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	Commenti a: les nouveaux réalistes : Attilio del Giudice	</title>
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		<title>
		Di: Enzo Majorano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/06/14/les-nouveaux-realistes-attilio-del-giudice/#comment-251085</link>

		<dc:creator><![CDATA[Enzo Majorano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 17:34:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto più volte il racconto breve &quot;Per Elisa&quot; e l’ho trovato particolarmente intrigante e coinvolgente. 
Le parole e i luoghi, i personaggi e le loro emozioni, “ruotano” ad un ritmo perfetto. 

Sensazionale è il personaggio dello “zio” che cinicamente elude le sue responsabilità diventando quasi il narratore… colui che non è emotivamente coinvolto… una voce fuori campo che ostentando una insensibile moralità riesce a far rientrare il suo “ basso profilo” in una logica giustificazione.

Chi è il “Mostro”: Il Gobbo che stupra, ancora una volta, la nipote, affascinandola con la sua “furba” affabulazione o è Elisa che sentendosi troppo coinvolta, assolda, nell’intenzione, un Sicario “distanziatore” per “rimuovere” l’arcano dolore? 

E’ (forse) tutta colpa del “vento caldo di scirocco” che ha reso sostenibile l’idea di risolvere una lacerazione che contribuisce, però, a confondere eros e amore; passione e dolore, finzione e realtà… 

E’ tutto così amabilmente confuso nella mente di Elisa che la sua voglia di vendetta la spinge a pubblicare la storia… una storia vera, senza usare “personaggi”… che la coinvolge in pieno… in pratica una vendetta letteraria nei confronti di chi non ha veramente capito cosa sia un “maggio odoroso” .

Complimenti. Un gran bel lavoro.

Enzo Majorano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto più volte il racconto breve &#8220;Per Elisa&#8221; e l’ho trovato particolarmente intrigante e coinvolgente.<br />
Le parole e i luoghi, i personaggi e le loro emozioni, “ruotano” ad un ritmo perfetto. </p>
<p>Sensazionale è il personaggio dello “zio” che cinicamente elude le sue responsabilità diventando quasi il narratore… colui che non è emotivamente coinvolto… una voce fuori campo che ostentando una insensibile moralità riesce a far rientrare il suo “ basso profilo” in una logica giustificazione.</p>
<p>Chi è il “Mostro”: Il Gobbo che stupra, ancora una volta, la nipote, affascinandola con la sua “furba” affabulazione o è Elisa che sentendosi troppo coinvolta, assolda, nell’intenzione, un Sicario “distanziatore” per “rimuovere” l’arcano dolore? </p>
<p>E’ (forse) tutta colpa del “vento caldo di scirocco” che ha reso sostenibile l’idea di risolvere una lacerazione che contribuisce, però, a confondere eros e amore; passione e dolore, finzione e realtà… </p>
<p>E’ tutto così amabilmente confuso nella mente di Elisa che la sua voglia di vendetta la spinge a pubblicare la storia… una storia vera, senza usare “personaggi”… che la coinvolge in pieno… in pratica una vendetta letteraria nei confronti di chi non ha veramente capito cosa sia un “maggio odoroso” .</p>
<p>Complimenti. Un gran bel lavoro.</p>
<p>Enzo Majorano</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Silvana		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/06/14/les-nouveaux-realistes-attilio-del-giudice/#comment-251006</link>

		<dc:creator><![CDATA[Silvana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2014 19:57:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2014/06/14/les-nouveaux-realistes-attilio-del-giudice/#comment-250827&quot;&gt;digimax&lt;/a&gt;.

