<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Emergenza, raptus e delitto passionale	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 01 Oct 2013 16:02:20 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: dm		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243537</link>

		<dc:creator><![CDATA[dm]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 16:02:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46407#comment-243537</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243536&quot;&gt;dm&lt;/a&gt;.

[saltato un pezzo. il commento corretto è questo]

Detrito, mi scrive:

“non sono io a teorizzare una differenza di valore tra vittime di omicidio sulla base del genere”
intendendo forse che qualche d’uno qui abbia teorizzato
“una differenza di valore tra vittime di omicidio sulla base del genere”

il che è senza dubbio falso (a prescindere dal senso in cui intende il “valore tra vittime”[?]): infatti la donna uccisa da una tegola caduta da un tetto fatto da uomini non è considerata la vittima di un (argh) femminicidio.

E poi scrive:

&quot;non sono sicuro del fatto che il femminicida sia necessariamente un patriarca maschilista dominante che considera la donna oggetto di sua proprietà.&quot;

Be’, se alla parola femminicida si dà il senso di “patriarca maschilista dominante che considera la donna oggetto di sua proprietà” viene da sé che il femminicida sia un “patriarca maschilista dominante che considera la donna oggetto di sua proprietà”.

Comunque ho l’impressione, sempre più viva e ispirata dai fatti, che femminicida e femminicidio non siano affatto le parole appropriate per parlare della violenza sulle donne: agli uomini e, anche, alle stesse donne.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243536">dm</a>.</p>
<p>[saltato un pezzo. il commento corretto è questo]</p>
<p>Detrito, mi scrive:</p>
<p>“non sono io a teorizzare una differenza di valore tra vittime di omicidio sulla base del genere”<br />
intendendo forse che qualche d’uno qui abbia teorizzato<br />
“una differenza di valore tra vittime di omicidio sulla base del genere”</p>
<p>il che è senza dubbio falso (a prescindere dal senso in cui intende il “valore tra vittime”[?]): infatti la donna uccisa da una tegola caduta da un tetto fatto da uomini non è considerata la vittima di un (argh) femminicidio.</p>
<p>E poi scrive:</p>
<p>&#8220;non sono sicuro del fatto che il femminicida sia necessariamente un patriarca maschilista dominante che considera la donna oggetto di sua proprietà.&#8221;</p>
<p>Be’, se alla parola femminicida si dà il senso di “patriarca maschilista dominante che considera la donna oggetto di sua proprietà” viene da sé che il femminicida sia un “patriarca maschilista dominante che considera la donna oggetto di sua proprietà”.</p>
<p>Comunque ho l’impressione, sempre più viva e ispirata dai fatti, che femminicida e femminicidio non siano affatto le parole appropriate per parlare della violenza sulle donne: agli uomini e, anche, alle stesse donne.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: dm		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243536</link>

		<dc:creator><![CDATA[dm]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 15:59:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46407#comment-243536</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243494&quot;&gt;Detrito argomentativo&lt;/a&gt;.

Detrito, mi scrive:

&quot;non sono io a teorizzare una differenza di valore tra vittime di omicidio sulla base del genere&quot; 
intendendo forse che qualche d&#039;uno qui abbia teorizzato 
&quot;una differenza di valore tra vittime di omicidio sulla base del genere&quot;

il che è senza dubbio falso (a prescindere dal senso in cui intende il &quot;valore tra vittime&quot;[?]): infatti la donna uccisa da una tegola caduta da un tetto fatto da uomini non è considerata la vittima di un (argh) femminicidio.


E poi scrive:

Be&#039;, se alla parola femminicida si dà il senso di &quot;patriarca maschilista dominante che considera la donna oggetto di sua proprietà&quot; viene da sé che il femminicida sia un &quot;patriarca maschilista dominante che considera la donna oggetto di sua proprietà&quot;.


Comunque ho l&#039;impressione, sempre più viva e ispirata dai fatti, che femminicida e femminicidio non siano affatto le parole appropriate per parlare della violenza sulle donne: agli uomini e, anche, alle stesse donne.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243494">Detrito argomentativo</a>.</p>
<p>Detrito, mi scrive:</p>
<p>&#8220;non sono io a teorizzare una differenza di valore tra vittime di omicidio sulla base del genere&#8221;<br />
intendendo forse che qualche d&#8217;uno qui abbia teorizzato<br />
&#8220;una differenza di valore tra vittime di omicidio sulla base del genere&#8221;</p>
<p>il che è senza dubbio falso (a prescindere dal senso in cui intende il &#8220;valore tra vittime&#8221;[?]): infatti la donna uccisa da una tegola caduta da un tetto fatto da uomini non è considerata la vittima di un (argh) femminicidio.</p>
<p>E poi scrive:</p>
<p>Be&#8217;, se alla parola femminicida si dà il senso di &#8220;patriarca maschilista dominante che considera la donna oggetto di sua proprietà&#8221; viene da sé che il femminicida sia un &#8220;patriarca maschilista dominante che considera la donna oggetto di sua proprietà&#8221;.</p>
<p>Comunque ho l&#8217;impressione, sempre più viva e ispirata dai fatti, che femminicida e femminicidio non siano affatto le parole appropriate per parlare della violenza sulle donne: agli uomini e, anche, alle stesse donne.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: renata morresi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243508</link>

