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	Commenti a: Due modi per occuparsi sbrigativamente di James Joyce	</title>
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		<title>
		Di: Romano A. Fiocchi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Romano A. Fiocchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2012 12:55:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marquez, nella sua autobiografia, ha scritto qualcosa come: i grandi libri sono quelli che nella vita torniamo a leggere più di una volta. Magari mi sbaglierò, eppure io &quot;Ulisse&quot; l&#039;ho letto tre volte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marquez, nella sua autobiografia, ha scritto qualcosa come: i grandi libri sono quelli che nella vita torniamo a leggere più di una volta. Magari mi sbaglierò, eppure io &#8220;Ulisse&#8221; l&#8217;ho letto tre volte.</p>
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		Di: massimo petroni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/26/due-modi-per-occuparsi-sbrigativamente-di-james-joyce/#comment-167530</link>

		<dc:creator><![CDATA[massimo petroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jun 2012 18:17:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/26/due-modi-per-occuparsi-sbrigativamente-di-james-joyce/#comment-166115&quot;&gt;Sascha&lt;/a&gt;.

E&#039; difficile rileggere Ulisse e La Recherche, quando non si è più giovani. E come? La sera, prima d&#039;andare a letto? Al mare? Ci vogliono spalle larghe.
La mia personale esperienza di lettura, più di quarant&#039;anni fa, richiese una dedizione quotidiana, impiegatizia: lo sgombro del tavolo da pranzo, la sistemazione del libro a distanza ottimale, l&#039;esordio ad alta voce (una pagina o due), in attesa che la voce si riducesse da sè ad esalazione e infine cedesse al suono solo interiore. Quattro o cinque ore filate, in apnea; ma che pacchia! che spasso! 
C&#039;è un altro modo di entrare in quei libri? Ne seguì un&#039;idea di letteratura paralizzante (in questo Bene non aveva torto, e spiega perchè oggi Joyce e Proust siano i cattivi da combattere).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/26/due-modi-per-occuparsi-sbrigativamente-di-james-joyce/#comment-166115">Sascha</a>.</p>
<p>E&#8217; difficile rileggere Ulisse e La Recherche, quando non si è più giovani. E come? La sera, prima d&#8217;andare a letto? Al mare? Ci vogliono spalle larghe.<br />
La mia personale esperienza di lettura, più di quarant&#8217;anni fa, richiese una dedizione quotidiana, impiegatizia: lo sgombro del tavolo da pranzo, la sistemazione del libro a distanza ottimale, l&#8217;esordio ad alta voce (una pagina o due), in attesa che la voce si riducesse da sè ad esalazione e infine cedesse al suono solo interiore. Quattro o cinque ore filate, in apnea; ma che pacchia! che spasso!<br />
C&#8217;è un altro modo di entrare in quei libri? Ne seguì un&#8217;idea di letteratura paralizzante (in questo Bene non aveva torto, e spiega perchè oggi Joyce e Proust siano i cattivi da combattere).</p>
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		Di: lupo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/26/due-modi-per-occuparsi-sbrigativamente-di-james-joyce/#comment-166156</link>

