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	Commenti a: ebook: se i critici si fanno da parte	</title>
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		<title>
		Di: fabrizio venerandi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio venerandi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jul 2012 09:16:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/07/16/ebook-se-i-critici-si-fanno-da-parte/#comment-176992&quot;&gt;davide orecchio&lt;/a&gt;.

Poi, se hai voglia, fammi sapere che ne pensi. Un saluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/07/16/ebook-se-i-critici-si-fanno-da-parte/#comment-176992">davide orecchio</a>.</p>
<p>Poi, se hai voglia, fammi sapere che ne pensi. Un saluto.</p>
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		<title>
		Di: davide orecchio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[davide orecchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jul 2012 00:26:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/07/16/ebook-se-i-critici-si-fanno-da-parte/#comment-176934&quot;&gt;fabrizio venerandi&lt;/a&gt;.

Preso, grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/07/16/ebook-se-i-critici-si-fanno-da-parte/#comment-176934">fabrizio venerandi</a>.</p>
<p>Preso, grazie</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: fabrizio venerandi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/07/16/ebook-se-i-critici-si-fanno-da-parte/#comment-176934</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabrizio venerandi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jul 2012 16:22:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@davideorecchio Cortazar (ma anche dfw) saprebbero come divertirsi. Se qualche indiano vuole vedere una nostra proposta, tutt&#039;altro che ingenua o sperimentale, di narrazione ipertestuale per ebook, spenda l&#039;importante cifra di quattro euro e rotti e provi a &#039;immergersi&#039; nel &quot;romanzo&quot; (?) di Mauro Mazzetti: http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;catid=55%3Acuore-a-la-coque&#038;id=136%3Acuore-a-la-coque&#038;Itemid=54

Chi non si fida può anche dare una occhiata all&#039;anteprima su Bookliners: http://www.bookliners.com/_front/it/Cuore-à-la-coque_570.html

Un saluto

f.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@davideorecchio Cortazar (ma anche dfw) saprebbero come divertirsi. Se qualche indiano vuole vedere una nostra proposta, tutt&#8217;altro che ingenua o sperimentale, di narrazione ipertestuale per ebook, spenda l&#8217;importante cifra di quattro euro e rotti e provi a &#8216;immergersi&#8217; nel &#8220;romanzo&#8221; (?) di Mauro Mazzetti: <a href="http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;catid=55%3Acuore-a-la-coque&#038;id=136%3Acuore-a-la-coque&#038;Itemid=54" rel="nofollow ugc">http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;catid=55%3Acuore-a-la-coque&#038;id=136%3Acuore-a-la-coque&#038;Itemid=54</a></p>
<p>Chi non si fida può anche dare una occhiata all&#8217;anteprima su Bookliners: <a href="http://www.bookliners.com/_front/it/Cuore-à-la-coque_570.html" rel="nofollow ugc">http://www.bookliners.com/_front/it/Cuore-à-la-coque_570.html</a></p>
<p>Un saluto</p>
<p>f.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: davide orecchio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/07/16/ebook-se-i-critici-si-fanno-da-parte/#comment-176338</link>

		<dc:creator><![CDATA[davide orecchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 17:45:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[pensieri poco maturi su questo post:

Seguo sempre con molta attenzione Venerandi. IMHO il digital divide o disagio informatico è sì un problema, ma è anche quello più semplice da risolvere (l&#039;alfabetizzazione non è una cosa impossibile). 

Per l&#039;editoria digitale in Italia (sia nuovi editori, sia editori tradizionali che sbarcano sul nuovo mezzo) vedo ahimè il solito e ben più grave problema riguardo all&#039;aumento dell&#039;offerta in condizioni di stallo perdurante e comatoso della domanda.

all&#039;estero mi sembra ci sia più vitalità: http://byliner.com, esperimenti di self publishing da parte di autori importanti e non sia in Usa sia in Spagna: ma tutto ciò è vitale perché c&#039;è un numero sufficiente di lettori.

