendo ancora una volta inutile ogni discussione. E intanto nulla si sposta nel campo della coscienza. In ogni caso, il problema di un film che si voglia di «impegno civile» è proprio questa sua natura: l&#039;impegno – categoria odiosa, già decretata fallimentare dalla storia, per lo meno in campo artistico – regola i segni, anziché, come si dovrebbe, regolare i segni con la consapevolezza che dietro di essi si nasconde un contesto, sempre e comunque ... Tralascio ogni commento sul concetto di «civile» ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Facciamo un favore a noi stessi se ammettiamo che i segni, qualsiasi sia la loro natura, un contesto lo mostrano sempre, anche al di là delle intenzioni. Come ormai è stato ripetuto sino alla nausea, il film di Vicari mostra chiaramente una certa sequenza di fatti e una certa concatenazione tale da renderlo di segno contrario a quanto si vorrebbe &#8230; Ma capisco che sia difficile entrare nelle immagini e che sia più facile restare ancorati ai propri schemi mentali &#8230; Il problema è: chi ha ragione? Come si determina se una interpretazione è più corretta di altre? Facile dire, come in fondo fa Inglese (e non è neppure la prima volta), che sono sempre gli altri a manifestare «uno schematismo mentale»; meno facile rispondere ai rilievi (Galbiati, Stan) sulle ambiguità nell&#8217;uso dei Black Bloc NEL film &#8230; Ma tant&#8217;è; ognuno si terrà le sue verità, rendendo ancora una volta inutile ogni discussione. E intanto nulla si sposta nel campo della coscienza. In ogni caso, il problema di un film che si voglia di «impegno civile» è proprio questa sua natura: l&#8217;impegno – categoria odiosa, già decretata fallimentare dalla storia, per lo meno in campo artistico – regola i segni, anziché, come si dovrebbe, regolare i segni con la consapevolezza che dietro di essi si nasconde un contesto, sempre e comunque &#8230; Tralascio ogni commento sul concetto di «civile» &#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/03/diaz-il-film-e-le-polemiche/#comment-164915</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 19:58:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;[...] Facciamo un favore a noi stessi se facendo film di impegno civile non facciamo dei compitini nei quali spieghiamo al mondo come funzionano le cose. Una delle cose che vengono rimproverate al mio film è proprio quella di non aver spiegato il contesto in cui tutto quello che racconto avviene. Ma onestamente non credo che lo spettatore di oggi sia un idiota che alla fine del film debba ricevere un certificato di conversione per quello che ha visto. [...] Sono queste le modalità che rendono indigesto il cinema politico italiano agli occhi di tutto il mondo. Ed è uno dei motivi per cui sulla vicenda delle Brigate Rosse o della lotta armata non siamo riusciti a produrre dei film sensati, se non rarissimi esempi. È perché questi film si perdono in una ricostruzione dietrologica dei fatti che non interessa a nessuno, [...]&quot;

