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	Commenti a: Polemiche letterarie	</title>
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		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2012 22:33:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://www.leparoleelecose.it/?p=5861
quanto buontempo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.leparoleelecose.it/?p=5861" rel="nofollow ugc">http://www.leparoleelecose.it/?p=5861</a><br />
quanto buontempo</p>
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		Di: Angelo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jul 2012 23:18:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Me la sono persa, accidenti! Oltre alla partecipazione dell&#039;autrice a Fahrenheit, sono previste altre presentazioni in settimana?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Me la sono persa, accidenti! Oltre alla partecipazione dell&#8217;autrice a Fahrenheit, sono previste altre presentazioni in settimana?</p>
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		Di: enrico dignani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[enrico dignani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 14:51:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[.. anche dopo il Medio Evo una persona di rango poteva spogliarsi di fronte ad altri con una certa noncuranza, e con altrettanta noncuranza, esercitare in pubblico le funzioni corporali ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>.. anche dopo il Medio Evo una persona di rango poteva spogliarsi di fronte ad altri con una certa noncuranza, e con altrettanta noncuranza, esercitare in pubblico le funzioni corporali &#8230;</p>
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		Di: Gilda Policastro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/07/02/polemiche-letterarie/#comment-173681</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gilda Policastro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 14:35:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Carocci pubblica solo se finanziato&quot; è falso: chiunque abbia una qualche minima dimestichezza coi libri di editori universitari sa che quelli finanziati recano chiara l&#039;indicazione del finanziatore (università o ente che sia: altrimenti perché dovrebbe finanziare, chicchessia, senza nessun tipo di riscontro?). E che io non abbia versato nemmeno un centesimo all&#039;editore in questione, né abbia dal medesimo ricevuto alcun anticipo sui diritti d&#039;autore, com&#039;è prassi, invece, presso gli editori commerciali, bensì solo l&#039;invito, accolto peraltro con grande entusiasmo, a pubblicare il libro in questione, è altrettanto un dato di fatto. Che chiamerò pubblicamente qui Carocci nella persona del suo responsabile editoriale a testimoniare, se del caso. Le chiacchiere sono legittime tutte, le menzogne no.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Carocci pubblica solo se finanziato&#8221; è falso: chiunque abbia una qualche minima dimestichezza coi libri di editori universitari sa che quelli finanziati recano chiara l&#8217;indicazione del finanziatore (università o ente che sia: altrimenti perché dovrebbe finanziare, chicchessia, senza nessun tipo di riscontro?). E che io non abbia versato nemmeno un centesimo all&#8217;editore in questione, né abbia dal medesimo ricevuto alcun anticipo sui diritti d&#8217;autore, com&#8217;è prassi, invece, presso gli editori commerciali, bensì solo l&#8217;invito, accolto peraltro con grande entusiasmo, a pubblicare il libro in questione, è altrettanto un dato di fatto. Che chiamerò pubblicamente qui Carocci nella persona del suo responsabile editoriale a testimoniare, se del caso. Le chiacchiere sono legittime tutte, le menzogne no.</p>
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		Di: maria(v)		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/07/02/polemiche-letterarie/#comment-173148</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria(v)]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 05:33:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Interrompo il mio lunghissimo silenzio solo per aggiungere la mia esperienza (Negativa, mi spiace) a quella degli altri. Non ho più voglia da tempo di fare polemiche e quindi non ne farò. Riconosco di avere avuto un carattere impulsivo e avere alzato i toni in qualche occasione, però, a differenza di tanti altri con i quali posso avere avuto divergenze di opinione o un diverbio ecc, pervenendo sempre, alla fine, ad un incontro pacifico e utile e salutare, raggiungendo magari una terza posizione diversa dalle 2 inziali e contrapposte, l&#039;autrice è invece  l&#039;unica persona con la quale mi auguro seriamente di non avere mai più nulla a che fare. Conservo un ricordo molto spiacevole. Spero continuiamo a rimanere alla distanza sufficiente per seguitare ad ignorarci del tutto. Voglio dire soltanto che  non provo alcun interesse a leggere o ad ascoltare chi non fa che chiedere carte di identità e un certo pedigree ai propri interlocutori. La prima domanda che mi ha sempre rivolto l&#039;autrice è stata: &quot;Maria (v) - chi?