<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Per una poesia irriconoscibile	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Oct 2013 10:27:54 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Appunti sulle categorie zombie e sulla nozione di gerarchia nel campo letterario &#124; Nazione Indiana		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/#comment-243930</link>

		<dc:creator><![CDATA[Appunti sulle categorie zombie e sulla nozione di gerarchia nel campo letterario &#124; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2013 10:27:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46425#comment-243930</guid>

					<description><![CDATA[[&#8230;] Qui dovrebbe cominciare un parte propositiva e partigiana, nella quale io fossi in grado di proporre alcuni criteri, e soprattutto di giustificarli. Il problema non è tanto dire: leggi questo libro prima di quello. Il problema sta nello spiegare perché uno dovrebbe seguire tale consiglio. Da tempo, e in diverse occasioni, sto cercando di formulare e giustificare dei criteri per stabilire gerarchie nel campo. Non posso qui che rimandare a questi interventi specifici, l’ultimo dei quali è questo. [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Qui dovrebbe cominciare un parte propositiva e partigiana, nella quale io fossi in grado di proporre alcuni criteri, e soprattutto di giustificarli. Il problema non è tanto dire: leggi questo libro prima di quello. Il problema sta nello spiegare perché uno dovrebbe seguire tale consiglio. Da tempo, e in diverse occasioni, sto cercando di formulare e giustificare dei criteri per stabilire gerarchie nel campo. Non posso qui che rimandare a questi interventi specifici, l’ultimo dei quali è questo. [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Per una poesia irriconoscibile &#187; ° punto critico		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/#comment-243674</link>

		<dc:creator><![CDATA[Per una poesia irriconoscibile &#187; ° punto critico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2013 14:44:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46425#comment-243674</guid>

					<description><![CDATA[[&#8230;] [in «alfabeta2», n. 32, settembre-ottobre 2013, p. 23 e https://www.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/] [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] [in «alfabeta2», n. 32, settembre-ottobre 2013, p. 23 e <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/%5D" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/%5D</a> [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/#comment-243599</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2013 12:14:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46425#comment-243599</guid>

					<description><![CDATA[Mi inserisco nell&#039;interessante scambio tra Luigi B. e Andrea Inglese. Sottoscrivo in pieno l&#039;ultimo intervento di Luigi, aggiungendo che non mi pare in contraddizione con quanto detto da Andrea: semplicemente, il &quot;ri-costruire poeticamente un ordine del mondo&quot; (obiettivo condiviso) non deve procedere da un a priori che dia questo ordine per scontato (perché ereditato o immanente), ma piuttosto partire da e affrontare le macerie - la &quot;nostra idiozia&quot;, insomma. Dove il discorso di Inglese mi lascia perplesso è invece sulla questione dell&#039;umano. Il mondo interiore è sempre più privato di autenticità, vero. Eppure: questa interiorità esiste. E non solo come mercificato &quot;supplemento d&#039;anima&quot;; che sia scaduta a questo, anzi, richiede a maggior ragione un recupero - una ri-costruzione - di ciò che il contesto socio-culturale (di cui l&#039;industria dell&#039;informazione è forse oggi il braccio armato più efficiente) ha distrutto o comunque invalidato. Quindi l&#039;umano: non come anacronistico o mistificante dato di partenza, ma come qualcosa che sta al termine del processo, come ordine che la poesia ha lo scopo di ristabilire. Forse l&#039;interiorità non va espressa, ma raggiunta, in un atteggiamento che non sia di resistenza passiva alla realtà ma che converta la necessaria &quot;ricezione dell&#039;esteriorità del mondo&quot; in una (non aprioristica) ri-edificazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi inserisco nell&#8217;interessante scambio tra Luigi B. e Andrea Inglese. Sottoscrivo in pieno l&#8217;ultimo intervento di Luigi, aggiungendo che non mi pare in contraddizione con quanto detto da Andrea: semplicemente, il &#8220;ri-costruire poeticamente un ordine del mondo&#8221; (obiettivo condiviso) non deve procedere da un a priori che dia questo ordine per scontato (perché ereditato o immanente), ma piuttosto partire da e affrontare le macerie &#8211; la &#8220;nostra idiozia&#8221;, insomma. Dove il discorso di Inglese mi lascia perplesso è invece sulla questione dell&#8217;umano. Il mondo interiore è sempre più privato di autenticità, vero. Eppure: questa interiorità esiste. E non solo come mercificato &#8220;supplemento d&#8217;anima&#8221;; che sia scaduta a questo, anzi, richiede a maggior ragione un recupero &#8211; una ri-costruzione &#8211; di ciò che il contesto socio-culturale (di cui l&#8217;industria dell&#8217;informazione è forse oggi il braccio armato più efficiente) ha distrutto o comunque invalidato. Quindi l&#8217;umano: non come anacronistico o mistificante dato di partenza, ma come qualcosa che sta al termine del processo, come ordine che la poesia ha lo scopo di ristabilire. Forse l&#8217;interiorità non va espressa, ma raggiunta, in un atteggiamento che non sia di resistenza passiva alla realtà ma che converta la necessaria &#8220;ricezione dell&#8217;esteriorità del mondo&#8221; in una (non aprioristica) ri-edificazione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ex.it 2013, Poesia13. Poesia e scritture di ricerca. &#124; Mariangela Guatteri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/#comment-243498</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ex.it 2013, Poesia13. Poesia e scritture di ricerca. &#124; Mariangela Guatteri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Sep 2013 17:50:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46425#comment-243498</guid>

