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	Commenti a: L’Ulisse e la tirannia delle note di Valerio Magrelli	</title>
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		Di: effeffe		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Sep 2012 10:27:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e se invece considerassimo l&#039;Ulisse come un compendio alla vita? Alla vita di tutti? A me questo è capitato circa due anni fa quando in pieno lavoro su Montale, attraverso Bazlen molto amico del nostro, ci arrivai. E la cosa che mi ha sorpreso di più è stata sicuramente quella di godere, passati i quarantanni, della semplcità di quell&#039;opera.In altri termini un&#039;opera che ai tempi dell&#039;università mi sembrava ostica, che bisognava, era necessario studiare ancor primadi leggerla, di colpo appariva come quasi sicuramente il suo auotre voleva che fosse, un romanzo da leggere, che tutti potessero leggere e poi, volendo, studiare. Quando si è giovani, ...enti, ...enta, è difficile entrare in risonanza con un&#039;opera del genere, un&#039;opera che è costituita, secondo me, ovvero da non joyciano, di memoria\oblio ed esperienza. Come se Joyce raccontasse al ritorno da un lungo viaggio ai propri compagni contemporanei, adesso vi racconto com&#039;è andata. effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e se invece considerassimo l&#8217;Ulisse come un compendio alla vita? Alla vita di tutti? A me questo è capitato circa due anni fa quando in pieno lavoro su Montale, attraverso Bazlen molto amico del nostro, ci arrivai. E la cosa che mi ha sorpreso di più è stata sicuramente quella di godere, passati i quarantanni, della semplcità di quell&#8217;opera.In altri termini un&#8217;opera che ai tempi dell&#8217;università mi sembrava ostica, che bisognava, era necessario studiare ancor primadi leggerla, di colpo appariva come quasi sicuramente il suo auotre voleva che fosse, un romanzo da leggere, che tutti potessero leggere e poi, volendo, studiare. Quando si è giovani, &#8230;enti, &#8230;enta, è difficile entrare in risonanza con un&#8217;opera del genere, un&#8217;opera che è costituita, secondo me, ovvero da non joyciano, di memoria\oblio ed esperienza. Come se Joyce raccontasse al ritorno da un lungo viaggio ai propri compagni contemporanei, adesso vi racconto com&#8217;è andata. effeffe</p>
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		<title>
		Di: livio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[livio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Sep 2012 05:55:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cmq le tesi di magrelli vanno contestualizzate in un discorso critico e anche poetico che si muove da tempo in direzione del superamemnto delle distinzioni fra testo, pre-testo, paratesto e altri circondari del testo, si veda in particolare il suo Nero sonetto solubile (2011) e, volendo, il mio commento analisi sullo stesso

http://www.ilprimoamore.com/old/testo_2020.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cmq le tesi di magrelli vanno contestualizzate in un discorso critico e anche poetico che si muove da tempo in direzione del superamemnto delle distinzioni fra testo, pre-testo, paratesto e altri circondari del testo, si veda in particolare il suo Nero sonetto solubile (2011) e, volendo, il mio commento analisi sullo stesso</p>
<p><a href="http://www.ilprimoamore.com/old/testo_2020.html" rel="nofollow ugc">http://www.ilprimoamore.com/old/testo_2020.html</a></p>
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		<title>
		Di: Antonio Coda		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-184426</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Coda]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2012 15:46:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-184362&quot;&gt;Dinamo Seligneri&lt;/a&gt;.

Ciao Dinamo,
 
   non conoscevo il libro di Vila-Matas e ti ringrazio per la segnalazione, anche se di solito i libri-mossi-dai-libri mi freddano un po&#039;: a una prima occhiata però sembra che questo di Vila-Matas sia molto di più.

Gli studi joyciani, essì, sono molto sofisticati: ho un amico che a suo tempo a Joyce dedicò la sua tesi di laurea e fu affranto dalla mole dei contributi specialisti pubblicati sulla sua opera, compresa una non so se mitologica tesi basata sulla ricerca dei nomi dei fiumi &quot;celati&quot; all&#039;interno del Finnegan&#039;s, che comunque lui ha affrontato, così come l&#039;Ulisse, in lingua originale. - Tutta un&#039;altra storia!; mi ha assicurato. Io gli invidio la competenza linguistica che gliel&#039;ha permesso. Adesso si dedica a Pynchon, che alla poderosità vitale - ma esplosa, nel suo caso - di Joyce ci rimanda.

Naturalmente a Melchiori e De Angelis non possono che andare i più sentiti ringraziamenti: tradurre Joyce deve essere stata  una esperienza tra il disperante e l&#039;esaltante. Io ora aspetto sempre con trepidazione che qualcuno se la senta di tradurre Alasdair Grey. 