&quot; e dopo avere firmato per esteso, ancora, da capo, un disco rotto: &quot;Maria Valente, chi?&quot;. Questo recinto letterario autoreferenziale e tanto compiaciuto di se stesso, non suscita in me la più piccola curiosità. Non si tratta di livore o invidia,(se avessi avuto una briciola di ambizione in tal senso, avrei fatto, secoli fa, almeno un passettino in una certa direzione) ma  di vera e propria intolleranza nei confronti degli ambienti settari e gerarchici. La strada dei sig Nessuno sparsi per il mondo la trovo tanto più ricca e ariosa dell&#039;asfissiante regno dei  critici Blasonati di cui un lettore appassionato, sia detto in tutta franchezza, spesso e volentieri, non sa proprio cosa farsene. L&#039;autorevolezze finisce appena un passo fuori dal circoletto, appunto. Chiusa parentesi. Ad ognuno il suo regno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interrompo il mio lunghissimo silenzio solo per aggiungere la mia esperienza (Negativa, mi spiace) a quella degli altri. Non ho più voglia da tempo di fare polemiche e quindi non ne farò. Riconosco di avere avuto un carattere impulsivo e avere alzato i toni in qualche occasione, però, a differenza di tanti altri con i quali posso avere avuto divergenze di opinione o un diverbio ecc, pervenendo sempre, alla fine, ad un incontro pacifico e utile e salutare, raggiungendo magari una terza posizione diversa dalle 2 inziali e contrapposte, l&#8217;autrice è invece  l&#8217;unica persona con la quale mi auguro seriamente di non avere mai più nulla a che fare. Conservo un ricordo molto spiacevole. Spero continuiamo a rimanere alla distanza sufficiente per seguitare ad ignorarci del tutto. Voglio dire soltanto che  non provo alcun interesse a leggere o ad ascoltare chi non fa che chiedere carte di identità e un certo pedigree ai propri interlocutori. La prima domanda che mi ha sempre rivolto l&#8217;autrice è stata: &#8220;Maria (v) &#8211; chi?&#8221; e dopo avere firmato per esteso, ancora, da capo, un disco rotto: &#8220;Maria Valente, chi?&#8221;. Questo recinto letterario autoreferenziale e tanto compiaciuto di se stesso, non suscita in me la più piccola curiosità. Non si tratta di livore o invidia,(se avessi avuto una briciola di ambizione in tal senso, avrei fatto, secoli fa, almeno un passettino in una certa direzione) ma  di vera e propria intolleranza nei confronti degli ambienti settari e gerarchici. La strada dei sig Nessuno sparsi per il mondo la trovo tanto più ricca e ariosa dell&#8217;asfissiante regno dei  critici Blasonati di cui un lettore appassionato, sia detto in tutta franchezza, spesso e volentieri, non sa proprio cosa farsene. L&#8217;autorevolezze finisce appena un passo fuori dal circoletto, appunto. Chiusa parentesi. Ad ognuno il suo regno.</p>
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		<title>
		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2012 20:14:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non ci posso credere che si consumi carta preziosa per robetta già letta in rete (carocci comunque pubblica solo se finanziato)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non ci posso credere che si consumi carta preziosa per robetta già letta in rete (carocci comunque pubblica solo se finanziato)</p>
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		Di: stan		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2012 17:02:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il tono con cui appaio nei commenti è «comportamento» o, per dirla con Brecht, «gustus»; il testo non è mai solo significato, insomma. Se, nel corso di una polemica, esco dall’argomento per minacciare querela o, peggio, pubblicando l’indirizzo email dell’interlocutore, ciò che ha rilevanza è proprio il senso del «gesto», che può anche trascendere il significato di quello che sto dicendo. Posso avere ragione, ma se ricorro a quel tipo di gesto sto scegliendo di percorrere una strada che non ha niente a che fare con la discussione; sto facendo – mi si passi la metafora – il questurino. In rete, il «testo» è un concetto ampio, fatto anche di modalità discorsive e di atteggiamento nei confronti dell’interlocutore; se il testo è sempre «relazione», in rete lo è ancora di più. Non è dunque in ballo la «persona» Policastro, bensì la modalità testuale che detta persona usa nei lit-blog. E la modalità testuale non è mai neutra, tutt’altro. 