					<description><![CDATA[[&#8230;] Andrea Inglese, Per una poesia irriconoscibile in “alfabeta2″ n. 32 e in Nazione Indiana [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Andrea Inglese, Per una poesia irriconoscibile in “alfabeta2″ n. 32 e in Nazione Indiana [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/#comment-243476</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2013 09:06:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46425#comment-243476</guid>

					<description><![CDATA[ad alessandro chiappanuvoli,
nelle cose che dici condivisibili vi vedo pero dei punti assai problematici&#124;1 l idea di una poesia universale {vedi tuo primo commento}e &#124;2 l idea di lettore...
cerchero di risponderti con calma piu tardi su questi due punti... (e da una tastiera con accenti!}

a luigi
idem, mi piacerebbe risponderti nel merito di quanto hai scritto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ad alessandro chiappanuvoli,<br />
nelle cose che dici condivisibili vi vedo pero dei punti assai problematici|1 l idea di una poesia universale {vedi tuo primo commento}e |2 l idea di lettore&#8230;<br />
cerchero di risponderti con calma piu tardi su questi due punti&#8230; (e da una tastiera con accenti!}</p>
<p>a luigi<br />
idem, mi piacerebbe risponderti nel merito di quanto hai scritto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luigi B.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/#comment-243470</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luigi B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2013 05:01:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46425#comment-243470</guid>

					<description><![CDATA[Caro Andrea,
Ti ringrazio per le delucidazioni. Voglio però specificare meglio ciò che voglio dire e riformulo la domanda tenendo a mente wuel che hai detto con una premessa.
La premessa è che il mio discorso è di ordine strettamente personale, parlo cioè di quella che sento essere una mia esigenza, di ciò che io penso e non di ciò che credo nel mondo della poesia si dovrebbe pensare. Partendo da questa mia esigenza, la mia conclusione è che se io leggo o scrivo è per fare ordine. Non ho altri scopi. È alla luce di tale esigenza che mi pongo la seguente domanda: essendo di per sé fastidiosamente evidente la mia assurda presenza nel mondo così come l&#039;assurda presenza del mondo in sé, cciòche pretendo da una lettura o da una scrittura è un ordine o senso possibile piuttosto che la riproduzione Di questa fastidiosa assurdità.  l&#039;ordine o senso cui mi riferisco non è né neo realismo né si tratta di un discorso sull indicibile o di bella letteratura dalla forma elevata - mi vanno bene anche le etichette del sapone. Parlo piuttosto di un ordine del discorso teleologico della contingenza piuttosto che metafisico o della immanenza. In altre parole, nessuna finalità ultima né senso pieno della vita, ma solo un gancio a cui rimanere appeso un&#039;altra giornata fino all&#039;ora del sonno. È in base a ciò che ho posto il mio interrogativo, e cioè: siccome sono perfettamente consapevole della mia idiozia e della mia assurdità, una poesia che si limiti a ricordarmelo non mi è di nessuna utilità nella misura in cui non mi offre altri spunti di riflessione per la costruzione di un discorso alternativo con il quale intrattenermi. Tutto qui.

