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	Commenti a: Trains de vie	</title>
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		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2012 12:16:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto bello. Eleganza, stile, charme, acume, sprito di osservazione e l&#039;ineguagliabile &quot;cifra&quot; di effeffe: humour &#038; profonda leggerezza. Insomma ( e magari sarò esagerato.. ma pane al pane e vino al vino cacchio!) questo Effeffe da viaggio mi pare degno se non meglio degli scrittori  europei del &quot;Grand Tour&quot;. Almeno lui, Forlani, gioca in casa!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello. Eleganza, stile, charme, acume, sprito di osservazione e l&#8217;ineguagliabile &#8220;cifra&#8221; di effeffe: humour &amp; profonda leggerezza. Insomma ( e magari sarò esagerato.. ma pane al pane e vino al vino cacchio!) questo Effeffe da viaggio mi pare degno se non meglio degli scrittori  europei del &#8220;Grand Tour&#8221;. Almeno lui, Forlani, gioca in casa!</p>
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		Di: véronique vergé		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Aug 2012 09:38:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Meraviglioso! Ho sempre sognato in treno, volto tornato verso il paesaggio. Lo prendo in Italia- 

Arles- Nice: la terra rossa- il mare di lontano- il caldo- La foreste. Il treno si allontana dal mare, attraversa la terra nuda e arsa. Mordo nella terra. Penso a solitudini. L&#039;estate lungo. La foreste guarda ombre.

Nice- Menton: il mare abbraccia i miei occhi. Ho desidero di spaccare il vetro, di tuffare- di fare il salto tra la ginestra e il mare. Il limone azzuro. Un vento fresco nel tunnel senza fine. Con luce in miracolo. Mi sono messa a parte- come sempre- Penso a qualcuno. Il treno mi morde il corpo. Penso al corpo dell&#039;Italia. Lascia Francia del sud, mia terra. Italia è il corpo tropicale, vegetale. il corpo amato, ritrovato. 

Menton-Ventimiglia: stazione piccola. Entra la luce di un mimosa. Un treno passa su l&#039;altro binario- Un bambino grida attraverso la finestra- il vento fila- con voci musicali. La lingua che afferro in Arles, italiano sperduto in una strada- qualche parole in fretta- Qui si fanno coro. La mia lingua diventa dentro- La scrivo dentro.

Ventimiglia-Camogli: Mare prepotente. La luce taglia il mio volto. Roccia- spiaggia- Gente in vacanza. famiglia. Sono sola. Uno sbalio nel paesaggio. Non importa. Mi mescolo al corpo della famiglia: sono figlia, madre, sorella. il porto di Genova- disperato- con lavoro- terreno senza grazia- Abbandono. In contra luce
Nervi-Camogli: Camogli, pensavo camelia sul seno- ma viene: di moglie. Porto delle donne che aspettano il ritorno del marinaio. E&#039; il posto fatto per me: aspettare qualcuno sulla riva.

Il Mio Viaggio preferito: dopo l&#039;aereo Marsiglia-Roma

Roma- Napoli: ponti romani di colore rosso nella campagna. Pino nel deserto africano senza pensiero di vento- Canne- non si vede bene il mare- verde. Vorrei sognare- ma il corpo di Napoli si muove. la vita. Sono nella realtà- non posso scapare. Il treno Roma Napoli è un vasto mercato - lo dico di memoria. Si vendi di tutto immagini di santità- DVD- vestiti, calzini. Ho nella memoria volti- Impronta- dialetto che non capisco- solo la melodia- la riconosco. Il treno regionale si ferma in tutte le stazioni del tessuto napoletato: Aversa: mi immaginavo adversité ou l&#039;averse in francese- l&#039;averse di luce, di abbandono in agosto- di villa costruita nella sabbia del cielo e nel cemento- Qualocosa di secco mi penetra il pomone- Afragola: ho una fragola in bocca. Vedo il Vesuvio- La sua forma mi è entrata nella memoria del cuore. Mi viene emozione non di straniera, ma di figlia di Napoli- Ha la forma di un ricordo falso di infanzia. E nell&#039;andatura lenta, la citta vista dal lato del porto, sento che ho ritrovato una parte di me.

Effeffe, volevo condivirti con te e altri lettori di Nazione Indiana la mia felicità di viaggiare in Italia. 
Grazie a Effeffe per la bellezza del viaggio.