SPREGIUDICATEZZA IRRECUPERABILE
Un orco mitologico divoratore di bambini,nella accezione giornalistica viene definito pedofilo παις, παιδός (bambino) e φιλία (amicizia).Le vittime delle sue nefandezze hanno estrazioni sociali diverse,creando una bizzarra forma di democrazia sociale.Lo scorcio iniziale della vicenda concernente Sergio e la nipote è una riunione familiare ,nella zona campana di Cervinara.,per problemi successori.Cornice è la trama di un crimine che ,se fosse stato denunziato,avrebbe costituito il reato di violenza carnale su minore.La connotazione culturale è costituito da una donna dell’alta borghesia.Attilio evidenzia simbolicamente anche la disarmonia estetica,accentuatasi col trascorrere degli anni. Tra la gobba di Sergio e l’avvenenza della nipote.La protagonista Elisa, realizzata socialmente, assaporava il gusto di potersi vendicare dello zio,inducendolo a leggere il racconto imperniato sul loro segreto antico.Il suo sbalordimento per la reazione imprevista dello zio Sergio a me appare assimilabile allo sbigottimento provato per la violenza subita in quel fienile ,alla tenera età di 11(undici) anni ,come se lo stupro l’avesse lasciata ferma inconsapevolmente a quel punto della vita,che nello zio Sergio era proseguita ,invece,con un spregiudicatezza diventata totalmente irrecuperabile.Per lastricare futuri di mutamenti radicali,radendo al suolo questo tipo di misfatti,la divulgazione è essenziale.E..l’autore sembra descrivere orrori e nefandezze familiari,in un’ottica di prospettiva risolutrice,creando nel lettore indignazione e volontà anche indiretta di riscatto.Mai lo abbandonerà l’amara consapevolezza che:”…certe  cose sono sconvolgenti ed inaccettabili alla comune coscienza.La comune coscienza è inadattabile alle atrocità.E ci sarà pure qualche ragione.Forse, perche’ essa in realtà le vuole (20 Dicembre 1969), dal “Caos” di P.P.Pasolini”.Tali deplorevoli episodi potrebbero restare in ombra omertosa eternamente.Contaminazioni di reticenze irrisolte sembrano ardere palpitanti in percorsi variegati ed alternativi di colpa; finchè colpevoli assegnati a quell’inabissante oblio che,per un paradosso  sotto culturale diffuso nelle terre meridionali,trova ripetutamente  consenso nei medesimi parenti.
Silvana Cefarelli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2014/06/14/les-nouveaux-realistes-attilio-del-giudice/#comment-250827">digimax</a>.</p>
<p>SPREGIUDICATEZZA IRRECUPERABILE<br />
Un orco mitologico divoratore di bambini,nella accezione giornalistica viene definito pedofilo παις, παιδός (bambino) e φιλία (amicizia).Le vittime delle sue nefandezze hanno estrazioni sociali diverse,creando una bizzarra forma di democrazia sociale.Lo scorcio iniziale della vicenda concernente Sergio e la nipote è una riunione familiare ,nella zona campana di Cervinara.,per problemi successori.Cornice è la trama di un crimine che ,se fosse stato denunziato,avrebbe costituito il reato di violenza carnale su minore.La connotazione culturale è costituito da una donna dell’alta borghesia.Attilio evidenzia simbolicamente anche la disarmonia estetica,accentuatasi col trascorrere degli anni. Tra la gobba di Sergio e l’avvenenza della nipote.La protagonista Elisa, realizzata socialmente, assaporava il gusto di potersi vendicare dello zio,inducendolo a leggere il racconto imperniato sul loro segreto antico.Il suo sbalordimento per la reazione imprevista dello zio Sergio a me appare assimilabile allo sbigottimento provato per la violenza subita in quel fienile ,alla tenera età di 11(undici) anni ,come se lo stupro l’avesse lasciata ferma inconsapevolmente a quel punto della vita,che nello zio Sergio era proseguita ,invece,con un spregiudicatezza diventata totalmente irrecuperabile.Per lastricare futuri di mutamenti radicali,radendo al suolo questo tipo di misfatti,la divulgazione è essenziale.E..l’autore sembra descrivere orrori e nefandezze familiari,in un’ottica di prospettiva risolutrice,creando nel lettore indignazione e volontà anche indiretta di riscatto.Mai lo abbandonerà l’amara consapevolezza che:”…certe  cose sono sconvolgenti ed inaccettabili alla comune coscienza.La comune coscienza è inadattabile alle atrocità.E ci sarà pure qualche ragione.Forse, perche’ essa in realtà le vuole (20 Dicembre 1969), dal “Caos” di P.P.Pasolini”.Tali deplorevoli episodi potrebbero restare in ombra omertosa eternamente.Contaminazioni di reticenze irrisolte sembrano ardere palpitanti in percorsi variegati ed alternativi di colpa; finchè colpevoli assegnati a quell’inabissante oblio che,per un paradosso  sotto culturale diffuso nelle terre meridionali,trova ripetutamente  consenso nei medesimi parenti.<br />
Silvana Cefarelli</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: digimax		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/06/14/les-nouveaux-realistes-attilio-del-giudice/#comment-250827</link>

