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	Commenti a: Due poesie	</title>
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		<title>
		Di: stalker		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-233968</link>

		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 19:46:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il primo commento a queste due poesie è sublime nella sua sintesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il primo commento a queste due poesie è sublime nella sua sintesi.</p>
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		<title>
		Di: neo-avanguardia inattuale vs incalcolabile vastità del mare &#124; nabanassar - letteratura ed arti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-233637</link>

		<dc:creator><![CDATA[neo-avanguardia inattuale vs incalcolabile vastità del mare &#124; nabanassar - letteratura ed arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Mar 2013 21:23:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] di poesia sperimentale vs poesia lirica. Ne e&#039; sortito soprattutto un duello in punta di verso fra Gilda Policastro e Natalia Castaldi, seguito da un contributo teorico di Lorenzo Carlucci. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] di poesia sperimentale vs poesia lirica. Ne e&#039; sortito soprattutto un duello in punta di verso fra Gilda Policastro e Natalia Castaldi, seguito da un contributo teorico di Lorenzo Carlucci. [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Le Commentaires sur la Société du Spectacle		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-233231</link>

		<dc:creator><![CDATA[Le Commentaires sur la Société du Spectacle]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 16:58:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;c’est dans les occasions où tout est à craindre, qu’il ne faut rien craindre; c’est lorsqu’on est environné de tous les dangers, qu’il n’en faut redouter aucun; c’est lorsqu’on est sans aucune ressource, qu’il faut compter sur toutes&quot; (Sun Tse)
Gilda, nell&#039;autosacrificale etimo di sua valentìa guerresca, indica la via dell&#039;assumere i pezzi irricomponibili del Tutto, quando nulla più è aggregabile, o riaggregabile; quando ogni cosa (categoria o sia propriamente oggetto) è saltata, e sfrigola nella marea delle spazzature intermediatiche in deriva, lacere e smagliate ovunque le reti. E&#039; giusto che un&#039;ars straniatoria, impietosa e detournante, non aggradi, tantopiù a portatori di voce scatolirica; sarebbe preoccupante il contrario. Alla Guerriera suggeriremmo piuttosto indulgenza persino minore, e lama anche più affilata a tagliar via colle e residui (di io, eventualmente), ad arroventare in modo infine irreversibile la padella alchemica, e detournare a vortice dentro e oltre quella forma impossibile di conoscenza e di non-sapere, che genericamente, e sempre a torto, si tenta di contenere col nome di &quot;poesia&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;c’est dans les occasions où tout est à craindre, qu’il ne faut rien craindre; c’est lorsqu’on est environné de tous les dangers, qu’il n’en faut redouter aucun; c’est lorsqu’on est sans aucune ressource, qu’il faut compter sur toutes&#8221; (Sun Tse)<br />
Gilda, nell&#8217;autosacrificale etimo di sua valentìa guerresca, indica la via dell&#8217;assumere i pezzi irricomponibili del Tutto, quando nulla più è aggregabile, o riaggregabile; quando ogni cosa (categoria o sia propriamente oggetto) è saltata, e sfrigola nella marea delle spazzature intermediatiche in deriva, lacere e smagliate ovunque le reti. E&#8217; giusto che un&#8217;ars straniatoria, impietosa e detournante, non aggradi, tantopiù a portatori di voce scatolirica; sarebbe preoccupante il contrario. Alla Guerriera suggeriremmo piuttosto indulgenza persino minore, e lama anche più affilata a tagliar via colle e residui (di io, eventualmente), ad arroventare in modo infine irreversibile la padella alchemica, e detournare a vortice dentro e oltre quella forma impossibile di conoscenza e di non-sapere, che genericamente, e sempre a torto, si tenta di contenere col nome di &#8220;poesia&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: debridat		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-233229</link>

		<dc:creator><![CDATA[debridat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 16:30:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-233156&quot;&gt;didi&lt;/a&gt;.

Poesia fredda, semanticamente calcolata, poesia intellettuale, poesia che si interroga sul fare poesia, lirismo di ritorno in ritardo... 
Fossi l&#039;autrice di questi testi, mi sentirei più indignata per commenti così insulsi che per le parole dei detrattori.
Ci vuole comprensione, appunto, detto senza un briciolo di ironia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-233156">didi</a>.</p>
<p>Poesia fredda, semanticamente calcolata, poesia intellettuale, poesia che si interroga sul fare poesia, lirismo di ritorno in ritardo&#8230;<br />
Fossi l&#8217;autrice di questi testi, mi sentirei più indignata per commenti così insulsi che per le parole dei detrattori.<br />
Ci vuole comprensione, appunto, detto senza un briciolo di ironia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-233208</link>

		<dc:creator><![CDATA[marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 23:29:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il diritto di critica, l’imperativo
(è quando ti hanno tolto qualcosa
che ti rivolti)?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il diritto di critica, l’imperativo<br />
(è quando ti hanno tolto qualcosa<br />
che ti rivolti)?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-233196</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 12:37:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-232960&quot;&gt;nc&lt;/a&gt;.