Quanto alla sperimentazione e non linearità: chissà cosa farebbe Cortazar se potesse mettere Rayuela su ebook... ;-) Però, anche qui, sono un po&#039; pessimista: negli ebook veri e propri (epub, kindle, pdf) ad oggi mi sembra non solo che la sperimentazione narrativa non sia quasi consentita dalla gabbia dell&#039;inchiostro e dei formati digitali, ma che anche la lettura abbia qualche limite in più rispetto alla carta nella libertà di &quot;circolare&quot;, compulsare, maneggiare il testo (ma certo non dimentico la possibilità che dà il reader di uscire dal testo, tradurlo, portarlo simultaneamente nel contesto del web, confrontarlo e condividerlo sui SN). Tornando alla sperimentazione narrativa: forse qualche possibilità in più potrebbe esserci nelle app vere e proprie, nei &quot;libroidi&quot; (Bartezzaghi) su apple e android, ma lì c&#039;è una soglia tecnologica (ed economica) che pochi scrittori saprebbero e potrebbero superare. Ci vorrebbe un collettivo di tecnici e di scrittori...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>pensieri poco maturi su questo post:</p>
<p>Seguo sempre con molta attenzione Venerandi. IMHO il digital divide o disagio informatico è sì un problema, ma è anche quello più semplice da risolvere (l&#8217;alfabetizzazione non è una cosa impossibile). </p>
<p>Per l&#8217;editoria digitale in Italia (sia nuovi editori, sia editori tradizionali che sbarcano sul nuovo mezzo) vedo ahimè il solito e ben più grave problema riguardo all&#8217;aumento dell&#8217;offerta in condizioni di stallo perdurante e comatoso della domanda.</p>
<p>all&#8217;estero mi sembra ci sia più vitalità: <a href="http://byliner.com" rel="nofollow ugc">http://byliner.com</a>, esperimenti di self publishing da parte di autori importanti e non sia in Usa sia in Spagna: ma tutto ciò è vitale perché c&#8217;è un numero sufficiente di lettori.</p>
<p>Quanto alla sperimentazione e non linearità: chissà cosa farebbe Cortazar se potesse mettere Rayuela su ebook&#8230; ;-) Però, anche qui, sono un po&#8217; pessimista: negli ebook veri e propri (epub, kindle, pdf) ad oggi mi sembra non solo che la sperimentazione narrativa non sia quasi consentita dalla gabbia dell&#8217;inchiostro e dei formati digitali, ma che anche la lettura abbia qualche limite in più rispetto alla carta nella libertà di &#8220;circolare&#8221;, compulsare, maneggiare il testo (ma certo non dimentico la possibilità che dà il reader di uscire dal testo, tradurlo, portarlo simultaneamente nel contesto del web, confrontarlo e condividerlo sui SN). Tornando alla sperimentazione narrativa: forse qualche possibilità in più potrebbe esserci nelle app vere e proprie, nei &#8220;libroidi&#8221; (Bartezzaghi) su apple e android, ma lì c&#8217;è una soglia tecnologica (ed economica) che pochi scrittori saprebbero e potrebbero superare. Ci vorrebbe un collettivo di tecnici e di scrittori&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Marco Cetera		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/07/16/ebook-se-i-critici-si-fanno-da-parte/#comment-176304</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Cetera]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 13:11:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che Fabrizio Venerandi abbia centrato in pieno il problema. La paura degli ebook da parte di (alcuni) critici/editori/scrittori nasce soprattutto dal &lt;strong&gt;disagio informatico&lt;/strong&gt; e, di conseguenza, dall&#039;imbarazzo nel ritrovarsi sguarniti di fronte alle aumentate (nel senso di &quot;augmented&quot;) facoltà del medium digitale. 
Tuttavia, lo stesso Venerandi mi sembra un critico/editore/scrittore &quot;digitale&quot; molto in gamba: segno, evidentemente, che le cose stanno cambiando. Lentamente, ma stanno cambiando...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che Fabrizio Venerandi abbia centrato in pieno il problema. La paura degli ebook da parte di (alcuni) critici/editori/scrittori nasce soprattutto dal <strong>disagio informatico</strong> e, di conseguenza, dall&#8217;imbarazzo nel ritrovarsi sguarniti di fronte alle aumentate (nel senso di &#8220;augmented&#8221;) facoltà del medium digitale.<br />
Tuttavia, lo stesso Venerandi mi sembra un critico/editore/scrittore &#8220;digitale&#8221; molto in gamba: segno, evidentemente, che le cose stanno cambiando. Lentamente, ma stanno cambiando&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: renata morresi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/07/16/ebook-se-i-critici-si-fanno-da-parte/#comment-176268</link>

