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	Commenti a: Su Fabio Teti. Poesia come discorso inceppato	</title>
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		<title>
		Di: Carla		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2013 12:25:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/11/su-fabio-teti-poesia-come-discorso-inceppato/#comment-243160&quot;&gt;Transit&lt;/a&gt;.

accipicchia! eccolo quà!!!!
non l&#039;avrei mai detto :-)))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/11/su-fabio-teti-poesia-come-discorso-inceppato/#comment-243160">Transit</a>.</p>
<p>accipicchia! eccolo quà!!!!<br />
non l&#8217;avrei mai detto :-)))</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2013 12:38:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono contento che la poesia di Teti susciti riflessioni e interesse, al di là del mio tentativo di fornire qualche chiave di lettura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono contento che la poesia di Teti susciti riflessioni e interesse, al di là del mio tentativo di fornire qualche chiave di lettura.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/11/su-fabio-teti-poesia-come-discorso-inceppato/#comment-243208</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2013 12:37:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/11/su-fabio-teti-poesia-come-discorso-inceppato/#comment-243150&quot;&gt;daniele ventre&lt;/a&gt;.

di sicuro il nesso parole - cose è particolarmente compromesso nella poesia di Teti, è intorno a questa compromissione che mi sembra organizzi il suo discorso poetico, o in ogni caso in lui questa frattura si percepisce in modo radicale; in altre scritture, altrettanto degne, la stessa frattura può essere affrontata in modo meno frontale; sta di fatto che in molte delle scritture che io trovo interessanti e importanti si parte dalla novecentesca (modernista?)perdita d&#039;innocenza sul nesso parole-cose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/11/su-fabio-teti-poesia-come-discorso-inceppato/#comment-243150">daniele ventre</a>.</p>
<p>di sicuro il nesso parole &#8211; cose è particolarmente compromesso nella poesia di Teti, è intorno a questa compromissione che mi sembra organizzi il suo discorso poetico, o in ogni caso in lui questa frattura si percepisce in modo radicale; in altre scritture, altrettanto degne, la stessa frattura può essere affrontata in modo meno frontale; sta di fatto che in molte delle scritture che io trovo interessanti e importanti si parte dalla novecentesca (modernista?)perdita d&#8217;innocenza sul nesso parole-cose.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Marco Di Pasquale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/11/su-fabio-teti-poesia-come-discorso-inceppato/#comment-243191</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Pasquale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Sep 2013 21:43:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[resta a mio avviso poco esplorato il campo cruciale del parlare non del mondo bensì al mondo. lo spezzone tellurico, la faglia inferta al manto di non dicibile, di non comprensibile rischia di restare appesa al muro come istantanea scheggiata di un dialogo muto, di una voce strozzata per chi le presta ascolto. Utile tuttavia per abbozzare un paesaggio umano che vive e si nutre di conflagrazioni, storiche e semantiche, di avvitamenti sulle sillabe, di stupri della civiltà.

mdp]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>resta a mio avviso poco esplorato il campo cruciale del parlare non del mondo bensì al mondo. lo spezzone tellurico, la faglia inferta al manto di non dicibile, di non comprensibile rischia di restare appesa al muro come istantanea scheggiata di un dialogo muto, di una voce strozzata per chi le presta ascolto. Utile tuttavia per abbozzare un paesaggio umano che vive e si nutre di conflagrazioni, storiche e semantiche, di avvitamenti sulle sillabe, di stupri della civiltà.</p>
<p>mdp</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: davide racca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/11/su-fabio-teti-poesia-come-discorso-inceppato/#comment-243183</link>

