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	Commenti a: Vincent Descombes su Castoriadis. Autonomia e autolimitazione	</title>
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		<title>
		Di: carlo carlucci		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[carlo carlucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2014 19:25:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono una new entry di  NI ma sono lieto di parteciparvi come posso, innanzi tutto come lettore. E intervengo un pò da vecchietto (73!). Già a metà degli anni settanta dopo una solenne abbuffata di Marx mi resi conto.....Poi un incontro lungamente atteso....Ma sono casi personali da cui però ho tratto alcune certezze. Siamo entrati in un momento particolarissimo. Il cosiddetto Capitale domina il mondo, l&#039;inquinamento è globale etc. etc. eppure tante sparse novità radicali. E vi è un perchè segreto...Divagazioni di un anziano. La poesia di Herbert è tragicamente bella. Ma forse una favola vi attende.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono una new entry di  NI ma sono lieto di parteciparvi come posso, innanzi tutto come lettore. E intervengo un pò da vecchietto (73!). Già a metà degli anni settanta dopo una solenne abbuffata di Marx mi resi conto&#8230;..Poi un incontro lungamente atteso&#8230;.Ma sono casi personali da cui però ho tratto alcune certezze. Siamo entrati in un momento particolarissimo. Il cosiddetto Capitale domina il mondo, l&#8217;inquinamento è globale etc. etc. eppure tante sparse novità radicali. E vi è un perchè segreto&#8230;Divagazioni di un anziano. La poesia di Herbert è tragicamente bella. Ma forse una favola vi attende.</p>
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		Di: diamonds		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2014 17:47:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il sermone del signor Cogito
 
Va’ dove andaron quelli fino all’oscura meta
cercando il vello d’oro del nulla – tuo ultimo premio
 
va’ fiero tra quelli che stanno inginocchiati
tra spalle voltate e nella polvere abbattute
 
non per vivere ti sei salvato
hai poco tempo devi testimoniare
 
abbi coraggio quando il senno delude abbi coraggio
in fin dei conti questo solo è importante
 
e la tua Rabbia impotente sia come il mare
ogni volta che udrai la voce degli oppressi e dei frustati
 
non ti abbandoni tuo fratello lo Sdegno
per le spie i boia e i vili – essi vinceranno
sulla tua bara con sollievo getteranno una zolla
e il tarlo descriverà la tua vita allineata
e non perdonare invero non è in tuo potere
perdonare in nome di quelli traditi all’alba
 
ma guardati dall’inutile orgoglio
osserva allo specchio la tua faccia da pagliaccio
ripeti: m’hanno chiamato – non credo ch’io sia il migliore
 
fuggi l’aridità del cuore ama la fonte mattutina
l’uccello dal nome ignoto la quercia d’inverno
la luce sul muro il fulgore del cielo
 
ad essi non serve il tuo caldo respiro
son solo per dirti: nessuno ti consolerà
 
bada – quando la luna sui monti darà il segnale – alzati e va’
finché il sangue nel petto rivolgerà la tua scura stella
 
ripeti gli antichi scongiuri dell’uomo fiabe e leggende
raggiungerai così quel bene che non raggiungerai
 
ripeti solenni parole ripetile con tenacia
come quelli che andaron nel deserto perendo nella sabbia
 
e ti premieranno per questo come altrimenti non possono
con la sferza della beffa con la morte nel letamaio
 
va’ perché solo così sarai ammesso tra quei gelidi teschi
nel manipolo dei tuoi avi: Ghilgamesh, Ettore, Rolando
che difendono un regno sconfinato e città di ceneri
sii fedele va’