		<dc:creator><![CDATA[digimax]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2014 13:38:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=48298#comment-250827</guid>

					<description><![CDATA[Trovo questo racconto assolutamente straordinario.
Per il tema, complesso, doloroso (ma sempre tristemente d&#039;attualità) della violenza sulle donne, cui Attilio Del Giudice ha, in molteplici occasioni, dedicato impegno e passione letteraria.
Per la disamina psicologica dei protagonisti che si dipana e si comprende man mano che la storia si sviluppa, inizialmente spiazzando il lettore ma poi restituendo senso e significato anche ai comportamenti più imprevedibili dei due soggetti letterari.
Per la sapienza tecnica della scrittura, che a mio avviso, in questo racconto, raggiunge livelli altissimi, quasi a configurarsi come una dimostrazione, una virtuosa esibizione delle potenzialità straordinarie di questo &quot;facitore di storie&quot;.
Il finale, poi......
un auspicio? una minaccia? o una indulgente, rassegnata superiorità emotiva?
Bravo di cuore
Digimax]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo questo racconto assolutamente straordinario.<br />
Per il tema, complesso, doloroso (ma sempre tristemente d&#8217;attualità) della violenza sulle donne, cui Attilio Del Giudice ha, in molteplici occasioni, dedicato impegno e passione letteraria.<br />
Per la disamina psicologica dei protagonisti che si dipana e si comprende man mano che la storia si sviluppa, inizialmente spiazzando il lettore ma poi restituendo senso e significato anche ai comportamenti più imprevedibili dei due soggetti letterari.<br />
Per la sapienza tecnica della scrittura, che a mio avviso, in questo racconto, raggiunge livelli altissimi, quasi a configurarsi come una dimostrazione, una virtuosa esibizione delle potenzialità straordinarie di questo &#8220;facitore di storie&#8221;.<br />
Il finale, poi&#8230;&#8230;<br />
un auspicio? una minaccia? o una indulgente, rassegnata superiorità emotiva?<br />
Bravo di cuore<br />
Digimax</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: rosa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/06/14/les-nouveaux-realistes-attilio-del-giudice/#comment-250775</link>

		<dc:creator><![CDATA[rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2014 19:35:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A parte la scrittura,agile e personale nello stile (come sempre,del resto),
 il nucleo attrattivo del racconto sta nella sorpresa:sorpresa non tanto per
 il terribile episodio dello stupro(succede,eccome,anche in quegli ambienti),
 quanto per i comportamenti.Un tentativo di vendetta o una ricerca di qualche forma di rimorso attraverso l&#039;originale via di un racconto da parte della nipote;
il cinismo inveterato dello zio, che con le sue elucubrazioni spiazza la nipote
 e fa fallire il suo piano.

 Complimenti   Rosa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A parte la scrittura,agile e personale nello stile (come sempre,del resto),<br />
 il nucleo attrattivo del racconto sta nella sorpresa:sorpresa non tanto per<br />
 il terribile episodio dello stupro(succede,eccome,anche in quegli ambienti),<br />
 quanto per i comportamenti.Un tentativo di vendetta o una ricerca di qualche forma di rimorso attraverso l&#8217;originale via di un racconto da parte della nipote;<br />
il cinismo inveterato dello zio, che con le sue elucubrazioni spiazza la nipote<br />
 e fa fallire il suo piano.</p>
<p> Complimenti   Rosa</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mimmo dello monaco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/06/14/les-nouveaux-realistes-attilio-del-giudice/#comment-250701</link>

