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	Commenti a: Telemachia	</title>
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		Di: daniele ventre		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 12:14:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/01/telemachia/#comment-239788&quot;&gt;a.l. 73&lt;/a&gt;.

L&#039;autore è pienamente d&#039;accordo :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/01/telemachia/#comment-239788">a.l. 73</a>.</p>
<p>L&#8217;autore è pienamente d&#8217;accordo :)</p>
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		Di: a.l. 73		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[a.l. 73]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 16:07:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dire che siano necessarie le rime significa ignorare tanta poesia, non solo del &#039;900, che ne fa a meno senza perdite, anche perché in questo caso il controllo sul ritmo è eccellente e non serve altro. Il rischio semmai consiste nel fatto che il verso di sei accenti, che riproduce la cadenza dell&#039;esametro antico, possa risultare un po&#039; angusto e artificiale, un po&#039; troppo letterario. Ma non è il caso di questa poesia, nella quale mi sembra invece che il contenuto, la sequenza delle immagini e il tono dolente ma sobrio, trovino il ritmo adeguato. Nonostante la ricercata tonalità omerica di fondo, la mente non può non andare anche a Pavese che coltivò gli stessi ritmi e una vena di &#039;canzone morale&#039; che pervade anche questi versi, e a (forse l&#039;autore non sarà d&#039;accordo) Lucano, sia per la tendenza della narrazione-descrizione a farsi &#039;commento etico&#039;, sia per un certo gusto (non insistito come in Lucano) dell&#039;antitesi e del ragionamento che affiorano dalle immagini.
Bello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dire che siano necessarie le rime significa ignorare tanta poesia, non solo del &#8216;900, che ne fa a meno senza perdite, anche perché in questo caso il controllo sul ritmo è eccellente e non serve altro. Il rischio semmai consiste nel fatto che il verso di sei accenti, che riproduce la cadenza dell&#8217;esametro antico, possa risultare un po&#8217; angusto e artificiale, un po&#8217; troppo letterario. Ma non è il caso di questa poesia, nella quale mi sembra invece che il contenuto, la sequenza delle immagini e il tono dolente ma sobrio, trovino il ritmo adeguato. Nonostante la ricercata tonalità omerica di fondo, la mente non può non andare anche a Pavese che coltivò gli stessi ritmi e una vena di &#8216;canzone morale&#8217; che pervade anche questi versi, e a (forse l&#8217;autore non sarà d&#8217;accordo) Lucano, sia per la tendenza della narrazione-descrizione a farsi &#8216;commento etico&#8217;, sia per un certo gusto (non insistito come in Lucano) dell&#8217;antitesi e del ragionamento che affiorano dalle immagini.<br />
Bello.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Una poesia di Daniele Ventre &#187; fulviocortese.it		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/01/telemachia/#comment-239438</link>

		<dc:creator><![CDATA[Una poesia di Daniele Ventre &#187; fulviocortese.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 12:49:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] OGGI ON LINE&#8230; Una poesia di Daniele Ventre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] OGGI ON LINE&#8230; Una poesia di Daniele Ventre [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/01/telemachia/#comment-238958</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 May 2013 09:16:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[corvi grossi come cani.Ritorneranno(dicevano)

http://www.youtube.com/watch?v=XIb3U4eblTY]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>corvi grossi come cani.Ritorneranno(dicevano)</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XIb3U4eblTY" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=XIb3U4eblTY</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Daniele Lo Vetere		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/01/telemachia/#comment-238902</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Lo Vetere]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2013 16:30:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/01/telemachia/#comment-238893&quot;&gt;Daniele Lo Vetere&lt;/a&gt;.

Chiaramente &quot;Nietzsche&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/01/telemachia/#comment-238893">Daniele Lo Vetere</a>.</p>
<p>Chiaramente &#8220;Nietzsche&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Espen Plomma		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/01/telemachia/#comment-238898</link>

		<dc:creator><![CDATA[Espen Plomma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2013 16:07:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/01/telemachia/#comment-238877&quot;&gt;Maurizio&lt;/a&gt;.

Rime ci vogliono solo se il ritmo non calza a pennello
e non ti accorgi che il ventre ha vergato i suoi versi col metro
son diciassette le sillabe usate per ogni tornata
ora taciamo, e facciamo suonare la musica e il carme]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/01/telemachia/#comment-238877">Maurizio</a>.</p>
<p>Rime ci vogliono solo se il ritmo non calza a pennello<br />
e non ti accorgi che il ventre ha vergato i suoi versi col metro<br />
son diciassette le sillabe usate per ogni tornata<br />
ora taciamo, e facciamo suonare la musica e il carme</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Lo Vetere		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/01/telemachia/#comment-238893</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Lo Vetere]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2013 15:56:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=45522#comment-238893</guid>

					<description><![CDATA[Maurizio ha ragione, ci vogliono le rime in poesia, e la regolarità metrica. Tipo &quot;Fratèlli d&#039;Itàlia / l&#039;Itàlia s&#039;è dèsta / de l&#039;èlmo di Scìpio / s&#039;è cìnta la tèsta&quot;. Vuoi mettere? Ventre, si applichi un po&#039;!
E ci vanno: il cacio sui maccheroni, il completo nero al matrimonio, il titolo &quot;dottore&quot; sulla targhetta alla porta, il difficile e regolato rinnovamento della tradizione (provo: &quot;Nietszche /camicie / vernice&quot;? Ahia, non è omografa. Non abbastanza regolare...)    

Suvvia... 

