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	Commenti a: Uno nove quattro	</title>
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		<title>
		Di: alessandra		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-241060</link>

		<dc:creator><![CDATA[alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 11:39:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240622&quot;&gt;Vincenzo Cucinotta&lt;/a&gt;.

Mi spiace Vincenzo, ho letto solo ora il suo commento, mi permetto di usare il &quot;tu&quot; che mi semplifica la comunicazione. In effetti le tue osservazioni hanno colto nel segno: il racconto è stato pubblicato anche in alcuni blog che si occupano di tematiche di genere e che si impegnano per la  piena attuazione della 194 (una legge continuamente sotto attacco, che si cerca di smantellare su più fronti attraverso sentenze che penalizzano chi non è obiettore e  chi lavora nei consultori) ed alcuni lettori hanno ritenuto &quot;plausibile&quot; il monologo della volontaria del CAV, finendo per attaccare gli stessi blogger per aver dato visibilità a tali, violente, posizioni. Il nodo del problema sta proprio qui: ho trascritto il detto e soprattutto il non detto che trapela dai colloqui che, donne indecise sull&#039;aborto, si ritrovano a sostenere in questi centri ideologizzati, non laici, e, purtroppo in alcune regioni, pure nei consultori pubblici e nelle ASL. La necessità, tutta cattolica, di affiancare le donne in questa scelta è, a mio avviso, un tentativo fascista di determinare dal di fuori quello che , per legge, non può che essere auto-determinato. Torno a ripetere: il corpo delle donne è diventato un campo di battaglia dove ci si scontra per riaffermare il proprio potere in termini legali, economici e religiosi e gli stereotipi sessisti sono le armi di annientamento più utilizzate. Uno di questi stereotipi è quello della madre santissima da venerare e tutelare ad ogni costo: alla chiesa e ai suoi soldatini non interessa nulla della vita (di bambini e donne). l&#039;obiettivo è quello di mantenere il proprio potere che si fonda su una struttura gerarchica e patriarcale: in questa struttura la donna può essere solo moglie e madre. Il mio intervento ha come obiettivo quello di riflettere su questi stereotipi, estremizzarli per smontarli. ora che io ci riesca è &#039;nantro paro di maniche. Ma il fatto che questo testo sia apparso &quot;vero&quot; ad alcuni credo sia rivelatore del fatto che, questo modo di fare politica e morale è pericolosamente attuale e  radicato.  Sull&#039;argomentazione contraria francamente non ho capito a cosa ti riferissi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240622">Vincenzo Cucinotta</a>.</p>
<p>Mi spiace Vincenzo, ho letto solo ora il suo commento, mi permetto di usare il &#8220;tu&#8221; che mi semplifica la comunicazione. In effetti le tue osservazioni hanno colto nel segno: il racconto è stato pubblicato anche in alcuni blog che si occupano di tematiche di genere e che si impegnano per la  piena attuazione della 194 (una legge continuamente sotto attacco, che si cerca di smantellare su più fronti attraverso sentenze che penalizzano chi non è obiettore e  chi lavora nei consultori) ed alcuni lettori hanno ritenuto &#8220;plausibile&#8221; il monologo della volontaria del CAV, finendo per attaccare gli stessi blogger per aver dato visibilità a tali, violente, posizioni. Il nodo del problema sta proprio qui: ho trascritto il detto e soprattutto il non detto che trapela dai colloqui che, donne indecise sull&#8217;aborto, si ritrovano a sostenere in questi centri ideologizzati, non laici, e, purtroppo in alcune regioni, pure nei consultori pubblici e nelle ASL. La necessità, tutta cattolica, di affiancare le donne in questa scelta è, a mio avviso, un tentativo fascista di determinare dal di fuori quello che , per legge, non può che essere auto-determinato. Torno a ripetere: il corpo delle donne è diventato un campo di battaglia dove ci si scontra per riaffermare il proprio potere in termini legali, economici e religiosi e gli stereotipi sessisti sono le armi di annientamento più utilizzate. Uno di questi stereotipi è quello della madre santissima da venerare e tutelare ad ogni costo: alla chiesa e ai suoi soldatini non interessa nulla della vita (di bambini e donne). l&#8217;obiettivo è quello di mantenere il proprio potere che si fonda su una struttura gerarchica e patriarcale: in questa struttura la donna può essere solo moglie e madre. Il mio intervento ha come obiettivo quello di riflettere su questi stereotipi, estremizzarli per smontarli. ora che io ci riesca è &#8216;nantro paro di maniche. Ma il fatto che questo testo sia apparso &#8220;vero&#8221; ad alcuni credo sia rivelatore del fatto che, questo modo di fare politica e morale è pericolosamente attuale e  radicato.  Sull&#8217;argomentazione contraria francamente non ho capito a cosa ti riferissi.</p>
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		<title>
		Di: Vincenzo Cucinotta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240622</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 05:37:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sinceramente, non capisco il senso di questo articolo. 
Se ho capito bene, Alessandra vuole attaccare le posizioni antiarbortiste con le stesse parole degli antiabortisti. 
Ora, delle due l&#039;una. O queste parole sono davvero così inefficaci tanto da spingere le donne ad abortire, ed allora dove sta il problema? Come dire, si danno la zappa sui piedi con le proprie mani. 
Oppure sono efficaci, ma allora perchè riportarle dando magari ulteriore visibilità a queste posizioni. Certo, i commentatori sono tutti politically correct, niente da temere su quel versante, ma chissà lettori occasionali o comunque non così fermi nelle loro convinzioni, potrebbero trovare motivazioni per cambiare opinione: non  sarebbe stato necessario accompagnare questo testo con qualche argomentazione contraria? 
Così com&#039;è, l&#039;intervento di Alessandra ha a mio modesto parere aspetti paradossali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sinceramente, non capisco il senso di questo articolo.<br />
Se ho capito bene, Alessandra vuole attaccare le posizioni antiarbortiste con le stesse parole degli antiabortisti.<br />
Ora, delle due l&#8217;una. O queste parole sono davvero così inefficaci tanto da spingere le donne ad abortire, ed allora dove sta il problema? Come dire, si danno la zappa sui piedi con le proprie mani.<br />
Oppure sono efficaci, ma allora perchè riportarle dando magari ulteriore visibilità a queste posizioni. Certo, i commentatori sono tutti politically correct, niente da temere su quel versante, ma chissà lettori occasionali o comunque non così fermi nelle loro convinzioni, potrebbero trovare motivazioni per cambiare opinione: non  sarebbe stato necessario accompagnare questo testo con qualche argomentazione contraria?<br />
Così com&#8217;è, l&#8217;intervento di Alessandra ha a mio modesto parere aspetti paradossali.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: alessandra		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240541</link>

