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	Commenti a: Un mondo pieno di debitori	</title>
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		<title>
		Di: Un mondo pieno di debitori &#124; Nazione Indiana &#124; alessandrapeluso		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/07/25/un-mondo-pieno-di-debitori/#comment-242060</link>

		<dc:creator><![CDATA[Un mondo pieno di debitori &#124; Nazione Indiana &#124; alessandrapeluso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jul 2013 09:32:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Un mondo pieno di debitori &#124; Nazione Indiana. [...]]]></description>
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		Di: giorgio mascitelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/07/25/un-mondo-pieno-di-debitori/#comment-242037</link>

		<dc:creator><![CDATA[giorgio mascitelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2013 12:39:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/07/25/un-mondo-pieno-di-debitori/#comment-242014&quot;&gt;daniele ventre&lt;/a&gt;.

Non credo che Lazzarato pensi a un&#039;innocenza, seppure relativa, della finanza, ritengo che sottolinei il fatto che la finanza non si controppone a un capitalismo sano e produttivo, ma è il modo oggi dell&#039;accumlazione capitalistica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/07/25/un-mondo-pieno-di-debitori/#comment-242014">daniele ventre</a>.</p>
<p>Non credo che Lazzarato pensi a un&#8217;innocenza, seppure relativa, della finanza, ritengo che sottolinei il fatto che la finanza non si controppone a un capitalismo sano e produttivo, ma è il modo oggi dell&#8217;accumlazione capitalistica</p>
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		<title>
		Di: giorgio mascitelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/07/25/un-mondo-pieno-di-debitori/#comment-242036</link>

		<dc:creator><![CDATA[giorgio mascitelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2013 12:21:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/07/25/un-mondo-pieno-di-debitori/#comment-242014&quot;&gt;daniele ventre&lt;/a&gt;.

Non credo che Lazzarato pensi a un&#039;innocenza, neppure relativs, del sistema finanziario. Credo che le sue osservazioni servano a mettere in luce che non esiste una contrapposizione tra un capitalismo corrotto e uno sano, produttivo. Semplicemente in questa fase storica il capitale finanziario è quello che ha garantito l&#039;accumulazione, come si può arguire seguendo le logiche finanziarie di molte operazioni industriali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/07/25/un-mondo-pieno-di-debitori/#comment-242014">daniele ventre</a>.</p>
<p>Non credo che Lazzarato pensi a un&#8217;innocenza, neppure relativs, del sistema finanziario. Credo che le sue osservazioni servano a mettere in luce che non esiste una contrapposizione tra un capitalismo corrotto e uno sano, produttivo. Semplicemente in questa fase storica il capitale finanziario è quello che ha garantito l&#8217;accumulazione, come si può arguire seguendo le logiche finanziarie di molte operazioni industriali.</p>
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		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/07/25/un-mondo-pieno-di-debitori/#comment-242033</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2013 11:05:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viaggiando per l’Italia si ha l’impressione che la sola forma di vita economica ancora fiorente, e visibile, siano i nuovi centri commerciali, che spuntano ovunque come funghi. Nessuna ostilità preconcetta (anche se non sono tra i miei luoghi di vita prediletti) ma una domanda che, immagino, molti altri si pongono: quando ce ne sarà uno ogni cento abitanti, che ce ne faremo? Chi andrà a riempire i carrelli e a far tintinnare le casse (con questi chiari di luna, poi)? Amici umbri, atterriti, mi dicono che nel solo comprensorio spoletino già ne sorgono quattordici, e mi domando da quale pianificazione territoriale e da quale allucinazione del marketing possa sortire un numero così esorbitante di queste neocittà commerciali, parecchie delle quali, turrite come fortilizi, paiono la parodia dell’Italia monumentale, quella dei borghi e dei castelli.Di solito a questo genere di osservazioni qualcuno risponde, piccato, che l’economia ha disperato bisogno di nuovi cantieri e nuove opere. Benone. Ma poiché nel passato abbiamo dimostrato, autorità e cittadini all’unisono, di avere una visione del futuro di gittata cortissima, e di non saper programmare quasi niente al di là della settimana prossima, torno a chiedere: ma chi ci andrà mai, a riempire quel dedalo immenso di scaffali, comparse salariate?

Da La Repubblica del 26/07/2013.(Michele Serra,of course)

