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	Commenti a: Fare il (info) punto dell’Expo	</title>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/04/01/fare-il-info-punto-dllexpo/#comment-235544</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2013 23:50:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francesco,
(bellissimo il lapsus, quasi quasi non lo correggo, lo lascio così).
Rispondo celere:
1) non ne ho idea, sinceramente. Non ho seguito al cosa, non conosco i retroscena. Forse altri non se la sentivano di impegnarsi in un cantiere rognoso (dati i tempi irregimentati). Temi così, nel cuore di un tracciato storico ben definito e simbolicamente forte, sono delicati da risolvere. Forse molti hanno preferito evitare di infognarsi in polemiche infinite.
2) Sì. Fattibilissimo. (almeno nel resto del mondo occidentale! Qui siamo pur sempre in Ytalia). Secondo me, anzi, spenderanno anche meno.
3) L&#039;unico progettista è Gregotti. la Volpi è in giuria come presidente dell&#039;Ordine di Milano. Io lo trovo assai curioso. A meno che tu trovi ovvio che un concorso d&#039;arte o in uno di poesia o narrativa a giudicare siano chirurghi, aviatori e macellai, nel nome della sensibilità innata nei confronti del bello che ognuno di noi ha. A che servono scultori, pittori, critici, poeti, etc. Che ne sanno loro del tema proposto? Se queste sono le ragioni (ma lo troverei assurdo) sarebbe deprimente per l&#039;idea che si ha della disciplina. Certo, l&#039;architettura è una attività innegabilmente sociale, legata al contesto. ma questo non significa che chi la deve giudicare non debba avere un corretto armamentario per farlo. Bastava equilibrare i pesi.
4) E&#039; una modalità. Non l&#039;unica. Io, come dico nel pezzo, ne avrei scelto un&#039;altra. ma non significa che sarebbe stata &quot;migliore&quot;.

Su Rota, che reputo intellettuale raffinato con fenomenale sensibilità artistica, posso dirti che qui, non ostante il bel padiglione, credo abbia troppo concentrato sulla forma la sua attenzione, dimenticando il contesto. Che poi è stata la forza del progetto di Scandurra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco,<br />
(bellissimo il lapsus, quasi quasi non lo correggo, lo lascio così).<br />
Rispondo celere:<br />
1) non ne ho idea, sinceramente. Non ho seguito al cosa, non conosco i retroscena. Forse altri non se la sentivano di impegnarsi in un cantiere rognoso (dati i tempi irregimentati). Temi così, nel cuore di un tracciato storico ben definito e simbolicamente forte, sono delicati da risolvere. Forse molti hanno preferito evitare di infognarsi in polemiche infinite.<br />
2) Sì. Fattibilissimo. (almeno nel resto del mondo occidentale! Qui siamo pur sempre in Ytalia). Secondo me, anzi, spenderanno anche meno.<br />
3) L&#8217;unico progettista è Gregotti. la Volpi è in giuria come presidente dell&#8217;Ordine di Milano. Io lo trovo assai curioso. A meno che tu trovi ovvio che un concorso d&#8217;arte o in uno di poesia o narrativa a giudicare siano chirurghi, aviatori e macellai, nel nome della sensibilità innata nei confronti del bello che ognuno di noi ha. A che servono scultori, pittori, critici, poeti, etc. Che ne sanno loro del tema proposto? Se queste sono le ragioni (ma lo troverei assurdo) sarebbe deprimente per l&#8217;idea che si ha della disciplina. Certo, l&#8217;architettura è una attività innegabilmente sociale, legata al contesto. ma questo non significa che chi la deve giudicare non debba avere un corretto armamentario per farlo. Bastava equilibrare i pesi.<br />
4) E&#8217; una modalità. Non l&#8217;unica. Io, come dico nel pezzo, ne avrei scelto un&#8217;altra. ma non significa che sarebbe stata &#8220;migliore&#8221;.</p>
<p>Su Rota, che reputo intellettuale raffinato con fenomenale sensibilità artistica, posso dirti che qui, non ostante il bel padiglione, credo abbia troppo concentrato sulla forma la sua attenzione, dimenticando il contesto. Che poi è stata la forza del progetto di Scandurra.</p>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/04/01/fare-il-info-punto-dllexpo/#comment-235459</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2013 09:21:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=45285#comment-235459</guid>

					<description><![CDATA[Caro Gianni
ho letto con attenzione il tuo articolo e devo dire che ne condivido lo spirito con cui lo hai scritto e alcune, non tutte, tue osservazioni. Per chiarirti il mio pensiero partirei dal &quot;refuso&quot; - i francesi li chiamano più graziosamente coquilles- che c&#039;è nelle prime righe, quando scrivi &quot;  e che oggi insiste a volermi ancora bene al punto d’avermi addirittura spostato . &quot;Spostato&quot; invece di sposato, immagino. Appunto, come si sa si sposano non solo uomini e donne che, si spera, si amano, ma anche un&#039;idea, un progetto, un&#039;opera. Cosa accade allora quando si spostano dei paradigmi dal campo puramente estetico a quello più brutalmente pratico ed economico?
Leggo in rete  che le modalità del concorso messo in opera erano queste:
&quot;Al concorso sono invitate direttamente a partecipare ben 48 realtà del settore, su incarico di Expo 2015 SpA. I requisiti del progetto sono scritti, nero su bianco, in modo inequivocabile: l&#039;infopoint dovrà essere una struttura temporanea, realizzabile in 4 mesi entro la data ultima del 30 novembre 2013 e con un budget di 3,5 milioni di euro IVA e spese tecniche escluse.&quot;
e per quanto riguarda la commissione:
&quot;Di primissimo livello, poi, il panel della giuria selezionata: da Claudio De Albertis, Presidente della Triennale di Milano, ad Alberto Artioli (Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici), dal Direttore del Corsera Ferruccio de Bortoli allo stilista Elio Fiorucci, passando per l&#039;architetto Vittorio Gregotti e Daniela Volpi, Presidente dell&#039;Ordine degli Architetti di Milano. Un posto in giuria, inevitabilmente, anche per il padrone di casa Giuseppe Sala, Amministratore Delegato di Expo 2015 S.p.A.&quot;

l&#039;infopoint di tali notizie è stato l&#039;&quot;autorevole&quot; sito Dagospia.http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/lexpo-che-non-tira-snobbato-il-concorso-per-la-creazione-dellinfopoint-53269.htm

