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	Commenti a: Maurice Maeterlink &#8211; Serre calde e quindici canzoni	</title>
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		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2013 07:23:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[ &lt;em&gt;grazie per il molto amato - felicemente inattuale - e quindi necessario - Maeterlinck!&lt;/em&gt; ]
&#160;
&lt;iframe width=&quot;250&quot; height=&quot;188&quot; src=&quot;//www.youtube.com/embed/qMb33lNwQRU?rel=0&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;
&#160;
Ecco le &lt;em&gt;Serre&lt;/em&gt; musicate da Ernest Chausson [Parigi, 21 gennaio 1855 – Limay, 10 giugno 1899] precursore a suo modo di Debussy per le atmosfere sussurrate e lievi, cosi adatte alla musicalità un po&#039; ipnotica del testo.
&#160;
Maurice Maeterlinck
da &lt;em&gt;Bulles bleues&lt;/em&gt;
Souvenirs heureux
[1949]

&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;Al mio ritorno in Belgio, ho finito &lt;strong&gt;Serre calde&lt;/strong&gt; che avevo cominciato a Parigi.
Questo titolo &lt;strong&gt;Serre calde&lt;/strong&gt; si impose naturalmente, perché Gand è una città di orticultura e soprattutto di floricultura e le serre fredde, temperate e calde abbondano. Il fogliame e i fiori esotici, la temperatura pesante e tiepida delle serre paterne mi avevano sempre attirato. In un bel giorno d&#039;estate, quando ero alto come tre mele, niente mi sembrava più piacevole, più misterioso che le serre di vetro dove regnava la potenza del sole. Mi immaginavo di viaggiare nei tropici e di trasformarmi in Paul De Bernardin De Saint-Pierre che aspetta Virginie.
Era venuto il momento stampare queste umili poesie. Sapevo che era inutile rivolgersi a un editore. Fuggono spaventati fin dai primi versi. Dove trovare il denaro necessario? Ognuno di noi aveva un salvadanaio nella cassaforte paterna. All&#039;insaputa di mio padre, che avrebbe levato alte grida e chiesto delle spiegazioni imbarazzanti, con la complicità di mia madre, riuscii a entrare in possesso del mio. Era insufficiente, ma ottenni l&#039;aiuto di mio fratello e di mia sorella, a titolo di prestito con interessi, con un rimborso scaglionato e lento.
Uno dei miei compagni di collegio era un piccolo tipografo per biglietti da visita e circolari. Possedeva alcune centinaia di caratteri da stampa e una modesta stampatrice a volano, che non aveva altro motore che la forza delle nostre braccia.
Eccoci dunque, i miei due amici, Gregoire Le Roy e il futuro grande scultore Giorgio Minne, e io, diventati tipografi. Un vecchio proto in pensione e un giovane apprendista si occupano del lavoro tecnico e noi azioniamo a turno il volano. Possiamo lavorare solamente la sera e la notte, essendo il giorno riservato ai clienti seri. Infine l&#039;opuscolo su bella carta d&#039;Olanda Van Gelder viene alla luce grazioso e quasi radioso. Se ne vendettero una dozzina di esemplari e il grande avvenimento sperato non ebbe altra eco che quella di un colpo di spada nell&#039;acqua.&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;

&#160;
&lt;em&gt;uccelli di notte sui gigli,
un rintocco al meriggio,&lt;/em&gt;

