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	Commenti a: Pratiche di rovesciamento. Una Carta per resistere e rivoluzionare le geografie esistenziali delle politiche migratorie	</title>
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		<title>
		Di: malosmannaja		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[malosmannaja]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2014 21:33:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[più che d&#039;accordo Andrea: fondamentale è che se ne parli.  
e a proposito delle &quot;disuguaglianze su scala europea e globale in termini di terzo mondo&quot; che citavo nel precedente commento, giusto stasera mi sono imbattuto in queste affermazioni rilasciate l&#039;anno scorso da vitor constancio, vice-presidente della BCE!!!! (ohi, dov&#039;erano quel giorno i *giornalisti* italiani??)
&quot;The euro has made peripheral nations in a position of financial vulnerability normal for Third World countries, especially because of massive, uncontrolled capital flight and the absence of a central bank willing to act as a lender of last resort.&quot;
&quot;These economic imbalances were caused and worsened by European financial integration, which completely liberalized movements of capital and made these bubbles unmanageable.&quot;
e vuoi che i draghi o i monti o chi per loro non lo sappiano benissimo???
: (((((
magari soffro di allucinazioni, ma vedo affermarsi/metastatizzare un rodato disegno economico complessivo e globale di cui l&#039;immane tragedia dei migranti è mero &quot;epifenomeno&quot;.

ti lascio il link dell&#039;articolo: http://www.craigwilly.info/2013/06/09/francais-vitor-constancio-vice-president-de-la-bce-decrit-les-veritables-causes-de-la-crise]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>più che d&#8217;accordo Andrea: fondamentale è che se ne parli.<br />
e a proposito delle &#8220;disuguaglianze su scala europea e globale in termini di terzo mondo&#8221; che citavo nel precedente commento, giusto stasera mi sono imbattuto in queste affermazioni rilasciate l&#8217;anno scorso da vitor constancio, vice-presidente della BCE!!!! (ohi, dov&#8217;erano quel giorno i *giornalisti* italiani??)<br />
&#8220;The euro has made peripheral nations in a position of financial vulnerability normal for Third World countries, especially because of massive, uncontrolled capital flight and the absence of a central bank willing to act as a lender of last resort.&#8221;<br />
&#8220;These economic imbalances were caused and worsened by European financial integration, which completely liberalized movements of capital and made these bubbles unmanageable.&#8221;<br />
e vuoi che i draghi o i monti o chi per loro non lo sappiano benissimo???<br />
: (((((<br />
magari soffro di allucinazioni, ma vedo affermarsi/metastatizzare un rodato disegno economico complessivo e globale di cui l&#8217;immane tragedia dei migranti è mero &#8220;epifenomeno&#8221;.</p>
<p>ti lascio il link dell&#8217;articolo: <a href="http://www.craigwilly.info/2013/06/09/francais-vitor-constancio-vice-president-de-la-bce-decrit-les-veritables-causes-de-la-crise" rel="nofollow ugc">http://www.craigwilly.info/2013/06/09/francais-vitor-constancio-vice-president-de-la-bce-decrit-les-veritables-causes-de-la-crise</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2014 18:34:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Malos,

hai messo il dito sulla piaga. Grosso modo, le obiezioni che fai tu, sono le stesse che mi vengono da fare, quando sono confrontato allo slogan di molta sinistra radicale: &quot;né con lo stato né con il mercato&quot;. Secondo me qui c&#039;è un nodo grosso, e io lo vedo allegramente liquidato. Da questo punto di vista vedo un&#039;enorme semplificazione in molto attuale pensiero anticapitalista. Dopodichè c&#039;è un fatto che non si può ignorare. Le condizioni dei migranti irregolari e dei rifugiati in un paese come l&#039;Europa. Su questo tutti noi ci bendiamo gli occhi, perché è qualcosa di insopportabile. E bisogna quindi riconoscere il lavoro insostituibile che certi militanti fanno assieme alle associazioni. Su queste questioni preferisco cento volte che se ne parli anche in termini che politicamente non condivido fino in fondo, ma che se ne parli e che si facciano campagne mirate come quella proposta dalla Carta di Lampedusa, piuttosto che quasiasi tipo di silenzio o di retorica del dopo-annegamento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Malos,</p>