Broggi dice che i nostri commenti sono «di scarso, quando non nullo interesse rispetto al merito del testo». Ma qui il testo non c’è; non è dato neppure in forma di «indice». Ora, l’indice del libro della Policastro è interessante, ma l’indice l’ho trovato nel sito dell’editore; qui ho trovato un titolo, un sottotitolo, il nome dell’autore e una serie di nomi che lo presentano. Punto. Siccome il testo, in un modo tutt’altro che esplicitato, e dunque aperto a ogni possibilità, riguarda anche la polemica nei lit-blog, è legittimo commentare a partire da quella che è stata la propria esperienza. 

In una intervista sul libro in questione [su Bartleby Cafè, 4 giugno 2012], la Policastro dice:

«La mia esperienza della rete, negli ultimi anni, è stata molto deludente: senza falsa modestia, credo di aver dato tantissimo alla rete, portando con me nei dibattiti il mio bagaglio di studi, ma non solo. [...] In cambio ne ho ricevuto attacchi feroci, insistenze e accanimenti persecutori, e la costante messa in discussione del mio ruolo, della mia autorevolezza e persino della mia identità fuori dalla rete (paradossalmente, da parte di persone che rifiutavano di firmarsi per esteso nei dibattiti e che adottavano, vigliaccamente, dei nick).» 

La mia esperienza dimostra esattamente il contrario: è la Policastro che ricorre insistentemente alla minaccia («querela»), all’insulto («ah, Basaglia!») e all’esposizione al pubblico ludibrio dell’interlocutore (pubblicazione dell’indirizzo email). 

L’intervista, tra l’altro, che – lo ripeto – è attinente il libro qui presentato, dimostra che non siamo poi così fuori tema. Lo dico senza falsa modestia: chi abita la rete ne deve sapere parlare il linguaggio. Prosit. 