In fondo anche io credo che Joyce non abbia bisogno di un battage pubblicitario e che sia più un premio inaspettato per chi si dà l&#039;occasione di leggerlo che un castigo per il lettore appassionato al quale viene brutalmente posto come un must. 

Un saluto!,
Antonio Coda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-184362">Dinamo Seligneri</a>.</p>
<p>Ciao Dinamo,</p>
<p>   non conoscevo il libro di Vila-Matas e ti ringrazio per la segnalazione, anche se di solito i libri-mossi-dai-libri mi freddano un po&#8217;: a una prima occhiata però sembra che questo di Vila-Matas sia molto di più.</p>
<p>Gli studi joyciani, essì, sono molto sofisticati: ho un amico che a suo tempo a Joyce dedicò la sua tesi di laurea e fu affranto dalla mole dei contributi specialisti pubblicati sulla sua opera, compresa una non so se mitologica tesi basata sulla ricerca dei nomi dei fiumi &#8220;celati&#8221; all&#8217;interno del Finnegan&#8217;s, che comunque lui ha affrontato, così come l&#8217;Ulisse, in lingua originale. &#8211; Tutta un&#8217;altra storia!; mi ha assicurato. Io gli invidio la competenza linguistica che gliel&#8217;ha permesso. Adesso si dedica a Pynchon, che alla poderosità vitale &#8211; ma esplosa, nel suo caso &#8211; di Joyce ci rimanda.</p>
<p>Naturalmente a Melchiori e De Angelis non possono che andare i più sentiti ringraziamenti: tradurre Joyce deve essere stata  una esperienza tra il disperante e l&#8217;esaltante. Io ora aspetto sempre con trepidazione che qualcuno se la senta di tradurre Alasdair Grey. </p>
<p>In fondo anche io credo che Joyce non abbia bisogno di un battage pubblicitario e che sia più un premio inaspettato per chi si dà l&#8217;occasione di leggerlo che un castigo per il lettore appassionato al quale viene brutalmente posto come un must. </p>
<p>Un saluto!,<br />
Antonio Coda</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Dinamo Seligneri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-184365</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dinamo Seligneri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2012 13:15:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-184362&quot;&gt;Dinamo Seligneri&lt;/a&gt;.

errata: &quot;o al tributo che NON troppi anni fa gli fece Vila-Matas col suo Dublinesque&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-184362">Dinamo Seligneri</a>.</p>
<p>errata: &#8220;o al tributo che NON troppi anni fa gli fece Vila-Matas col suo Dublinesque&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Dinamo Seligneri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-184362</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dinamo Seligneri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2012 13:08:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=43526#comment-184362</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-184305&quot;&gt;Antonio Coda&lt;/a&gt;.

&quot;Infine, ultimissima osservazione: bisogna ringraziare sempre i detrattori vecchi e nuovi di Joyce. Sembra siano gli unici, ogni tanto, a ricordare pubblicamente la sua esistenza e il suo essere inamovibile pietra di paragone per la letteratura di tutte le epoche&quot;.

Il mondo della critica joyciana mi pare essere molto chiuso e sigillato, è un argomento molto tecnico, specialistico, ci vogliono anni di studio... Io non ho mai letto un articolo o un saggio su Joyce che non fosse soppesato parola per parola come le fettine di prosciutto crudo. 
Sono studi che fanno poca eco, se ne sente pochissimo parlare, lo sai bene. 

Le sparate contro l&#039;Ulisse solitamente arrivano da altri settori culturali, l&#039;ultimo di Coelho è un atto scenico forse anche mirato a non permettere ai suoi lettori di respirare altra letteratura che non sia quella della qualità letteraria promossa da lui e da quelli che scrivono come lui... 

ma dagli artisti arrivano anche delle chiavi di lettura eccellenti, come nel caso famosissimo di CB che a mio avviso ha letto l&#039;Ulisse in uno dei modi migliori di leggerlo, o al tributo che troppi anni fa gli fece Vila-Matas col suo Dublinesque. 

Sul discorso in sé precedente, pure io non sono stato lì troppo a spulciare la guida mondadori, ma quando l&#039;ho fatto non mi è sembrata un saggio accademico... certo tra quella e il testo c&#039;è un abisso. 
la centralità del romanzo sulla critica non va assolutamente messa in discussione. ma quella di Melchiori e De Angelis non è proprio una critica, è una stampella. 
ad ogni modo dobbiamo essere riconoscenti a De Angelis per la traduzione che parecchi anni fa riuscì a eseguire... una traduzione che come ho detto qui (http://ilpontelunare.blogspot.it/2012/05/lulisse-di-joyce-e-la-nuova-traduzione.html), io continuo a preferire alla nuova di Newton e Compton.

un saluto joyciano, 
sperando di non diventare troppo autoreferenziali...

ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-184305">Antonio Coda</a>.</p>
<p>&#8220;Infine, ultimissima osservazione: bisogna ringraziare sempre i detrattori vecchi e nuovi di Joyce. Sembra siano gli unici, ogni tanto, a ricordare pubblicamente la sua esistenza e il suo essere inamovibile pietra di paragone per la letteratura di tutte le epoche&#8221;.</p>
<p>Il mondo della critica joyciana mi pare essere molto chiuso e sigillato, è un argomento molto tecnico, specialistico, ci vogliono anni di studio&#8230; Io non ho mai letto un articolo o un saggio su Joyce che non fosse soppesato parola per parola come le fettine di prosciutto crudo.<br />
Sono studi che fanno poca eco, se ne sente pochissimo parlare, lo sai bene. </p>
<p>Le sparate contro l&#8217;Ulisse solitamente arrivano da altri settori culturali, l&#8217;ultimo di Coelho è un atto scenico forse anche mirato a non permettere ai suoi lettori di respirare altra letteratura che non sia quella della qualità letteraria promossa da lui e da quelli che scrivono come lui&#8230; </p>
<p>ma dagli artisti arrivano anche delle chiavi di lettura eccellenti, come nel caso famosissimo di CB che a mio avviso ha letto l&#8217;Ulisse in uno dei modi migliori di leggerlo, o al tributo che troppi anni fa gli fece Vila-Matas col suo Dublinesque. </p>
<p>Sul discorso in sé precedente, pure io non sono stato lì troppo a spulciare la guida mondadori, ma quando l&#8217;ho fatto non mi è sembrata un saggio accademico&#8230; certo tra quella e il testo c&#8217;è un abisso.<br />
la centralità del romanzo sulla critica non va assolutamente messa in discussione. ma quella di Melchiori e De Angelis non è proprio una critica, è una stampella.<br />
ad ogni modo dobbiamo essere riconoscenti a De Angelis per la traduzione che parecchi anni fa riuscì a eseguire&#8230; una traduzione che come ho detto qui (<a href="http://ilpontelunare.blogspot.it/2012/05/lulisse-di-joyce-e-la-nuova-traduzione.html" rel="nofollow ugc">http://ilpontelunare.blogspot.it/2012/05/lulisse-di-joyce-e-la-nuova-traduzione.html</a>), io continuo a preferire alla nuova di Newton e Compton.</p>
<p>un saluto joyciano,<br />
sperando di non diventare troppo autoreferenziali&#8230;</p>
<p>ciao</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Antonio Coda		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-184305</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Coda]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2012 10:51:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-183881&quot;&gt;Dinamo Seligneri&lt;/a&gt;.

Ciao Dinamo, 

   per il piacere di parlare attorno a Joyce, ti dico a me come è andata: quando decisi - perché è vero: bisogna deciderlo - di leggere l&#039;Ulisse, comprai l&#039;edizione Mondadori e il manualetto allegato m&#039;indispettì, perché aveva proprio l&#039;aria di dirmi - Se vuoi farti un giro in questo libro, o ti ci accompagno io o ti perdi e rovini tutto.

Siccome è il caso più unico che raro di un libro in edizione economica con guida alla lettura allegato, ho reputato il manualetto strettamente necessario, visto che un editore deve pensarci approfonditamente, prima di mandare a stampa un volume accompagnato da una cosa così &quot;antipatica&quot; in termini di marketing. 

Così ho iniziato a leggere le prime pagine del manualetto e ormai l&#039;atmosfera era quella di un esame universitario. Senza aver ancora letto neppure una pagina di Joyce, cominciavo a chiedermi s&#039;era poi stata una buona idea, arrischiarmi nell&#039;Ulisse.

Già scoraggiato, ho letto la prima pagina del romanzo, immaginandomi qualcosa di molto più serioso e cruciverbistico di quello preannunciato nella guida. Dopo la prima pagina, sono andato a precipizio nelle altre, perché Joyce scrive alla grande, ha una potenza di immagine e di arguzia e di racconto e di duello con il lettore che nessuna guida - attenta come deve essere alle tematiche, alle implicazioni, alla cultura-in-campo - può replicare.