		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2013 07:55:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46407#comment-243508</guid>

					<description><![CDATA[a detrito di classe: ma chi ha detto che la deriva iperlegislativa e securitaria sia l&#039;unica via per parlare di violenza di genere e tentare una svolta culturale? non lo è affatto, anzi, è proprio per contenere la mercificazione della paura e la cavalleggeri dei reazionari che va coltivata la cultura politica del confronto, della presa di coscienza e della rete sociale, che si sta qui a parlare.

per il resto, che vuole che le dica: è evidente che vi siano donne maschiliste. nessuna intenzione di creare una gerarchia (anche perché molte di esse sono ben più in alto di me nella scala del successo e del potere), solo di riconoscere che non basta possedere una vagina per non essere sessiste, né tantomeno omofobe. come non basta avere un pene per essere dei violenti, questo l&#039;avevamo già appurato mi pare. 

le politiche dell&#039;identità possono facilmente diventare un brand che non ha nulla di progressista. e tuttavia certe identità sono etichette abbastanza antiche e versatili da essere riattivate a piacimento: non sono &quot;vere&quot;, ma i loro effetti di realtà sono &quot;veri&quot;. occorre, io credo, tenere occhi e orecchie bene aperte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a detrito di classe: ma chi ha detto che la deriva iperlegislativa e securitaria sia l&#8217;unica via per parlare di violenza di genere e tentare una svolta culturale? non lo è affatto, anzi, è proprio per contenere la mercificazione della paura e la cavalleggeri dei reazionari che va coltivata la cultura politica del confronto, della presa di coscienza e della rete sociale, che si sta qui a parlare.</p>
<p>per il resto, che vuole che le dica: è evidente che vi siano donne maschiliste. nessuna intenzione di creare una gerarchia (anche perché molte di esse sono ben più in alto di me nella scala del successo e del potere), solo di riconoscere che non basta possedere una vagina per non essere sessiste, né tantomeno omofobe. come non basta avere un pene per essere dei violenti, questo l&#8217;avevamo già appurato mi pare. </p>
<p>le politiche dell&#8217;identità possono facilmente diventare un brand che non ha nulla di progressista. e tuttavia certe identità sono etichette abbastanza antiche e versatili da essere riattivate a piacimento: non sono &#8220;vere&#8221;, ma i loro effetti di realtà sono &#8220;veri&#8221;. occorre, io credo, tenere occhi e orecchie bene aperte.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Detrito argomentativo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243494</link>

		<dc:creator><![CDATA[Detrito argomentativo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Sep 2013 10:56:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46407#comment-243494</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243490&quot;&gt;dm&lt;/a&gt;.

non sono io a teorizzare una differenza di valore tra vittime di omicidio sulla base del genere. è un dato che mi serve semplicemente a dire all&#039;interlocutrice di non atteggiarsi a vittima sulla semplice comune appartenenza di genere con delle vere vittime, giacchè di generi ce n&#039;è due e quello più &quot;pericoloso&quot; statisticamente è l&#039;altro. insomma, le vittime non sono stendardi da brandire per i propri comodi, e mi fa senso vedere con quanta nonchalance lo si faccia.

riguardo alla consonanza culturale del movente sarebbe da fare una rassegna approfondita dei casi, non caciara mediatica improntata a retoriche vittimiste.
non sono sicuro del fatto che il femminicida sia necessariamente un patriarca maschilista dominante che considera la donna oggetto di sua proprietà.

la realtà ha il brutto vizio di non conformarsi alle narrazioni ideologiche, e questo è quanto. questa discussione è totalmente viziata dagli obiettivi di chi l&#039;ha impostata, e ciò mi fa francamente bruciare le budella.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243490">dm</a>.</p>
<p>non sono io a teorizzare una differenza di valore tra vittime di omicidio sulla base del genere. è un dato che mi serve semplicemente a dire all&#8217;interlocutrice di non atteggiarsi a vittima sulla semplice comune appartenenza di genere con delle vere vittime, giacchè di generi ce n&#8217;è due e quello più &#8220;pericoloso&#8221; statisticamente è l&#8217;altro. insomma, le vittime non sono stendardi da brandire per i propri comodi, e mi fa senso vedere con quanta nonchalance lo si faccia.</p>
<p>riguardo alla consonanza culturale del movente sarebbe da fare una rassegna approfondita dei casi, non caciara mediatica improntata a retoriche vittimiste.<br />
non sono sicuro del fatto che il femminicida sia necessariamente un patriarca maschilista dominante che considera la donna oggetto di sua proprietà.</p>
<p>la realtà ha il brutto vizio di non conformarsi alle narrazioni ideologiche, e questo è quanto. questa discussione è totalmente viziata dagli obiettivi di chi l&#8217;ha impostata, e ciò mi fa francamente bruciare le budella.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco mantello		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243492</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Sep 2013 07:44:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46407#comment-243492</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243427&quot;&gt;renata morresi&lt;/a&gt;.