@renata morresi: se una prigione mostrata non è più una prigione allora cos&#039;è? Una prigione al quadrato suppongo. Ecco ricollegandomi al precedente discorso, oltre a mostrarmi con lucidità la prigione, da una lettura o scrittura io pretendo che mi indichi un modo non di uscire (ché non c&#039;è) ma un modo di viverci dentro meglio o in maniera diversa da quanto io so già fare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Andrea,<br />
Ti ringrazio per le delucidazioni. Voglio però specificare meglio ciò che voglio dire e riformulo la domanda tenendo a mente wuel che hai detto con una premessa.<br />
La premessa è che il mio discorso è di ordine strettamente personale, parlo cioè di quella che sento essere una mia esigenza, di ciò che io penso e non di ciò che credo nel mondo della poesia si dovrebbe pensare. Partendo da questa mia esigenza, la mia conclusione è che se io leggo o scrivo è per fare ordine. Non ho altri scopi. È alla luce di tale esigenza che mi pongo la seguente domanda: essendo di per sé fastidiosamente evidente la mia assurda presenza nel mondo così come l&#8217;assurda presenza del mondo in sé, cciòche pretendo da una lettura o da una scrittura è un ordine o senso possibile piuttosto che la riproduzione Di questa fastidiosa assurdità.  l&#8217;ordine o senso cui mi riferisco non è né neo realismo né si tratta di un discorso sull indicibile o di bella letteratura dalla forma elevata &#8211; mi vanno bene anche le etichette del sapone. Parlo piuttosto di un ordine del discorso teleologico della contingenza piuttosto che metafisico o della immanenza. In altre parole, nessuna finalità ultima né senso pieno della vita, ma solo un gancio a cui rimanere appeso un&#8217;altra giornata fino all&#8217;ora del sonno. È in base a ciò che ho posto il mio interrogativo, e cioè: siccome sono perfettamente consapevole della mia idiozia e della mia assurdità, una poesia che si limiti a ricordarmelo non mi è di nessuna utilità nella misura in cui non mi offre altri spunti di riflessione per la costruzione di un discorso alternativo con il quale intrattenermi. Tutto qui.</p>
<p>@renata morresi: se una prigione mostrata non è più una prigione allora cos&#8217;è? Una prigione al quadrato suppongo. Ecco ricollegandomi al precedente discorso, oltre a mostrarmi con lucidità la prigione, da una lettura o scrittura io pretendo che mi indichi un modo non di uscire (ché non c&#8217;è) ma un modo di viverci dentro meglio o in maniera diversa da quanto io so già fare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: erminia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/#comment-243443</link>

		<dc:creator><![CDATA[erminia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2013 19:42:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46425#comment-243443</guid>

					<description><![CDATA[In effetti il poeta non può mai decadere - il poeta secondo la mia opinione è un filosofo, che non si prende la briga, per snobismo e anche per dolore esistenziale, di scrivere un trattato e &quot;spiegare&quot; LE PIAGHE DELLA SUA E DELL&#039;ETERMA ESISTENZA.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti il poeta non può mai decadere &#8211; il poeta secondo la mia opinione è un filosofo, che non si prende la briga, per snobismo e anche per dolore esistenziale, di scrivere un trattato e &#8220;spiegare&#8221; LE PIAGHE DELLA SUA E DELL&#8217;ETERMA ESISTENZA.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Chiappanuvoli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/#comment-243439</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chiappanuvoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2013 13:16:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46425#comment-243439</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/#comment-243435&quot;&gt;andrea inglese&lt;/a&gt;.