Zbigniew Herbert            
 

(traduzione di Paolo Statuti)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sermone del signor Cogito</p>
<p>Va’ dove andaron quelli fino all’oscura meta<br />
cercando il vello d’oro del nulla – tuo ultimo premio</p>
<p>va’ fiero tra quelli che stanno inginocchiati<br />
tra spalle voltate e nella polvere abbattute</p>
<p>non per vivere ti sei salvato<br />
hai poco tempo devi testimoniare</p>
<p>abbi coraggio quando il senno delude abbi coraggio<br />
in fin dei conti questo solo è importante</p>
<p>e la tua Rabbia impotente sia come il mare<br />
ogni volta che udrai la voce degli oppressi e dei frustati</p>
<p>non ti abbandoni tuo fratello lo Sdegno<br />
per le spie i boia e i vili – essi vinceranno<br />
sulla tua bara con sollievo getteranno una zolla<br />
e il tarlo descriverà la tua vita allineata<br />
e non perdonare invero non è in tuo potere<br />
perdonare in nome di quelli traditi all’alba</p>
<p>ma guardati dall’inutile orgoglio<br />
osserva allo specchio la tua faccia da pagliaccio<br />
ripeti: m’hanno chiamato – non credo ch’io sia il migliore</p>
<p>fuggi l’aridità del cuore ama la fonte mattutina<br />
l’uccello dal nome ignoto la quercia d’inverno<br />
la luce sul muro il fulgore del cielo</p>
<p>ad essi non serve il tuo caldo respiro<br />
son solo per dirti: nessuno ti consolerà</p>
<p>bada – quando la luna sui monti darà il segnale – alzati e va’<br />
finché il sangue nel petto rivolgerà la tua scura stella</p>
<p>ripeti gli antichi scongiuri dell’uomo fiabe e leggende<br />
raggiungerai così quel bene che non raggiungerai</p>
<p>ripeti solenni parole ripetile con tenacia<br />
come quelli che andaron nel deserto perendo nella sabbia</p>
<p>e ti premieranno per questo come altrimenti non possono<br />
con la sferza della beffa con la morte nel letamaio</p>
<p>va’ perché solo così sarai ammesso tra quei gelidi teschi<br />
nel manipolo dei tuoi avi: Ghilgamesh, Ettore, Rolando<br />
che difendono un regno sconfinato e città di ceneri<br />
sii fedele va’</p>
<p>Zbigniew Herbert            </p>
<p>(traduzione di Paolo Statuti)</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2014 12:00:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per liquidare cosi Castoriadis o bisogna essere molto ricchi (avere sottomano pensatori molto più penetranti ed efficaci) oppure essere del tutto disillusi. Il capitale domina il mondo già da ieri, ed è pur vero che se la dominazione fosse perfetta la società non potrebbe neppure più esistere. Se dominio c&#039;è, è imperfetto e incompiuto. Partiamo magari da qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per liquidare cosi Castoriadis o bisogna essere molto ricchi (avere sottomano pensatori molto più penetranti ed efficaci) oppure essere del tutto disillusi. Il capitale domina il mondo già da ieri, ed è pur vero che se la dominazione fosse perfetta la società non potrebbe neppure più esistere. Se dominio c&#8217;è, è imperfetto e incompiuto. Partiamo magari da qui.</p>
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		<title>
		Di: carlo carlucci		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[carlo carlucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 20:36:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con tutto il rispetto per persone come Castoriadis non potremmo considerarlo come epigono di un teorizzare intorno al sociale, alla politica originato nella Grecia classica su su con Rousseau, Marx e definitivamente tramontato nell&#039;1989. Oggi il Capitale domina sul mondo. Doveva essere così, ma non finisce qui. Il quid ancora latente, in formazione sfugge alle categorie della razionalità...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con tutto il rispetto per persone come Castoriadis non potremmo considerarlo come epigono di un teorizzare intorno al sociale, alla politica originato nella Grecia classica su su con Rousseau, Marx e definitivamente tramontato nell&#8217;1989. Oggi il Capitale domina sul mondo. Doveva essere così, ma non finisce qui. Il quid ancora latente, in formazione sfugge alle categorie della razionalità&#8230;</p>
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