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	Commenti a: Il tempo congelato della politica israeliana	</title>
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		<title>
		Di: Giuseppe Luca Mantegazza		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Luca Mantegazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2014 18:04:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’operazione “Margine protettivo” dell’IDF contro Hamas, ormai al termine, lascia quasi duemila morti palestinesi, in maggioranza civili, in una Striscia di Gaza ridotta ad un cumulo di macerie.
Lo stesso esercito israeliano, probabilmente quello piu’ operativo e tecnologicamente piu’ dotato al Mondo, paga il numero più alto di perdite dalla guerra contro Hezbollah nel 2006 in Libano,
e, forse, e’  proprio lo stato della stella di Davide, a fare i conti con le macerie peggiori, quelle provocate da un uso della forza eccessivo, rabbioso, e da una evidente mancanza di visione strategica e politica, il primo come conseguenza del secondo.
Macerie morali ed etiche, come ha scritto in un intervento sul quotidiano Haaretz, la scrittrice Amira Hass, con cui la societa’ israeliana fara’ i conti, non  appena l’eco dei colpi, sparati dai droni, dalla marina, e dalle artiglierie israeliane, cessera’.
Meno probabile, che siano i fondamentalisti di Hamas, a cessare la costruzione dei cunicoli ed il lancio di razzi verso le cittadine del Sud Di Israele, prese di mira ininterrottamente  dal 2005 , e cioe’ dall’anno in cui, unilateralmente, gli israeliani si sono disimpegnati dalla striscia di Gaza, ad oggi.
Perche’, se e’ vero che in Israele, il dibattito culturale, etico e morale,  sulla pace, sulla guerra, sul diritto a difendersi, e sul cammino su cui si vorrebbe indirizzare, rimane sempre aperto, 
pare altrettanto vero che a Gaza, almeno fin quando sara’ governata dai fondamentalisti di  Hamas, nessun dibattito potra’ mai scaturire. 
Perche’, se e’ vero che Israele, con questa operazione militare (l’ennesima a Gaza), non sconfiggera&#039; il fanatismo islamista, e non accrescera&#039; di un millimetro la sua sicurezza,
e’ altrettanto vero che il dibattito politico, ed un’impegno strategico che riguardi tutta l’area mediorientale, non pare sia in agenda della diplomazia internazionale.
Una diplomazia sempre piu’ confusa e poliedrica, dove gli Stati Uniti di Obama, piu’ o meno costretti ad abbandonare l’unilateralismo interventista delle precedenti amministrazioni americane, appaiono sempre piu’ in ritirata.
Un disimpegno sul campo, a smentire le piu’ rosee previsioni degli analisti della Casa Bianca, secondo cui sarebbe bastato l’impegno “mordi e fuggi” dei droni per stabilizzare il Medio Oriente (e non solo), insieme ad una ritirata diplomatica, che stanno provocando macerie in buona parte di medio oriente e di Africa, sempre piu’ prede dei fondamentalismi sunniti (Isis,Al Shabab, Boko Haram,) ispirati e finanziati dalle petromonarchie del Golfo (sauditi e Qatar in testa).
E’ plausibile che una delle chiavi di lettura, su quest’ultimo intervento israeliano, si trovi proprio qui: e cioe’ nel tentativo dell’unico vero avamposto occidentale in quell’area, di rompere l’isolamento, e l’assediamento dal fondamentalismo islamista, allargatosi a dismisura, grazie al vuoto d’iniziativa  e d’interventismo americano (l’ assenza europea e’ scontata), dando una lezione ai terroristi di Hamas (esigenza giustificata), anche se in realta’ la vera lezione e’ stata data al popolo di Gaza.
Se cosi’ fosse, dovremmo ammettere che la prima linea su cui combatte israele, in realta’, sia una linea molto piu’ vicina, specie per noi europei, di quanto vorremmo illuderci.
Rimane, infine, avvilente il dibattito che quest’ultimo episodio dell’infinita guerra israelo-palestinese, ha scaturito: un dibattito sterile, parziale, ideologico,
relegato a modelli da vecchia “cortina di ferro”, e di cio’ ne e’ responsabile una certa politica, soprattutto  a sinistra.
Il paradigma per provare a farsi un&#039;idea “minima” del mondo, dovrebbe essere quello della &quot;complessita&#039;&quot;, slogan, tifoserie, semplificazioni e posizioni ideologiche, non aiutano la comprensione, specie di un conflitto che dura da 60 anni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’operazione “Margine protettivo” dell’IDF contro Hamas, ormai al termine, lascia quasi duemila morti palestinesi, in maggioranza civili, in una Striscia di Gaza ridotta ad un cumulo di macerie.<br />