Andrea Inglese scrive questo commento che mi era sfuggito (ma rispondo anche a Renata Morresi). Il commento di Andrea era:

&quot;da nessuna parte nel comunicato postato da Renata mi sembra si dica una cosa così imbecille: ossia che basta essere uomini per andare ad ammazzare o a violentare una donna; quello che si dice è questo: 1)femminicidio sono uomini che uccidono le donne in quanto donne (non perché ne hanno investita per sbaglio una per strada); 2)questo fenomeno (il femminicidio) è un problema enorme, urgente e merita la massima mobilitazione delle persone, uomini e donne, a tutti i livelli, da quello quotidiano a quello istituzionale&quot;.

Ok io il fenomeno sub 2 preferisco chiamarlo violenza sulle donne. 

Quanto al punto 1, esso soffre a mio avviso di genericità, e si presta a obiezioni facili e altrettanto elusive del problema &#039;culturale&#039; che è alla base di certi atti di violenza su donne, obiezioni del tipo &#039;no in realtà chi è in preda un raptus di gelosia perchè è stato che ne so tradito da lei e l&#039;ammazza, non ce l&#039;ha con il genere astratto donna, ma con quella specifica persona di sesso femminile con cui aveva la sua morbosa relazione affettiva&#039;. 

In realtà quella che va combattuta è anche una visione culturale della donna, che spesso è alla base degli atti di violenza su singole donne da parte di singoli uomini, e collegata a immagini della donna come oggetto di consumo sessuale, proprietà privata, moglie fedele, etc... immagini aracaiche, benissimo su questo credo che siamo tutti d&#039;accordo e il dibattito ha contribuito a chiarici le idee a vicenda (a vicenda, Morresi, è d&#039;accordo? O lei aveva già tutto chiaro in testa?). 

Ora però al pari delle prospettive chimiamole così &#039;speciste&#039; sul genere &#039;uomo&#039; connesso a &#039;violenza&#039;, a mio avviso evocate dall&#039;uso acritico di parole come violenza di genere e femminicidio e su cui ho insistito tanto, succede anche che quando ragioniamo nella diversa prospettiva di una violenza sulle donne collegata a una formazione &#039;culturale&#039;,  a un ambiente di origine, a un linguaggio dei mass media, a un sistema economico e di consumo, e via dicendo, c&#039;è sempre il rischio di collegare atti di violenza su donne a identità collettive (in quel caso, &#039;culturali&#039;) in cui vengono inglobati i singoli individui.  

Qui anche alcune risposte, anzi battute di Renata Morresi che ho letto nei commenti successivi a quello di Andrea entrano in gioco. Rispetto a quelle battute, lascio perdere il fatto che mi si continua a ripetere che ignorerei l&#039;esistenza del femomeno della violenza sulle donne perpetrata da uomini e che di mio non rifletterei su questi temi perchè sono un uomo, nonchè l&#039;infelice richiamo al fatto che dai miei ragionamenti si inferirebbe allora l&#039;inesistenza della &#039;mafia&#039;, richaimo che sembra sottendere che vi sia una criminlaità orgnaizzata maschile che pratica scientemente lo stupro per raptus   

Continuando con i paradossi, credo che nessuno di noi, persone di sinistra, si sognerebbe mai di coniare un termine specifico ad hoc per rimarcare che esiste il fenomeno della criminalità collegato all&#039;immigrazione e perchè tutti credo odiamo l&#039;espressione &#039;clandestino&#039;, perchè questo nel migliore (si fa per dire) dei casi, crea il &#039;sospetto&#039;, la &#039;selezione avversa&#039; del non &#039;cattivo&#039; e del non &#039;potenziale criminale&#039;. 


Sull&#039;omosessualità, Morresi: va benissimo ritenere che alcune forme di violenza correlata all&#039;omosessualità siano collegate a matrici culturali identiche a quelle che sono alla base di alcuni atti di violenza sulle donne (anche se non è esaustivo, anche se non esistono solo le lesbiche, così dovremmo cominciare  a parlare anche di gaycidio, di lesbicidio, secondo lei, di frotne a atti di violenza su gay o lesbich ein quanto gay o lebiche? Io preferirei discutere delle specifiche violenza su persone omosessuali, evitando anche qui il &#039;genere&#039; come categoria ordinante) 

Ritorno alla magagna iniziale su femminicidio e violenza di genere.  La mia opinione è che in ogni caso in cui si attribuisce un dato valore a un fatto riscontrabile nella realtà (la violenza su donne non assimilabil eall&#039;omocidio casuale di una persona di sesso femminile durante una rapina in banca), e questo valore si collega alla costruzione di &#039;vittime&#039; e di &#039;potenziali carnefici&#039;, non bisogna mai dimenticare che nel vivere quotidiano, una persona inglobata in una certa categoria di potenziali carnefici (e qui va compresa la parola &#039;genere&#039; associata a violenza, e l&#039;espressione &#039;femminicidio&#039;, anche qualora sa associata a &#039;cultura&#039;)  deve dimostrare di non corrispondere ai tratti ascritti in astratto alla categoria in questione (costruita magari anche in termini di &#039;apparteneza culutrale&#039;, di crescita in un determinato &#039;contesto ambientale&#039;, di emarginazione,  come possibili cause di una &#039;devianza presunta salvo prova contraria&#039;.