Daniele Vicari, intervista di Edoardo Becattini, su alfabeta2 n.19, maggio 2012 pag. 10.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;[&#8230;] Facciamo un favore a noi stessi se facendo film di impegno civile non facciamo dei compitini nei quali spieghiamo al mondo come funzionano le cose. Una delle cose che vengono rimproverate al mio film è proprio quella di non aver spiegato il contesto in cui tutto quello che racconto avviene. Ma onestamente non credo che lo spettatore di oggi sia un idiota che alla fine del film debba ricevere un certificato di conversione per quello che ha visto. [&#8230;] Sono queste le modalità che rendono indigesto il cinema politico italiano agli occhi di tutto il mondo. Ed è uno dei motivi per cui sulla vicenda delle Brigate Rosse o della lotta armata non siamo riusciti a produrre dei film sensati, se non rarissimi esempi. È perché questi film si perdono in una ricostruzione dietrologica dei fatti che non interessa a nessuno, [&#8230;]&#8221;</p>
<p>Daniele Vicari, intervista di Edoardo Becattini, su alfabeta2 n.19, maggio 2012 pag. 10.</p>
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		<title>
		Di: Ares		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/03/diaz-il-film-e-le-polemiche/#comment-164907</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 11:37:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Secondo me l&#039;efficacia del film di Vicari sta proprio li, nel non aver negato le ragioni e le conseguenti modalità di reazione della polizia, mostrandole nella loro greve elementarità. Ha mostrato un corpo militare debole, che dovrebbe essere composto da professionisti addestrati forti del loro auto controllo, che in quell’occasione si sono stati autorizzati a negare il loro ruolo e vocazione. E’ un corpo dello stato che va riformato e rieducato, e reso un corpo dello stato fatto da professionisti in grado di discernere tra un ordine legittimo eseguibile con modalità legittime e l’esecuzione di un ordine criminale. Tutto questo per la nostra sicurezza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me l&#8217;efficacia del film di Vicari sta proprio li, nel non aver negato le ragioni e le conseguenti modalità di reazione della polizia, mostrandole nella loro greve elementarità. Ha mostrato un corpo militare debole, che dovrebbe essere composto da professionisti addestrati forti del loro auto controllo, che in quell’occasione si sono stati autorizzati a negare il loro ruolo e vocazione. E’ un corpo dello stato che va riformato e rieducato, e reso un corpo dello stato fatto da professionisti in grado di discernere tra un ordine legittimo eseguibile con modalità legittime e l’esecuzione di un ordine criminale. Tutto questo per la nostra sicurezza.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: unafacciaaventidadi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/03/diaz-il-film-e-le-polemiche/#comment-164898</link>

		<dc:creator><![CDATA[unafacciaaventidadi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 14:15:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@gentile moderatore

uè zio, non sarà alquanto peggio che Zdanovista cassare un commento? Aldilà della decisione di chiudere una discussione, eh, e comunque, essendo obbligatorio l&#039;inserimento di una mail prima di inserire un commento, si può mandare una mail per esplicare brevemente i motivi per cui il commento in questione non sia considerato consono a una pubblicazione.

Del tipo: anche se non ci vediamo e non ci conosciamo, c&#039;è pur sempre un qualche modo per guardarci in faccia, eccheccristo, siamo uomini o caporali?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@gentile moderatore</p>
<p>uè zio, non sarà alquanto peggio che Zdanovista cassare un commento? Aldilà della decisione di chiudere una discussione, eh, e comunque, essendo obbligatorio l&#8217;inserimento di una mail prima di inserire un commento, si può mandare una mail per esplicare brevemente i motivi per cui il commento in questione non sia considerato consono a una pubblicazione.</p>
<p>Del tipo: anche se non ci vediamo e non ci conosciamo, c&#8217;è pur sempre un qualche modo per guardarci in faccia, eccheccristo, siamo uomini o caporali?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: unafacciaaventidadi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/03/diaz-il-film-e-le-polemiche/#comment-164890</link>

		<dc:creator><![CDATA[unafacciaaventidadi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 00:28:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Passavo di qua così, e volevo dire:

&quot;mio fratello è figlio unico...
perchè non ha mai criticato un film, senza prima prima vederlo...&quot;
(uno che oggi sarebbe cantante indie, e non certo di prima fascia)

Poi un giorno magari parleremo del buon uso del pregiudizio selettivo nell&#039;epoca dell&#039;iperinflazione massmediale...

Magari cercheremo di capire come la macchina dei dibattiti e delle recensioni e delle pubblicità e dei thrailer abbia come obbiettivo proprio quello di orientare il pregiudizio, e come noi lo si possa orientare cercando di mantenere un buon livello di consapevolezza...

Così, arriveremo a cercare di capire come mai sapessi già che ci sarebbero stati il poliziotto buono, i blec bloc, la destoricizzazione moraleggiante, i dialoghi trash, le carte giudiziarie come bibbia, l&#039;ideologia del politicamente corretto solo alla notizia dell&#039;uscita del film...