Lo stesso esercito israeliano, probabilmente quello piu’ operativo e tecnologicamente piu’ dotato al Mondo, paga il numero più alto di perdite dalla guerra contro Hezbollah nel 2006 in Libano,<br />
e, forse, e’  proprio lo stato della stella di Davide, a fare i conti con le macerie peggiori, quelle provocate da un uso della forza eccessivo, rabbioso, e da una evidente mancanza di visione strategica e politica, il primo come conseguenza del secondo.<br />
Macerie morali ed etiche, come ha scritto in un intervento sul quotidiano Haaretz, la scrittrice Amira Hass, con cui la societa’ israeliana fara’ i conti, non  appena l’eco dei colpi, sparati dai droni, dalla marina, e dalle artiglierie israeliane, cessera’.<br />
Meno probabile, che siano i fondamentalisti di Hamas, a cessare la costruzione dei cunicoli ed il lancio di razzi verso le cittadine del Sud Di Israele, prese di mira ininterrottamente  dal 2005 , e cioe’ dall’anno in cui, unilateralmente, gli israeliani si sono disimpegnati dalla striscia di Gaza, ad oggi.<br />
Perche’, se e’ vero che in Israele, il dibattito culturale, etico e morale,  sulla pace, sulla guerra, sul diritto a difendersi, e sul cammino su cui si vorrebbe indirizzare, rimane sempre aperto,<br />
pare altrettanto vero che a Gaza, almeno fin quando sara’ governata dai fondamentalisti di  Hamas, nessun dibattito potra’ mai scaturire.<br />
Perche’, se e’ vero che Israele, con questa operazione militare (l’ennesima a Gaza), non sconfiggera&#8217; il fanatismo islamista, e non accrescera&#8217; di un millimetro la sua sicurezza,<br />
e’ altrettanto vero che il dibattito politico, ed un’impegno strategico che riguardi tutta l’area mediorientale, non pare sia in agenda della diplomazia internazionale.<br />
Una diplomazia sempre piu’ confusa e poliedrica, dove gli Stati Uniti di Obama, piu’ o meno costretti ad abbandonare l’unilateralismo interventista delle precedenti amministrazioni americane, appaiono sempre piu’ in ritirata.<br />
Un disimpegno sul campo, a smentire le piu’ rosee previsioni degli analisti della Casa Bianca, secondo cui sarebbe bastato l’impegno “mordi e fuggi” dei droni per stabilizzare il Medio Oriente (e non solo), insieme ad una ritirata diplomatica, che stanno provocando macerie in buona parte di medio oriente e di Africa, sempre piu’ prede dei fondamentalismi sunniti (Isis,Al Shabab, Boko Haram,) ispirati e finanziati dalle petromonarchie del Golfo (sauditi e Qatar in testa).<br />
E’ plausibile che una delle chiavi di lettura, su quest’ultimo intervento israeliano, si trovi proprio qui: e cioe’ nel tentativo dell’unico vero avamposto occidentale in quell’area, di rompere l’isolamento, e l’assediamento dal fondamentalismo islamista, allargatosi a dismisura, grazie al vuoto d’iniziativa  e d’interventismo americano (l’ assenza europea e’ scontata), dando una lezione ai terroristi di Hamas (esigenza giustificata), anche se in realta’ la vera lezione e’ stata data al popolo di Gaza.<br />
Se cosi’ fosse, dovremmo ammettere che la prima linea su cui combatte israele, in realta’, sia una linea molto piu’ vicina, specie per noi europei, di quanto vorremmo illuderci.<br />
Rimane, infine, avvilente il dibattito che quest’ultimo episodio dell’infinita guerra israelo-palestinese, ha scaturito: un dibattito sterile, parziale, ideologico,<br />
relegato a modelli da vecchia “cortina di ferro”, e di cio’ ne e’ responsabile una certa politica, soprattutto  a sinistra.<br />
Il paradigma per provare a farsi un&#8217;idea “minima” del mondo, dovrebbe essere quello della &#8220;complessita&#8217;&#8221;, slogan, tifoserie, semplificazioni e posizioni ideologiche, non aiutano la comprensione, specie di un conflitto che dura da 60 anni.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/07/21/il-tempo-congelato-della-politica-estera-israeliana/#comment-252655</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2014 22:39:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=48527#comment-252655</guid>

