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	Commenti a: Note Movie : Tutto parla di te	</title>
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		<title>
		Di: Daniele Lo Vetere		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/10/note-movie-tutto-parla-di-te/#comment-239506</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Lo Vetere]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2013 15:22:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, quei film saranno probabilmente &quot;maschili&quot;, come le soap sono &quot;femminili&quot;. Ma non mi lamenterei certo del fatto di sentirmi alieno davanti a una di queste ultime, mentre davanti a un film come questo, degno di una valutazione critica ed estetica, ho voluto mettere in luce quello che secondo me è un suo limite forte. Devo dire che mi ha dato da pensare molto, perché è la prima volta che mi capita di provare questo senso di estraneità davanti all&#039;opera di una donna.
Forse è proprio il tema che porta con sé l&#039;impronta forte di una visione femminile e devo rassegnarmi all&#039;incomprensione (o alla lata comprensione intellettuale, che però a me pare sempre troppo poco), o forse il film aveva proprio quell&#039;ambizione, si è scelto quello spettatore modello, o forse non decolla da un orizzonte angusto. 
Ho visto film e letto libri molto &quot;femminili&quot; ed è stato un bel dialogo. Qui non mi è riuscito. Solo questo volevo dire.
Saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, quei film saranno probabilmente &#8220;maschili&#8221;, come le soap sono &#8220;femminili&#8221;. Ma non mi lamenterei certo del fatto di sentirmi alieno davanti a una di queste ultime, mentre davanti a un film come questo, degno di una valutazione critica ed estetica, ho voluto mettere in luce quello che secondo me è un suo limite forte. Devo dire che mi ha dato da pensare molto, perché è la prima volta che mi capita di provare questo senso di estraneità davanti all&#8217;opera di una donna.<br />
Forse è proprio il tema che porta con sé l&#8217;impronta forte di una visione femminile e devo rassegnarmi all&#8217;incomprensione (o alla lata comprensione intellettuale, che però a me pare sempre troppo poco), o forse il film aveva proprio quell&#8217;ambizione, si è scelto quello spettatore modello, o forse non decolla da un orizzonte angusto.<br />
Ho visto film e letto libri molto &#8220;femminili&#8221; ed è stato un bel dialogo. Qui non mi è riuscito. Solo questo volevo dire.<br />
Saluti</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/10/note-movie-tutto-parla-di-te/#comment-239451</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 17:55:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Daniele non lo so, sarebbe come dire che il settanta per cento dei film che si vedono nelle sale, dai western alle gang stories, film d&#039;avventura o di guerra, &quot;giocato&quot; da uomini con vicende maschili, e qualche comparsata fantasmatica femminile, siano rivolti soltanto agli uomini. magari è così, allora ben vengano film al per il femminile. Detto tra noi però devo confessarti che ho trovato grazie anche agli elementi enunciati nella recensione, più particolarmente alla poetica del frammento, del mosaico della regista, un codice abbastanza trans genere, però è una mia impressione, ripeto. A me il film è piaciuto davvero tanto effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Daniele non lo so, sarebbe come dire che il settanta per cento dei film che si vedono nelle sale, dai western alle gang stories, film d&#8217;avventura o di guerra, &#8220;giocato&#8221; da uomini con vicende maschili, e qualche comparsata fantasmatica femminile, siano rivolti soltanto agli uomini. magari è così, allora ben vengano film al per il femminile. Detto tra noi però devo confessarti che ho trovato grazie anche agli elementi enunciati nella recensione, più particolarmente alla poetica del frammento, del mosaico della regista, un codice abbastanza trans genere, però è una mia impressione, ripeto. A me il film è piaciuto davvero tanto effeffe</p>
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		<title>
		Di: Daniele Lo Vetere		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/10/note-movie-tutto-parla-di-te/#comment-239447</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Lo Vetere]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 17:22:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un punto di vista maschile su un film in cui il punto di vista è quasi solo femminile.

Ho faticato molto a pormi in ascolto di quanto questo film aveva da dire. Difficile ovviamente sapere quanto dipenda dalla mia responsabilità (di uomo) e quanto da quella del film stesso. Tuttavia ho provato un forte senso di estraneità: sentivo che parlava, capivo bene di cosa parlava, ma lo guardavo da fuori, spettatore impartecipe.
La mia impressione è che il taglio documentaristico, i primi piani spogli sulle giovani madri, l&#039;essenzialità intimistica, il tema indagato con uno sguardo comunque troppo psicologizzante e incarnato nel corpo esclusivo della donna (e questo nonostante la raffinatezza del linguaggio cinematografico: la mescolanza di codici diversi - la fiction, il documento, il passo uno -, la bella fotografia, ...) facciano di questo film il film di una donna sulle donne per altre donne. Insomma, ho avuto come l&#039;impressione che prende un uomo quando la compagna si scambia parole, gesti, sguardi con le amiche, da cui capisci che sei escluso. Per un&#039;opera d&#039;arte mi pare un grosso limite. 

La bellezza di certi momenti (quelli di danza in specie, il ritiro della protagonista sul lago, le vie di Torino estranee e rumorose) non riscatta poi la troppo facile trovata del far chiudere il cerchio dell&#039;esistenza spezzata di Pauline, figlia abbandonata, nella salvezza offerta a Emma, tentata dal disarmo e dal ritiro davanti alla propria responsabilità di madre.

La Radonicich comunque è molto brava: fin dal suo primo primo piano (piega contratta della bocca, rigidità del volto, sguardo sperso, rabbia e senso di colpa sotto pelle) mostra inscritta nel volto tutta la storia di Emma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un punto di vista maschile su un film in cui il punto di vista è quasi solo femminile.</p>
<p>Ho faticato molto a pormi in ascolto di quanto questo film aveva da dire. Difficile ovviamente sapere quanto dipenda dalla mia responsabilità (di uomo) e quanto da quella del film stesso. Tuttavia ho provato un forte senso di estraneità: sentivo che parlava, capivo bene di cosa parlava, ma lo guardavo da fuori, spettatore impartecipe.<br />
La mia impressione è che il taglio documentaristico, i primi piani spogli sulle giovani madri, l&#8217;essenzialità intimistica, il tema indagato con uno sguardo comunque troppo psicologizzante e incarnato nel corpo esclusivo della donna (e questo nonostante la raffinatezza del linguaggio cinematografico: la mescolanza di codici diversi &#8211; la fiction, il documento, il passo uno -, la bella fotografia, &#8230;) facciano di questo film il film di una donna sulle donne per altre donne. Insomma, ho avuto come l&#8217;impressione che prende un uomo quando la compagna si scambia parole, gesti, sguardi con le amiche, da cui capisci che sei escluso. Per un&#8217;opera d&#8217;arte mi pare un grosso limite. </p>
<p>La bellezza di certi momenti (quelli di danza in specie, il ritiro della protagonista sul lago, le vie di Torino estranee e rumorose) non riscatta poi la troppo facile trovata del far chiudere il cerchio dell&#8217;esistenza spezzata di Pauline, figlia abbandonata, nella salvezza offerta a Emma, tentata dal disarmo e dal ritiro davanti alla propria responsabilità di madre.</p>
<p>La Radonicich comunque è molto brava: fin dal suo primo primo piano (piega contratta della bocca, rigidità del volto, sguardo sperso, rabbia e senso di colpa sotto pelle) mostra inscritta nel volto tutta la storia di Emma.</p>
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