Anche nelle più sacrosante lotte, bisogna da un alto confrontarsi criticamente con il modo in cui le elites utilizzano certe parole per fini strumentali a esigenze di carriera o a mero massimalismo di genere, dall&#039;altro stare attenti a non creare nuovi fenomeni di emarginazione e razzismo attraverso il proprio senso della giustizia, la propria sesnbilità al problema della violenza sulle donne, si attravero le proprie parti migliori... Spero di essere stato più chiaro, adesso. Un saluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243427">renata morresi</a>.</p>
<p>Andrea Inglese scrive questo commento che mi era sfuggito (ma rispondo anche a Renata Morresi). Il commento di Andrea era:</p>
<p>&#8220;da nessuna parte nel comunicato postato da Renata mi sembra si dica una cosa così imbecille: ossia che basta essere uomini per andare ad ammazzare o a violentare una donna; quello che si dice è questo: 1)femminicidio sono uomini che uccidono le donne in quanto donne (non perché ne hanno investita per sbaglio una per strada); 2)questo fenomeno (il femminicidio) è un problema enorme, urgente e merita la massima mobilitazione delle persone, uomini e donne, a tutti i livelli, da quello quotidiano a quello istituzionale&#8221;.</p>
<p>Ok io il fenomeno sub 2 preferisco chiamarlo violenza sulle donne. </p>
<p>Quanto al punto 1, esso soffre a mio avviso di genericità, e si presta a obiezioni facili e altrettanto elusive del problema &#8216;culturale&#8217; che è alla base di certi atti di violenza su donne, obiezioni del tipo &#8216;no in realtà chi è in preda un raptus di gelosia perchè è stato che ne so tradito da lei e l&#8217;ammazza, non ce l&#8217;ha con il genere astratto donna, ma con quella specifica persona di sesso femminile con cui aveva la sua morbosa relazione affettiva&#8217;. </p>
<p>In realtà quella che va combattuta è anche una visione culturale della donna, che spesso è alla base degli atti di violenza su singole donne da parte di singoli uomini, e collegata a immagini della donna come oggetto di consumo sessuale, proprietà privata, moglie fedele, etc&#8230; immagini aracaiche, benissimo su questo credo che siamo tutti d&#8217;accordo e il dibattito ha contribuito a chiarici le idee a vicenda (a vicenda, Morresi, è d&#8217;accordo? O lei aveva già tutto chiaro in testa?). </p>
<p>Ora però al pari delle prospettive chimiamole così &#8216;speciste&#8217; sul genere &#8216;uomo&#8217; connesso a &#8216;violenza&#8217;, a mio avviso evocate dall&#8217;uso acritico di parole come violenza di genere e femminicidio e su cui ho insistito tanto, succede anche che quando ragioniamo nella diversa prospettiva di una violenza sulle donne collegata a una formazione &#8216;culturale&#8217;,  a un ambiente di origine, a un linguaggio dei mass media, a un sistema economico e di consumo, e via dicendo, c&#8217;è sempre il rischio di collegare atti di violenza su donne a identità collettive (in quel caso, &#8216;culturali&#8217;) in cui vengono inglobati i singoli individui.  </p>
<p>Qui anche alcune risposte, anzi battute di Renata Morresi che ho letto nei commenti successivi a quello di Andrea entrano in gioco. Rispetto a quelle battute, lascio perdere il fatto che mi si continua a ripetere che ignorerei l&#8217;esistenza del femomeno della violenza sulle donne perpetrata da uomini e che di mio non rifletterei su questi temi perchè sono un uomo, nonchè l&#8217;infelice richiamo al fatto che dai miei ragionamenti si inferirebbe allora l&#8217;inesistenza della &#8216;mafia&#8217;, richaimo che sembra sottendere che vi sia una criminlaità orgnaizzata maschile che pratica scientemente lo stupro per raptus   </p>
<p>Continuando con i paradossi, credo che nessuno di noi, persone di sinistra, si sognerebbe mai di coniare un termine specifico ad hoc per rimarcare che esiste il fenomeno della criminalità collegato all&#8217;immigrazione e perchè tutti credo odiamo l&#8217;espressione &#8216;clandestino&#8217;, perchè questo nel migliore (si fa per dire) dei casi, crea il &#8216;sospetto&#8217;, la &#8216;selezione avversa&#8217; del non &#8216;cattivo&#8217; e del non &#8216;potenziale criminale&#8217;. </p>
<p>Sull&#8217;omosessualità, Morresi: va benissimo ritenere che alcune forme di violenza correlata all&#8217;omosessualità siano collegate a matrici culturali identiche a quelle che sono alla base di alcuni atti di violenza sulle donne (anche se non è esaustivo, anche se non esistono solo le lesbiche, così dovremmo cominciare  a parlare anche di gaycidio, di lesbicidio, secondo lei, di frotne a atti di violenza su gay o lesbich ein quanto gay o lebiche? Io preferirei discutere delle specifiche violenza su persone omosessuali, evitando anche qui il &#8216;genere&#8217; come categoria ordinante) </p>
<p>Ritorno alla magagna iniziale su femminicidio e violenza di genere.  La mia opinione è che in ogni caso in cui si attribuisce un dato valore a un fatto riscontrabile nella realtà (la violenza su donne non assimilabil eall&#8217;omocidio casuale di una persona di sesso femminile durante una rapina in banca), e questo valore si collega alla costruzione di &#8216;vittime&#8217; e di &#8216;potenziali carnefici&#8217;, non bisogna mai dimenticare che nel vivere quotidiano, una persona inglobata in una certa categoria di potenziali carnefici (e qui va compresa la parola &#8216;genere&#8217; associata a violenza, e l&#8217;espressione &#8216;femminicidio&#8217;, anche qualora sa associata a &#8216;cultura&#8217;)  deve dimostrare di non corrispondere ai tratti ascritti in astratto alla categoria in questione (costruita magari anche in termini di &#8216;apparteneza culutrale&#8217;, di crescita in un determinato &#8216;contesto ambientale&#8217;, di emarginazione,  come possibili cause di una &#8216;devianza presunta salvo prova contraria&#8217;.</p>
<p>Anche nelle più sacrosante lotte, bisogna da un alto confrontarsi criticamente con il modo in cui le elites utilizzano certe parole per fini strumentali a esigenze di carriera o a mero massimalismo di genere, dall&#8217;altro stare attenti a non creare nuovi fenomeni di emarginazione e razzismo attraverso il proprio senso della giustizia, la propria sesnbilità al problema della violenza sulle donne, si attravero le proprie parti migliori&#8230; Spero di essere stato più chiaro, adesso. Un saluto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: dm		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243490</link>

