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	Commenti a: Il senso di una fine	</title>
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		<title>
		Di: Nerina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/10/23/il-senso-di-una-fine/#comment-207920</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nerina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2012 07:25:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Recensione intensa, per un libro il cui terrore del vuoto del dopo mi tiene ferma prima della &quot;cattiveria&quot; di cui... &quot;Abbiamo la tentazione di sottovalutare la nostra brutalità, come pachidermi che non avvertono la propria grevità&quot;. Mi riviene da pensare al bellissimo e dolentisismo &quot;Invisibile&quot; di Paul Auster, che ho invece bevuto fino all&#039;ultima goccia e d&#039;un fiato. Però lì il protagonista ha quella voce segnata, e pur sempre tracce di diari....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recensione intensa, per un libro il cui terrore del vuoto del dopo mi tiene ferma prima della &#8220;cattiveria&#8221; di cui&#8230; &#8220;Abbiamo la tentazione di sottovalutare la nostra brutalità, come pachidermi che non avvertono la propria grevità&#8221;. Mi riviene da pensare al bellissimo e dolentisismo &#8220;Invisibile&#8221; di Paul Auster, che ho invece bevuto fino all&#8217;ultima goccia e d&#8217;un fiato. Però lì il protagonista ha quella voce segnata, e pur sempre tracce di diari&#8230;.</p>
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		Di: Matteo Ciucci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/10/23/il-senso-di-una-fine/#comment-201114</link>

		<dc:creator><![CDATA[Matteo Ciucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Oct 2012 19:28:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In rete, credo su minima moralia, si trova anche una critica severa di C. Raimo al libro. Io mi sono incuriosito, e credo che lo leggerò...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In rete, credo su minima moralia, si trova anche una critica severa di C. Raimo al libro. Io mi sono incuriosito, e credo che lo leggerò&#8230;</p>
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		<title>
		Di: elle		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[elle]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2012 21:38:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il senno del poi è assennato? 
E se la memoria fa delle scelte, non avrà forse il suo bel perché? 
Così le immagini d&#039;apertura mantengono la forza, come una poesia. 
La riverberano nel testo a dispetto del prosaico lavoro di fino fatto dalla prima pagina in poi (per capire per sapere per chiarire). 
E la vita è un equivoco, per lo più. Noi siamo equivoci.

Quanto alla predilezione del romanzo per il normalman: cosa c&#039;è di più universale di un uomo qualunque? 
Di un uomo che descrive un non rapporto con la moglie che ci pare sempre più tremenda e ci spiazza tenendola per mano appena prima di morire?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il senno del poi è assennato?<br />
E se la memoria fa delle scelte, non avrà forse il suo bel perché?<br />
Così le immagini d&#8217;apertura mantengono la forza, come una poesia.<br />
La riverberano nel testo a dispetto del prosaico lavoro di fino fatto dalla prima pagina in poi (per capire per sapere per chiarire).<br />
E la vita è un equivoco, per lo più. Noi siamo equivoci.</p>
<p>Quanto alla predilezione del romanzo per il normalman: cosa c&#8217;è di più universale di un uomo qualunque?<br />
Di un uomo che descrive un non rapporto con la moglie che ci pare sempre più tremenda e ci spiazza tenendola per mano appena prima di morire?</p>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/10/23/il-senso-di-una-fine/#comment-201059</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2012 16:17:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo sto leggendo e mi sta piacendo: credo che ci scriverò qualcosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sto leggendo e mi sta piacendo: credo che ci scriverò qualcosa.</p>
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		<title>
		Di: cristiano prakash		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/10/23/il-senso-di-una-fine/#comment-201045</link>