Questa la mia.
Salvare il salvabile, ripartire dalle &quot;macerie reali&quot; e anche dai ruderi della &quot;cattedrale gotica bombardata&quot;, integrare il tutto con con i nuovi enunciati, siano essi tecnologici o sociologici, detti o non detti. Fondamentale però, in questa ricostruzione di ruolo e di senso, non dimenticare la partecipazione del lettore. Senza lettori la poesia non esiste, non ha senso a priori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/#comment-243435">andrea inglese</a>.</p>
<p>Questa la mia.<br />
Salvare il salvabile, ripartire dalle &#8220;macerie reali&#8221; e anche dai ruderi della &#8220;cattedrale gotica bombardata&#8221;, integrare il tutto con con i nuovi enunciati, siano essi tecnologici o sociologici, detti o non detti. Fondamentale però, in questa ricostruzione di ruolo e di senso, non dimenticare la partecipazione del lettore. Senza lettori la poesia non esiste, non ha senso a priori.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: renata morresi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/#comment-243438</link>

		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2013 11:58:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46425#comment-243438</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/#comment-243432&quot;&gt;Luigi B.&lt;/a&gt;.

&quot;una prigione mostrata non è più una prigione&quot; (Michaux) (per esempio)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/#comment-243432">Luigi B.</a>.</p>
<p>&#8220;una prigione mostrata non è più una prigione&#8221; (Michaux) (per esempio)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/#comment-243435</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2013 09:40:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46425#comment-243435</guid>

					<description><![CDATA[caro Luigi,
il tuo intervento mi sembra l&#039;unico, ad ora, interlocutorio e che per altro individua un punto cardine del mio pezzo. Si può davvero prendere come punto di partenza l&#039;antitesi ordine-disordine. E questa potrebbe essere davvero l&#039;occasione sia per me di approfondire la mia visuale, sia di confrontarmi con quanto dici. Spazziamo via subito un equivoco possibile: per me il problema non è difendere una scrittura poetica che si voglia mimetica nei confronti della realtà. Nessun neo-neo realismo, tanto meno in salsa avanguardistica. (Ciò non toglie che tutti i riferimenti alla realtà, ossia ai saperi che ci permettono di decifrarla sono, per chi scrive, sacrosanti. Ma non ci si limita a mettere in versi un bel saggio di analisi politica o sociologica.)In estrema sintesi il problema è questo: ri-costruire poeticamente un ordine del mondo è in qualche modo la molla - forse questa sì universale - della scrittura. Il punto è dove si situa, su quale frontiera, questa opera di ro-costruzione? Si situa in mezzo alle macerie reali, o di fronte a una fotografia ingiallita dei vecchi tempi, di fronte alla bella cattedrale gotica prima che ricevesse la sua razione di bombe? Un ordine per non essere aprioristico, vuoto, puraente formale, dogmatico, nostalgico, di maniera, deve confrontarsi con una materia che non è organizzata, che è una materia degradata, che in termini molto concreti E&#039; LA NOSTRA IDIOZIA, mentale, lingustica, culturale.
In Italia, c&#039;è stata nella narrativa una presa di coscienza di questa faccenda all&#039;epoca della moda della letteratura cannibale, con tutto il suo corredo di immaginario neo-pop. Globalmente, quel periodo non ha forse prodotto grandi opere, ma è stato fondamentale, almeno per la narrativa. Lo è stato perché ha preso il toro dell&#039;immaginario mediatico e berlusconiano per le corna. In poesia il discorso è molto più articolato e mediato, ma un passaggio fondamentale è affrontare lo sguardo di medusa non dell&#039;INDICIBILE, ma della grande idiozia insensatezza di tutto IL DETTO, la massa degli enunciati prodotti socialmente e a mezzo delle nuove tecnologia. Non si tratta di posri in un&#039;atteggiamento di mera registrazione. Almeno, non per me. Si tratta di costruire un mondo possibile a partire dagli elementi di QUESTO mondo, o di questi mondi esplosi. Chi salta a piè pari nel senso e nella forma alta, rischia di indossare un bel vestito di scena, che blocca i movimenti più imprevisti e interessanti.