		<dc:creator><![CDATA[alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 15:40:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240420&quot;&gt;rmorresi&lt;/a&gt;.

per dire di aprire discorsi seri
no vabbè, &#039;mo che c&#039;è la rauti a contrastare la violenza
una che marcia su roma per la vita, ad esempio, per la famiglia naturale
quella dove ci si accoppia e ci si accoppa,
dormiamo tutte più tranquille, appunto. che di repressione, paura e tutori abbiamo proprio bisogno.
per dire. appunto. di femminicido culturale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240420">rmorresi</a>.</p>
<p>per dire di aprire discorsi seri<br />
no vabbè, &#8216;mo che c&#8217;è la rauti a contrastare la violenza<br />
una che marcia su roma per la vita, ad esempio, per la famiglia naturale<br />
quella dove ci si accoppia e ci si accoppa,<br />
dormiamo tutte più tranquille, appunto. che di repressione, paura e tutori abbiamo proprio bisogno.<br />
per dire. appunto. di femminicido culturale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Paolo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240491</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jun 2013 08:36:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io sono pro-choice ma non smetto di interrogarmi, vorrei facessero altrettanto gli anti-aborto &quot;duri e puri&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono pro-choice ma non smetto di interrogarmi, vorrei facessero altrettanto gli anti-aborto &#8220;duri e puri&#8221;</p>
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		Di: Chiappanuvoli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240433</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chiappanuvoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 15:30:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240432&quot;&gt;alessandra&lt;/a&gt;.