Dove la domanda che si fa l&#039;estensore del post è sostanzialmente, come mai su 48 studi invitati solo una ventina ha risposto all&#039;appello.
Questa è la prima domanda che vorrei rivolgere all&#039;architetto Biondillo.
La seconda domanda è perché non sia stato scelto il progetto di Italo Rota, sono un suo fan sfegatato da quando ebbi modo di collaborare con lui durante le olimpiadi invernali di Torino, e che secondo me, da quanto ho potuto vedere nella galleria da te linkata, aveva proposto qualcosa davvero nello spirito della manifestazione.
Insomma, partirei da questo tuo Post per SPostare l&#039;attenzione su due tre questioni che meriterebbero un&#039;analisi approfondita.
1- cosa ha scoraggiato più della metà degli studi partecipanti?
2- la tempistica e il finanziamento proposti sono ragionevoli dal punto di vista &quot;architettonico&quot;?
3- Perché, come si evince dal tuo articolo, una giuria di addetti ai lavori dovrebbe ça va sans dire garantire la migliore delle scelte possibili?
4- I concorsi per questo genere di opere sono sempre ad invito, ovvero con chiamata a concorso? Domanda da non addetto.
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gianni<br />
ho letto con attenzione il tuo articolo e devo dire che ne condivido lo spirito con cui lo hai scritto e alcune, non tutte, tue osservazioni. Per chiarirti il mio pensiero partirei dal &#8220;refuso&#8221; &#8211; i francesi li chiamano più graziosamente coquilles- che c&#8217;è nelle prime righe, quando scrivi &#8221;  e che oggi insiste a volermi ancora bene al punto d’avermi addirittura spostato . &#8220;Spostato&#8221; invece di sposato, immagino. Appunto, come si sa si sposano non solo uomini e donne che, si spera, si amano, ma anche un&#8217;idea, un progetto, un&#8217;opera. Cosa accade allora quando si spostano dei paradigmi dal campo puramente estetico a quello più brutalmente pratico ed economico?<br />
Leggo in rete  che le modalità del concorso messo in opera erano queste:<br />
&#8220;Al concorso sono invitate direttamente a partecipare ben 48 realtà del settore, su incarico di Expo 2015 SpA. I requisiti del progetto sono scritti, nero su bianco, in modo inequivocabile: l&#8217;infopoint dovrà essere una struttura temporanea, realizzabile in 4 mesi entro la data ultima del 30 novembre 2013 e con un budget di 3,5 milioni di euro IVA e spese tecniche escluse.&#8221;<br />
e per quanto riguarda la commissione:<br />
&#8220;Di primissimo livello, poi, il panel della giuria selezionata: da Claudio De Albertis, Presidente della Triennale di Milano, ad Alberto Artioli (Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici), dal Direttore del Corsera Ferruccio de Bortoli allo stilista Elio Fiorucci, passando per l&#8217;architetto Vittorio Gregotti e Daniela Volpi, Presidente dell&#8217;Ordine degli Architetti di Milano. Un posto in giuria, inevitabilmente, anche per il padrone di casa Giuseppe Sala, Amministratore Delegato di Expo 2015 S.p.A.&#8221;</p>
<p>l&#8217;infopoint di tali notizie è stato l'&#8221;autorevole&#8221; sito Dagospia.<a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/lexpo-che-non-tira-snobbato-il-concorso-per-la-creazione-dellinfopoint-53269.htm" rel="nofollow ugc">http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/lexpo-che-non-tira-snobbato-il-concorso-per-la-creazione-dellinfopoint-53269.htm</a></p>
<p>Dove la domanda che si fa l&#8217;estensore del post è sostanzialmente, come mai su 48 studi invitati solo una ventina ha risposto all&#8217;appello.<br />
Questa è la prima domanda che vorrei rivolgere all&#8217;architetto Biondillo.<br />
La seconda domanda è perché non sia stato scelto il progetto di Italo Rota, sono un suo fan sfegatato da quando ebbi modo di collaborare con lui durante le olimpiadi invernali di Torino, e che secondo me, da quanto ho potuto vedere nella galleria da te linkata, aveva proposto qualcosa davvero nello spirito della manifestazione.<br />
Insomma, partirei da questo tuo Post per SPostare l&#8217;attenzione su due tre questioni che meriterebbero un&#8217;analisi approfondita.<br />
1- cosa ha scoraggiato più della metà degli studi partecipanti?<br />
2- la tempistica e il finanziamento proposti sono ragionevoli dal punto di vista &#8220;architettonico&#8221;?<br />
3- Perché, come si evince dal tuo articolo, una giuria di addetti ai lavori dovrebbe ça va sans dire garantire la migliore delle scelte possibili?<br />
4- I concorsi per questo genere di opere sono sempre ad invito, ovvero con chiamata a concorso? Domanda da non addetto.<br />
effeffe</p>
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