Anche negli altri commenti vi ho trovato spunti interesanti, ma mi sembrano più assertivi. Che va bene. Ognuno, in modo più o meno chiaro e succinta, ha voluto dire qualcosa di questa fantomatica domanda: che cosa è la poesia?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro Luigi,<br />
il tuo intervento mi sembra l&#8217;unico, ad ora, interlocutorio e che per altro individua un punto cardine del mio pezzo. Si può davvero prendere come punto di partenza l&#8217;antitesi ordine-disordine. E questa potrebbe essere davvero l&#8217;occasione sia per me di approfondire la mia visuale, sia di confrontarmi con quanto dici. Spazziamo via subito un equivoco possibile: per me il problema non è difendere una scrittura poetica che si voglia mimetica nei confronti della realtà. Nessun neo-neo realismo, tanto meno in salsa avanguardistica. (Ciò non toglie che tutti i riferimenti alla realtà, ossia ai saperi che ci permettono di decifrarla sono, per chi scrive, sacrosanti. Ma non ci si limita a mettere in versi un bel saggio di analisi politica o sociologica.)In estrema sintesi il problema è questo: ri-costruire poeticamente un ordine del mondo è in qualche modo la molla &#8211; forse questa sì universale &#8211; della scrittura. Il punto è dove si situa, su quale frontiera, questa opera di ro-costruzione? Si situa in mezzo alle macerie reali, o di fronte a una fotografia ingiallita dei vecchi tempi, di fronte alla bella cattedrale gotica prima che ricevesse la sua razione di bombe? Un ordine per non essere aprioristico, vuoto, puraente formale, dogmatico, nostalgico, di maniera, deve confrontarsi con una materia che non è organizzata, che è una materia degradata, che in termini molto concreti E&#8217; LA NOSTRA IDIOZIA, mentale, lingustica, culturale.<br />
In Italia, c&#8217;è stata nella narrativa una presa di coscienza di questa faccenda all&#8217;epoca della moda della letteratura cannibale, con tutto il suo corredo di immaginario neo-pop. Globalmente, quel periodo non ha forse prodotto grandi opere, ma è stato fondamentale, almeno per la narrativa. Lo è stato perché ha preso il toro dell&#8217;immaginario mediatico e berlusconiano per le corna. In poesia il discorso è molto più articolato e mediato, ma un passaggio fondamentale è affrontare lo sguardo di medusa non dell&#8217;INDICIBILE, ma della grande idiozia insensatezza di tutto IL DETTO, la massa degli enunciati prodotti socialmente e a mezzo delle nuove tecnologia. Non si tratta di posri in un&#8217;atteggiamento di mera registrazione. Almeno, non per me. Si tratta di costruire un mondo possibile a partire dagli elementi di QUESTO mondo, o di questi mondi esplosi. Chi salta a piè pari nel senso e nella forma alta, rischia di indossare un bel vestito di scena, che blocca i movimenti più imprevisti e interessanti.</p>
<p>Anche negli altri commenti vi ho trovato spunti interesanti, ma mi sembrano più assertivi. Che va bene. Ognuno, in modo più o meno chiaro e succinta, ha voluto dire qualcosa di questa fantomatica domanda: che cosa è la poesia?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 17:23:00 by W3 Total Cache
-->