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	Commenti a: Gli scrittori sullo schermo e Nella casa di François Ozon	</title>
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		<title>
		Di: giuseppe zucco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giuseppe zucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 21:55:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/04/29/gli-scrittori-sullo-schermo-e-nella-casa-di-francois-ozon/#comment-238750&quot;&gt;davide orecchio&lt;/a&gt;.

secondo me, di autofiction c&#039;è poco: se non ricordo male, claude, lo scrittore in erba, non diventa mai personaggio dei suoi temi. la scena del bacio, la scena della rissa, sono dentro il film, ma non nel work in progress dell&#039;&quot;opera letteraria&quot; che porta avanti. 

più che altro, potremmo etichettare l&#039;insieme dei temi come un&#039;opera no-fiction: claude, come dici tu, racconta la storia nel momento esatto in cui la vive e riporta nei temi esclusivamente quanto vede. il che ci riconduce alla questione delle forme del reality: anche lì c&#039;è questa pretesa che l&#039;occhio delle telecamere sia neutro e distaccato rispetto alle persone e agli eventi che mette a fuoco. mentre è palese che sia i claude sia i reality, proprio come sostieni tu, manipolano la realtà, la interpretano, la riscrivono. 

ma come distinguere l&#039;opera di claude da quella del reality? è qui che entra in gioco il realismo e la letteratura: perchè i reality piegano a proprio vantaggio la realtà solo per restituire una storia morbosa dei corpi e dei sentimenti e agganciare su questo piano lo spettatore, mentre la letteratura e la poesia, come diceva foster wallace, &quot;riescono a farmi sentire umano, a eliminare quel senso di solitudine, a mettermi profondamente e significativamente in comunicazione con un’altra coscienza, in una maniera del tutto diversa da quanto riescano a fare altre forme d’arte&quot;. proprio per questo, secondo me, poichè non riesce a cogliere impreparata la realtà, né a restituirci nulla di nuovo se non figure già codificate, claude è più vicino alla &quot;reality television&quot; che alla letteratura.

d&#039;altra parte, dato che la storia suona più o meno simile, anche se con esiti esattamente opposti e conservatori, questo film potrebbe tranquillamente essere definito come il rovescio della medaglia di &quot;teorema&quot; di pasolini:

http://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_(film)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/04/29/gli-scrittori-sullo-schermo-e-nella-casa-di-francois-ozon/#comment-238750">davide orecchio</a>.</p>
<p>secondo me, di autofiction c&#8217;è poco: se non ricordo male, claude, lo scrittore in erba, non diventa mai personaggio dei suoi temi. la scena del bacio, la scena della rissa, sono dentro il film, ma non nel work in progress dell'&#8221;opera letteraria&#8221; che porta avanti. </p>
<p>più che altro, potremmo etichettare l&#8217;insieme dei temi come un&#8217;opera no-fiction: claude, come dici tu, racconta la storia nel momento esatto in cui la vive e riporta nei temi esclusivamente quanto vede. il che ci riconduce alla questione delle forme del reality: anche lì c&#8217;è questa pretesa che l&#8217;occhio delle telecamere sia neutro e distaccato rispetto alle persone e agli eventi che mette a fuoco. mentre è palese che sia i claude sia i reality, proprio come sostieni tu, manipolano la realtà, la interpretano, la riscrivono. </p>
<p>ma come distinguere l&#8217;opera di claude da quella del reality? è qui che entra in gioco il realismo e la letteratura: perchè i reality piegano a proprio vantaggio la realtà solo per restituire una storia morbosa dei corpi e dei sentimenti e agganciare su questo piano lo spettatore, mentre la letteratura e la poesia, come diceva foster wallace, &#8220;riescono a farmi sentire umano, a eliminare quel senso di solitudine, a mettermi profondamente e significativamente in comunicazione con un’altra coscienza, in una maniera del tutto diversa da quanto riescano a fare altre forme d’arte&#8221;. proprio per questo, secondo me, poichè non riesce a cogliere impreparata la realtà, né a restituirci nulla di nuovo se non figure già codificate, claude è più vicino alla &#8220;reality television&#8221; che alla letteratura.</p>
<p>d&#8217;altra parte, dato che la storia suona più o meno simile, anche se con esiti esattamente opposti e conservatori, questo film potrebbe tranquillamente essere definito come il rovescio della medaglia di &#8220;teorema&#8221; di pasolini:</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_(film)" rel="nofollow ugc">http://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_(film)</a></p>
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		Di: davide orecchio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[davide orecchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 10:47:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a me il protagonista del film è sembrato uno &quot;scrittore realtà&quot;, più che uno scrittore realista o un creatore di immaginari da reality, come tu segnali in modo suggestivo. C&#039;è sicuramente quell&#039;aspetto: il voyeurismo, lo sguardo da Grande Fratello. Le riprese domestiche in effetti ricordano quello, hai perfettamente ragione. Ma non ti sembra che il giovane scrittore vada oltre? Non si limita a guardare, mostrare, e neppure a un&#039;interazione col telecomando, appunto da reality. Entra nella storia, scrivendola la riscrive, ossia scrive la realtà e la interpreta allo stesso tempo: bacia, è picchiato, racconta. Provoca, col suo racconto/vita, conseguenze che modificano l&#039;esistenza di tutti. Mi dirai: è ovvio che lo faccia, è il personaggio di un film. Ma forse c&#039;è qualcosa di più. Forse c&#039;è uno scrittore di autofinzione che racconta la storia nel tempo esatto in cui la vive, che anzi non avrebbe alcuna storia da raccontare se non ci entrasse dentro anche lui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a me il protagonista del film è sembrato uno &#8220;scrittore realtà&#8221;, più che uno scrittore realista o un creatore di immaginari da reality, come tu segnali in modo suggestivo. C&#8217;è sicuramente quell&#8217;aspetto: il voyeurismo, lo sguardo da Grande Fratello. Le riprese domestiche in effetti ricordano quello, hai perfettamente ragione. Ma non ti sembra che il giovane scrittore vada oltre? Non si limita a guardare, mostrare, e neppure a un&#8217;interazione col telecomando, appunto da reality. Entra nella storia, scrivendola la riscrive, ossia scrive la realtà e la interpreta allo stesso tempo: bacia, è picchiato, racconta. Provoca, col suo racconto/vita, conseguenze che modificano l&#8217;esistenza di tutti. Mi dirai: è ovvio che lo faccia, è il personaggio di un film. Ma forse c&#8217;è qualcosa di più. Forse c&#8217;è uno scrittore di autofinzione che racconta la storia nel tempo esatto in cui la vive, che anzi non avrebbe alcuna storia da raccontare se non ci entrasse dentro anche lui.</p>
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