					<description><![CDATA[Lorenzo,

Sei d&#039;accordo del fatto accaduto a Marsiglia: la degradazione di una stele per bambini ebrei deportati e assassinati? E &#039;la seconda volta in Francia questa settimana.
Non è antisemitismo?

Mi sembra che non ho mai approvato tutto atto che &quot;puzza&quot;(scusare la parola) l&#039;odio.

Triste il conto dei fatti.

E&#039;quello che temevo: l&#039;accecamento da una parte e dall&#039;altra.
Ho letto qui  qualche commento che mi hanno sbalordita.

Mi fermo qui Lorenzo.
Siamo arrivati a una partita dove si contano punti.
 Punti che sottolineano l&#039;odio di un campo o di un altro.

In ogni modo la situazione è abbastanza tragica per non continuare con le parole un&#039;escalazione che va verso niente.

Niente

Eccetto il sentimento di non avere essere stato capito/capita.
 Ciascuno ritrova finalmente la sua solitudine e un po di tristezza in sé.

Ho parlato dal mio sentimento che non si vuole essere possessore della verità. Eccettobi fatti raccontati.
La verità si fa tra voci diversi.

Ho condannato l&#039;azione militare dello stato d&#039;Israël, ma non ho scusato le Hamas. Ho parlato dei atti antisemiti in Francia. Non si giustificano.
Non ho parlato della situazione italiana, perché non vivo in Italia.

Per il resto il mio commento non ha nessuna influenza, neanche il tuo. Si perdono nell&#039;oceano del web.

I governi in conflitto non ascoltano la populazione. Non ascoltano i gridi delle madri e dei bambini.
Sono sordi.

Triste spettacolo per la giovinezza.
E&#039;la sola questione: quale esempio vogliamo dare alla giovinezza?
Quale futuro?  Continuare a vivere insieme o dividere?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lorenzo,</p>
<p>Sei d&#8217;accordo del fatto accaduto a Marsiglia: la degradazione di una stele per bambini ebrei deportati e assassinati? E &#8216;la seconda volta in Francia questa settimana.<br />
Non è antisemitismo?</p>
<p>Mi sembra che non ho mai approvato tutto atto che &#8220;puzza&#8221;(scusare la parola) l&#8217;odio.</p>
<p>Triste il conto dei fatti.</p>
<p>E&#8217;quello che temevo: l&#8217;accecamento da una parte e dall&#8217;altra.<br />
Ho letto qui  qualche commento che mi hanno sbalordita.</p>
<p>Mi fermo qui Lorenzo.<br />
Siamo arrivati a una partita dove si contano punti.<br />
 Punti che sottolineano l&#8217;odio di un campo o di un altro.</p>
<p>In ogni modo la situazione è abbastanza tragica per non continuare con le parole un&#8217;escalazione che va verso niente.</p>
<p>Niente</p>
<p>Eccetto il sentimento di non avere essere stato capito/capita.<br />
 Ciascuno ritrova finalmente la sua solitudine e un po di tristezza in sé.</p>
<p>Ho parlato dal mio sentimento che non si vuole essere possessore della verità. Eccettobi fatti raccontati.<br />
La verità si fa tra voci diversi.</p>
<p>Ho condannato l&#8217;azione militare dello stato d&#8217;Israël, ma non ho scusato le Hamas. Ho parlato dei atti antisemiti in Francia. Non si giustificano.<br />
Non ho parlato della situazione italiana, perché non vivo in Italia.</p>
<p>Per il resto il mio commento non ha nessuna influenza, neanche il tuo. Si perdono nell&#8217;oceano del web.</p>
<p>I governi in conflitto non ascoltano la populazione. Non ascoltano i gridi delle madri e dei bambini.<br />
Sono sordi.</p>
<p>Triste spettacolo per la giovinezza.<br />
E&#8217;la sola questione: quale esempio vogliamo dare alla giovinezza?<br />
Quale futuro?  Continuare a vivere insieme o dividere?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lorenzo Galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/07/21/il-tempo-congelato-della-politica-estera-israeliana/#comment-252639</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2014 18:44:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma 

propone IL NOBEL PER LA PACE ALL&#039;ESERCITO ISRAELIANO

https://www.youtube.com/watch?v=Gqgps7ioYpE

Poi magari si parlerà (a sproposito, tanto per cambiare) di antisemitismo quando qualcuno a Roma scriverà altre scritte contro gli ebrei.

Quand&#039;é che si parlerà del razzismo degli esponenti delle comunità ebraiche?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma </p>
<p>propone IL NOBEL PER LA PACE ALL&#8217;ESERCITO ISRAELIANO</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Gqgps7ioYpE" rel="nofollow ugc">https://www.youtube.com/watch?v=Gqgps7ioYpE</a></p>
<p>Poi magari si parlerà (a sproposito, tanto per cambiare) di antisemitismo quando qualcuno a Roma scriverà altre scritte contro gli ebrei.</p>
<p>Quand&#8217;é che si parlerà del razzismo degli esponenti delle comunità ebraiche?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lorenzo Galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/07/21/il-tempo-congelato-della-politica-estera-israeliana/#comment-252620</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2014 12:07:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Su quanto succede in Francia, ecco cosa dice l&#039;attivista israeliano di origine francesce Michel Warschawski:
By banning French protests last Saturday against Israeli war crimes in Gaza, Hollande and Valls disgraced themselves. The French people, however, who ignored the ban and turned out en masse in various cities throughout France to express solidarity with Gaza, can be proud.