<p>hai messo il dito sulla piaga. Grosso modo, le obiezioni che fai tu, sono le stesse che mi vengono da fare, quando sono confrontato allo slogan di molta sinistra radicale: &#8220;né con lo stato né con il mercato&#8221;. Secondo me qui c&#8217;è un nodo grosso, e io lo vedo allegramente liquidato. Da questo punto di vista vedo un&#8217;enorme semplificazione in molto attuale pensiero anticapitalista. Dopodichè c&#8217;è un fatto che non si può ignorare. Le condizioni dei migranti irregolari e dei rifugiati in un paese come l&#8217;Europa. Su questo tutti noi ci bendiamo gli occhi, perché è qualcosa di insopportabile. E bisogna quindi riconoscere il lavoro insostituibile che certi militanti fanno assieme alle associazioni. Su queste questioni preferisco cento volte che se ne parli anche in termini che politicamente non condivido fino in fondo, ma che se ne parli e che si facciano campagne mirate come quella proposta dalla Carta di Lampedusa, piuttosto che quasiasi tipo di silenzio o di retorica del dopo-annegamento.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: malosmannaja		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/02/13/pratiche-di-rovesciamento-una-carta-per-resistere-e-rivoluzionare-le-geografie-esistenziali-delle-politiche-migratorie/#comment-246518</link>

		<dc:creator><![CDATA[malosmannaja]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2014 18:12:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[riporto due passaggi per me illuminanti in senso negativo:
“rifutando di appoggiarsi sulle categorie e i limiti spaziali che strutturano il campo semantico delle migrazioni: spazio nazionale, stato, spazio transnazionale, tutti questi referenti spaziali sono stati volutamente evitati precisamente per non cascare nell’errore di tracciare nuove geografie esclusive, allargando immediatamente la prospettiva allo spazio della terra come spazio condiviso”.
“slegare il concetto di spazio da ogni logica di proprietà e privatizzazione, inclusa quella propria della tradizione degli stati nazionali; principio sufficiente per sostenere la libertà di ogni essere umano di scegliere il luogo in cui abitare”.
cheddire? se è facile (almeno per me), essere d’accordo da un punto di vista filosofico, continuo a restare molto perplesso sul piano pratico. fatico a individuare l’interlocutore *politico* di questo sforzo teso a “a resistere e a rivoluzionare le geografie esistenziali delle politiche migratorie”. oggi più che mai la politica *è agita* a livello finanziario, dunque ha ancora senso parlare di *politiche migratorie* come se non fossero parte integrante della *politica economica*?
e proprio qui, come ti scrivevo già in passato, Andrea, l’alta filosofia “di sinistra” rischia di prendere una cantonata storica, perché tutto ciò che è sopranazionale finisce per coincidere con la finanza internazionale, quindi con gli interessi di capitali e multinazionali, che com’è noto, tutto hanno a cuore meno che i diritti degli esseri umani. lo stesso euro e l’ultraliberismo globalizzato hanno *aumentato* in modo drammatico le disuguaglianze all’interno dell’europa stessa!! (ohi, guarda un po’… il meccanismo è lo stesso che ha creato e accentuato le disuguaglianze su scala globale in termini di terzo e quarto mondo).
chi è allora che è *più vicino a noi* e che *forse* (eh, dubbio legittimo visto la storia recente ) possiamo controllare votando sindaci/deputati/coalizioni di governo? la risposta è facile, no? lo stato nazionale. chi è l’unico interlocutore che può farsi carico di difendere scuole, ospedali, indennità e sussidi, previdenza, ambiente, ovvero, nel suo complesso, lo *stato sociale*, se non lo stato stesso, come dice la parola?
hai letto qualcosa del “nuovo sistema di voto a maggioranza qualificata” dell’unione europea? (http://europa.eu/scadplus/constitution/doublemajority_it.htm) in caso dacci un occhio così potrai spiegarti perché se 19 paesi membri (fra i quali francia ed italia) si dichiarano contrari alla coltivazione del mais OGM della pioneer, ma 5 sono favorevoli (fra i quali spagna e gran bretagna) e 4 si astengono (fra i quali la germania), la commissione europea APPROVA la commercializzaione in TUTTA l’unione europea del suddetto mais.