Il come siano stati mescolati questi ingredienti immancabili del film di denuncia mainstream italiano contemporaneo non è grande elemento di curiosità, almeno fino a prova contraria (prova di una loro assenza o rimescolamento o superamento o elevazione)...

Un giorno magari, serenamente, parleremo del cinema italiano &quot;impegnato&quot; di questi ultimi 15-20 anni, dei Placido, dei Giordana e compagnia...

Della revisione degli anni &#039;70 che si è operata, anche...Magari per paragonarla ai Petri, ai Ferreri e vai di nomi che parlavano della loro contemporaneità...

Ovvero di quanto siano (prese nel loro semplice narrare) molto più illuminanti sull&#039;oggi le opere degli anni settanta di quanto non siano le opere dell&#039;oggi...

Ovvero del degrado dissolutivo ormai da tempo compiuto di quella che un tempo, e con orgoglio, si chiamava sinistra, che un tempo fu un popolo...

Ovvero, del politically correct e dell&#039;incapacità di guardare l&#039;abisso, dell&#039;autodomesticazione suicida...
Ovvero, del fatto che fingere di fare non è fare (fingere di guardare l&#039;abisso, o fingere di mostrarlo mettendo l&#039;obbiettivo della telecamera dentro un pozzo)...

Ovvero del famoso &quot;morbo di Fazio&quot; che affligge i sinceri democratici d&#039;oggidì (non certo quelli dell&#039;epoca di Garibaldi o GL), epidemia tra le più mortali per il fu popolo &quot;di sinistra&quot;...

Ovvero del ruolo repressivo della &quot;denuncia&quot;, o della possibilità che &quot;la denuncia pubblica operata tramite mezzi mediatici spettacolari e mediata dalla figura dell’Autore possa essere un mezzo atto a legittimare e perpetuare atteggiamenti conservatori di quello stesso status quo denunciato&quot; (da scritto inedito di amico non famoso)...

Ovvero del perduto concetto di &quot;desublimazione repressiva&quot; (da scritti editi di autore famoso) e di varie sue implicazioni...

Magari, poi, chiameremo i porci &quot;porci&quot; (http://www.youtube.com/watch?v=0cATfRt6sRE) gli avvoltoi &quot;avvoltoi&quot; e i becchini &quot;becchini&quot;, quella volta, che ne dite?