		<dc:creator><![CDATA[mimmo dello monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2014 10:32:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=48298#comment-250701</guid>

					<description><![CDATA[Questo bel racconto di Attilio, sembra seguire la logica del “brutto, sporco e cattivo”: un “vecchio porco”, gobbo, ha stuprato anni addietro una nipotina undicenne.
La bimba, ormai quarantenne, lo rivede in occasione di un incontro di famiglia, e, sempre ricordando ciò che non si può dimenticare, ricorre a un espediente narrativo per rimettere lo zio di fronte al terribile avvenimento. Qui, vien fuori la genialità dello scrittore: con un colpo di genio, il vecchio satiro spiazza (o tenta di spiazzare) la nipote, sostenendo con inaudita impudenza che la sconvolgente esperienza della ragazza possa avere avuto il merito di favorirla nel suo percorso di scrittura creativa. Dialetticamente magistrale e pro domo sua, la tirata su l’eros contemporaneo, il pornografico “senza rischi, senza misteri”, contrappunto aberrante a una positiva ”esperienza forte e personale”.
Il brutto sporco e cattivo si è così rivelato un raffinato cinico impudente e, a suo modo, furbastro affabulatore.
I caratteri che contradistinguono i personaggi nati dalla penna di Attilio sono sempre ben definiti. Sin dall’inizio. 
L’io narrante del racconto, la giovane donna, pur portando dentro di sé da decenni il doloroso ricordo dell’accaduto, ha un atteggiamento alquanto distaccato, quasi aristocratico, tipico della classe sociale cui evidentemente appartiene.Ci appare anche come persona concreta, decisa a sfruttare l’occasione dell’incontro di famiglia per contestare allo stupratore l’episodio, da lei già rielaborato nel racconto vincitore di concorso.
“Il vecchio porco” con il suo affabulare, con le sue dissertazioni non prive di buon senso mi genera un senso di colpa. Devo farmi forza: devo evitare che mi diventi simpatico.
mimmo dello monaco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo bel racconto di Attilio, sembra seguire la logica del “brutto, sporco e cattivo”: un “vecchio porco”, gobbo, ha stuprato anni addietro una nipotina undicenne.<br />
La bimba, ormai quarantenne, lo rivede in occasione di un incontro di famiglia, e, sempre ricordando ciò che non si può dimenticare, ricorre a un espediente narrativo per rimettere lo zio di fronte al terribile avvenimento. Qui, vien fuori la genialità dello scrittore: con un colpo di genio, il vecchio satiro spiazza (o tenta di spiazzare) la nipote, sostenendo con inaudita impudenza che la sconvolgente esperienza della ragazza possa avere avuto il merito di favorirla nel suo percorso di scrittura creativa. Dialetticamente magistrale e pro domo sua, la tirata su l’eros contemporaneo, il pornografico “senza rischi, senza misteri”, contrappunto aberrante a una positiva ”esperienza forte e personale”.<br />
Il brutto sporco e cattivo si è così rivelato un raffinato cinico impudente e, a suo modo, furbastro affabulatore.<br />
I caratteri che contradistinguono i personaggi nati dalla penna di Attilio sono sempre ben definiti. Sin dall’inizio.<br />
L’io narrante del racconto, la giovane donna, pur portando dentro di sé da decenni il doloroso ricordo dell’accaduto, ha un atteggiamento alquanto distaccato, quasi aristocratico, tipico della classe sociale cui evidentemente appartiene.Ci appare anche come persona concreta, decisa a sfruttare l’occasione dell’incontro di famiglia per contestare allo stupratore l’episodio, da lei già rielaborato nel racconto vincitore di concorso.<br />
“Il vecchio porco” con il suo affabulare, con le sue dissertazioni non prive di buon senso mi genera un senso di colpa. Devo farmi forza: devo evitare che mi diventi simpatico.<br />
mimmo dello monaco</p>
]]></content:encoded>
		
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