Per carità di Dio! No. :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240432">alessandra</a>.</p>
<p>Per carità di Dio! No. :)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: alessandra		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240432</link>

		<dc:creator><![CDATA[alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 15:26:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240431&quot;&gt;Chiappanuvoli&lt;/a&gt;.

è &#039;na minaccia?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240431">Chiappanuvoli</a>.</p>
<p>è &#8216;na minaccia?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Chiappanuvoli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240431</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chiappanuvoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 15:19:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una delle più grandi verità contraffatte che dobbiamo combattere. Quella &quot;vita&quot; è genocidio di massa. La vera vita è rispetto e consapevolezza.
Un grande intervento il tuo, Ale. Grazie.
Se la Madonna fosse vera, sarebbe fiera di te.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle più grandi verità contraffatte che dobbiamo combattere. Quella &#8220;vita&#8221; è genocidio di massa. La vera vita è rispetto e consapevolezza.<br />
Un grande intervento il tuo, Ale. Grazie.<br />
Se la Madonna fosse vera, sarebbe fiera di te.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240426</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 13:29:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[chi vuole portare avanti una gravidanza (inaspettata o no) va aiutata se è in difficoltà, e rispettata e chi non vuole ed è decisa ha diritto di abortire e va rispettata.
Per me l&#039;obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche non dovrebbe neanche esserci. Queste associazioni più che pro life sono no choice]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>chi vuole portare avanti una gravidanza (inaspettata o no) va aiutata se è in difficoltà, e rispettata e chi non vuole ed è decisa ha diritto di abortire e va rispettata.<br />
Per me l&#8217;obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche non dovrebbe neanche esserci. Queste associazioni più che pro life sono no choice</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alessandra		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240422</link>

		<dc:creator><![CDATA[alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 11:11:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240412&quot;&gt;virginialess&lt;/a&gt;.