Two years ago, on behalf of the Alternative Information Centre (AIC), I received the 2012 Prix des Droits de l&#039;Homme de la République Française from French Justice Minister Christiane Taubira for our fight against Israeli impunity. This week, while reading the news, I thought a moment about returning this prize to the French authorities in response to the ban by Francois Hollande and Manuel Valls&#039; government of a protest in Paris last Saturday against the crimes committed by the Israeli army in Gaza. Last week we again protested in Tel Aviv with the same slogans as those of the banned protest in France. Hollande is more Zionist than Netanyahu and Manuel Valls is less democratic than Aharonovitch (Israel&#039;s interior minister from the ultra-right-wing Yisrael Beiteinu party)!

Later on, I saw that thousands of protestors had ignored this unjust order of their politicians, assembling en masse in Saint Etienne, Lille, Strasbourg, and in a dozen other French cities. I told myself that the prize AIC had received in honour of the struggle against injustice was actually given by France, not by the prime minister. France should be proud. It was Valls and Hollande who brought shame upon themselves; the French people held mass protests against the impunity afforded by its leaders to the state of Israel.

One of the arguments used - which one might say is stale and overworked - by Valls and friends is that they don&#039;t want to &#039;import the conflict into France.&#039; I have never understood what &#039;importing a conflict&#039; means. Since when is solidarity with victims of aggression called &#039;importing a conflict&#039;? This argument, however, is inapplicable when they talk about their friends at the Conseil Représentatif des Institutions juives de France (CRIF), the organisation which has become the primary ambassador of Israel in Europe and which has tried to hold European Jewry hostage in unconditionally supporting the war crimes committed by the Jewish state.

France&#039;s honour is also shown by the late Stéphane Hessel and his partner Christiane, who worked tirelessly to express their support for the people of Gaza. They visited Gaza on several occasions to declare loud and clear their solidarity with the martyred population.

By supporting the Israeli aggressor and forbidding protestors to march in support of the people of Gaza in several French cities, most notably in Paris which to the world represents the capital of human rights, Manuel Valls and Francois Hollande have disgraced themselves. Not the French people, however,  a majority of whom knew which camp to choose: indignation in the face of war crimes and solidarity with the massacred children of Gaza. These protestors, in disobeying the government&#039;s edict, have made eminently clear their refusal to see these massacres continue.
Da qui: http://www.alternativenews.org/english/index.php/blogs/michael-warschawski/8329-the-shame-of-france
dove si può vedere anche un video su un corteo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su quanto succede in Francia, ecco cosa dice l&#8217;attivista israeliano di origine francesce Michel Warschawski:<br />
By banning French protests last Saturday against Israeli war crimes in Gaza, Hollande and Valls disgraced themselves. The French people, however, who ignored the ban and turned out en masse in various cities throughout France to express solidarity with Gaza, can be proud.</p>
<p>Two years ago, on behalf of the Alternative Information Centre (AIC), I received the 2012 Prix des Droits de l&#8217;Homme de la République Française from French Justice Minister Christiane Taubira for our fight against Israeli impunity. This week, while reading the news, I thought a moment about returning this prize to the French authorities in response to the ban by Francois Hollande and Manuel Valls&#8217; government of a protest in Paris last Saturday against the crimes committed by the Israeli army in Gaza. Last week we again protested in Tel Aviv with the same slogans as those of the banned protest in France. Hollande is more Zionist than Netanyahu and Manuel Valls is less democratic than Aharonovitch (Israel&#8217;s interior minister from the ultra-right-wing Yisrael Beiteinu party)!</p>
<p>Later on, I saw that thousands of protestors had ignored this unjust order of their politicians, assembling en masse in Saint Etienne, Lille, Strasbourg, and in a dozen other French cities. I told myself that the prize AIC had received in honour of the struggle against injustice was actually given by France, not by the prime minister. France should be proud. It was Valls and Hollande who brought shame upon themselves; the French people held mass protests against the impunity afforded by its leaders to the state of Israel.</p>
<p>One of the arguments used &#8211; which one might say is stale and overworked &#8211; by Valls and friends is that they don&#8217;t want to &#8216;import the conflict into France.&#8217; I have never understood what &#8216;importing a conflict&#8217; means. Since when is solidarity with victims of aggression called &#8216;importing a conflict&#8217;? This argument, however, is inapplicable when they talk about their friends at the Conseil Représentatif des Institutions juives de France (CRIF), the organisation which has become the primary ambassador of Israel in Europe and which has tried to hold European Jewry hostage in unconditionally supporting the war crimes committed by the Jewish state.</p>
<p>France&#8217;s honour is also shown by the late Stéphane Hessel and his partner Christiane, who worked tirelessly to express their support for the people of Gaza. They visited Gaza on several occasions to declare loud and clear their solidarity with the martyred population.</p>
<p>By supporting the Israeli aggressor and forbidding protestors to march in support of the people of Gaza in several French cities, most notably in Paris which to the world represents the capital of human rights, Manuel Valls and Francois Hollande have disgraced themselves. Not the French people, however,  a majority of whom knew which camp to choose: indignation in the face of war crimes and solidarity with the massacred children of Gaza. These protestors, in disobeying the government&#8217;s edict, have made eminently clear their refusal to see these massacres continue.<br />
Da qui: <a href="http://www.alternativenews.org/english/index.php/blogs/michael-warschawski/8329-the-shame-of-france" rel="nofollow ugc">http://www.alternativenews.org/english/index.php/blogs/michael-warschawski/8329-the-shame-of-france</a><br />
dove si può vedere anche un video su un corteo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Valeria Argiolas		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/07/21/il-tempo-congelato-della-politica-estera-israeliana/#comment-252617</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valeria Argiolas]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2014 09:50:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=48527#comment-252617</guid>