		<dc:creator><![CDATA[lupo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2012 17:30:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[quest&#039;ansia comunicativa, emotiva, porta, non diritta ma inarrestabile, agli allevi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quest&#8217;ansia comunicativa, emotiva, porta, non diritta ma inarrestabile, agli allevi</p>
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		<title>
		Di: Sascha		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2012 09:40:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Joyce, con Proust, sembra essere diventato uno dei &#039;cattivi&#039; da combattere, nella cultura letteraria della Rete. E&#039; difficile, non è di &#039;genere&#039; e rappresenta tutto quel che c&#039;è di male nella cultura letteraria del Novecento.
Di recente ho letto &#039;Re Joyce&#039;, uno studio del 1965 ad opera di un autore purtroppo sulla strada dell&#039;oblio, Anthony Burgess, che oggi sopravvive grazie a un unico libro e soprattutto grazie a un unico film, Arancia Meccanica. Eppure poteva scrivere con favolosa vivacità in una quantità di generi e stili diversi (fra le poche cose sue ancora in commercio c&#039;è il delizioso &#039;Abba Abba&#039;, che immagina un incontro romano fra Keats e il Belli). Burgess era un fanatico di Joyce, di cui condivideva l&#039;esuberanza linguistica. &#039;Re Joyce&#039; è una delizia e inoltre offre una dettagliata sinossi di Finnegans Wake (Burgess pubblicò anche una versione &#039;abridged&#039; e annotata dell&#039;impenetrabile romanzo). Per Burgess Joyce è il maestro dell&#039;uomo comune e di tutte le sue incredibili potenzialità - uno dei tanti motivi della sua impopolarità oggi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Joyce, con Proust, sembra essere diventato uno dei &#8216;cattivi&#8217; da combattere, nella cultura letteraria della Rete. E&#8217; difficile, non è di &#8216;genere&#8217; e rappresenta tutto quel che c&#8217;è di male nella cultura letteraria del Novecento.<br />
Di recente ho letto &#8216;Re Joyce&#8217;, uno studio del 1965 ad opera di un autore purtroppo sulla strada dell&#8217;oblio, Anthony Burgess, che oggi sopravvive grazie a un unico libro e soprattutto grazie a un unico film, Arancia Meccanica. Eppure poteva scrivere con favolosa vivacità in una quantità di generi e stili diversi (fra le poche cose sue ancora in commercio c&#8217;è il delizioso &#8216;Abba Abba&#8217;, che immagina un incontro romano fra Keats e il Belli). Burgess era un fanatico di Joyce, di cui condivideva l&#8217;esuberanza linguistica. &#8216;Re Joyce&#8217; è una delizia e inoltre offre una dettagliata sinossi di Finnegans Wake (Burgess pubblicò anche una versione &#8216;abridged&#8217; e annotata dell&#8217;impenetrabile romanzo). Per Burgess Joyce è il maestro dell&#8217;uomo comune e di tutte le sue incredibili potenzialità &#8211; uno dei tanti motivi della sua impopolarità oggi&#8230;</p>
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		<title>
		Di: gherardo bortolotti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/26/due-modi-per-occuparsi-sbrigativamente-di-james-joyce/#comment-165860</link>

		<dc:creator><![CDATA[gherardo bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 May 2012 11:37:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@sparz: e però questo intervento mi sembra davvero sbrigativo da parte di bene, forse meno superficiale di quello di franzen eppure insoddisfacente (anzi a tratti mi viene il sospetto che sia volutamente e pesantemente parodico). e poi ridurre un testo come l&#039;ulisse, ma in verità qualunque testo, alle solite categorie del freddo, del significante/significato e la donnetta e quello che non ha fatto il cinema etc. ...

il miei due centesimi: consiglio la lettura finissima anche se per nulla benevola che fa nabokov dell&#039;ulisse come romanzo nelle sue lezioni di letteratura. e ovviamente consiglio di rileggere a oltranza l&#039;ulisse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@sparz: e però questo intervento mi sembra davvero sbrigativo da parte di bene, forse meno superficiale di quello di franzen eppure insoddisfacente (anzi a tratti mi viene il sospetto che sia volutamente e pesantemente parodico). e poi ridurre un testo come l&#8217;ulisse, ma in verità qualunque testo, alle solite categorie del freddo, del significante/significato e la donnetta e quello che non ha fatto il cinema etc. &#8230;</p>
<p>il miei due centesimi: consiglio la lettura finissima anche se per nulla benevola che fa nabokov dell&#8217;ulisse come romanzo nelle sue lezioni di letteratura. e ovviamente consiglio di rileggere a oltranza l&#8217;ulisse.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/26/due-modi-per-occuparsi-sbrigativamente-di-james-joyce/#comment-165845</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 May 2012 08:33:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[jung alberoni dei suoi tempi è favoloso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>jung alberoni dei suoi tempi è favoloso&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: + + +		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/26/due-modi-per-occuparsi-sbrigativamente-di-james-joyce/#comment-165775</link>

		<dc:creator><![CDATA[+ + +]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 May 2012 14:35:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/26/due-modi-per-occuparsi-sbrigativamente-di-james-joyce/#comment-165756&quot;&gt;Pensieri Oziosi&lt;/a&gt;.

