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	Commenti a: Una critica in diretta : Luca Ricci, Mabel dice sì	</title>
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		Di: livio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[livio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 15:29:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sì, ce capimme - specie sulle cose nu poco sballate e pacciuotiche (per l&#039;utenza nordica: leggi pazzotiche)....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sì, ce capimme &#8211; specie sulle cose nu poco sballate e pacciuotiche (per l&#8217;utenza nordica: leggi pazzotiche)&#8230;.</p>
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		Di: Ares		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2012 15:46:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si,si .. ma io non posso mette una sveglia rossa al posto dell&#039;orologio da taschino privato della sua catena d&#039;oro...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si,si .. ma io non posso mette una sveglia rossa al posto dell&#8217;orologio da taschino privato della sua catena d&#8217;oro&#8230;</p>
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		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2012 15:00:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ogni uno ogni tutti effeffe]]></description>
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		Di: Ares		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2012 12:48:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che ogniuno stia al suo posto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che ogniuno stia al suo posto&#8230;</p>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Oct 2012 16:11:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Livio io e te ce capimme
effeffe
ps
sto per recensire il tuo nuovo sito]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Livio io e te ce capimme<br />
effeffe<br />
ps<br />
sto per recensire il tuo nuovo sito</p>
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		<title>
		Di: livio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[livio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Oct 2012 10:36:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[molto pittoresca l&#039;idea della critica nei commenti... di &quot;animare&quot; i commenti, farne un luogo interstiziale ma di pari rango, proprio perchè luogo &quot;dell&#039;altro&quot;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>molto pittoresca l&#8217;idea della critica nei commenti&#8230; di &#8220;animare&#8221; i commenti, farne un luogo interstiziale ma di pari rango, proprio perchè luogo &#8220;dell&#8217;altro&#8221;&#8230;</p>
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		<title>
		Di: elle		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[elle]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2012 18:06:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ore 20:05 
Lo compro. Ma ho la congiuntivite! Divieto di lenti a contatto. Occhiali rotti. Rientro a casa da ipovedente. La città era diversa. Un po&#039; bella, un po&#039; spaventevole.
Effeeffe, la prossima non è che recensisci un audiolibro?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ore 20:05<br />
Lo compro. Ma ho la congiuntivite! Divieto di lenti a contatto. Occhiali rotti. Rientro a casa da ipovedente. La città era diversa. Un po&#8217; bella, un po&#8217; spaventevole.<br />
Effeeffe, la prossima non è che recensisci un audiolibro?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2012 17:27:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ore 19:30
Quando arrivi alla fine non te l&#039;aspetti di essere giunto alla fine. Viviamo un&#039;epoca in cui le narrazioni si vogliono aperte, incerto il finale, sospesa la vita dei personaggi,in una continua reversibilità dei ruoli e dei mondi che loro, i personaggi percepiscono e costruiscono sentendoli, e di noi lettori che in quelle esistenze possibili troviamo una parte del nostro possibile il più delle volte quello che ci è più necessario. In un moto che ha in sé qualcosa di sismico seppure impercettibile si compie quel tipo di rivoluzione così macroscopica, si pensi alla rotazione terrestre, che il micro-esistente nemmeno, quasi mai, se ne accorge. Così il romanzo si chiude con un bello e inaspettato colpo di scena, una volta e per tutte, su una favola che sembra scomparire nel momento esatto in cui la sua morale viene a piena consapevolezza. Bravo Luca. effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ore 19:30<br />
