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	Commenti a: Matria, Patria, Dismatria	</title>
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		Di: Igiaba Scego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/08/23/matria-patria-dismatria/#comment-178898</link>

		<dc:creator><![CDATA[Igiaba Scego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Aug 2012 16:25:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io ho letto Timira. Penso che sia un romanzo bellissimo. Me lo sono goduto proprio. Anche perché avendo incontrato Isabella Marincola  l&#039;ho rivista nelle pagine di questo libro. In tanti nella mia famiglia hanno conosciuto Isabella e tutti quelli che hanno letto il libro ci hanno ritrovato dentro Isabella. Io ho anche ritrovato Mogadiscio in questo romanzo. Ci sono scene nel libro che mi hanno riportato alla memoria dei ricordi che credevo perduti. E poi il senso di assenza e di apocalisse durante quei primi giorni di guerra civile sono stati resi benissimo. Decisamente un bel libro.
Ho voluto sottolineare questo perché un po&#039; mi sono sentita chiamata in causa da questo articolo. Io penso che esista una certa circolarità nella letteratura. I temi, le figure, le sensazioni passano da un libro ad un altro e si modellano a seconda dell&#039;anima dell&#039;autore o dell&#039;autrice. Io non mi sento l&#039;inventore del concetto di Matria. Immagino che la mia riflessione venga da lontano. Chissà da dove. Forse dai racconti nomadi di mia madre, forse dagli antichi egizi con cui i somali hanno tante cose in comune. Chissà. Niente è davvero originale nel mondo, ma tutto di fatto è una rielaborazione. Questo è il bello del nostro  mestiere. Se pensassimo che concetti, parole, figure fossero di nostra proprietà personale allora sarebbe la fine di tutto. Allora anche Dante Alighieri sarebbe un copione... 
Beh si sa, Asin Palacios, l&#039;ha dimostrato ampiamente che la Divina Commedia ha molti legami con il libro della Scala di Maometto, una leggenda islamica che probabilmente Dante ha conosciuto tramite Brunetto Latini. 
Ci sono delle similitudini incredibili fra le due storie.
Ma ecco rimangono due storie completamente diverse l&#039;una dall&#039;altra.
La letteratura è passaggio, contaminazione, mescolamento, casino. Ed è un bene che sia così. Io non posso parlare a nome delle altre autrici citate nell&#039;articolo, ma io Igiaba non mi sento defraudata o scippata. Penso che ci sono concetti che sono nell&#039;aria e ognuno di noi rielabora a seconda delle sue sensibilità, a seconda dei suoi interessi. 
Io personalmente, se mi devo autoanalizzare, penso che devo tanto a Cervantes...per esempio per un mio racconto salsicce mi sono ispirata idealmente ad una scena del Quijote, esattamente una scena della seconda parte, quando Sancho Panza incontra il suo vicino Ricote in compagnia dei lanzichenecchi. Ricote è un morisco, un uomo di origine musulmana colpito dall&#039;editto di espulsione del 1609. Per rientrare in patria (o matria fate voi) deve dotarsi di un&#039;altra identità. Per questo Sancho lo vede bere in pubblico. In molti racconti del 1600 i musulmani e gli ebrei (anche loro colpiti da analogo editto di espulsione) mangiavano vistosamente carne di maiale (proibita dalla loro religione) in pubblico. Io nella mia riflessione tutta privata ho pensato &quot;anche noi figli di migranti dobbiamo fare vistosamente qualcosa in pubblico&quot; per poter essere considerati italiani e avere gli stessi diritti di cittadinanza. E per questo ho usato la metafora della carne di maiale proprio come nei racconti spagnoli che avevo letto all&#039;università. Ho copiato Cervantes? o copiato gli spagnoli? Non credo. Sento di aver fatto come Dante (con meno arte del maestro naturalmente. Non mi paragono a Dante per carità...chi può? Nessuno per ora). C&#039;era qualcosa nell&#039;aria e io naturalmente me la sono presa. Quello che è uscito fuori alla fine è qualcosa di completamente nuovo, mio.
Idem hanno fatto Wu Ming 2 e Antar Mohamed.