		<dc:creator><![CDATA[dm]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2013 22:27:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46407#comment-243490</guid>

					<description><![CDATA[Mi scusi, detrito, lei scrive:

&quot;peraltro, dai database della World Health Organization si evince che in Italia la proporzione di uomini uccisi rispetto alle donne è di 3:1 (ma essendo uomini sono meno vittime delle donne; secondo la sua triste logica da clan applicata ai generi, &#039;se lo saranno meritato&#039;)&quot;

Le sembra che sia pertinente? Non si tratta di contare le morti ma di ragionare attorno alla consonanza culturale del movente. E questo è di certo un detrito del discorso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scusi, detrito, lei scrive:</p>
<p>&#8220;peraltro, dai database della World Health Organization si evince che in Italia la proporzione di uomini uccisi rispetto alle donne è di 3:1 (ma essendo uomini sono meno vittime delle donne; secondo la sua triste logica da clan applicata ai generi, &#8216;se lo saranno meritato&#8217;)&#8221;</p>
<p>Le sembra che sia pertinente? Non si tratta di contare le morti ma di ragionare attorno alla consonanza culturale del movente. E questo è di certo un detrito del discorso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Detrito di classe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243477</link>

		<dc:creator><![CDATA[Detrito di classe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2013 09:50:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46407#comment-243477</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243425&quot;&gt;renatamorresi&lt;/a&gt;.

la discussione è fredda, e non è il caso di tirarla troppo lunga, per obiettare a molte cose dovrei ripetermi (è uno dei motivi per cui le dico che legge male).

mi limito a farle notare quanto la sua retorica sui &quot;brodi di coltura&quot; e i paragoni alla mafia riprenda pedissequamente quella delle élites italiane (e non) intese a costruire il consenso intorno a provvedimenti repressivi e limitativi delle libertà personali, a intervenire nei confronti di ogni minima &quot;devianza&quot; dall&#039;alto di un necessario controllo panottico della società. Poichè pretendere che il legislatore fondi la sua attività sui fatti di cronaca è pretendere che la legge governi non la norma, bensì l&#039;eccezione, il che deve essere ovviamente fatto mediante metodi eccezionali, il che non può che condurre alla deformazione del concetto stesso di &quot;stato di diritto&quot; (per quello che vale questo concetto, ma chi ci crede dovrebbe preoccuparsi non poco).
Stia attenta agli obiettivi che si pone, poichè richiederanno strumenti conseguenti.