					<description><![CDATA[Véronique, non esagerare. Perché davvero basta. Le Monde Diplomatique, France 3 etc sono media mainstream pure. Gli intelletuali citati sono pure sionisti...cosa si puo aggiungere...Mi astengo sul Crif, leggiti Vidal e Wiviorka, Herzbrun, Sibony o Boniface... (che ne so, vedi tu, mi sono stancata) sionisti seri, non alnalfabeti mentali, oramai siamo arrivati pure ad apprezzare non dico l&#039;onestà intelletuale del nemico ma l&#039;intelletualità tout court in questo deserto infame, la barbarie che scrive, che parla col niente. La malvagità del banale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Véronique, non esagerare. Perché davvero basta. Le Monde Diplomatique, France 3 etc sono media mainstream pure. Gli intelletuali citati sono pure sionisti&#8230;cosa si puo aggiungere&#8230;Mi astengo sul Crif, leggiti Vidal e Wiviorka, Herzbrun, Sibony o Boniface&#8230; (che ne so, vedi tu, mi sono stancata) sionisti seri, non alnalfabeti mentali, oramai siamo arrivati pure ad apprezzare non dico l&#8217;onestà intelletuale del nemico ma l&#8217;intelletualità tout court in questo deserto infame, la barbarie che scrive, che parla col niente. La malvagità del banale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ng		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/07/21/il-tempo-congelato-della-politica-estera-israeliana/#comment-252616</link>

		<dc:creator><![CDATA[ng]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2014 09:49:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=48527#comment-252616</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2014/07/21/il-tempo-congelato-della-politica-estera-israeliana/#comment-252614&quot;&gt;véronique vergé&lt;/a&gt;.

Hamas nasconde razzi nelle scuole, Israele le bombarda. Chi è il terrorista?
Hamas è un&#039;organizzazione palestinese, fatta da persone palestinesi, Gaza è Palestina. Israele entra con i carriarmati in terra palestinese. Chi è l&#039;intruso?
Hamas reagisce all&#039;intrusione. Tu cosa avresti fatto?
La propaganda israeliana è fondata su menzogne. Perché non lo dici?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2014/07/21/il-tempo-congelato-della-politica-estera-israeliana/#comment-252614">véronique vergé</a>.</p>
<p>Hamas nasconde razzi nelle scuole, Israele le bombarda. Chi è il terrorista?<br />
Hamas è un&#8217;organizzazione palestinese, fatta da persone palestinesi, Gaza è Palestina. Israele entra con i carriarmati in terra palestinese. Chi è l&#8217;intruso?<br />
Hamas reagisce all&#8217;intrusione. Tu cosa avresti fatto?<br />
La propaganda israeliana è fondata su menzogne. Perché non lo dici?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/07/21/il-tempo-congelato-della-politica-estera-israeliana/#comment-252615</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2014 09:47:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=48527#comment-252615</guid>

					<description><![CDATA[Valeria,

Non vedo il vincolo tra la liberazione della Palestina, attegiamento della polizia francese &quot;contrôle au faciès&quot; 
e Ebrei.

Che c&#039;entra gli ebrei ?

Il razzismo non è il fatto degli ebrei che subiscono razzismo da una minorità araba e del Fronte Nazionale.

Il razzismo anti musulmani viene da una populazione di estrema destra.
Non dagli ebrei. 

Questo ragionamento che mescola tutto conduce a l&#039;orrore di Tolosa.

E&#039; grave di scrivere un commento di questo genere.
(Non la testimonianza del professore di francese.)

Non posso più commentare e continuare il dialogo.
C&#039;è troppo febbre. Di passione.

Dobbiamo riflettere con calma e non seguire idee che partono in tutte direzioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valeria,</p>
<p>Non vedo il vincolo tra la liberazione della Palestina, attegiamento della polizia francese &#8220;contrôle au faciès&#8221;<br />
e Ebrei.</p>
<p>Che c&#8217;entra gli ebrei ?</p>
<p>Il razzismo non è il fatto degli ebrei che subiscono razzismo da una minorità araba e del Fronte Nazionale.</p>
<p>Il razzismo anti musulmani viene da una populazione di estrema destra.<br />
Non dagli ebrei. </p>
<p>Questo ragionamento che mescola tutto conduce a l&#8217;orrore di Tolosa.</p>
<p>E&#8217; grave di scrivere un commento di questo genere.<br />
(Non la testimonianza del professore di francese.)</p>
<p>Non posso più commentare e continuare il dialogo.<br />
C&#8217;è troppo febbre. Di passione.</p>
<p>Dobbiamo riflettere con calma e non seguire idee che partono in tutte direzioni.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/07/21/il-tempo-congelato-della-politica-estera-israeliana/#comment-252614</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2014 09:27:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=48527#comment-252614</guid>

					<description><![CDATA[Valeria,

Dunque tutta la stampa francese racconta menzogne? 
La prima mabifestazione ha scattato odio inammissible verso Ebrei.
Non hanno da subire l&#039;orrore perpetrato a Gaza.
Non è giusto.