Quando arrivi alla fine non te l&#8217;aspetti di essere giunto alla fine. Viviamo un&#8217;epoca in cui le narrazioni si vogliono aperte, incerto il finale, sospesa la vita dei personaggi,in una continua reversibilità dei ruoli e dei mondi che loro, i personaggi percepiscono e costruiscono sentendoli, e di noi lettori che in quelle esistenze possibili troviamo una parte del nostro possibile il più delle volte quello che ci è più necessario. In un moto che ha in sé qualcosa di sismico seppure impercettibile si compie quel tipo di rivoluzione così macroscopica, si pensi alla rotazione terrestre, che il micro-esistente nemmeno, quasi mai, se ne accorge. Così il romanzo si chiude con un bello e inaspettato colpo di scena, una volta e per tutte, su una favola che sembra scomparire nel momento esatto in cui la sua morale viene a piena consapevolezza. Bravo Luca. effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2012 17:16:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ore 19:15
Sono a pagina 125. Della città sapevamo soltanto che non avesse il mare e intanto si precisa di più al punto da contaminare la vita stessa dell&#039;autore. Quasi sicuramente si tratta della città in cui è nato e lo sappiamo per un dettaglio, anzi il dettaglio che rappresenta una città, un monumento, ovvero ciò che non si deve dimenticare. Eppure ognuno dei personaggi comincia a partire da una disparizione non solo a mantenere vivo il ricordo ma a tentare di ri comporre pezzo dopo pezzo la presenza dell&#039;unica ragione di vita, vitalità che vale la pena di essere vissuta. C&#039;è  una sorta di avvitamento come quando si sale su una torre dall&#039;interno e non sai se quello è un salire verso qualcosa che ci fa migliori o semplicemente la preparazione di un salto nel vuoto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ore 19:15<br />
Sono a pagina 125. Della città sapevamo soltanto che non avesse il mare e intanto si precisa di più al punto da contaminare la vita stessa dell&#8217;autore. Quasi sicuramente si tratta della città in cui è nato e lo sappiamo per un dettaglio, anzi il dettaglio che rappresenta una città, un monumento, ovvero ciò che non si deve dimenticare. Eppure ognuno dei personaggi comincia a partire da una disparizione non solo a mantenere vivo il ricordo ma a tentare di ri comporre pezzo dopo pezzo la presenza dell&#8217;unica ragione di vita, vitalità che vale la pena di essere vissuta. C&#8217;è  una sorta di avvitamento come quando si sale su una torre dall&#8217;interno e non sai se quello è un salire verso qualcosa che ci fa migliori o semplicemente la preparazione di un salto nel vuoto.</p>
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		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2012 15:43:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ore 17:40

Sono a pagina 57. La storia, un plot assolutamente chiaro si apre come su un&#039;arborescenza. Ogni ramo ha un nome, ogni nome è un profilo professionale, uno stato civile, un desiderio e quasi tutti i desideri sembrano trarre linfa vitale proprio da Mabel. Si diceva della formula iniziale, quella del Bartleby ma ritroviamo proprio in pagina 57 quella del nostro protagonista. Si tratta di un motto, di un&#039; ambizione che recita le seguenti parole: Fare di sé un&#039;opera d&#039;arte&quot;. la formula l&#039;avevamo letta all&#039;inizio e ora sembra svanire su una serie di passaggi che oltre a trasformare il protagonista, perfino fisicamente, come quando ci descrive la legnosità delle dita, le dita che furono di un pianista, capovolge i rapporti che intercorrono tra tutti, le gerarchie che li collega. Il passo è coinvolgente, lo stile assolutamente in fase con quanto si sta raccontando]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ore 17:40</p>
<p>Sono a pagina 57. La storia, un plot assolutamente chiaro si apre come su un&#8217;arborescenza. Ogni ramo ha un nome, ogni nome è un profilo professionale, uno stato civile, un desiderio e quasi tutti i desideri sembrano trarre linfa vitale proprio da Mabel. Si diceva della formula iniziale, quella del Bartleby ma ritroviamo proprio in pagina 57 quella del nostro protagonista. Si tratta di un motto, di un&#8217; ambizione che recita le seguenti parole: Fare di sé un&#8217;opera d&#8217;arte&#8221;. la formula l&#8217;avevamo letta all&#8217;inizio e ora sembra svanire su una serie di passaggi che oltre a trasformare il protagonista, perfino fisicamente, come quando ci descrive la legnosità delle dita, le dita che furono di un pianista, capovolge i rapporti che intercorrono tra tutti, le gerarchie che li collega. Il passo è coinvolgente, lo stile assolutamente in fase con quanto si sta raccontando</p>
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