Il vostro punto di vista, la vostra location, in questa battaglia, lungi da essere un impossibile punto di vista &quot;di genere&quot; (impossibile perchè una comunità di genere è troppo vasta e variegata per poter esistere davvero e non sfaldarsi in decine di suddivisioni dettate da classe, appartenenza etnico-religiosa-culturale, eccetera), si pone come punto di vista di classe medio-alta e di élite culturale. 
E&#039; uno sguardo calato dall&#039;alto sulla società in cui la parola presa in quanto &quot;donne&quot; ha come primo imperativo quello di togliere la parola a qualsiasi donna non sia allineata al vostro pensiero. Essa sarà &quot;portatrice sana di patriarcato e omofobia&quot;, il che è un modo come un altro per considerarla incapace di intendere e volere; essa non può essere soggetto di opinioni e modi di vivere, ma è considerata, da voi, per definizione, oggetto (con paradossali accenti misogini, peraltro, come quando lei sostiene che la donna è astrattamente più vittima dell&#039;uomo in quanto debole e soggetta per definizione). 
E&#039; per questo che la vostra comunicazione è destinata a circolare attraverso i canali degli apparati coercitivi e repressivi di una società classista, con tutto ciò che ne consegue in termini di obiettivi e strumenti, perchè parte da presupposti che sono essi stessi classisti e autoritari.

Non è un cambiare insieme e tra pari, ma un cambiare contro e dall&#039;alto.

peraltro, dai database della World Health Organization si evince che in Italia la proporzione di uomini uccisi rispetto alle donne è di 3:1 (ma essendo uomini sono meno vittime delle donne; secondo la sua triste logica da clan applicata ai generi, &quot;se lo saranno meritato&quot;), nonchè il fatto che in Italia, in rapporto alla popolazione, si ammazza meno donne che in paesi tradizionalmente ritenuti più rispettosi dei diritti delle donne come la Svezia, la Francia o la Germania e si rimane abbondantemente sotto la media dei paesi Ue, e questo è un fatto che meriterebbe qualche studio sociologico degno di questo nome, perchè sospetto che certi vecchi luoghi comuni razzisti sulle caratteristiche del maschio latino abbiano un loro ruolo, in questa attuale campagna di stampa (e a maggior ragione segnalo che secondo l&#039;Istat i 2/3 dei femminicidi avvengono nel Nord).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243425">renatamorresi</a>.</p>
<p>la discussione è fredda, e non è il caso di tirarla troppo lunga, per obiettare a molte cose dovrei ripetermi (è uno dei motivi per cui le dico che legge male).</p>
<p>mi limito a farle notare quanto la sua retorica sui &#8220;brodi di coltura&#8221; e i paragoni alla mafia riprenda pedissequamente quella delle élites italiane (e non) intese a costruire il consenso intorno a provvedimenti repressivi e limitativi delle libertà personali, a intervenire nei confronti di ogni minima &#8220;devianza&#8221; dall&#8217;alto di un necessario controllo panottico della società. Poichè pretendere che il legislatore fondi la sua attività sui fatti di cronaca è pretendere che la legge governi non la norma, bensì l&#8217;eccezione, il che deve essere ovviamente fatto mediante metodi eccezionali, il che non può che condurre alla deformazione del concetto stesso di &#8220;stato di diritto&#8221; (per quello che vale questo concetto, ma chi ci crede dovrebbe preoccuparsi non poco).<br />
Stia attenta agli obiettivi che si pone, poichè richiederanno strumenti conseguenti.</p>
<p>Il vostro punto di vista, la vostra location, in questa battaglia, lungi da essere un impossibile punto di vista &#8220;di genere&#8221; (impossibile perchè una comunità di genere è troppo vasta e variegata per poter esistere davvero e non sfaldarsi in decine di suddivisioni dettate da classe, appartenenza etnico-religiosa-culturale, eccetera), si pone come punto di vista di classe medio-alta e di élite culturale.<br />
E&#8217; uno sguardo calato dall&#8217;alto sulla società in cui la parola presa in quanto &#8220;donne&#8221; ha come primo imperativo quello di togliere la parola a qualsiasi donna non sia allineata al vostro pensiero. Essa sarà &#8220;portatrice sana di patriarcato e omofobia&#8221;, il che è un modo come un altro per considerarla incapace di intendere e volere; essa non può essere soggetto di opinioni e modi di vivere, ma è considerata, da voi, per definizione, oggetto (con paradossali accenti misogini, peraltro, come quando lei sostiene che la donna è astrattamente più vittima dell&#8217;uomo in quanto debole e soggetta per definizione).<br />
E&#8217; per questo che la vostra comunicazione è destinata a circolare attraverso i canali degli apparati coercitivi e repressivi di una società classista, con tutto ciò che ne consegue in termini di obiettivi e strumenti, perchè parte da presupposti che sono essi stessi classisti e autoritari.</p>
<p>Non è un cambiare insieme e tra pari, ma un cambiare contro e dall&#8217;alto.</p>
<p>peraltro, dai database della World Health Organization si evince che in Italia la proporzione di uomini uccisi rispetto alle donne è di 3:1 (ma essendo uomini sono meno vittime delle donne; secondo la sua triste logica da clan applicata ai generi, &#8220;se lo saranno meritato&#8221;), nonchè il fatto che in Italia, in rapporto alla popolazione, si ammazza meno donne che in paesi tradizionalmente ritenuti più rispettosi dei diritti delle donne come la Svezia, la Francia o la Germania e si rimane abbondantemente sotto la media dei paesi Ue, e questo è un fatto che meriterebbe qualche studio sociologico degno di questo nome, perchè sospetto che certi vecchi luoghi comuni razzisti sulle caratteristiche del maschio latino abbiano un loro ruolo, in questa attuale campagna di stampa (e a maggior ragione segnalo che secondo l&#8217;Istat i 2/3 dei femminicidi avvengono nel Nord).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: renata morresi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243427</link>