Le Crif ( Conseil représentatif des institutions juives de France) ha per missione di lottare contro l&#039;antisemitismo e di fare conoscere la cultura ebraïca.
E&#039; conosciuto per il suo umanismo.

Ci sono a Marsiglia molte associazioni che hanno per solo passione: dare uno spazio alla cultura ebraïca. Contribuire  &quot;au vivre ensemble&quot;.

Non sostengo La Ligue de défense juive. Ma approvo il lavoro del Crif.
Aggiungo che il Crif non approve La ligue de défense juive.

Vivo in un paese dove mi piace potere andare dentro una sinagoga, gustare dolci orientali, parlare con amici di tutta origina, leggere una litteratura ricca di mille voci.

Marsiglia è un bellissimo esempio di incontri tra le culture che fanno la Francia.
Con amore. Senza odio.

(era una parentesi)

Per ricordare:

L&#039;antisemitismo riguarda tutto atto contro ebrei perché sono ebrei.
Tutto atto che mette in pericolo ebrei in nomine di falso pretesto.
Atti gravissimi sono accaduto per una manifestazione.
-Preciso che la maggiorenza delle manifestazioni erano tranquille.-

Approvo iniziative in favore della pace: &quot;arabi e israeliani non sono nemici&quot;.

Per il resto concordiamo: il governo israeliano corre al disastro. La situazione è insopportabile per donne e bambini, e per chi lavora per la pace.
Ma una domanda: è vero o no che la Hamas nasconde razzi nelle scuole?
Su France Inter si parlava a un momento di questa informazione stamattina .
Non siamo lì.
In questo caos voci contradittorie si fanno sentire.
Difficile di avvicinare la verità.

In ogni modo niente giustifica la morte di innocenti. Senza armi.

Il rischio politico è un aumento della zona d&#039;influenza jihadiste. Allora sarebbe una minaccia terribile per tutti, in particolare per le donne.

Abbiamo la voglia di gridare:
&quot;fermate tutto. Fate un passo. In nomine della pace e del rispetto della vita umana. Basta. &quot;

Siamo molti a pensarlo. 
La maggiorenza, credo.
E&#039;la ragione per la quale questo conflitto mette tenebra in nostri cuori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valeria,</p>
<p>Dunque tutta la stampa francese racconta menzogne?<br />
La prima mabifestazione ha scattato odio inammissible verso Ebrei.<br />
Non hanno da subire l&#8217;orrore perpetrato a Gaza.<br />
Non è giusto.</p>
<p>Le Crif ( Conseil représentatif des institutions juives de France) ha per missione di lottare contro l&#8217;antisemitismo e di fare conoscere la cultura ebraïca.<br />
E&#8217; conosciuto per il suo umanismo.</p>
<p>Ci sono a Marsiglia molte associazioni che hanno per solo passione: dare uno spazio alla cultura ebraïca. Contribuire  &#8220;au vivre ensemble&#8221;.</p>
<p>Non sostengo La Ligue de défense juive. Ma approvo il lavoro del Crif.<br />
Aggiungo che il Crif non approve La ligue de défense juive.</p>
<p>Vivo in un paese dove mi piace potere andare dentro una sinagoga, gustare dolci orientali, parlare con amici di tutta origina, leggere una litteratura ricca di mille voci.</p>
<p>Marsiglia è un bellissimo esempio di incontri tra le culture che fanno la Francia.<br />
Con amore. Senza odio.</p>
<p>(era una parentesi)</p>
<p>Per ricordare:</p>
<p>L&#8217;antisemitismo riguarda tutto atto contro ebrei perché sono ebrei.<br />
Tutto atto che mette in pericolo ebrei in nomine di falso pretesto.<br />
Atti gravissimi sono accaduto per una manifestazione.<br />
-Preciso che la maggiorenza delle manifestazioni erano tranquille.-</p>
<p>Approvo iniziative in favore della pace: &#8220;arabi e israeliani non sono nemici&#8221;.</p>
<p>Per il resto concordiamo: il governo israeliano corre al disastro. La situazione è insopportabile per donne e bambini, e per chi lavora per la pace.<br />
Ma una domanda: è vero o no che la Hamas nasconde razzi nelle scuole?<br />
Su France Inter si parlava a un momento di questa informazione stamattina .<br />
Non siamo lì.<br />
In questo caos voci contradittorie si fanno sentire.<br />
Difficile di avvicinare la verità.</p>
<p>In ogni modo niente giustifica la morte di innocenti. Senza armi.</p>
<p>Il rischio politico è un aumento della zona d&#8217;influenza jihadiste. Allora sarebbe una minaccia terribile per tutti, in particolare per le donne.</p>
<p>Abbiamo la voglia di gridare:<br />
&#8220;fermate tutto. Fate un passo. In nomine della pace e del rispetto della vita umana. Basta. &#8221;</p>
<p>Siamo molti a pensarlo.<br />
La maggiorenza, credo.<br />
E&#8217;la ragione per la quale questo conflitto mette tenebra in nostri cuori.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Valeria Argiolas		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/07/21/il-tempo-congelato-della-politica-estera-israeliana/#comment-252613</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valeria Argiolas]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2014 09:11:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=48527#comment-252613</guid>