Voliamo un po&#039; più alto. 
Leggendola, Ventre, in sospeso silenzio (e, ad esser sinceri, nella lettura a schermo non mi riesce mai troppo bene: oggi è stata una vera eccezione), ho ricordato perché continuare a leggere i classici, più che con mille altre parole.
Mi sento fraterno al suo Telemaco - così colloquiale e amico il suo monologo interiore -; quel &quot;città rovesciate&quot; fra incendi lontani e grida è una scossa percettiva ed emotiva; l&#039;azzurro immutabile del Mediterraneo che mi affascina nella grecità oggi mi è apparso per quello che è, ritorno dell&#039;identico orrore. 
Nelle sue parole che parlano dell&#039;oggi, mi è ribalenata davanti agli occhi la forza di quell&#039;Omero che purtroppo un liceale scientifico come me può leggere solo tradotto e di cui lei è invece intriso fino a saperne rimodulare in questo modo formidabile la voce.
I miei più sinceri complimenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maurizio ha ragione, ci vogliono le rime in poesia, e la regolarità metrica. Tipo &#8220;Fratèlli d&#8217;Itàlia / l&#8217;Itàlia s&#8217;è dèsta / de l&#8217;èlmo di Scìpio / s&#8217;è cìnta la tèsta&#8221;. Vuoi mettere? Ventre, si applichi un po&#8217;!<br />
E ci vanno: il cacio sui maccheroni, il completo nero al matrimonio, il titolo &#8220;dottore&#8221; sulla targhetta alla porta, il difficile e regolato rinnovamento della tradizione (provo: &#8220;Nietszche /camicie / vernice&#8221;? Ahia, non è omografa. Non abbastanza regolare&#8230;)    </p>
<p>Suvvia&#8230; </p>
<p>Voliamo un po&#8217; più alto.<br />
Leggendola, Ventre, in sospeso silenzio (e, ad esser sinceri, nella lettura a schermo non mi riesce mai troppo bene: oggi è stata una vera eccezione), ho ricordato perché continuare a leggere i classici, più che con mille altre parole.<br />
Mi sento fraterno al suo Telemaco &#8211; così colloquiale e amico il suo monologo interiore -; quel &#8220;città rovesciate&#8221; fra incendi lontani e grida è una scossa percettiva ed emotiva; l&#8217;azzurro immutabile del Mediterraneo che mi affascina nella grecità oggi mi è apparso per quello che è, ritorno dell&#8217;identico orrore.<br />
Nelle sue parole che parlano dell&#8217;oggi, mi è ribalenata davanti agli occhi la forza di quell&#8217;Omero che purtroppo un liceale scientifico come me può leggere solo tradotto e di cui lei è invece intriso fino a saperne rimodulare in questo modo formidabile la voce.<br />
I miei più sinceri complimenti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: nc		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/01/telemachia/#comment-238889</link>

		<dc:creator><![CDATA[nc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2013 14:33:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[splendida. vorrei dire di più, ma non si può]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>splendida. vorrei dire di più, ma non si può</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lalo Cura		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/01/telemachia/#comment-238879</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lalo Cura]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2013 13:03:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=45522#comment-238879</guid>

					<description><![CDATA[bellissimo testo, l&#039;autore deve essere uno che ha parecchia stoffa e parecchio filo da tessere, con annessi attrezzi adeguati alla bisogna

se fossi stato mai capace di scrivere una cosa del genere, avrei solo messo una virgola dopo &quot;madre&quot;; ma, probabilmente, è solo la mia invidia, più che il mio orecchio, a suggerirmelo

bravo davvero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bellissimo testo, l&#8217;autore deve essere uno che ha parecchia stoffa e parecchio filo da tessere, con annessi attrezzi adeguati alla bisogna</p>
<p>se fossi stato mai capace di scrivere una cosa del genere, avrei solo messo una virgola dopo &#8220;madre&#8221;; ma, probabilmente, è solo la mia invidia, più che il mio orecchio, a suggerirmelo</p>
<p>bravo davvero</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/01/telemachia/#comment-238877</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2013 12:24:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le RIME ci vogliono, le RIME!!! é difficile trovarle, certo, ma non c&#039;è bellezza dove non c&#039;è difficoltà; ora, per gli antichi la difficoltà stava nella successione delle quantità (principalmente, in noi moderni la difficoltà è nella RIMA; se non si usano le rime nel tradurre, si toglie la difficoltà, cioè la bellezza del testo antico, che è anche un modo per distinguersi. Un altro grave errore è credere di poter propinare all&#039;orecchio  moderno la stessa successione ritmica dei testi antichi... (Lo credette Carducci). Ma se noi, il massimo che sopportiamo, come verso composto, del genere pari, è il dodecasillabo, e, come versi doppi, il martelliano, come si può pensare di proporre lo stesso schema metrico di un esametro in italiano la cui metrica dei versi richiede soprattutto REGOLARITÀ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le RIME ci vogliono, le RIME!!! é difficile trovarle, certo, ma non c&#8217;è bellezza dove non c&#8217;è difficoltà; ora, per gli antichi la difficoltà stava nella successione delle quantità (principalmente, in noi moderni la difficoltà è nella RIMA; se non si usano le rime nel tradurre, si toglie la difficoltà, cioè la bellezza del testo antico, che è anche un modo per distinguersi. Un altro grave errore è credere di poter propinare all&#8217;orecchio  moderno la stessa successione ritmica dei testi antichi&#8230; (Lo credette Carducci). Ma se noi, il massimo che sopportiamo, come verso composto, del genere pari, è il dodecasillabo, e, come versi doppi, il martelliano, come si può pensare di proporre lo stesso schema metrico di un esametro in italiano la cui metrica dei versi richiede soprattutto REGOLARITÀ?</p>
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