Gentile Natàlia Castaldi
non so perché lei definisce &quot;letterariamente ingenuo&quot; il suo testo, posto che l&#039;ingenuità sia un elemento di negatività: fosse l&#039;argomento del post, argomenterei in suo favore, per quel che vale. Me la cavo, essendo altro l&#039;argomento del dibattere, dicendo quel che il suo testo non è e mi pare non voglia essere: non è una rimasticatura di parole già scongelate e saltate in padella da Edoardo Sanguineti, ai tempi che furono.
PS: non creda ci sia stato sforzo nel reperire quei suoi versi: essendo presenti in rete, basta googolare il suo nome e (non a quattro-a-quattro, non in padella) saltano fuori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-232960">nc</a>.</p>
<p>Gentile Natàlia Castaldi<br />
non so perché lei definisce &#8220;letterariamente ingenuo&#8221; il suo testo, posto che l&#8217;ingenuità sia un elemento di negatività: fosse l&#8217;argomento del post, argomenterei in suo favore, per quel che vale. Me la cavo, essendo altro l&#8217;argomento del dibattere, dicendo quel che il suo testo non è e mi pare non voglia essere: non è una rimasticatura di parole già scongelate e saltate in padella da Edoardo Sanguineti, ai tempi che furono.<br />
PS: non creda ci sia stato sforzo nel reperire quei suoi versi: essendo presenti in rete, basta googolare il suo nome e (non a quattro-a-quattro, non in padella) saltano fuori.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Canallegri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-233181</link>

		<dc:creator><![CDATA[Canallegri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2013 21:36:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma cosa dite? Tutto quanto è iniziato quando qualcuno si è azzardato a essere sincero (per quanto lo riguardava) e a usare la parola &quot;cagata&quot;, un termine che più che offendere forse ha la colpa di far male. Comunque pensavo, evidentemente a torto, che dopo il &quot;la corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!&quot; la scatologia (sono stupefatto che qualche trombone si sia fatto sfuggire l&#039;occasione per tirarla in ballo prima di me)fosse stata sdoganata. Quel che è certo è che il genio di Riga sentendo Fantozzi dare della cagata al proprio capolavoro (e quanti suoi contemporanei già lo avevano fatto!), si sarebbe fatto una bella risata, avrebbe disegnato la scena sul taccuino e magari avrebbe anche pensato &quot;mah, chissà che il ragioniere non abbia ragione...&quot;.
Forse se una cosa è davvero bella o meno ci vuole del tempo, molto tempo. Sicuramente più di quello necessario per riscaldare i 4 salti in padella]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma cosa dite? Tutto quanto è iniziato quando qualcuno si è azzardato a essere sincero (per quanto lo riguardava) e a usare la parola &#8220;cagata&#8221;, un termine che più che offendere forse ha la colpa di far male. Comunque pensavo, evidentemente a torto, che dopo il &#8220;la corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!&#8221; la scatologia (sono stupefatto che qualche trombone si sia fatto sfuggire l&#8217;occasione per tirarla in ballo prima di me)fosse stata sdoganata. Quel che è certo è che il genio di Riga sentendo Fantozzi dare della cagata al proprio capolavoro (e quanti suoi contemporanei già lo avevano fatto!), si sarebbe fatto una bella risata, avrebbe disegnato la scena sul taccuino e magari avrebbe anche pensato &#8220;mah, chissà che il ragioniere non abbia ragione&#8230;&#8221;.<br />
Forse se una cosa è davvero bella o meno ci vuole del tempo, molto tempo. Sicuramente più di quello necessario per riscaldare i 4 salti in padella</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: didi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-233156</link>

		<dc:creator><![CDATA[didi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2013 08:14:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;che chi mi scrive in privato intervenga pubblicamente senza timore&quot; 

