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	Commenti a: Un dossier sul futuro del libro	</title>
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		Di: malosmannaja		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[malosmannaja]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 May 2012 14:22:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[realtà complessa, quella del &quot;valore d&#039;uso della lettura&quot;. ponendo la cosa nei termini in oggetto, più che con un *valore* in termini culturali, potremmo avere a che fare con un *plus-valore*.
: ) 
resto dunque un po&#039; perplesso circa il &quot;decifrare la fisionomia di queste condizioni per immaginare (...) gesti in grado di modificarle&quot;, poiché è improbabile che, muovendosi all&#039;interno di un contesto merceologico si possano perseguire finalità merceoillogiche. il rischio concreto è quello che riempire pagine su pagine di scritti profitti fitti, possa risultare non solo interessante, ma soprattutto interessato...
forse allora, l&#039;unica via d&#039;uscita (osteggiata ovviamente da tutti gli addetti ai lavori: scrittori, correttori di bozze, critici letterari, gruppi editoriali, catene di librerie, distributori, nonché mio zio peppino che tiene un carretto di gelati vicino all&#039;ingresso della feltribelli) è quella di ipotizzare che, sebbene sembri *paradossale*, il libro non sia una merce. perso per perso, al posto del dossier sul futuro del libro-merce, non è più stimolante un paradossier?
: )
vabbè, comunque, chi e/o cosa resta? restano i lettori, sempre meno capaci - lo vedo nei miei figli adolescenti che pure crescono in una casa piena di leggérmi infettivi - di andare oltre la lunghezza di un tweet o della didascalia d&#039;una immagine. restano le potenzialità di uno strumento (internet) che in teoria potrebbe prescindere sia dagli &quot;artificieri della cultura&quot; (che proprio per questo lo presidiano sempre più capillarmente) che dal supporto fisico del libro (cosa che, a sua volta, pareva paradossale ai tempi del vic-20 e che, come corollario, porta al contenzioso copyright-copyleft, non del tutto alieno al &quot;futuro del libro&quot;).
insomma, grazie per gli spunti di riflessione e chi vivrà vedrà: diamo tempo al tempo, alla *mercé* del quale tutti siamo.
: )]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>realtà complessa, quella del &#8220;valore d&#8217;uso della lettura&#8221;. ponendo la cosa nei termini in oggetto, più che con un *valore* in termini culturali, potremmo avere a che fare con un *plus-valore*.<br />
: )<br />
resto dunque un po&#8217; perplesso circa il &#8220;decifrare la fisionomia di queste condizioni per immaginare (&#8230;) gesti in grado di modificarle&#8221;, poiché è improbabile che, muovendosi all&#8217;interno di un contesto merceologico si possano perseguire finalità merceoillogiche. il rischio concreto è quello che riempire pagine su pagine di scritti profitti fitti, possa risultare non solo interessante, ma soprattutto interessato&#8230;<br />
forse allora, l&#8217;unica via d&#8217;uscita (osteggiata ovviamente da tutti gli addetti ai lavori: scrittori, correttori di bozze, critici letterari, gruppi editoriali, catene di librerie, distributori, nonché mio zio peppino che tiene un carretto di gelati vicino all&#8217;ingresso della feltribelli) è quella di ipotizzare che, sebbene sembri *paradossale*, il libro non sia una merce. perso per perso, al posto del dossier sul futuro del libro-merce, non è più stimolante un paradossier?<br />
: )<br />
vabbè, comunque, chi e/o cosa resta? restano i lettori, sempre meno capaci &#8211; lo vedo nei miei figli adolescenti che pure crescono in una casa piena di leggérmi infettivi &#8211; di andare oltre la lunghezza di un tweet o della didascalia d&#8217;una immagine. restano le potenzialità di uno strumento (internet) che in teoria potrebbe prescindere sia dagli &#8220;artificieri della cultura&#8221; (che proprio per questo lo presidiano sempre più capillarmente) che dal supporto fisico del libro (cosa che, a sua volta, pareva paradossale ai tempi del vic-20 e che, come corollario, porta al contenzioso copyright-copyleft, non del tutto alieno al &#8220;futuro del libro&#8221;).<br />
insomma, grazie per gli spunti di riflessione e chi vivrà vedrà: diamo tempo al tempo, alla *mercé* del quale tutti siamo.<br />
: )</p>
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