					<description><![CDATA[Per gli amici francesi e i loro amici italiani a Parigi al di fuori di ogni realtà sociale e di ogni decente analisi politica (quando il nemico è più onesto intellettualmente dell&#039;amico, significa troppo)...statut fb de Liberté pour nos détenus arrêtés lors des manifs pour Gaza

Très beau témoignage,

&quot;Ce que je retiens de mon arrestation : le privilège blanc.

Le samedi 26 Juillet, je suis interpellée bien avant l’heure du début de la manif, aux abords du métro Filles du Calvaire, à bord d’un véhicule transportant du matériel (pancartes, mégaphones, drapeaux).
Suite à mon interpellation, les faits reprochés ont été les suivants : « organisation de manifestation interdite ». J’ai fait alors 24 heures de garde à vue et j’ai été convoquée pour une deuxième audition le lendemain de ma libération.
Le témoignage que j’apporte tient à mettre en lumière un enjeu important de la lutte que nous menons : la lutte contre le pouvoir colonial.
Durant toute la procédure judiciaire aussi injuste qu’elle puisse être, j’ai été bien traitée. Et cette manière-là dont j’ai été traitée s’explique par le fait que je suis blanche et de catégorie socioprofessionnelle « respectable » aux yeux du pouvoir : je suis professeur de français.
Ces deux caractéristiques font de moi une privilégiée dans un système politique néo-coloniale tel que celui de la France.
Je n’ai jamais connu de violences policières. Je n’ai jamais connu de contrôles d’identité.
Outre le fait que je sois blanche et prof, un troisième élément joue en ma faveur : je suis une militante. J’évolue dans un milieu qui sait appréhender la répression d’Etat.
Je suis une militante donc je prends le risque de subir la répression d’Etat quand je me range du côté de mes frères et sœurs oppressés, mais je ne peux pas dire que je subis la répression de la même manière. Je ne peux pas dire qu’elle est aussi violente que celle qui s’acharne contre les arabes et les noirs particulièrement quand ces arabes et ces noirs affirment une identité musulmane.
J’ai fait deux auditions devant un officier de police judiciaire.
Lors de la deuxième audition, j’ai été convoquée pour « participation à une manif interdite », ce qui était absurde puisque je n’avais pas pu assister à cette manif quand bien même je l’aurais voulu puisque j’étais en garde à vue durant tout le rassemblement.
J’étais beaucoup plus confiante que lors de la première audition. Je me suis défendue avec bien plus de convictions et si le policier cherchait à me déstabiliser, il savait qu’il ne réussirait pas à me manipuler. 
Je détenais le pouvoir des mots. Je lui ai bien rappelé la différence principale qui résidait entre « organisation » d’une manif interdite et « participation » à une manif interdite.
Il m’a reproché de jouer avec les mots mais je lui rappelais sans cesse que les mots étaient importants. Durant toute ma déposition, je lui disais de bien inscrire les mots que je choisissais et par autre chose. À la fin de mon audition, lorsque j’ai dû relire ma déposition, il m’a demandé de ne pas la lire comme si je corrigeais une copie car il devait y avoir des fautes qu’il corrigerait rapidement avec le correcteur automatique.
Cette scène paraît banale mais elle révèle quelque chose de très important. Ce flic me traitait comme une personne qui a un capital culturel suffisant pour être respecté et qui pourrait le défier ou qui pourrait du moins ne pas se laisser avoir. 
Le policier qui m’a interrogée est noir. Mais il est du côté du pouvoir blanc, colonial, qui opprime les noirs, les arabes et musulmans. Il est un noir « intégré » comme le dirait les blancs qui détiennent le pouvoir. Il est le noir parfaitement intégré au système colonial.
Moi, je suis blanche et je suis du côté des opprimés. Mais ça ne me retire pas mon privilège.
Je ne dis pas qu’un blanc lorsqu’il milite ne subit pas de répression mais elle ne sera jamais aussi violente et elle sera beaucoup moins passée sous silence que les innombrables injustices que des arabes et des noirs subissent. 
Jamais je ne subirai ce qu’a vécu Mohamed S, ce jeune homme de 24 ans, condamné à 4 mois ferme de prison après avoir subi un contrôle d’identité au faciès et violences policières.
Jamais je ne subirai un racisme aussi violent que lui l’a vécu lorsqu’il s’est trouvé devant un juge qui l’a méprisé. 
Jamais je ne subirai les violences policières que celles-ci soient verbales ou physiques que peuvent vivre des détenus arabes et noirs lorsqu’ils sont en garde à vue.