		<dc:creator><![CDATA[cristiano prakash]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2012 07:26:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ho letto il libro per curiosità. alla fine, una volta chiuso il libro, ho lasciato che il giudizio razionale, cerebrale, lasciasse posto a quello meno strutturato, forse si potrebbe definirlo istintuale. la conclusione: ci sono libri che quando li hai letti, ti lasciano il dubbio su cosa potrai leggere dopo, in quanto ne sentirai terribilmente la mancanza. di solito rimedio con un classico, che compensa sempre. con il libro di Banes, non è servito trovare rimedi consolatori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho letto il libro per curiosità. alla fine, una volta chiuso il libro, ho lasciato che il giudizio razionale, cerebrale, lasciasse posto a quello meno strutturato, forse si potrebbe definirlo istintuale. la conclusione: ci sono libri che quando li hai letti, ti lasciano il dubbio su cosa potrai leggere dopo, in quanto ne sentirai terribilmente la mancanza. di solito rimedio con un classico, che compensa sempre. con il libro di Banes, non è servito trovare rimedi consolatori.</p>
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		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/10/23/il-senso-di-una-fine/#comment-201040</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Oct 2012 16:35:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ho visto una sola volta il mucchio selvaggio,una delle rare sere in cui purtroppo ero in scarsissime condizioni di lucidità.Ricordo di essere rimasto folgorato dalla fotografia di Ballard e poi di essermi addormentato sul punto in cui i giovani volevano fare fuori gli anziani in quanto colpevoli,secondo loro,di rallentargli la corsa.Mi risvegliai nel finale per scoprire con grande meraviglia che molti rottamatori  erano morti e i vecchi scalpitavano dopo avere fatto egregiamente la propria parte.Forse &quot;la beffa più grande che&quot; i conservatori abbiano mai fatto è stato convincere il mondo che loro di fronte alle forze fresche degne di questo nome erano sempre pronti a cedere il passo.E il rischio è sempre quello di annegare in un mare di parole.Scusate

&quot;Intorno scrosciano i tesi tamburi e i concavi cembali alle palmate: col rauco suono minacciano i corni, e con la frigia cadenza eccita gli animi il cavo flauto, ed in pugno, ad inizio del violento furore, portan falcetti che possano, con il rispetto che incute la maestà della dea, sbigottir gli animi ingrati e gli empi cuori del volgo... Qui sono, armato manipolo, quelli che in Grecia si chiamano Cureti Frigi, pel fatto, forse, che a volte tra loro, giostran con l&#039;armi, e in cadenza ballan godendo del sangue...&quot; 

Tito Lucrezio Caro, La Natura delle Cose]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho visto una sola volta il mucchio selvaggio,una delle rare sere in cui purtroppo ero in scarsissime condizioni di lucidità.Ricordo di essere rimasto folgorato dalla fotografia di Ballard e poi di essermi addormentato sul punto in cui i giovani volevano fare fuori gli anziani in quanto colpevoli,secondo loro,di rallentargli la corsa.Mi risvegliai nel finale per scoprire con grande meraviglia che molti rottamatori  erano morti e i vecchi scalpitavano dopo avere fatto egregiamente la propria parte.Forse &#8220;la beffa più grande che&#8221; i conservatori abbiano mai fatto è stato convincere il mondo che loro di fronte alle forze fresche degne di questo nome erano sempre pronti a cedere il passo.E il rischio è sempre quello di annegare in un mare di parole.Scusate</p>
<p>&#8220;Intorno scrosciano i tesi tamburi e i concavi cembali alle palmate: col rauco suono minacciano i corni, e con la frigia cadenza eccita gli animi il cavo flauto, ed in pugno, ad inizio del violento furore, portan falcetti che possano, con il rispetto che incute la maestà della dea, sbigottir gli animi ingrati e gli empi cuori del volgo&#8230; Qui sono, armato manipolo, quelli che in Grecia si chiamano Cureti Frigi, pel fatto, forse, che a volte tra loro, giostran con l&#8217;armi, e in cadenza ballan godendo del sangue&#8230;&#8221; </p>
<p>Tito Lucrezio Caro, La Natura delle Cose</p>
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		<title>
		Di: anna		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/10/23/il-senso-di-una-fine/#comment-201038</link>