Ho cominciato a leggere in accoppiata guida e romanzo, ma solo per rendermi conto a ogni pagina come Joyce scrivesse molto più di quanto la critica possa dire, perché in questo sta la potenza della letteratura e la differenza tra uno scrittore e un critico: il primo ha la potenza sintetica di dire in una frase quello che un critico per quanto intelligente e generoso non potrà mai dire in maniera altrettanto esauriente con meno di una tesi di cento pagine. 

Apprezzavo molto le note propriamente dette, con riferimenti a fatti e nomi storici o poco più, per il resto l&#039;Ulisse fa esplodere dal di dentro ogni griglia nel quale si cerca di farlo stare: la stessa griglia nella quale voleva contenerlo Joyce non regge, il romanzo ha superato di gran lunga l&#039;intenzione poetica dello scrittore.

Per questo, secondo me, semplicemente si deve stabilire l&#039;approccio all&#039;opera: se la si vuole leggere o se la si vuole studiare, e nel caso di studio, qualsiasi romanzo di Balzac, Flaubert o Dostoevskij o Pynchon o Aldo Busi merita una guida alla lettura al pari di Joyce, che intanto di suo si difende benissimo, in quanto a &quot;godibilità&quot; di lettura.  

Infine, ultimissima osservazione: bisogna ringraziare sempre i detrattori vecchi e nuovi di Joyce. Sembra siano gli unici, ogni tanto, a ricordare pubblicamente la sua esistenza e il suo essere inamovibile pietra di paragone per la letteratura di tutte le epoche.

Un saluto!,
Antonio Coda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-183881">Dinamo Seligneri</a>.</p>
<p>Ciao Dinamo, </p>
<p>   per il piacere di parlare attorno a Joyce, ti dico a me come è andata: quando decisi &#8211; perché è vero: bisogna deciderlo &#8211; di leggere l&#8217;Ulisse, comprai l&#8217;edizione Mondadori e il manualetto allegato m&#8217;indispettì, perché aveva proprio l&#8217;aria di dirmi &#8211; Se vuoi farti un giro in questo libro, o ti ci accompagno io o ti perdi e rovini tutto.</p>
<p>Siccome è il caso più unico che raro di un libro in edizione economica con guida alla lettura allegato, ho reputato il manualetto strettamente necessario, visto che un editore deve pensarci approfonditamente, prima di mandare a stampa un volume accompagnato da una cosa così &#8220;antipatica&#8221; in termini di marketing. </p>
<p>Così ho iniziato a leggere le prime pagine del manualetto e ormai l&#8217;atmosfera era quella di un esame universitario. Senza aver ancora letto neppure una pagina di Joyce, cominciavo a chiedermi s&#8217;era poi stata una buona idea, arrischiarmi nell&#8217;Ulisse.</p>
<p>Già scoraggiato, ho letto la prima pagina del romanzo, immaginandomi qualcosa di molto più serioso e cruciverbistico di quello preannunciato nella guida. Dopo la prima pagina, sono andato a precipizio nelle altre, perché Joyce scrive alla grande, ha una potenza di immagine e di arguzia e di racconto e di duello con il lettore che nessuna guida &#8211; attenta come deve essere alle tematiche, alle implicazioni, alla cultura-in-campo &#8211; può replicare.</p>
<p>Ho cominciato a leggere in accoppiata guida e romanzo, ma solo per rendermi conto a ogni pagina come Joyce scrivesse molto più di quanto la critica possa dire, perché in questo sta la potenza della letteratura e la differenza tra uno scrittore e un critico: il primo ha la potenza sintetica di dire in una frase quello che un critico per quanto intelligente e generoso non potrà mai dire in maniera altrettanto esauriente con meno di una tesi di cento pagine. </p>
<p>Apprezzavo molto le note propriamente dette, con riferimenti a fatti e nomi storici o poco più, per il resto l&#8217;Ulisse fa esplodere dal di dentro ogni griglia nel quale si cerca di farlo stare: la stessa griglia nella quale voleva contenerlo Joyce non regge, il romanzo ha superato di gran lunga l&#8217;intenzione poetica dello scrittore.</p>
<p>Per questo, secondo me, semplicemente si deve stabilire l&#8217;approccio all&#8217;opera: se la si vuole leggere o se la si vuole studiare, e nel caso di studio, qualsiasi romanzo di Balzac, Flaubert o Dostoevskij o Pynchon o Aldo Busi merita una guida alla lettura al pari di Joyce, che intanto di suo si difende benissimo, in quanto a &#8220;godibilità&#8221; di lettura.  </p>
<p>Infine, ultimissima osservazione: bisogna ringraziare sempre i detrattori vecchi e nuovi di Joyce. Sembra siano gli unici, ogni tanto, a ricordare pubblicamente la sua esistenza e il suo essere inamovibile pietra di paragone per la letteratura di tutte le epoche.</p>
<p>Un saluto!,<br />
Antonio Coda</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giacomo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-183934</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 18:59:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una discussione che vale la pena seguire :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una discussione che vale la pena seguire :)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuseppe zucco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-183912</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe zucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 18:18:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ luigi socci

ha ragione. ho corretto. grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ luigi socci</p>
<p>ha ragione. ho corretto. grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Dinamo Seligneri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-183881</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dinamo Seligneri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 17:08:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=43526#comment-183881</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-183783&quot;&gt;Antonio Coda&lt;/a&gt;.