		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2013 09:04:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46407#comment-243427</guid>

					<description><![CDATA[uh, che sciccheria, gentile Elogio, essere rimasto in disparte a guardare i maschietti e le femminucce che si accapigliavano e addirittura arrivare tutto solo nientemeno che al problema dell&#039;essere

grazie a lei e mi raccomando, continui a non partecipare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>uh, che sciccheria, gentile Elogio, essere rimasto in disparte a guardare i maschietti e le femminucce che si accapigliavano e addirittura arrivare tutto solo nientemeno che al problema dell&#8217;essere</p>
<p>grazie a lei e mi raccomando, continui a non partecipare</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: renatamorresi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243425</link>

		<dc:creator><![CDATA[renatamorresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2013 07:58:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46407#comment-243425</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243403&quot;&gt;Detrito prosastico&lt;/a&gt;.

non siamo di fronte a nessuna emergenza, infatti, è proprio quel che si discuteva alla tavola rotonda di cui dice il post, il cui titolo infatti denuncia le tre parole chiave usate come banderuole dai media per sensazionalizzare quella che non è una emergenza, ma una cultura della violenza ben radicata

esercitata anche dalle donne, ci mancherebbe, tra le quali si annoverano moltissime portatrici &#039;sane&#039; di patriarcato e omofobia

lei continua a dire che io non la leggo &quot;bene&quot;, o che non la autorizzo a parlare in quanto maschio &quot;che non può capire&quot; (se non l&#039;autorizzassi l&#039;avrei bannata, no?) - no, io la leggo benissimo: ma come, fa tanti distinguo ma poi non capisce perché è più grave far del male ad una persona (di qualsiasi genere) che è in uno stato di soggezione fisica o psicologica? dice che è infastidito dal &quot;neutro&quot; e poi inizia con la vetusta solfa della scrittura che non è né maschio né femmina? come se chi parlasse fosse eviscerato da sé, come se non parlasse da una posizione.

certo, è &quot;scontato&quot;, addirittura &quot;banale&quot;, o persino &quot;inutile&quot;, essere contro la violenza su chicchessia come mera adesione formale a formule qualunquiste, sposando vuotamente sedicenti cause pacifiste, firmando petizioni on-line, ecc. - ma non sia riduttivo, su: partecipare a un dibattito sui discorsi e le rappresentazioni non lo è affatto, così precisiamo i fondamenti e le priorità della *nostra resistenza. nessuno vuole farsi rappresentare da dei vacui arrampicatori, ca va sans dire, ma da persone che rappresentano istanze comuni, sì. da dove partire perché una forma di &quot;cambiamento reale&quot; sia possibile, dunque?

&quot;ovviamente ritengo che alleviare la miseria morale e materiale nella società sia fondamentale&quot; - e fin qui siamo d&#039;accordo, ma da come scrive ho l&#039;impressione che lei sia molto preoccupato per certe &quot;zone grigie&quot; che non le sembrano affatto sinonimo di violenza o premessa alla violenza, le paiono piuttosto, più antropologicamente, indice di umani, quasi istintuali, attriti, di fisiologiche deviazioni, di ataviche contese territoriali, ecc. questo mi sembra un passaggio molto, molto importante. 

anche da quanto scriveva Mantello sopra mi sembra di capire che spesso vi sia il timore del fraintendimento: prendere i bruschi corteggiamenti giovanili per violenza, la battutina sulle tette o sul pacco per violenza. vedo qui la nostra divergenza: lei include nelle ruvide schermaglie amorose della specie umana gesti, da lei definiti &quot;cose quotidiane&quot;, ovvero &quot;normali&quot;, che non dovrebbero starci: perché devo accettare il vecchio che mi mostra il cazzo quando vado a correre? perché dobbiamo accettare la presa per il culo &quot;quotidiana&quot; del ragazzino effemminato? in questa area di ostilità diffusa lei non vede complicità con i violenti &quot;veri&quot;, quelli che poi ammazzano e sfregiano con l&#039;acido veramente: certo, c&#039;è una grande differenza EPPURE, è questa differenza che diventa brodo di coltura per ben altri, estremi, soprusi. 