http://www.youtube.com/watch?v=QfMKz8cOlmk]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viaggiando per l’Italia si ha l’impressione che la sola forma di vita economica ancora fiorente, e visibile, siano i nuovi centri commerciali, che spuntano ovunque come funghi. Nessuna ostilità preconcetta (anche se non sono tra i miei luoghi di vita prediletti) ma una domanda che, immagino, molti altri si pongono: quando ce ne sarà uno ogni cento abitanti, che ce ne faremo? Chi andrà a riempire i carrelli e a far tintinnare le casse (con questi chiari di luna, poi)? Amici umbri, atterriti, mi dicono che nel solo comprensorio spoletino già ne sorgono quattordici, e mi domando da quale pianificazione territoriale e da quale allucinazione del marketing possa sortire un numero così esorbitante di queste neocittà commerciali, parecchie delle quali, turrite come fortilizi, paiono la parodia dell’Italia monumentale, quella dei borghi e dei castelli.Di solito a questo genere di osservazioni qualcuno risponde, piccato, che l’economia ha disperato bisogno di nuovi cantieri e nuove opere. Benone. Ma poiché nel passato abbiamo dimostrato, autorità e cittadini all’unisono, di avere una visione del futuro di gittata cortissima, e di non saper programmare quasi niente al di là della settimana prossima, torno a chiedere: ma chi ci andrà mai, a riempire quel dedalo immenso di scaffali, comparse salariate?</p>
<p>Da La Repubblica del 26/07/2013.(Michele Serra,of course)</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=QfMKz8cOlmk" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=QfMKz8cOlmk</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: daniele ventre		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/07/25/un-mondo-pieno-di-debitori/#comment-242015</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2013 14:20:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[* Michael, pardon.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>* Michael, pardon.</p>
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		<title>
		Di: daniele ventre		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/07/25/un-mondo-pieno-di-debitori/#comment-242014</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2013 14:19:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il libro di Lazzarato mette ben in evidenza la struttura di dominio tipica della debitocrazia:

1) l&#039;essenza del capitalismo finanziario neo-liberista, che si configura in realtà come un elastico dirigismo strisciante, in cui l&#039;obbligo sociale diviene unidirezionale, e in cui la tecnologia dell&#039;informazione che avrebbe dovuto porsi come forza liberatrice si trasforma in supercontrollo;

2) l&#039;etica di colpevolizzazione economica che funge da pietra angolare dell&#039;edificio ideologico che il neo-liberismo debitocratico esprime;

3) la tipica del giudizio morale debito-centrico, che si estrinseca come riduzione dell&#039;individuo a sacrificabile bio-valore -quello che è in realtà il punto nevralgico dell&#039;attuazione dell&#039;intero edificio neo-liberista, e che costituisce nello stesso tempo il luogo in cui la &quot;filosofia&quot; neo-liberista si palesa con le sue manifestazioni più conseguenziali e più abbiette e meschine, dai tempi, ancora embrionali, di Maggie Thatcher the milk-snatcher fino alle restrizioni degli aiuti ai disabili attuate dal governo Monti e mantenute dell&#039;attuale governo Letta.

Meno d&#039;accordo mi trova la relativa &quot;innocenza&quot; del sistema speculativo: la debitocrazia ne è l&#039;effetto pianificato (e l&#039;effetto che per retroazione alimenta e legittima la causa), non la strategia d&#039;uscita, venuta poi buona per attuare una procedura estrema di controllo di vite e risorse. Sistema speculativo e debitocrazia sono semplicemente le due fasi di attuazione di una lunga prise de pouvoir da parte di un&#039;anonima e irresponsabile oligarchia globale di ordinari e grigi ladri di tempo, degni delle più cupe immaginazioni-profezie di un Mikael Ende.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro di Lazzarato mette ben in evidenza la struttura di dominio tipica della debitocrazia:</p>
<p>1) l&#8217;essenza del capitalismo finanziario neo-liberista, che si configura in realtà come un elastico dirigismo strisciante, in cui l&#8217;obbligo sociale diviene unidirezionale, e in cui la tecnologia dell&#8217;informazione che avrebbe dovuto porsi come forza liberatrice si trasforma in supercontrollo;</p>
<p>2) l&#8217;etica di colpevolizzazione economica che funge da pietra angolare dell&#8217;edificio ideologico che il neo-liberismo debitocratico esprime;</p>
<p>3) la tipica del giudizio morale debito-centrico, che si estrinseca come riduzione dell&#8217;individuo a sacrificabile bio-valore -quello che è in realtà il punto nevralgico dell&#8217;attuazione dell&#8217;intero edificio neo-liberista, e che costituisce nello stesso tempo il luogo in cui la &#8220;filosofia&#8221; neo-liberista si palesa con le sue manifestazioni più conseguenziali e più abbiette e meschine, dai tempi, ancora embrionali, di Maggie Thatcher the milk-snatcher fino alle restrizioni degli aiuti ai disabili attuate dal governo Monti e mantenute dell&#8217;attuale governo Letta.</p>
<p>Meno d&#8217;accordo mi trova la relativa &#8220;innocenza&#8221; del sistema speculativo: la debitocrazia ne è l&#8217;effetto pianificato (e l&#8217;effetto che per retroazione alimenta e legittima la causa), non la strategia d&#8217;uscita, venuta poi buona per attuare una procedura estrema di controllo di vite e risorse. Sistema speculativo e debitocrazia sono semplicemente le due fasi di attuazione di una lunga prise de pouvoir da parte di un&#8217;anonima e irresponsabile oligarchia globale di ordinari e grigi ladri di tempo, degni delle più cupe immaginazioni-profezie di un Mikael Ende.</p>
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