questa “via di sinistra” alla globalizzazione mi pare sempre più una mistificazione creata ad arte da una narrazione emotiva del comunismo che invece fa il gioco proprio di chi ha interessi finanziari diametralmente opposti. possibile che ci abbiano fatto il lavaggio del cervello a tal punto che non riusciamo a capire che per miope idealismo ci stiamo tirando la zappa sui piedi? che dicendo “stato nazionale” e “nazionalismo” si esprimono due concetti assai diversi? e allora che senso ha scrivere nella “carta di Lampedusa” che il nemico sono proprio gli “stati nazionali”? l’unica *geografia esclusiva* è quella della povertà, non dei confini degli stati; l’unica geografia esclusiva è quella che *non pone confini* alla finanza inter/multinazionale.
sembra un controsenso, ma se ci pensi bene non è così: i capitali sono incorporei, si spostano con un click e trovano forza e interessi proprio dallo spostarsi dove vogliono da un capo all’altro della terra. i migranti (e i lavoratori) sono corporei e non potranno mai spostarsi da un capo all’altro della terra senza trovarsi, inevitabilmente più poveri di prima e più invischiati in drammatiche guerre tra poveri.
beh, finito. come al solito, non pretendo risposte: sono solo spunti di riflessione dettati dal fatto che ti sento vicino circa la centralità assoluta di questa tragedia umanitaria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>riporto due passaggi per me illuminanti in senso negativo:<br />
“rifutando di appoggiarsi sulle categorie e i limiti spaziali che strutturano il campo semantico delle migrazioni: spazio nazionale, stato, spazio transnazionale, tutti questi referenti spaziali sono stati volutamente evitati precisamente per non cascare nell’errore di tracciare nuove geografie esclusive, allargando immediatamente la prospettiva allo spazio della terra come spazio condiviso”.<br />
“slegare il concetto di spazio da ogni logica di proprietà e privatizzazione, inclusa quella propria della tradizione degli stati nazionali; principio sufficiente per sostenere la libertà di ogni essere umano di scegliere il luogo in cui abitare”.<br />
cheddire? se è facile (almeno per me), essere d’accordo da un punto di vista filosofico, continuo a restare molto perplesso sul piano pratico. fatico a individuare l’interlocutore *politico* di questo sforzo teso a “a resistere e a rivoluzionare le geografie esistenziali delle politiche migratorie”. oggi più che mai la politica *è agita* a livello finanziario, dunque ha ancora senso parlare di *politiche migratorie* come se non fossero parte integrante della *politica economica*?<br />
e proprio qui, come ti scrivevo già in passato, Andrea, l’alta filosofia “di sinistra” rischia di prendere una cantonata storica, perché tutto ciò che è sopranazionale finisce per coincidere con la finanza internazionale, quindi con gli interessi di capitali e multinazionali, che com’è noto, tutto hanno a cuore meno che i diritti degli esseri umani. lo stesso euro e l’ultraliberismo globalizzato hanno *aumentato* in modo drammatico le disuguaglianze all’interno dell’europa stessa!! (ohi, guarda un po’… il meccanismo è lo stesso che ha creato e accentuato le disuguaglianze su scala globale in termini di terzo e quarto mondo).<br />
chi è allora che è *più vicino a noi* e che *forse* (eh, dubbio legittimo visto la storia recente ) possiamo controllare votando sindaci/deputati/coalizioni di governo? la risposta è facile, no? lo stato nazionale. chi è l’unico interlocutore che può farsi carico di difendere scuole, ospedali, indennità e sussidi, previdenza, ambiente, ovvero, nel suo complesso, lo *stato sociale*, se non lo stato stesso, come dice la parola?<br />