@ Broggi (sul risvolto di copertina)
Mi risulta che le polemiche letterarie riprendano con vigore al principio degli anni novanta e non negli ottanta, a partire, se ricordo bene, dall’antologia Poesia italiana della contraddizione (1989), passando dalle riviste Allegoria, Baldus (91-93), etc.; non è una differenza di poco conto puntare su un decennio o su un’altro, cambiando radicalmente il contesto ... Allo stesso modo, che nei lit-blog sia così evidente «il condizionamento del mercato» ho i miei dubbi, per lo meno se ci si riferisce ai maggiori lit-blog (Giap, Carmilla, Nazione Indiana, Vibrisse, Lipperatura); diversa la questione se ci si riferisce ai social network (Facebook, Twitter, aNobii). Ma sarebbe opportuno precisare, non crede? La frase del risvolto è talmente generica da rischiare di apparire, alla prova dei fatti, falsa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tono con cui appaio nei commenti è «comportamento» o, per dirla con Brecht, «gustus»; il testo non è mai solo significato, insomma. Se, nel corso di una polemica, esco dall’argomento per minacciare querela o, peggio, pubblicando l’indirizzo email dell’interlocutore, ciò che ha rilevanza è proprio il senso del «gesto», che può anche trascendere il significato di quello che sto dicendo. Posso avere ragione, ma se ricorro a quel tipo di gesto sto scegliendo di percorrere una strada che non ha niente a che fare con la discussione; sto facendo – mi si passi la metafora – il questurino. In rete, il «testo» è un concetto ampio, fatto anche di modalità discorsive e di atteggiamento nei confronti dell’interlocutore; se il testo è sempre «relazione», in rete lo è ancora di più. Non è dunque in ballo la «persona» Policastro, bensì la modalità testuale che detta persona usa nei lit-blog. E la modalità testuale non è mai neutra, tutt’altro. </p>
<p>Broggi dice che i nostri commenti sono «di scarso, quando non nullo interesse rispetto al merito del testo». Ma qui il testo non c’è; non è dato neppure in forma di «indice». Ora, l’indice del libro della Policastro è interessante, ma l’indice l’ho trovato nel sito dell’editore; qui ho trovato un titolo, un sottotitolo, il nome dell’autore e una serie di nomi che lo presentano. Punto. Siccome il testo, in un modo tutt’altro che esplicitato, e dunque aperto a ogni possibilità, riguarda anche la polemica nei lit-blog, è legittimo commentare a partire da quella che è stata la propria esperienza. </p>
<p>In una intervista sul libro in questione [su Bartleby Cafè, 4 giugno 2012], la Policastro dice:</p>
<p>«La mia esperienza della rete, negli ultimi anni, è stata molto deludente: senza falsa modestia, credo di aver dato tantissimo alla rete, portando con me nei dibattiti il mio bagaglio di studi, ma non solo. [&#8230;] In cambio ne ho ricevuto attacchi feroci, insistenze e accanimenti persecutori, e la costante messa in discussione del mio ruolo, della mia autorevolezza e persino della mia identità fuori dalla rete (paradossalmente, da parte di persone che rifiutavano di firmarsi per esteso nei dibattiti e che adottavano, vigliaccamente, dei nick).» </p>
<p>La mia esperienza dimostra esattamente il contrario: è la Policastro che ricorre insistentemente alla minaccia («querela»), all’insulto («ah, Basaglia!») e all’esposizione al pubblico ludibrio dell’interlocutore (pubblicazione dell’indirizzo email). </p>
<p>L’intervista, tra l’altro, che – lo ripeto – è attinente il libro qui presentato, dimostra che non siamo poi così fuori tema. Lo dico senza falsa modestia: chi abita la rete ne deve sapere parlare il linguaggio. Prosit. </p>
<p>@ Broggi (sul risvolto di copertina)<br />
Mi risulta che le polemiche letterarie riprendano con vigore al principio degli anni novanta e non negli ottanta, a partire, se ricordo bene, dall’antologia Poesia italiana della contraddizione (1989), passando dalle riviste Allegoria, Baldus (91-93), etc.; non è una differenza di poco conto puntare su un decennio o su un’altro, cambiando radicalmente il contesto &#8230; Allo stesso modo, che nei lit-blog sia così evidente «il condizionamento del mercato» ho i miei dubbi, per lo meno se ci si riferisce ai maggiori lit-blog (Giap, Carmilla, Nazione Indiana, Vibrisse, Lipperatura); diversa la questione se ci si riferisce ai social network (Facebook, Twitter, aNobii). Ma sarebbe opportuno precisare, non crede? La frase del risvolto è talmente generica da rischiare di apparire, alla prova dei fatti, falsa.</p>
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		Di: diamonds		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2012 16:46:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[in una prefazione al libro di calvino &quot;la formica argentina&quot; e &quot;la nuvola di smog&quot; c&#039;è riportata una sublime risposta dell&#039;autore a una critica ricevuta.Spero sia menzionata in un&#039;antologia sulle polemiche letterarie degne di questo nome

http://eshah.com/albums/us_and_them.mp3]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in una prefazione al libro di calvino &#8220;la formica argentina&#8221; e &#8220;la nuvola di smog&#8221; c&#8217;è riportata una sublime risposta dell&#8217;autore a una critica ricevuta.Spero sia menzionata in un&#8217;antologia sulle polemiche letterarie degne di questo nome</p>
<p><a href="http://eshah.com/albums/us_and_them.mp3" rel="nofollow ugc">http://eshah.com/albums/us_and_them.mp3</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/07/02/polemiche-letterarie/#comment-172742</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2012 15:16:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oh! Una bella polemica estiva, mi mancava proprio! ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oh! Una bella polemica estiva, mi mancava proprio! ;-)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Pisacane		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/07/02/polemiche-letterarie/#comment-172738</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pisacane]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2012 15:13:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sarà antipatica e boriosa, ma ha scritto un bel romanzo, non un capolavoro, ma notevole. E questo nuovo testo incuriosisce. E chissà che non confermi la sua, spesso dichiarata, prevenzione verso NI.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà antipatica e boriosa, ma ha scritto un bel romanzo, non un capolavoro, ma notevole. E questo nuovo testo incuriosisce. E chissà che non confermi la sua, spesso dichiarata, prevenzione verso NI.</p>
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