Gente in vancanza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meraviglioso! Ho sempre sognato in treno, volto tornato verso il paesaggio. Lo prendo in Italia- </p>
<p>Arles- Nice: la terra rossa- il mare di lontano- il caldo- La foreste. Il treno si allontana dal mare, attraversa la terra nuda e arsa. Mordo nella terra. Penso a solitudini. L&#8217;estate lungo. La foreste guarda ombre.</p>
<p>Nice- Menton: il mare abbraccia i miei occhi. Ho desidero di spaccare il vetro, di tuffare- di fare il salto tra la ginestra e il mare. Il limone azzuro. Un vento fresco nel tunnel senza fine. Con luce in miracolo. Mi sono messa a parte- come sempre- Penso a qualcuno. Il treno mi morde il corpo. Penso al corpo dell&#8217;Italia. Lascia Francia del sud, mia terra. Italia è il corpo tropicale, vegetale. il corpo amato, ritrovato. </p>
<p>Menton-Ventimiglia: stazione piccola. Entra la luce di un mimosa. Un treno passa su l&#8217;altro binario- Un bambino grida attraverso la finestra- il vento fila- con voci musicali. La lingua che afferro in Arles, italiano sperduto in una strada- qualche parole in fretta- Qui si fanno coro. La mia lingua diventa dentro- La scrivo dentro.</p>
<p>Ventimiglia-Camogli: Mare prepotente. La luce taglia il mio volto. Roccia- spiaggia- Gente in vacanza. famiglia. Sono sola. Uno sbalio nel paesaggio. Non importa. Mi mescolo al corpo della famiglia: sono figlia, madre, sorella. il porto di Genova- disperato- con lavoro- terreno senza grazia- Abbandono. In contra luce<br />
Nervi-Camogli: Camogli, pensavo camelia sul seno- ma viene: di moglie. Porto delle donne che aspettano il ritorno del marinaio. E&#8217; il posto fatto per me: aspettare qualcuno sulla riva.</p>
<p>Il Mio Viaggio preferito: dopo l&#8217;aereo Marsiglia-Roma</p>
<p>Roma- Napoli: ponti romani di colore rosso nella campagna. Pino nel deserto africano senza pensiero di vento- Canne- non si vede bene il mare- verde. Vorrei sognare- ma il corpo di Napoli si muove. la vita. Sono nella realtà- non posso scapare. Il treno Roma Napoli è un vasto mercato &#8211; lo dico di memoria. Si vendi di tutto immagini di santità- DVD- vestiti, calzini. Ho nella memoria volti- Impronta- dialetto che non capisco- solo la melodia- la riconosco. Il treno regionale si ferma in tutte le stazioni del tessuto napoletato: Aversa: mi immaginavo adversité ou l&#8217;averse in francese- l&#8217;averse di luce, di abbandono in agosto- di villa costruita nella sabbia del cielo e nel cemento- Qualocosa di secco mi penetra il pomone- Afragola: ho una fragola in bocca. Vedo il Vesuvio- La sua forma mi è entrata nella memoria del cuore. Mi viene emozione non di straniera, ma di figlia di Napoli- Ha la forma di un ricordo falso di infanzia. E nell&#8217;andatura lenta, la citta vista dal lato del porto, sento che ho ritrovato una parte di me.</p>
<p>Effeffe, volevo condivirti con te e altri lettori di Nazione Indiana la mia felicità di viaggiare in Italia.<br />
Grazie a Effeffe per la bellezza del viaggio.</p>
<p>Gente in vancanza.</p>
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		Di: nadine		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[nadine]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Aug 2012 09:01:35 +0000</pubDate>
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		Di: maurizio manzo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[maurizio manzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Aug 2012 08:54:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pensavo a com&#039;è difficile stare in punta di piedi
su di un granello di sabbia
trattenuto gelosamente
e guardarsi intorno
sospeso...

mm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensavo a com&#8217;è difficile stare in punta di piedi<br />
su di un granello di sabbia<br />
trattenuto gelosamente<br />
e guardarsi intorno<br />
sospeso&#8230;</p>
<p>mm</p>
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		Di: daniele ventre		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Aug 2012 14:52:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una lingua franca! :D]]></description>
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