&lt;p style=&quot;padding-left: 125px;&quot;&gt;Des oiseaux de nuit sur des lys,
Un glas vers midi,&lt;/p&gt;
&#160;
Se &lt;em&gt;Oh rien n&#039;y est à sa place!&lt;/em&gt;, nulla è al suo posto, gli &lt;em&gt;oiseaux de nuit&lt;/em&gt; forse sono uccelli notturni, civette, barbagianni, gufi ecc... con la loro fama di tenebroso malaugurio, per contrasto, appollaiati sui chiari puri luminosi gigli. 
&lt;em&gt;Glas&lt;/em&gt;, dal Classum romano di squilli di trombe da battaglia, è il rintoccare della campana a morto, lento, inappellabile profondo, &lt;em&gt;memento mortis&lt;/em&gt; nel momento del culmine della luce, il &lt;em&gt;midi&lt;/em&gt;, il mezzogiorno. E ancora oggi nella vita di un piccolo borgo il dispiegarsi scandito e grave di quella che chiamano la &lt;em&gt;campana dell&#039;agonia&lt;/em&gt; è un immediato allarme, che sospende per qualche attimo ogni attività, virando il clima verso una oscura sensazione del tutto che sfugge. 
Temi questi del giovane Maeterlinck delle &lt;em&gt;Serre&lt;/em&gt; che saranno un &lt;em&gt;leitmotiv &lt;/em&gt;sotteso a tutte le sue opere future.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[ <em>grazie per il molto amato &#8211; felicemente inattuale &#8211; e quindi necessario &#8211; Maeterlinck!</em> ]<br />
&nbsp;<br />
<iframe width="250" height="188" src="//www.youtube.com/embed/qMb33lNwQRU?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
&nbsp;<br />
Ecco le <em>Serre</em> musicate da Ernest Chausson [Parigi, 21 gennaio 1855 – Limay, 10 giugno 1899] precursore a suo modo di Debussy per le atmosfere sussurrate e lievi, cosi adatte alla musicalità un po&#8217; ipnotica del testo.<br />
&nbsp;<br />
Maurice Maeterlinck<br />
da <em>Bulles bleues</em><br />
Souvenirs heureux<br />
[1949]</p>
<blockquote><p><em>Al mio ritorno in Belgio, ho finito <strong>Serre calde</strong> che avevo cominciato a Parigi.<br />
Questo titolo <strong>Serre calde</strong> si impose naturalmente, perché Gand è una città di orticultura e soprattutto di floricultura e le serre fredde, temperate e calde abbondano. Il fogliame e i fiori esotici, la temperatura pesante e tiepida delle serre paterne mi avevano sempre attirato. In un bel giorno d&#8217;estate, quando ero alto come tre mele, niente mi sembrava più piacevole, più misterioso che le serre di vetro dove regnava la potenza del sole. Mi immaginavo di viaggiare nei tropici e di trasformarmi in Paul De Bernardin De Saint-Pierre che aspetta Virginie.<br />
Era venuto il momento stampare queste umili poesie. Sapevo che era inutile rivolgersi a un editore. Fuggono spaventati fin dai primi versi. Dove trovare il denaro necessario? Ognuno di noi aveva un salvadanaio nella cassaforte paterna. All&#8217;insaputa di mio padre, che avrebbe levato alte grida e chiesto delle spiegazioni imbarazzanti, con la complicità di mia madre, riuscii a entrare in possesso del mio. Era insufficiente, ma ottenni l&#8217;aiuto di mio fratello e di mia sorella, a titolo di prestito con interessi, con un rimborso scaglionato e lento.<br />
Uno dei miei compagni di collegio era un piccolo tipografo per biglietti da visita e circolari. Possedeva alcune centinaia di caratteri da stampa e una modesta stampatrice a volano, che non aveva altro motore che la forza delle nostre braccia.<br />
Eccoci dunque, i miei due amici, Gregoire Le Roy e il futuro grande scultore Giorgio Minne, e io, diventati tipografi. Un vecchio proto in pensione e un giovane apprendista si occupano del lavoro tecnico e noi azioniamo a turno il volano. Possiamo lavorare solamente la sera e la notte, essendo il giorno riservato ai clienti seri. Infine l&#8217;opuscolo su bella carta d&#8217;Olanda Van Gelder viene alla luce grazioso e quasi radioso. Se ne vendettero una dozzina di esemplari e il grande avvenimento sperato non ebbe altra eco che quella di un colpo di spada nell&#8217;acqua.</em></p></blockquote>
<p>&nbsp;<br />
<em>uccelli di notte sui gigli,<br />
un rintocco al meriggio,</em></p>
<p style="padding-left: 125px;">Des oiseaux de nuit sur des lys,<br />
Un glas vers midi,</p>
<p>&nbsp;<br />
Se <em>Oh rien n&#8217;y est à sa place!</em>, nulla è al suo posto, gli <em>oiseaux de nuit</em> forse sono uccelli notturni, civette, barbagianni, gufi ecc&#8230; con la loro fama di tenebroso malaugurio, per contrasto, appollaiati sui chiari puri luminosi gigli.<br />
<em>Glas</em>, dal Classum romano di squilli di trombe da battaglia, è il rintoccare della campana a morto, lento, inappellabile profondo, <em>memento mortis</em> nel momento del culmine della luce, il <em>midi</em>, il mezzogiorno. E ancora oggi nella vita di un piccolo borgo il dispiegarsi scandito e grave di quella che chiamano la <em>campana dell&#8217;agonia</em> è un immediato allarme, che sospende per qualche attimo ogni attività, virando il clima verso una oscura sensazione del tutto che sfugge.<br />
Temi questi del giovane Maeterlinck delle <em>Serre</em> che saranno un <em>leitmotiv </em>sotteso a tutte le sue opere future.</p>
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