		<dc:creator><![CDATA[davide racca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Sep 2013 11:43:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ringrazio Inglese per aver riportato attenzione ai 15 testi &quot;b t w b h&quot; tratti da &quot;Nel malintendere&quot; di Teti.
sono testi che mi hanno lasciato molto pensare... e lo fanno tutt&#039;ora.
le osservazioni di Inglese mi convincono. ma ho due cose ancora che mi preme...
quei 15 testi nascono da un incontro con la serie di fomontage dell&#039;artista americana Martha Rosler: Bringing the War Back Home
si sente che sui testi di Teti (da cui &quot;btwbh&quot; prendono il titolo) abbia lavorato in modo efficace quella sur-reale dirompente rappresentazione(seppur non definitivamente originale) di interno ed esterno, pubblico e privato, organico e inorganico... mondo e individuo.
si sente, almeno per me, anche la riflessione di Porta sui collage poetici &quot;L&#039;enigma naturale&quot; - giocoforza un punto di sperimentazione (alto) dove la deflagrazione di accostamenti massmediali (bassi) provocano un urto continuo e un effetto spiazzamento di caso e &quot;sorpresa&quot; nel quotidiano... stravolgendo il senso stesso della comunicazione &quot;abituale&quot;.
ad ogni modo il risultato di Teti è del tutto originale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ringrazio Inglese per aver riportato attenzione ai 15 testi &#8220;b t w b h&#8221; tratti da &#8220;Nel malintendere&#8221; di Teti.<br />
sono testi che mi hanno lasciato molto pensare&#8230; e lo fanno tutt&#8217;ora.<br />
le osservazioni di Inglese mi convincono. ma ho due cose ancora che mi preme&#8230;<br />
quei 15 testi nascono da un incontro con la serie di fomontage dell&#8217;artista americana Martha Rosler: Bringing the War Back Home<br />
si sente che sui testi di Teti (da cui &#8220;btwbh&#8221; prendono il titolo) abbia lavorato in modo efficace quella sur-reale dirompente rappresentazione(seppur non definitivamente originale) di interno ed esterno, pubblico e privato, organico e inorganico&#8230; mondo e individuo.<br />
si sente, almeno per me, anche la riflessione di Porta sui collage poetici &#8220;L&#8217;enigma naturale&#8221; &#8211; giocoforza un punto di sperimentazione (alto) dove la deflagrazione di accostamenti massmediali (bassi) provocano un urto continuo e un effetto spiazzamento di caso e &#8220;sorpresa&#8221; nel quotidiano&#8230; stravolgendo il senso stesso della comunicazione &#8220;abituale&#8221;.<br />
ad ogni modo il risultato di Teti è del tutto originale&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Transit		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/11/su-fabio-teti-poesia-come-discorso-inceppato/#comment-243160</link>

		<dc:creator><![CDATA[Transit]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2013 06:10:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La poesia è il morto in mezzo alla casa. E il morto nessuno lo vuole. Eppure è là, matematicamente in mezzo alla stanza più grande o comunque alla stanza più accogliente o anche nell&#039;unica stanza possibile. Ma anche l&#039;amore allo stato nascente e allo stesso tempo l&#039;amore che sta morendo e muore d&#039;inedia e nonostante ciò non muore perché non vuole porre la parola fine. Le cose e i corpi sono come calendari a cui togliere i fogli dei mesi che passano. La poesia è sia vita e sia morte, perciò ride e piange e quindi vive nelle cose e al di fuori delle cose. la poesia è fine e confine e illimitatamente vicinanza e lontananza. La poesia sono le parole che si scrivono per dare ordine al caos dei sentimenti. la poesia è un ingegnere senza laurea ufficiale. La poesia non è altro che un bambino che impara a fare i primi passi e che deve comunque buttarsi nel mondo esterno a partire dal mondo interno. La poesia è parola chiusa che la bocca non pronuncia mai. Poesia è scrittura. Appartiene alle voci dei morti. Poi, canto, spettacolo, albe e tramonti in rovine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La poesia è il morto in mezzo alla casa. E il morto nessuno lo vuole. Eppure è là, matematicamente in mezzo alla stanza più grande o comunque alla stanza più accogliente o anche nell&#8217;unica stanza possibile. Ma anche l&#8217;amore allo stato nascente e allo stesso tempo l&#8217;amore che sta morendo e muore d&#8217;inedia e nonostante ciò non muore perché non vuole porre la parola fine. Le cose e i corpi sono come calendari a cui togliere i fogli dei mesi che passano. La poesia è sia vita e sia morte, perciò ride e piange e quindi vive nelle cose e al di fuori delle cose. la poesia è fine e confine e illimitatamente vicinanza e lontananza. La poesia sono le parole che si scrivono per dare ordine al caos dei sentimenti. la poesia è un ingegnere senza laurea ufficiale. La poesia non è altro che un bambino che impara a fare i primi passi e che deve comunque buttarsi nel mondo esterno a partire dal mondo interno. La poesia è parola chiusa che la bocca non pronuncia mai. Poesia è scrittura. Appartiene alle voci dei morti. Poi, canto, spettacolo, albe e tramonti in rovine.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: f.t.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/11/su-fabio-teti-poesia-come-discorso-inceppato/#comment-243151</link>