[...] Ulysses si presenta [...] come l&#039;inquietante crogiolo in cui si sta verificando qualcosa di inedito: la distruzione dei rapporti oggettivi sanciti da una tradizione millenaria. Badiamo: non si tratta più della distruzione dei rapporti che legano un evento singolo al suo contesto originario, per rifonderlo in un nuovo contesto attraverso la visione lirico-oggettiva del giovane artista. Qui l&#039;oggetto della distruzione è più vasto, è l&#039;universo della cultura e - attraverso esso – l&#039;universo tout court. Ma questa operazione non viene attuata sulle cose: si attua nel linguaggio, col linguaggio e sul linguaggio (sulle cose viste attraverso il linguaggio). Di questo si era accorto con molta lucidità Carl Gustav Jung, nell&#039;occuparsi di questo libro al suo apparire; e rilevava come, attraverso un &quot;abbassamento del livello mentale&quot;, all&#039;abolizione della &quot;fonction du réel&quot;, si confondesse qui la dualità di soggettivo e oggettivo portando alla luce &quot;una tenia che non si sa se appartenga all&#039;ordine fisico o a quello trascendentale&quot;. Con una doverosa deformazione professionale Jung notava che a prima vista il discorso di Ulysses appare come il monologo di uno  schizofrenico: ma sapendo cogliere l&#039;intenzione che si celava dietro la risoluzione della scrittura, Jung si avvedeva che la schizofrenia assumeva il valore di un riferimento analogico e andava vista come una sorta di operazione &quot;cubista&quot; in cui Joyce, come tutta l&#039;arte moderna, scioglieva l&#039;immgine della realtà in un quadro illimitatamente complesso &quot;il cui tono è dato dalla malinconia dell&#039;obiettività astratta&quot;. Ma in questa operazione, avverte Jung, lo scrittore non distrugge, come fa lo schizofrenico, la propria personalità: ritrova e fonda l&#039;unità della sua personalità nel distruggere qualcos&#039;altro. E questo qualcos&#039;altro è l&#039;immagine classica del mondo.

[...] Jung che assume l&#039;opera di Joyce come materiale clinico da studiare al microscopio non conferisce al suo saggio un aspetto completamente benevolo; e forse per questo Joyce non perdonò mai a Jung questa recensione. Tuttavia gli apprezzamenti junghiani, proprio perché alieni da preoccupazioni di indagine o polemica letteraria, sono forse tra le affermazioni più lucide sulla portata teoretica dello Ulisses. Il tema della rottura e della distruzione di un mondo, così drammaticamente enunciate dallo psicologo svizzero, trova una serie di riconferme nello stesso testo joyciano e si costituisce per via indiretta come uno dei tanti capitoli di una poetica del libro.