I cosiddetti difensori della vita sono convinti della giustezza delle loro posizioni e, per ovvia conseguenza, dell&#039;errore commesso da chi sostiene la necessità di una legge che regolamenti l&#039;interruzione volontaria di gravidanza per evitare tutti i rischi legati al mercato nero dell&#039;aborto clandestino. I cosiddetti difensori della vita ad ogni costo (aggiungerei, visti i casi tragicamente eclatanti che periodicamente vengono &quot;proposti&quot; dalla stampa per ricordarci che, dove l&#039;aborto non è legalizzato, si può morire pure di gravidanza) traducono e interpretano la realtà per assolutismi e pretendono che questi assoluti vengano imposti alla collettività. La 194 non è un obbligo ma una possibilità per chi si trova a dover affrontare una gravidanza indesiderata e risponde come ogni  legge alle richieste che una società produce, per regolamentarle limitandone i possibili danni e aumentandone i possibili benefici. è un concetto semplice che fatica però ad essere accettato in una paese senza una chiara identità civile: finché la complessità del reale verrà ridotta in buono e cattivo, giusto e sbagliato, troveremo sempre qualcuno pronto a barricarsi contro il male, in difesa di un bene violento che produce finti eroi e troppe vittime. Sono convinta che i cosiddetti difensori della vita ad ogni costo siano fin troppo coscienti di questa violenza che usano come arma traducendola in slogan che non lasciano troppo spazio ad interpretazioni: se esistono i pro vita esistono pure i pro morte, se l&#039;aborto è un omicidio allora chi lo sceglie e chi lo pratica è un assassino. Moltiplicate questo per tutte le chiese, le parrocchie, i politici scodinzolanti, gli insegnanti di religione, le associazioni d&#039;ispirazione cattolica che premono per ridurre la complessità di una scelta in un&#039;unica direzione, quella approvata da un gruppo ristretto di maschi senza famiglia, con uno spiccata propensione alla gestione del potere, alla discriminazione sessista, all&#039;eliminazione del diverso da sé . Tutto il resto, quindi il 99% del genere umano, intendo, è sottoposto al giudizio e alla colpa. La riduzione del corpo femminile a contenitore è, da sempre, una forma di controllo per il mantenimento dello stato di potere e la definizione dei suoi soggetti (chi lo esercita e chi lo subisce): è vincere ora e, soprattutto, nei secoli dei secoli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240412">virginialess</a>.</p>
<p>I cosiddetti difensori della vita sono convinti della giustezza delle loro posizioni e, per ovvia conseguenza, dell&#8217;errore commesso da chi sostiene la necessità di una legge che regolamenti l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza per evitare tutti i rischi legati al mercato nero dell&#8217;aborto clandestino. I cosiddetti difensori della vita ad ogni costo (aggiungerei, visti i casi tragicamente eclatanti che periodicamente vengono &#8220;proposti&#8221; dalla stampa per ricordarci che, dove l&#8217;aborto non è legalizzato, si può morire pure di gravidanza) traducono e interpretano la realtà per assolutismi e pretendono che questi assoluti vengano imposti alla collettività. La 194 non è un obbligo ma una possibilità per chi si trova a dover affrontare una gravidanza indesiderata e risponde come ogni  legge alle richieste che una società produce, per regolamentarle limitandone i possibili danni e aumentandone i possibili benefici. è un concetto semplice che fatica però ad essere accettato in una paese senza una chiara identità civile: finché la complessità del reale verrà ridotta in buono e cattivo, giusto e sbagliato, troveremo sempre qualcuno pronto a barricarsi contro il male, in difesa di un bene violento che produce finti eroi e troppe vittime. Sono convinta che i cosiddetti difensori della vita ad ogni costo siano fin troppo coscienti di questa violenza che usano come arma traducendola in slogan che non lasciano troppo spazio ad interpretazioni: se esistono i pro vita esistono pure i pro morte, se l&#8217;aborto è un omicidio allora chi lo sceglie e chi lo pratica è un assassino. Moltiplicate questo per tutte le chiese, le parrocchie, i politici scodinzolanti, gli insegnanti di religione, le associazioni d&#8217;ispirazione cattolica che premono per ridurre la complessità di una scelta in un&#8217;unica direzione, quella approvata da un gruppo ristretto di maschi senza famiglia, con uno spiccata propensione alla gestione del potere, alla discriminazione sessista, all&#8217;eliminazione del diverso da sé . Tutto il resto, quindi il 99% del genere umano, intendo, è sottoposto al giudizio e alla colpa. La riduzione del corpo femminile a contenitore è, da sempre, una forma di controllo per il mantenimento dello stato di potere e la definizione dei suoi soggetti (chi lo esercita e chi lo subisce): è vincere ora e, soprattutto, nei secoli dei secoli.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: rmorresi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240420</link>

		<dc:creator><![CDATA[rmorresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 10:04:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=45757#comment-240420</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240411&quot;&gt;alessandra&lt;/a&gt;.

e, aggiungerei, tutti questi sforzi per non fare (per paura di fare?) la cosa che c&#039;è da fare: aprire discorsi seri, veri, sulla scelta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/06/07/uno-nove-quattro/#comment-240411">alessandra</a>.</p>
<p>e, aggiungerei, tutti questi sforzi per non fare (per paura di fare?) la cosa che c&#8217;è da fare: aprire discorsi seri, veri, sulla scelta</p>
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