è stata una collaborazione la loro. Una collaborazione alla pari. Antar in questo caso non è un testimone passivo dei fatti (come molti accademici pensano...e lì si il pensiero è coloniale per non dire peggio), ma un costruttore. La cosa bella di questo libro è che le due anime, quella di Giovanni e quella di Antar, si sono fuse insieme e tu non sai chi ha creato cosa. Per questo e per mille altri motivi ho apprezzato Timira. inoltre (e qui a parlare è la mia anima da studiosa) i Titoli di coda sono davvero utili. W Timira quindi e speriamo di vedere nel futuro più libri così in giro. In un paese, l&#039;Italia, dove temi come la migrazione, l&#039;ibridazione, il passato coloniale sono silenziati, un libro come Timira non è solo utile, ma necessario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho letto Timira. Penso che sia un romanzo bellissimo. Me lo sono goduto proprio. Anche perché avendo incontrato Isabella Marincola  l&#8217;ho rivista nelle pagine di questo libro. In tanti nella mia famiglia hanno conosciuto Isabella e tutti quelli che hanno letto il libro ci hanno ritrovato dentro Isabella. Io ho anche ritrovato Mogadiscio in questo romanzo. Ci sono scene nel libro che mi hanno riportato alla memoria dei ricordi che credevo perduti. E poi il senso di assenza e di apocalisse durante quei primi giorni di guerra civile sono stati resi benissimo. Decisamente un bel libro.<br />
Ho voluto sottolineare questo perché un po&#8217; mi sono sentita chiamata in causa da questo articolo. Io penso che esista una certa circolarità nella letteratura. I temi, le figure, le sensazioni passano da un libro ad un altro e si modellano a seconda dell&#8217;anima dell&#8217;autore o dell&#8217;autrice. Io non mi sento l&#8217;inventore del concetto di Matria. Immagino che la mia riflessione venga da lontano. Chissà da dove. Forse dai racconti nomadi di mia madre, forse dagli antichi egizi con cui i somali hanno tante cose in comune. Chissà. Niente è davvero originale nel mondo, ma tutto di fatto è una rielaborazione. Questo è il bello del nostro  mestiere. Se pensassimo che concetti, parole, figure fossero di nostra proprietà personale allora sarebbe la fine di tutto. Allora anche Dante Alighieri sarebbe un copione&#8230;<br />
Beh si sa, Asin Palacios, l&#8217;ha dimostrato ampiamente che la Divina Commedia ha molti legami con il libro della Scala di Maometto, una leggenda islamica che probabilmente Dante ha conosciuto tramite Brunetto Latini.<br />
Ci sono delle similitudini incredibili fra le due storie.<br />
Ma ecco rimangono due storie completamente diverse l&#8217;una dall&#8217;altra.<br />
La letteratura è passaggio, contaminazione, mescolamento, casino. Ed è un bene che sia così. Io non posso parlare a nome delle altre autrici citate nell&#8217;articolo, ma io Igiaba non mi sento defraudata o scippata. Penso che ci sono concetti che sono nell&#8217;aria e ognuno di noi rielabora a seconda delle sue sensibilità, a seconda dei suoi interessi.<br />
Io personalmente, se mi devo autoanalizzare, penso che devo tanto a Cervantes&#8230;per esempio per un mio racconto salsicce mi sono ispirata idealmente ad una scena del Quijote, esattamente una scena della seconda parte, quando Sancho Panza incontra il suo vicino Ricote in compagnia dei lanzichenecchi. Ricote è un morisco, un uomo di origine musulmana colpito dall&#8217;editto di espulsione del 1609. Per rientrare in patria (o matria fate voi) deve dotarsi di un&#8217;altra identità. Per questo Sancho lo vede bere in pubblico. In molti racconti del 1600 i musulmani e gli ebrei (anche loro colpiti da analogo editto di espulsione) mangiavano vistosamente carne di maiale (proibita dalla loro religione) in pubblico. Io nella mia riflessione tutta privata ho pensato &#8220;anche noi figli di migranti dobbiamo fare vistosamente qualcosa in pubblico&#8221; per poter essere considerati italiani e avere gli stessi diritti di cittadinanza. E per questo ho usato la metafora della carne di maiale proprio come nei racconti spagnoli che avevo letto all&#8217;università. Ho copiato Cervantes? o copiato gli spagnoli? Non credo. Sento di aver fatto come Dante (con meno arte del maestro naturalmente. Non mi paragono a Dante per carità&#8230;chi può? Nessuno per ora). C&#8217;era qualcosa nell&#8217;aria e io naturalmente me la sono presa. Quello che è uscito fuori alla fine è qualcosa di completamente nuovo, mio.<br />
Idem hanno fatto Wu Ming 2 e Antar Mohamed.<br />
è stata una collaborazione la loro. Una collaborazione alla pari. Antar in questo caso non è un testimone passivo dei fatti (come molti accademici pensano&#8230;e lì si il pensiero è coloniale per non dire peggio), ma un costruttore. La cosa bella di questo libro è che le due anime, quella di Giovanni e quella di Antar, si sono fuse insieme e tu non sai chi ha creato cosa. Per questo e per mille altri motivi ho apprezzato Timira. inoltre (e qui a parlare è la mia anima da studiosa) i Titoli di coda sono davvero utili. W Timira quindi e speriamo di vedere nel futuro più libri così in giro. In un paese, l&#8217;Italia, dove temi come la migrazione, l&#8217;ibridazione, il passato coloniale sono silenziati, un libro come Timira non è solo utile, ma necessario.</p>
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		Di: (ex)stan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/08/23/matria-patria-dismatria/#comment-178890</link>