per riprendere più seriamente la battuta che ho fatto sopra a Mantello, è come per la mafia: non si tratta di atti criminosi sparsi qua e là, ma di una accoglienza sociale diffusa nei confronti delle sue logiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243403">Detrito prosastico</a>.</p>
<p>non siamo di fronte a nessuna emergenza, infatti, è proprio quel che si discuteva alla tavola rotonda di cui dice il post, il cui titolo infatti denuncia le tre parole chiave usate come banderuole dai media per sensazionalizzare quella che non è una emergenza, ma una cultura della violenza ben radicata</p>
<p>esercitata anche dalle donne, ci mancherebbe, tra le quali si annoverano moltissime portatrici &#8216;sane&#8217; di patriarcato e omofobia</p>
<p>lei continua a dire che io non la leggo &#8220;bene&#8221;, o che non la autorizzo a parlare in quanto maschio &#8220;che non può capire&#8221; (se non l&#8217;autorizzassi l&#8217;avrei bannata, no?) &#8211; no, io la leggo benissimo: ma come, fa tanti distinguo ma poi non capisce perché è più grave far del male ad una persona (di qualsiasi genere) che è in uno stato di soggezione fisica o psicologica? dice che è infastidito dal &#8220;neutro&#8221; e poi inizia con la vetusta solfa della scrittura che non è né maschio né femmina? come se chi parlasse fosse eviscerato da sé, come se non parlasse da una posizione.</p>
<p>certo, è &#8220;scontato&#8221;, addirittura &#8220;banale&#8221;, o persino &#8220;inutile&#8221;, essere contro la violenza su chicchessia come mera adesione formale a formule qualunquiste, sposando vuotamente sedicenti cause pacifiste, firmando petizioni on-line, ecc. &#8211; ma non sia riduttivo, su: partecipare a un dibattito sui discorsi e le rappresentazioni non lo è affatto, così precisiamo i fondamenti e le priorità della *nostra resistenza. nessuno vuole farsi rappresentare da dei vacui arrampicatori, ca va sans dire, ma da persone che rappresentano istanze comuni, sì. da dove partire perché una forma di &#8220;cambiamento reale&#8221; sia possibile, dunque?</p>
<p>&#8220;ovviamente ritengo che alleviare la miseria morale e materiale nella società sia fondamentale&#8221; &#8211; e fin qui siamo d&#8217;accordo, ma da come scrive ho l&#8217;impressione che lei sia molto preoccupato per certe &#8220;zone grigie&#8221; che non le sembrano affatto sinonimo di violenza o premessa alla violenza, le paiono piuttosto, più antropologicamente, indice di umani, quasi istintuali, attriti, di fisiologiche deviazioni, di ataviche contese territoriali, ecc. questo mi sembra un passaggio molto, molto importante. </p>
<p>anche da quanto scriveva Mantello sopra mi sembra di capire che spesso vi sia il timore del fraintendimento: prendere i bruschi corteggiamenti giovanili per violenza, la battutina sulle tette o sul pacco per violenza. vedo qui la nostra divergenza: lei include nelle ruvide schermaglie amorose della specie umana gesti, da lei definiti &#8220;cose quotidiane&#8221;, ovvero &#8220;normali&#8221;, che non dovrebbero starci: perché devo accettare il vecchio che mi mostra il cazzo quando vado a correre? perché dobbiamo accettare la presa per il culo &#8220;quotidiana&#8221; del ragazzino effemminato? in questa area di ostilità diffusa lei non vede complicità con i violenti &#8220;veri&#8221;, quelli che poi ammazzano e sfregiano con l&#8217;acido veramente: certo, c&#8217;è una grande differenza EPPURE, è questa differenza che diventa brodo di coltura per ben altri, estremi, soprusi. </p>
<p>per riprendere più seriamente la battuta che ho fatto sopra a Mantello, è come per la mafia: non si tratta di atti criminosi sparsi qua e là, ma di una accoglienza sociale diffusa nei confronti delle sue logiche.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: elogiodelleccedenza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/18/emergenza-raptus-e-delitto-passionale/#comment-243423</link>

		<dc:creator><![CDATA[elogiodelleccedenza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2013 05:16:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46407#comment-243423</guid>

					<description><![CDATA[È stato un post divertente. Notevole Detrito; ma come non stimare Mantello e Lo Vetere?
Non sono intervenuto per non subire l&#039;ennesimo mobbing maschicida da parte del lato marziale della femmina, che tra l&#039;altro amo, ma da altro amo.
Il problema non è cosa significa pensare, ma cosa significa essere.
Ho anche imparato che esiste una sinistra biologica. Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È stato un post divertente. Notevole Detrito; ma come non stimare Mantello e Lo Vetere?<br />
Non sono intervenuto per non subire l&#8217;ennesimo mobbing maschicida da parte del lato marziale della femmina, che tra l&#8217;altro amo, ma da altro amo.<br />
Il problema non è cosa significa pensare, ma cosa significa essere.<br />
Ho anche imparato che esiste una sinistra biologica. Grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 19:02:07 by W3 Total Cache
-->