		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 09:11:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che ne abbiano paura anche molti scrittori. Una paura che non si esprime sempre col rifiuto, beninteso, ma più spesso con l&#039;idealizzazione del libro. Che produce, da una parte, sia un eccesso di sacralità (“ah, il libro! il profumo della carta, toccare le pagine, bla-bla”), sia, dall&#039;altra, un eccesso di utilitarismo. Fatto salvo “il contenuto” del libro – dicono – che differenza fa? Diffondetelo un po&#039; come volete. E visto che è “la stessa cosa”, perché darsi tanto da fare a leggere, scrivere o (men che meno) recensire un ebook piuttosto che un cartaceo? E tanto più l&#039;ebook sembra appartenere al mondo della “comunicazione” o del “commercio” del libro, tanta meno aura ne sarà generata, riducendo consistentemente i benefici di status di chi opera nel letterario. 

Certo, così si perdono occasioni importanti: ripensare la testualità, ripensare i generi, ripensare la rete di relazioni e collaborazioni attraverso cui i testi diventano libri, e così via. Forse è solo una questione di tempo (anche se io non credo che nuove generazioni di scrittori possano nascere senza che pre-esista il campo di riflessioni e tentativi necessario al salto creativo), o forse è proprio giunto il tempo di avviare un sano dibattito critico (senza paranoie sulla morte del libro e prima di rimanere inesorabilmente impaludati nel masscult).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che ne abbiano paura anche molti scrittori. Una paura che non si esprime sempre col rifiuto, beninteso, ma più spesso con l&#8217;idealizzazione del libro. Che produce, da una parte, sia un eccesso di sacralità (“ah, il libro! il profumo della carta, toccare le pagine, bla-bla”), sia, dall&#8217;altra, un eccesso di utilitarismo. Fatto salvo “il contenuto” del libro – dicono – che differenza fa? Diffondetelo un po&#8217; come volete. E visto che è “la stessa cosa”, perché darsi tanto da fare a leggere, scrivere o (men che meno) recensire un ebook piuttosto che un cartaceo? E tanto più l&#8217;ebook sembra appartenere al mondo della “comunicazione” o del “commercio” del libro, tanta meno aura ne sarà generata, riducendo consistentemente i benefici di status di chi opera nel letterario. </p>
<p>Certo, così si perdono occasioni importanti: ripensare la testualità, ripensare i generi, ripensare la rete di relazioni e collaborazioni attraverso cui i testi diventano libri, e così via. Forse è solo una questione di tempo (anche se io non credo che nuove generazioni di scrittori possano nascere senza che pre-esista il campo di riflessioni e tentativi necessario al salto creativo), o forse è proprio giunto il tempo di avviare un sano dibattito critico (senza paranoie sulla morte del libro e prima di rimanere inesorabilmente impaludati nel masscult).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anna		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/07/16/ebook-se-i-critici-si-fanno-da-parte/#comment-175891</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2012 17:20:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho sempre avuto una paura sacrosanta dell&#039;e-book. non mi apparteneva, per me il libro era cartaceo, quello che trovavo nei filari delle biblioteche. Ora mi si dice che la diffusione di un testo è molto più agevole. Non so. È un po&#039; come la funzione referenziale del linguaggio: se ci si basa sui contenuti, la forma, e il feticismo dell&#039;oggetto libro, si dimenticano. In fondo l&#039;importante è sempre leggere. In qualsiasi forma. E i critici si adegueranno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre avuto una paura sacrosanta dell&#8217;e-book. non mi apparteneva, per me il libro era cartaceo, quello che trovavo nei filari delle biblioteche. Ora mi si dice che la diffusione di un testo è molto più agevole. Non so. È un po&#8217; come la funzione referenziale del linguaggio: se ci si basa sui contenuti, la forma, e il feticismo dell&#8217;oggetto libro, si dimenticano. In fondo l&#8217;importante è sempre leggere. In qualsiasi forma. E i critici si adegueranno.</p>
]]></content:encoded>
		
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