		<dc:creator><![CDATA[anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Oct 2012 13:47:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da un po&#039; di tempo a questa parte si parla molto di uomini normali descri-vendoli, nelle recensioni, - vedi anche Stoner (John E. Williams ed. Fazi)-mediocri, che non lasciano ricordo di se, con una vita sostanzialmente piatta..... 
Al di là del notevole livello letterario delle due opere cui mi riferisco voglio comunque spezzare una lancia contro questo tipo di classificazione: a me nessuno dei due personaggi sembra così privo di interesse, così banale, o meglio, mi appare eroica proprio la loro normalità. 
Forse Tony appare ancor più umano grazie alla sua evidente imperfezione, nel suo sincero slancio vitale verso la sopravvivenza che gli fa dimenticare -per il suo bene- l&#039;imbarazzante sfogo rancoroso contro chi lo ha ferito.  Certo sono parole cattive quelle scritte e poi dimenticate da Tony , ma anche il dolore per il doppio tradimento ricevuto è un dolore insopportabile che deve trovare una via di sfogo, di uscita se non vuole fare troppo male e troppo a lungo.
Rimanendo su &quot;Il senso de una fine&quot; trovo magistrale e per niente manipolatoria che il racconto ci arrivi così come Tony lo ha vissuto, lo ha percepito, cioè in linea con la  sua verità e se non è la verità assoluta (che esiste davvero?) allora qualcuno può  anche provare a dirglielo. Ciò che cerca di fare la madre di Veronica, certo in modo un tantino goffo, ma almeno trasparente, mentre invece Veronica, fedele al suo giovanile personaggio, mantiene quella posizione giudicante che si limita a scuotere la testa e a dire &quot;non hai capito nulla&quot;.
Il finale l&#039;ho trovato un tantino troppo spettacolare....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un po&#8217; di tempo a questa parte si parla molto di uomini normali descri-vendoli, nelle recensioni, &#8211; vedi anche Stoner (John E. Williams ed. Fazi)-mediocri, che non lasciano ricordo di se, con una vita sostanzialmente piatta&#8230;..<br />
Al di là del notevole livello letterario delle due opere cui mi riferisco voglio comunque spezzare una lancia contro questo tipo di classificazione: a me nessuno dei due personaggi sembra così privo di interesse, così banale, o meglio, mi appare eroica proprio la loro normalità.<br />
Forse Tony appare ancor più umano grazie alla sua evidente imperfezione, nel suo sincero slancio vitale verso la sopravvivenza che gli fa dimenticare -per il suo bene- l&#8217;imbarazzante sfogo rancoroso contro chi lo ha ferito.  Certo sono parole cattive quelle scritte e poi dimenticate da Tony , ma anche il dolore per il doppio tradimento ricevuto è un dolore insopportabile che deve trovare una via di sfogo, di uscita se non vuole fare troppo male e troppo a lungo.<br />
Rimanendo su &#8220;Il senso de una fine&#8221; trovo magistrale e per niente manipolatoria che il racconto ci arrivi così come Tony lo ha vissuto, lo ha percepito, cioè in linea con la  sua verità e se non è la verità assoluta (che esiste davvero?) allora qualcuno può  anche provare a dirglielo. Ciò che cerca di fare la madre di Veronica, certo in modo un tantino goffo, ma almeno trasparente, mentre invece Veronica, fedele al suo giovanile personaggio, mantiene quella posizione giudicante che si limita a scuotere la testa e a dire &#8220;non hai capito nulla&#8221;.<br />
Il finale l&#8217;ho trovato un tantino troppo spettacolare&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fernando Bassoli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/10/23/il-senso-di-una-fine/#comment-201037</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fernando Bassoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Oct 2012 13:42:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Già, la memoria che spesso è invenzione e stravolgimento dei fatti, soprattutto in Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Già, la memoria che spesso è invenzione e stravolgimento dei fatti, soprattutto in Italia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: davide orecchio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/10/23/il-senso-di-una-fine/#comment-201035</link>

		<dc:creator><![CDATA[davide orecchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Oct 2012 12:50:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[anch&#039;io ho trovato splendido l&#039;inizio. splendido come riesce soltanto agli scrittori inglesi (anche Alan Bennett e Jonathan Coe) quando raccontano la scuola e le frustrazioni dell&#039;adolescenza. Il resto del libro è oscurato dal &quot;trucco&quot; e dal colpo di scena finale, che con lo sbalordimento che provoca mette in ombra i dettagli, i personaggi e la questione centrale del libro: chi scegliamo di essere, o meglio chi scegliamo di ricordare di essere ed essere stati al momento del resoconto sulla nostra esistenza. Scelta che operiamo ricorrendo a uno strumento dalla natura ambigua, infedele, &quot;creativa&quot; e fallibile qual è la memoria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>anch&#8217;io ho trovato splendido l&#8217;inizio. splendido come riesce soltanto agli scrittori inglesi (anche Alan Bennett e Jonathan Coe) quando raccontano la scuola e le frustrazioni dell&#8217;adolescenza. Il resto del libro è oscurato dal &#8220;trucco&#8221; e dal colpo di scena finale, che con lo sbalordimento che provoca mette in ombra i dettagli, i personaggi e la questione centrale del libro: chi scegliamo di essere, o meglio chi scegliamo di ricordare di essere ed essere stati al momento del resoconto sulla nostra esistenza. Scelta che operiamo ricorrendo a uno strumento dalla natura ambigua, infedele, &#8220;creativa&#8221; e fallibile qual è la memoria.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: davide vargas		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/10/23/il-senso-di-una-fine/#comment-201034</link>

		<dc:creator><![CDATA[davide vargas]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Oct 2012 12:12:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per me un bel libro con un inizio strepitoso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per me un bel libro con un inizio strepitoso</p>
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