hai letto qualcosa del “nuovo sistema di voto a maggioranza qualificata” dell’unione europea? (<a href="http://europa.eu/scadplus/constitution/doublemajority_it.htm" rel="nofollow ugc">http://europa.eu/scadplus/constitution/doublemajority_it.htm</a>) in caso dacci un occhio così potrai spiegarti perché se 19 paesi membri (fra i quali francia ed italia) si dichiarano contrari alla coltivazione del mais OGM della pioneer, ma 5 sono favorevoli (fra i quali spagna e gran bretagna) e 4 si astengono (fra i quali la germania), la commissione europea APPROVA la commercializzaione in TUTTA l’unione europea del suddetto mais.<br />
questa “via di sinistra” alla globalizzazione mi pare sempre più una mistificazione creata ad arte da una narrazione emotiva del comunismo che invece fa il gioco proprio di chi ha interessi finanziari diametralmente opposti. possibile che ci abbiano fatto il lavaggio del cervello a tal punto che non riusciamo a capire che per miope idealismo ci stiamo tirando la zappa sui piedi? che dicendo “stato nazionale” e “nazionalismo” si esprimono due concetti assai diversi? e allora che senso ha scrivere nella “carta di Lampedusa” che il nemico sono proprio gli “stati nazionali”? l’unica *geografia esclusiva* è quella della povertà, non dei confini degli stati; l’unica geografia esclusiva è quella che *non pone confini* alla finanza inter/multinazionale.<br />
sembra un controsenso, ma se ci pensi bene non è così: i capitali sono incorporei, si spostano con un click e trovano forza e interessi proprio dallo spostarsi dove vogliono da un capo all’altro della terra. i migranti (e i lavoratori) sono corporei e non potranno mai spostarsi da un capo all’altro della terra senza trovarsi, inevitabilmente più poveri di prima e più invischiati in drammatiche guerre tra poveri.<br />
beh, finito. come al solito, non pretendo risposte: sono solo spunti di riflessione dettati dal fatto che ti sento vicino circa la centralità assoluta di questa tragedia umanitaria.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carlo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/02/13/pratiche-di-rovesciamento-una-carta-per-resistere-e-rivoluzionare-le-geografie-esistenziali-delle-politiche-migratorie/#comment-246445</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2014 18:05:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#039;una carta per resistere e rivoluzionare...
le geografie esistenziali...
delle politiche migratorie...&#039;
Ma che significa? Le intenzioni saranno anche buone ma l&#039;uso del linguaggio no. E si c he l&#039;argomento è dolentissimo...
Vorrei qui ricordare &#039;La memoria perduta&#039; di Gina Lagorio, libretto musicato da Scogna nel 1991. E scriveva la Lagorio:...Da Est a Ovest, da Sud a Nord si spostano le masse umane, il dramma si ripete nel tempo e nello spazio, e il libretto vuole appunto dargli voce. La tragedia si ripete con lo stesso dolore, gli stessi errori, la stessa infamia di condizioni pratiche, lo stesso prevaricare di chi ha il potere su chi è debole e indifeso....e sempre una sola luce ha rotto e può rompere le tenebre della disperazione: la luce che riscalda le menti con la ragione e riscalda gli animi con l&#039;amore.&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;una carta per resistere e rivoluzionare&#8230;<br />
le geografie esistenziali&#8230;<br />
delle politiche migratorie&#8230;&#8217;<br />
Ma che significa? Le intenzioni saranno anche buone ma l&#8217;uso del linguaggio no. E si c he l&#8217;argomento è dolentissimo&#8230;<br />
Vorrei qui ricordare &#8216;La memoria perduta&#8217; di Gina Lagorio, libretto musicato da Scogna nel 1991. E scriveva la Lagorio:&#8230;Da Est a Ovest, da Sud a Nord si spostano le masse umane, il dramma si ripete nel tempo e nello spazio, e il libretto vuole appunto dargli voce. La tragedia si ripete con lo stesso dolore, gli stessi errori, la stessa infamia di condizioni pratiche, lo stesso prevaricare di chi ha il potere su chi è debole e indifeso&#8230;.e sempre una sola luce ha rotto e può rompere le tenebre della disperazione: la luce che riscalda le menti con la ragione e riscalda gli animi con l&#8217;amore.&#8217;</p>
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