UMBERTO ECO, Le poetiche di Joyce, Bompiani  1982, pagg. 61,62.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/26/due-modi-per-occuparsi-sbrigativamente-di-james-joyce/#comment-165756">Pensieri Oziosi</a>.</p>
<p>[&#8230;] Ulysses si presenta [&#8230;] come l&#8217;inquietante crogiolo in cui si sta verificando qualcosa di inedito: la distruzione dei rapporti oggettivi sanciti da una tradizione millenaria. Badiamo: non si tratta più della distruzione dei rapporti che legano un evento singolo al suo contesto originario, per rifonderlo in un nuovo contesto attraverso la visione lirico-oggettiva del giovane artista. Qui l&#8217;oggetto della distruzione è più vasto, è l&#8217;universo della cultura e &#8211; attraverso esso – l&#8217;universo tout court. Ma questa operazione non viene attuata sulle cose: si attua nel linguaggio, col linguaggio e sul linguaggio (sulle cose viste attraverso il linguaggio). Di questo si era accorto con molta lucidità Carl Gustav Jung, nell&#8217;occuparsi di questo libro al suo apparire; e rilevava come, attraverso un &#8220;abbassamento del livello mentale&#8221;, all&#8217;abolizione della &#8220;fonction du réel&#8221;, si confondesse qui la dualità di soggettivo e oggettivo portando alla luce &#8220;una tenia che non si sa se appartenga all&#8217;ordine fisico o a quello trascendentale&#8221;. Con una doverosa deformazione professionale Jung notava che a prima vista il discorso di Ulysses appare come il monologo di uno  schizofrenico: ma sapendo cogliere l&#8217;intenzione che si celava dietro la risoluzione della scrittura, Jung si avvedeva che la schizofrenia assumeva il valore di un riferimento analogico e andava vista come una sorta di operazione &#8220;cubista&#8221; in cui Joyce, come tutta l&#8217;arte moderna, scioglieva l&#8217;immgine della realtà in un quadro illimitatamente complesso &#8220;il cui tono è dato dalla malinconia dell&#8217;obiettività astratta&#8221;. Ma in questa operazione, avverte Jung, lo scrittore non distrugge, come fa lo schizofrenico, la propria personalità: ritrova e fonda l&#8217;unità della sua personalità nel distruggere qualcos&#8217;altro. E questo qualcos&#8217;altro è l&#8217;immagine classica del mondo.</p>
<p>[&#8230;] Jung che assume l&#8217;opera di Joyce come materiale clinico da studiare al microscopio non conferisce al suo saggio un aspetto completamente benevolo; e forse per questo Joyce non perdonò mai a Jung questa recensione. Tuttavia gli apprezzamenti junghiani, proprio perché alieni da preoccupazioni di indagine o polemica letteraria, sono forse tra le affermazioni più lucide sulla portata teoretica dello Ulisses. Il tema della rottura e della distruzione di un mondo, così drammaticamente enunciate dallo psicologo svizzero, trova una serie di riconferme nello stesso testo joyciano e si costituisce per via indiretta come uno dei tanti capitoli di una poetica del libro.</p>
<p>UMBERTO ECO, Le poetiche di Joyce, Bompiani  1982, pagg. 61,62.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: enrico dignani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/26/due-modi-per-occuparsi-sbrigativamente-di-james-joyce/#comment-165765</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrico dignani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 May 2012 12:38:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il guaio del 2ooo è che ancora non si può fare a meno di Joyce e di tutto quel che sembra miracoloso,contesto in cui è incastonato , solo un parossistico bel riso di adolescenti,né potrebbe parlare in termini di noia che si gratta i brufoli, quello che scrive Jung non scalfisce Joyce è un argomentare carino e per nulla sciocco.
Oh... cosi mi pare ....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il guaio del 2ooo è che ancora non si può fare a meno di Joyce e di tutto quel che sembra miracoloso,contesto in cui è incastonato , solo un parossistico bel riso di adolescenti,né potrebbe parlare in termini di noia che si gratta i brufoli, quello che scrive Jung non scalfisce Joyce è un argomentare carino e per nulla sciocco.<br />
Oh&#8230; cosi mi pare &#8230;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Pensieri Oziosi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/26/due-modi-per-occuparsi-sbrigativamente-di-james-joyce/#comment-165756</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pensieri Oziosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 May 2012 11:09:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=42564#comment-165756</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/26/due-modi-per-occuparsi-sbrigativamente-di-james-joyce/#comment-165679&quot;&gt;+ + +&lt;/a&gt;.

Ma non è che Jung fosse un po&#039; l&#039;Alberoni dei suoi tempi? Mi sembra che ci fossero pochi temi che non meritassero un suo commento dalle colonne della Neue Zürcher Zeitung. Cos&#039;è che diceva di Picasso?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/26/due-modi-per-occuparsi-sbrigativamente-di-james-joyce/#comment-165679">+ + +</a>.</p>
<p>Ma non è che Jung fosse un po&#8217; l&#8217;Alberoni dei suoi tempi? Mi sembra che ci fossero pochi temi che non meritassero un suo commento dalle colonne della Neue Zürcher Zeitung. Cos&#8217;è che diceva di Picasso?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/05/26/due-modi-per-occuparsi-sbrigativamente-di-james-joyce/#comment-165741</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 May 2012 07:36:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=42564#comment-165741</guid>

					<description><![CDATA[grazie Giuseppe, bellissima intervista, che mai avevo visto, del resto Bene resta uno dei grandi che abbiamo avuto, come ho già avuto modo di mostrare &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2012/03/16/41950/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie Giuseppe, bellissima intervista, che mai avevo visto, del resto Bene resta uno dei grandi che abbiamo avuto, come ho già avuto modo di mostrare <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/03/16/41950/" rel="nofollow">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
		
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