@Antonio Coda 

&quot;Joyce è una vera meraviglia e può diventare un libro per la vita, di quelli che si vogliono avere sempre vicini&quot;

Sottoscrivo appieno questa frase. Ed anche il ragionamento sul comico e la critica. 
Per me l&#039;Ulisse è diventato un libro per la vita, il mio libro preferito, o per lo meno quello che m&#039;ha regalato più gioie a leggere, ma è un libro che quasi nessun lettore medio ha letto fino ai fatidici rintocchi di &quot;sì&quot; di Molly Bloom. Conosco io stesso poche persone che hanno finito questa lettura, e sono tutte delle persone ipercolte. 
Da una parte il doppio tomo Mondadori scoraggia, è vero, e forse il single di Newton e Compton va più verso le esigenze del mercato librario (vedremo a breve l&#039;Einaudiana di Celati) ma io credo che tanto l&#039;appesantimento della guida può tenere lontani dal comprare questo libro, tanto la sua rinuncia assoluta, della guida dico, per un lettore medio, può comportare l&#039;abbandono della lettura dopo una cinquantina di pagine. 
Le ragioni di questo le ho dette nel mio commento di prima. 

Sul fatto che non ci sia bisogno di leggere la critica letteraria joyciana prima di leggere l&#039;Ulisse sono perfettamente d&#039;accordo. Figuriamoci, e ripeto la mia idea che  procrastinare il testo in quella maniera è quasi un invito a leggere sempre e solo dentro lo schematismo dei critici e dei curatori, e mai fuori. Per il resto una bussola narrativa può essere uno strumento utile. 

saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-183783">Antonio Coda</a>.</p>
<p>@Antonio Coda </p>
<p>&#8220;Joyce è una vera meraviglia e può diventare un libro per la vita, di quelli che si vogliono avere sempre vicini&#8221;</p>
<p>Sottoscrivo appieno questa frase. Ed anche il ragionamento sul comico e la critica.<br />
Per me l&#8217;Ulisse è diventato un libro per la vita, il mio libro preferito, o per lo meno quello che m&#8217;ha regalato più gioie a leggere, ma è un libro che quasi nessun lettore medio ha letto fino ai fatidici rintocchi di &#8220;sì&#8221; di Molly Bloom. Conosco io stesso poche persone che hanno finito questa lettura, e sono tutte delle persone ipercolte.<br />
Da una parte il doppio tomo Mondadori scoraggia, è vero, e forse il single di Newton e Compton va più verso le esigenze del mercato librario (vedremo a breve l&#8217;Einaudiana di Celati) ma io credo che tanto l&#8217;appesantimento della guida può tenere lontani dal comprare questo libro, tanto la sua rinuncia assoluta, della guida dico, per un lettore medio, può comportare l&#8217;abbandono della lettura dopo una cinquantina di pagine.<br />
Le ragioni di questo le ho dette nel mio commento di prima. </p>
<p>Sul fatto che non ci sia bisogno di leggere la critica letteraria joyciana prima di leggere l&#8217;Ulisse sono perfettamente d&#8217;accordo. Figuriamoci, e ripeto la mia idea che  procrastinare il testo in quella maniera è quasi un invito a leggere sempre e solo dentro lo schematismo dei critici e dei curatori, e mai fuori. Per il resto una bussola narrativa può essere uno strumento utile. </p>
<p>saluti</p>
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		Di: luigisocci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/09/15/lulisse-e-la-tirannia-delle-note-di-valerio-magrelli/#comment-183784</link>

		<dc:creator><![CDATA[luigisocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 13:06:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un articolo che comincia con virginia wolf (invece che woolf) e jonathan frenzen (invece che franzen) indispone un po&#039; però. un conto sono i refusi nei commenti, un conto all&#039;interno del post stesso, a mio modesto avviso.
l.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un articolo che comincia con virginia wolf (invece che woolf) e jonathan frenzen (invece che franzen) indispone un po&#8217; però. un conto sono i refusi nei commenti, un conto all&#8217;interno del post stesso, a mio modesto avviso.<br />
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