		<dc:creator><![CDATA[(ex)stan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Aug 2012 17:09:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Curiosità estiva: perché è un libro di «qualità mediocre»?

Curiosità maniaca: cosa si intende per «narrazione collettiva»? L’elenco dei «contribuenti» sta a significare che nel libro sono inseriti passi o brani altrui? E se è così, sono presi paro-paro o stravolti? 

Curiosità bastarda: ma il «buonismo che trasuda» da questo libro non è, in fondo, lo stesso buonismo travestito da cattivismo che anima i libri dei Wu Ming?

Curiosità sudata: se la mia patria è il mondo intero, la mia matria cos’è? 

PS I: la lingua madre è sempre una puttana, disse Artaud; alla fine, va sempre con chi la paga.

PS II: il livello «Messico del Sud» di Tomb Raider ha un bug.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Curiosità estiva: perché è un libro di «qualità mediocre»?</p>
<p>Curiosità maniaca: cosa si intende per «narrazione collettiva»? L’elenco dei «contribuenti» sta a significare che nel libro sono inseriti passi o brani altrui? E se è così, sono presi paro-paro o stravolti? </p>
<p>Curiosità bastarda: ma il «buonismo che trasuda» da questo libro non è, in fondo, lo stesso buonismo travestito da cattivismo che anima i libri dei Wu Ming?</p>
<p>Curiosità sudata: se la mia patria è il mondo intero, la mia matria cos’è? </p>
<p>PS I: la lingua madre è sempre una puttana, disse Artaud; alla fine, va sempre con chi la paga.</p>
<p>PS II: il livello «Messico del Sud» di Tomb Raider ha un bug.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Lorenzo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/08/23/matria-patria-dismatria/#comment-178887</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Aug 2012 13:46:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che si tratti di un giudizio un po&#039; troppo severo. I romanzi non sono saggi e non devono contenere tutto, omaggiare tutto, trasudare tutto. La collettività della scrittura di Wu Ming (e in questo caso anche di Antar Marincola) non è automatica - per fortuna. E questo pezzo, che è comunque molto rilevante di fronte al buonismo (questo sì) di tante altre recensioni positive a priori, ne è dimostrazione. [su Matria/Patria/Dismatria invece sono pienamente d&#039;accordo, e grazie per le ulteriori ricerche]
Lorenzo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che si tratti di un giudizio un po&#8217; troppo severo. I romanzi non sono saggi e non devono contenere tutto, omaggiare tutto, trasudare tutto. La collettività della scrittura di Wu Ming (e in questo caso anche di Antar Marincola) non è automatica &#8211; per fortuna. E questo pezzo, che è comunque molto rilevante di fronte al buonismo (questo sì) di tante altre recensioni positive a priori, ne è dimostrazione. [su Matria/Patria/Dismatria invece sono pienamente d&#8217;accordo, e grazie per le ulteriori ricerche]<br />
Lorenzo</p>
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		Di: Zineb		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/08/23/matria-patria-dismatria/#comment-178885</link>

		<dc:creator><![CDATA[Zineb]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Aug 2012 11:13:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sarà, ma a me la dichiarazione di amore per la &quot;matria&quot; da parte di Isabella/Timira è sembrata del tutto sarcastica, anche alla luce di quel che pensa, dice e fa nel resto del romanzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà, ma a me la dichiarazione di amore per la &#8220;matria&#8221; da parte di Isabella/Timira è sembrata del tutto sarcastica, anche alla luce di quel che pensa, dice e fa nel resto del romanzo.</p>
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