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	Commenti a: Su &#8220;Teoria del romanzo&#8221; di Guido Mazzoni	</title>
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		<title>
		Di: fedor		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fedor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jun 2012 23:19:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da confrontare anche questa recensione
http://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/2223/2450]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da confrontare anche questa recensione<br />
<a href="http://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/2223/2450" rel="nofollow ugc">http://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/2223/2450</a></p>
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		<title>
		Di: Antonio Coda		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Coda]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 12:32:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Indico, come documento interessante nel quale  vengono riportate le &quot;intenzioni esplicitate&quot; dall&#039;autore stesso, un link con una sua intervista: 

http://quattrocentoquattro.com/2012/03/26/perche-il-romanzo-conta-intervista-a-guido-mazzoni/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Indico, come documento interessante nel quale  vengono riportate le &#8220;intenzioni esplicitate&#8221; dall&#8217;autore stesso, un link con una sua intervista: </p>
<p><a href="http://quattrocentoquattro.com/2012/03/26/perche-il-romanzo-conta-intervista-a-guido-mazzoni/" rel="nofollow ugc">http://quattrocentoquattro.com/2012/03/26/perche-il-romanzo-conta-intervista-a-guido-mazzoni/</a></p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 11:40:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il libro di Mazzoni mostra fin da subito alcuni punti di forza, che lo distinguono dalla produzione universitaria media. Innanzitutto ha la pretesa di prendere il toro per le corna, e di riflettere sul contenuto di verità del genere romanzesco. E per fare ciò decide di fare &quot;teoria letteraria&quot;, formula un tempo in voga, ma oggi non più. Oggi è come se si vivesse nelle pieghe delle grandi teorie letterarie che ci precedono, aggiustando questioni &quot;locali&quot;.Inoltre Mazzoni lavora sulle genealogie dei generi e sulla lunga durata, attraversando quindi un materiale estremamente ricco ed eterogeneo. In un mondo editoriale, in cui il romanzo continua a costituire il genere dominante, porsi questioni di statuto, di genealogia e di evoluzione del genere potrebbe interessare tutti, non solo gli addetti ai lavori della ricerca universitaria.

Riprendendo quanto dice Daniela Brogi, un libro del genere richiede di essere giudicato nel suo insieme, nel progetto globale di chiarificazione che porta avanti. Ed è indubitabile che è proprio la portata di un tale progetto che dovrebbe innanzitutto riscuotere una grande attenzione, quali che possano essere le adesioni o meno del lettore ad aspetti specifici della ricerca di Mazzoni.
Poi, una grande parte delle discussioni a venire - che mi auguro questo libro susciterà, come già aveva fatto quello sulla poesia moderna - andranno a riguardare singoli punti, snodi determinati, sia in una visuale empirica sia concettuale. Questo è il destino inevitabile di ogni opera critica importante.
Penso che il servizio peggiore che si possa rendere a un lavoro simile sia il generico omaggio, l&#039;applauso un po&#039; sbrigativo di chi non è poi così motivato ad indugiare sulla complessità e la difficoltà delle questioni affrontate. 
(In Italia è un po&#039; il rischio che corrono le opere davvero importanti. Le si saluta con un entusisamo inversamente proporzionale alla voglia di assimilarle per davvero.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro di Mazzoni mostra fin da subito alcuni punti di forza, che lo distinguono dalla produzione universitaria media. Innanzitutto ha la pretesa di prendere il toro per le corna, e di riflettere sul contenuto di verità del genere romanzesco. E per fare ciò decide di fare &#8220;teoria letteraria&#8221;, formula un tempo in voga, ma oggi non più. Oggi è come se si vivesse nelle pieghe delle grandi teorie letterarie che ci precedono, aggiustando questioni &#8220;locali&#8221;.Inoltre Mazzoni lavora sulle genealogie dei generi e sulla lunga durata, attraversando quindi un materiale estremamente ricco ed eterogeneo. In un mondo editoriale, in cui il romanzo continua a costituire il genere dominante, porsi questioni di statuto, di genealogia e di evoluzione del genere potrebbe interessare tutti, non solo gli addetti ai lavori della ricerca universitaria.</p>
<p>Riprendendo quanto dice Daniela Brogi, un libro del genere richiede di essere giudicato nel suo insieme, nel progetto globale di chiarificazione che porta avanti. Ed è indubitabile che è proprio la portata di un tale progetto che dovrebbe innanzitutto riscuotere una grande attenzione, quali che possano essere le adesioni o meno del lettore ad aspetti specifici della ricerca di Mazzoni.<br />
Poi, una grande parte delle discussioni a venire &#8211; che mi auguro questo libro susciterà, come già aveva fatto quello sulla poesia moderna &#8211; andranno a riguardare singoli punti, snodi determinati, sia in una visuale empirica sia concettuale. Questo è il destino inevitabile di ogni opera critica importante.<br />
Penso che il servizio peggiore che si possa rendere a un lavoro simile sia il generico omaggio, l&#8217;applauso un po&#8217; sbrigativo di chi non è poi così motivato ad indugiare sulla complessità e la difficoltà delle questioni affrontate.<br />
(In Italia è un po&#8217; il rischio che corrono le opere davvero importanti. Le si saluta con un entusisamo inversamente proporzionale alla voglia di assimilarle per davvero.)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Antonio Coda		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/06/18/su-teoria-del-romanzo-di-guido-mazzoni/#comment-169427</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Coda]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 08:56:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il libro di Mazzoni - che, in qualcosa, è dispiaciuto a parecchi - mostra di avere una robustezza, qualcosa con e contro cui valga la pena riflettere, ragionare e criticare.

Alla prima occasione - cioé alla prima offerta o al primo remainder - me lo procurerò di certo.

Un saluto!,
Coda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro di Mazzoni &#8211; che, in qualcosa, è dispiaciuto a parecchi &#8211; mostra di avere una robustezza, qualcosa con e contro cui valga la pena riflettere, ragionare e criticare.</p>
<p>Alla prima occasione &#8211; cioé alla prima offerta o al primo remainder &#8211; me lo procurerò di certo.</p>
<p>Un saluto!,<br />
Coda</p>
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