ite, kermesse est

Silent Words
performance Nikolina Silla

SILENT WORDS 2
I giardini delle Parole – Collisioni 2013
(…)Quale processo interno ha luogo nel momento in cui le parole lette avvolgono la nostra esistenza? Perché ciò che accade al lettore, si potrebbe dire, va oltre la semplice funzione del cervello. Le parole risuonano nel corpo. Ci prendono per la mano e ci portano attraverso il confronto, i pensieri, i sentimenti, i ricordi, il respiro del corpo (…)

Al festival Collisioni, Barolo, ho assistito nel mezzo di una kermesse cultural letteraria paragonabile solo a Woodstock, per numero di persone al metro quadro, a una straordinaria performance. Nikolina Silia, artista croata ha creato, in disparte, in controcanto rispetto al rumore di fondo, baccanale cultural gastronomico – e astronomici prezzi per mangiare e bere – quel che succede davvero in uno scambio letterario. Tutto accadeva in mezzo a parole mute, al mutevole gioco di sguardi, specchi opachi di incerte calligrafie, mappe calcate su drappi bianchi, stralci letterari, nell’assoluto silenzio. Mentre fuori tutti si accaparravano il proprio posto al sole della belle plage littéraire, e tocca l’autore con mano, e gratta e vinci, nell’ombra, vestita di bianco lei esplorava lo spazio bianco della lettura, ora un impercettibile movimento delle labbra, ora il tic nervoso, la mano a sfogliare l’aria, il gesto del piego libri. Perfino gli scrosci del cesso situato al piano di sopra avevano un senso. Anzi a questo frammento di Heinrich Böll in Foto di gruppo con signora, mi hanno fatto pensare .

SILENT WORDS 3
“…uno schifo, le dico. (…)Siccome Wilhelm, mio marito che pure aveva fatto l’idraulico, poi il tecnico e infine il disegnatore, si dimostrò di una schifiltosità incredibile, e siccome io e Margret morivamo dal ribrezzo, sa chi ha risolto il problema? Leni. Non fece altro che cacciar dentro la mano, e mi sembra ancora di vedere il suo bel braccio sporcarsi di giallo fin sopra il gomito. Afferrò la mela la butto nella pattumiera, tutta quell’orribile broda scese giù di colpo gorgogliando, e Leni andò a lavarsi: si lavò a fondo, certamente, più e più volte e si strofinò braccia e mani con l’acqua di Colonia, e fece un’osservazione- ora mi torna in mente- che per me fu come un fulmine. “i nostri poeti sono stati i più coraggiosi disotturatori di cessi”

SILENT WORDS 1

Nikolina Silla è nata il 5 giugno 1981 a Zagabria, Croazia. Ha studiato fotografia presso la Scuola di Belle Arti e Design, e giornalismo presso Università delle scienze umanistiche a Zagabria. Lavora come free-lance fotografa e si esibisce principalmente nelle gallerie e nei musei di Zagabria. Molto presto realizza il bisogno di spostarsi dalla primaria espressione fotografica verso il concettualismo e multimedia. Così nascono le collaborazioni con i colleghi artisti e partecipazioni alle mostre come “Much too Much”, Padiglione d’Arte di Zagabria, Kleine Spioninen la mostra realizzata sotto la direzione artistica dell’ artista tedesco Stefan Bohnenberger nel HDLU, Zagreb. Guidata da un progetto di collaborazione si sposta in Cina, e qui per qualche tempo fa perdere le sue tracce, per poter di nuovo disegnare i sentieri dei concetti artistici cominciando da quest’ anno 2013.

1 COMMENT

  1. Ci sono parole fatte per la danza dell’aria e del sole.
    Altre parole viaggiano di murmuro in murmuro.

    Esperienza molto bella e poetica.

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francesco forlani
francesco forlani
Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017