No, così, giusto perchè non avrò mai la soddisfazione di far tornare i fiumi alle sorgenti; almeno quella di chiamare le cose col proprio nome, beh, me la concederete? Anche solo per una volta...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passavo di qua così, e volevo dire:</p>
<p>&#8220;mio fratello è figlio unico&#8230;<br />
perchè non ha mai criticato un film, senza prima prima vederlo&#8230;&#8221;<br />
(uno che oggi sarebbe cantante indie, e non certo di prima fascia)</p>
<p>Poi un giorno magari parleremo del buon uso del pregiudizio selettivo nell&#8217;epoca dell&#8217;iperinflazione massmediale&#8230;</p>
<p>Magari cercheremo di capire come la macchina dei dibattiti e delle recensioni e delle pubblicità e dei thrailer abbia come obbiettivo proprio quello di orientare il pregiudizio, e come noi lo si possa orientare cercando di mantenere un buon livello di consapevolezza&#8230;</p>
<p>Così, arriveremo a cercare di capire come mai sapessi già che ci sarebbero stati il poliziotto buono, i blec bloc, la destoricizzazione moraleggiante, i dialoghi trash, le carte giudiziarie come bibbia, l&#8217;ideologia del politicamente corretto solo alla notizia dell&#8217;uscita del film&#8230;</p>
<p>Il come siano stati mescolati questi ingredienti immancabili del film di denuncia mainstream italiano contemporaneo non è grande elemento di curiosità, almeno fino a prova contraria (prova di una loro assenza o rimescolamento o superamento o elevazione)&#8230;</p>
<p>Un giorno magari, serenamente, parleremo del cinema italiano &#8220;impegnato&#8221; di questi ultimi 15-20 anni, dei Placido, dei Giordana e compagnia&#8230;</p>
<p>Della revisione degli anni &#8217;70 che si è operata, anche&#8230;Magari per paragonarla ai Petri, ai Ferreri e vai di nomi che parlavano della loro contemporaneità&#8230;</p>
<p>Ovvero di quanto siano (prese nel loro semplice narrare) molto più illuminanti sull&#8217;oggi le opere degli anni settanta di quanto non siano le opere dell&#8217;oggi&#8230;</p>
<p>Ovvero del degrado dissolutivo ormai da tempo compiuto di quella che un tempo, e con orgoglio, si chiamava sinistra, che un tempo fu un popolo&#8230;</p>
<p>Ovvero, del politically correct e dell&#8217;incapacità di guardare l&#8217;abisso, dell&#8217;autodomesticazione suicida&#8230;<br />
Ovvero, del fatto che fingere di fare non è fare (fingere di guardare l&#8217;abisso, o fingere di mostrarlo mettendo l&#8217;obbiettivo della telecamera dentro un pozzo)&#8230;</p>
<p>Ovvero del famoso &#8220;morbo di Fazio&#8221; che affligge i sinceri democratici d&#8217;oggidì (non certo quelli dell&#8217;epoca di Garibaldi o GL), epidemia tra le più mortali per il fu popolo &#8220;di sinistra&#8221;&#8230;</p>
<p>Ovvero del ruolo repressivo della &#8220;denuncia&#8221;, o della possibilità che &#8220;la denuncia pubblica operata tramite mezzi mediatici spettacolari e mediata dalla figura dell’Autore possa essere un mezzo atto a legittimare e perpetuare atteggiamenti conservatori di quello stesso status quo denunciato&#8221; (da scritto inedito di amico non famoso)&#8230;</p>
<p>Ovvero del perduto concetto di &#8220;desublimazione repressiva&#8221; (da scritti editi di autore famoso) e di varie sue implicazioni&#8230;</p>
<p>Magari, poi, chiameremo i porci &#8220;porci&#8221; (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=0cATfRt6sRE" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=0cATfRt6sRE</a>) gli avvoltoi &#8220;avvoltoi&#8221; e i becchini &#8220;becchini&#8221;, quella volta, che ne dite?</p>
<p>No, così, giusto perchè non avrò mai la soddisfazione di far tornare i fiumi alle sorgenti; almeno quella di chiamare le cose col proprio nome, beh, me la concederete? Anche solo per una volta&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/03/diaz-il-film-e-le-polemiche/#comment-164887</link>

		<dc:creator><![CDATA[stan]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 May 2012 15:04:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/03/diaz-il-film-e-le-polemiche/#comment-164881&quot;&gt;andrea inglese&lt;/a&gt;.

Condivido ogni parola di questo commento di Galbiati (come dei precedenti). L’uso narrativo dei Black Bloc all’interno del film di Vicari assume una valenza di senso che mette in secondo piano le violenze, o meglio: le mostra dentro una gabbia discorsiva che svela un’intimità con la versione ufficiale della polizia, fatta propria dalla destra. Liquidare questa questione è un trucco di chi resta ancorato ai propri consolanti schemi mentali. Buone tenebre a tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/03/diaz-il-film-e-le-polemiche/#comment-164881">andrea inglese</a>.</p>
<p>Condivido ogni parola di questo commento di Galbiati (come dei precedenti). L’uso narrativo dei Black Bloc all’interno del film di Vicari assume una valenza di senso che mette in secondo piano le violenze, o meglio: le mostra dentro una gabbia discorsiva che svela un’intimità con la versione ufficiale della polizia, fatta propria dalla destra. Liquidare questa questione è un trucco di chi resta ancorato ai propri consolanti schemi mentali. Buone tenebre a tutti.</p>
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