cara Gilda, non so se ha notato che sul web, dove tutto e tutti sono messi su di uno stesso piano, anche fra donne quando si vuol fare le &quot;dure&quot; si appella per cognome e si deforma il cognome, come a scuola e in caserma. Non si può pretendere che si sviluppino dinamiche virtuali diverse da quelle reali. La rete è uno specchio preciso. Anzi anamorfico per eccesso e per ramificazioni: da qui a facebook, blog personali, twitter si entra nel cortile virtuale di ciascuno, nelle idiosincrasie di gruppo, in un meccanismo del &quot;mettere alla berlina&quot; crudele e recidivante, che consiglia alle persone educate, colte, delicate, sensibili la fuga, la non voglia di esporsi agli insulti di entità aggressive e della loro claque, che non solo insultano a suon di &quot;sfigate e cagate&quot;, ma tornano poi anche a precisare la sintassi dei loro insulti, ti linkano i loro prodotti poetici mediocri e anche ti riscrivono i tuoi. Con la sottesa pervicace convinzione che loro sono migliori di te, con  l&#039;infantile &quot;io uno più di te&quot;. Ci vuole comprensione, detto senza un briciolo di ironia, per l&#039;esercito dei geni incompresi, di quelli che pubblicano per le piccole case editrici a pagamento, che si recensiscono fra amici e amici degli amici, spesso riproducendo in piccolo la stessa struttura di favori e lobby che rimproverano al sistena editoriale. 
L&#039;illusione che l&#039;arte sia qualcosa di orizzontale ha portato e porta molta sofferenza.
Trovo che la sua sia una poesia &quot;fredda&quot;, semanticamente calcolata, e questo è un pregio. Ironica anche. Sapendone cogliere l&#039;ironia. Una poesia che si interroga sul fare poesia. Una poesia quindi &quot;intellettuale&quot; ed è questo che non viene facilmente perdonato dall&#039;imperante appiccicoso lirismo di ritorno in ritardo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;che chi mi scrive in privato intervenga pubblicamente senza timore&#8221; </p>
<p>cara Gilda, non so se ha notato che sul web, dove tutto e tutti sono messi su di uno stesso piano, anche fra donne quando si vuol fare le &#8220;dure&#8221; si appella per cognome e si deforma il cognome, come a scuola e in caserma. Non si può pretendere che si sviluppino dinamiche virtuali diverse da quelle reali. La rete è uno specchio preciso. Anzi anamorfico per eccesso e per ramificazioni: da qui a facebook, blog personali, twitter si entra nel cortile virtuale di ciascuno, nelle idiosincrasie di gruppo, in un meccanismo del &#8220;mettere alla berlina&#8221; crudele e recidivante, che consiglia alle persone educate, colte, delicate, sensibili la fuga, la non voglia di esporsi agli insulti di entità aggressive e della loro claque, che non solo insultano a suon di &#8220;sfigate e cagate&#8221;, ma tornano poi anche a precisare la sintassi dei loro insulti, ti linkano i loro prodotti poetici mediocri e anche ti riscrivono i tuoi. Con la sottesa pervicace convinzione che loro sono migliori di te, con  l&#8217;infantile &#8220;io uno più di te&#8221;. Ci vuole comprensione, detto senza un briciolo di ironia, per l&#8217;esercito dei geni incompresi, di quelli che pubblicano per le piccole case editrici a pagamento, che si recensiscono fra amici e amici degli amici, spesso riproducendo in piccolo la stessa struttura di favori e lobby che rimproverano al sistena editoriale.<br />
L&#8217;illusione che l&#8217;arte sia qualcosa di orizzontale ha portato e porta molta sofferenza.<br />
Trovo che la sua sia una poesia &#8220;fredda&#8221;, semanticamente calcolata, e questo è un pregio. Ironica anche. Sapendone cogliere l&#8217;ironia. Una poesia che si interroga sul fare poesia. Una poesia quindi &#8220;intellettuale&#8221; ed è questo che non viene facilmente perdonato dall&#8217;imperante appiccicoso lirismo di ritorno in ritardo.</p>
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		<title>
		Di: debridat		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-233142</link>

		<dc:creator><![CDATA[debridat]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2013 13:55:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-233128&quot;&gt;Maria Grazia Calandrone&lt;/a&gt;.

Continua a sfuggirmi - sicuramente per un mio limite - la pregnanza di alcune sue interessanti ma generiche osservazioni. Se &quot;chiunque&quot; può farsi entomologo della nostra lingua etc., ho l&#039;impressione che, nella migliore delle ipotesi, quella adottata in questi testi sia un&#039;entomologia di seconda scelta. Un saluto a lei e buona poesia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-233128">Maria Grazia Calandrone</a>.</p>
<p>Continua a sfuggirmi &#8211; sicuramente per un mio limite &#8211; la pregnanza di alcune sue interessanti ma generiche osservazioni. Se &#8220;chiunque&#8221; può farsi entomologo della nostra lingua etc., ho l&#8217;impressione che, nella migliore delle ipotesi, quella adottata in questi testi sia un&#8217;entomologia di seconda scelta. Un saluto a lei e buona poesia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carla		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/03/04/due-poesie-4/#comment-233138</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2013 12:45:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[confrontarsi, diceva Fortini!
c&#039;è un bel confrontarsi nei tuoi versi, Alessandro...
mi sono molto piaciute perchè oltre a rivelare, soprattutto nella prima, l&#039;incertezza
il punto sicuro resta sempre il palato, la conoscenza del buono
veloce e istintiva
e poi
mi piace quel tuo stile lineare che riesce 
con tratti decisi e vissuti
a spiegare la quotidianità interiore e non

ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>confrontarsi, diceva Fortini!<br />
c&#8217;è un bel confrontarsi nei tuoi versi, Alessandro&#8230;<br />
mi sono molto piaciute perchè oltre a rivelare, soprattutto nella prima, l&#8217;incertezza<br />
il punto sicuro resta sempre il palato, la conoscenza del buono<br />
veloce e istintiva<br />
e poi<br />
mi piace quel tuo stile lineare che riesce<br />
con tratti decisi e vissuti<br />
a spiegare la quotidianità interiore e non</p>
<p>ciao</p>
]]></content:encoded>
		
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