		<dc:creator><![CDATA[f.t.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2013 13:47:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Andrea per aver voluto condividere anche su Nazione Indiana questa tua bella riflessione. Nella quale potrei ora, mi accorgo, aprire una piccola tasca, là dove scrivi: &quot;Come se fosse preclusa assieme ad ogni forma di trasfigurazione lirica anche ogni forma di dizione ordinaria, lineare.&quot; 

Credo di aver affrontato sinora il problema (il problema principale di questi testi; il mio principale problema) muovendomi nello spazio (poco praticabile e sicuramente maldefinito) spalancato da queste due affermazioni:

&quot;Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere&quot; (L. Wittgenstein, 1918?); &quot;Ma, certo, di quello di cui non è possibile parlare è sempre meno possibile tacere&quot;  (F. Fortini, 1990).

Posta la ratio di questo montaggio, il rasoio di questa doppia negazione, si tratta in questi testi di sperimentare, da una parte, se e quanto un indicibile possa arretrare (o avanzare) ad ogni frase, nonostante (*e* in forza di) un certo numero di scrupoli etici, coestesi però alla messa in discussione della loro presunta giustezza; e, dall&#039;altra, di capire *cosa* lo faccia eventualmente arretrare, e *come*, e il *cosa* e il *come*, al contrario, del suo accrescersi, aumentare.

Scrivo &quot;si tratta&quot; e non &quot;si è trattato&quot; perché dubito, nonostante tutto, che sia un lavoro in qualche modo terminato, o addirittura terminabile.

Un caro saluto, 

f.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Andrea per aver voluto condividere anche su Nazione Indiana questa tua bella riflessione. Nella quale potrei ora, mi accorgo, aprire una piccola tasca, là dove scrivi: &#8220;Come se fosse preclusa assieme ad ogni forma di trasfigurazione lirica anche ogni forma di dizione ordinaria, lineare.&#8221; </p>
<p>Credo di aver affrontato sinora il problema (il problema principale di questi testi; il mio principale problema) muovendomi nello spazio (poco praticabile e sicuramente maldefinito) spalancato da queste due affermazioni:</p>
<p>&#8220;Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere&#8221; (L. Wittgenstein, 1918?); &#8220;Ma, certo, di quello di cui non è possibile parlare è sempre meno possibile tacere&#8221;  (F. Fortini, 1990).</p>
<p>Posta la ratio di questo montaggio, il rasoio di questa doppia negazione, si tratta in questi testi di sperimentare, da una parte, se e quanto un indicibile possa arretrare (o avanzare) ad ogni frase, nonostante (*e* in forza di) un certo numero di scrupoli etici, coestesi però alla messa in discussione della loro presunta giustezza; e, dall&#8217;altra, di capire *cosa* lo faccia eventualmente arretrare, e *come*, e il *cosa* e il *come*, al contrario, del suo accrescersi, aumentare.</p>
<p>Scrivo &#8220;si tratta&#8221; e non &#8220;si è trattato&#8221; perché dubito, nonostante tutto, che sia un lavoro in qualche modo terminato, o addirittura terminabile.</p>
<p>Un caro saluto, </p>
<p>f.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: daniele ventre		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/11/su-fabio-teti-poesia-come-discorso-inceppato/#comment-243150</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2013 13:15:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E se il nesso non fosse sempre così compromesso e problematico? O meglio, se la problematicità compromissoria fosse di per sé il senso della vitalità del segno?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E se il nesso non fosse sempre così compromesso e problematico? O meglio, se la problematicità compromissoria fosse di per sé il senso della vitalità del segno?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/11/su-fabio-teti-poesia-come-discorso-inceppato/#comment-243132</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2013 08:37:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[in una realtà eternamente impegnata in riti di passaggio non ci resta che adorare l&#039;ermeneutica superiore,capace di disvelarci un impossibile oggetto del dis-corso(l&#039;insostenibile leggerezza dell&#039;anabasi)

http://www.youtube.com/watch?v=O6Fg892nWPs]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in una realtà eternamente impegnata in riti di passaggio non ci resta che adorare l&#8217;ermeneutica superiore,capace di disvelarci un impossibile oggetto del dis-corso(l&#8217;insostenibile leggerezza dell&#8217;anabasi)</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=O6Fg892nWPs" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=O6Fg892nWPs</a></p>
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