Quand on est blanc, il faut le reconnaître. Il faut reconnaître ces privilèges que le pouvoir blanc entretient, que nous le voulions ou non.
Et quand on le reconnaît, il faut se battre, aux côtés de ceux et celles qui n’ont pas ces privilèges, pour qu’ils disparaissent, pour qu’aucun d’entre nous n’en est.
Ici, en France, il ne s’agit pas seulement d’un combat pour la libération de la Palestine. 
A travers le combat pour la Palestine, il s’agit d’un combat pour la libération de tous les arabes, noir-e-s, musulman-e-s qui subissent racisme colonial, discriminations et lois d’exception, ici même en France.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per gli amici francesi e i loro amici italiani a Parigi al di fuori di ogni realtà sociale e di ogni decente analisi politica (quando il nemico è più onesto intellettualmente dell&#8217;amico, significa troppo)&#8230;statut fb de Liberté pour nos détenus arrêtés lors des manifs pour Gaza</p>
<p>Très beau témoignage,</p>
<p>&#8220;Ce que je retiens de mon arrestation : le privilège blanc.</p>
<p>Le samedi 26 Juillet, je suis interpellée bien avant l’heure du début de la manif, aux abords du métro Filles du Calvaire, à bord d’un véhicule transportant du matériel (pancartes, mégaphones, drapeaux).<br />
Suite à mon interpellation, les faits reprochés ont été les suivants : « organisation de manifestation interdite ». J’ai fait alors 24 heures de garde à vue et j’ai été convoquée pour une deuxième audition le lendemain de ma libération.<br />
Le témoignage que j’apporte tient à mettre en lumière un enjeu important de la lutte que nous menons : la lutte contre le pouvoir colonial.<br />
Durant toute la procédure judiciaire aussi injuste qu’elle puisse être, j’ai été bien traitée. Et cette manière-là dont j’ai été traitée s’explique par le fait que je suis blanche et de catégorie socioprofessionnelle « respectable » aux yeux du pouvoir : je suis professeur de français.<br />
Ces deux caractéristiques font de moi une privilégiée dans un système politique néo-coloniale tel que celui de la France.<br />
Je n’ai jamais connu de violences policières. Je n’ai jamais connu de contrôles d’identité.<br />
Outre le fait que je sois blanche et prof, un troisième élément joue en ma faveur : je suis une militante. J’évolue dans un milieu qui sait appréhender la répression d’Etat.<br />
Je suis une militante donc je prends le risque de subir la répression d’Etat quand je me range du côté de mes frères et sœurs oppressés, mais je ne peux pas dire que je subis la répression de la même manière. Je ne peux pas dire qu’elle est aussi violente que celle qui s’acharne contre les arabes et les noirs particulièrement quand ces arabes et ces noirs affirment une identité musulmane.<br />
J’ai fait deux auditions devant un officier de police judiciaire.<br />
Lors de la deuxième audition, j’ai été convoquée pour « participation à une manif interdite », ce qui était absurde puisque je n’avais pas pu assister à cette manif quand bien même je l’aurais voulu puisque j’étais en garde à vue durant tout le rassemblement.<br />
J’étais beaucoup plus confiante que lors de la première audition. Je me suis défendue avec bien plus de convictions et si le policier cherchait à me déstabiliser, il savait qu’il ne réussirait pas à me manipuler.<br />
Je détenais le pouvoir des mots. Je lui ai bien rappelé la différence principale qui résidait entre « organisation » d’une manif interdite et « participation » à une manif interdite.<br />
Il m’a reproché de jouer avec les mots mais je lui rappelais sans cesse que les mots étaient importants. Durant toute ma déposition, je lui disais de bien inscrire les mots que je choisissais et par autre chose. À la fin de mon audition, lorsque j’ai dû relire ma déposition, il m’a demandé de ne pas la lire comme si je corrigeais une copie car il devait y avoir des fautes qu’il corrigerait rapidement avec le correcteur automatique.<br />
Cette scène paraît banale mais elle révèle quelque chose de très important. Ce flic me traitait comme une personne qui a un capital culturel suffisant pour être respecté et qui pourrait le défier ou qui pourrait du moins ne pas se laisser avoir.<br />
Le policier qui m’a interrogée est noir. Mais il est du côté du pouvoir blanc, colonial, qui opprime les noirs, les arabes et musulmans. Il est un noir « intégré » comme le dirait les blancs qui détiennent le pouvoir. Il est le noir parfaitement intégré au système colonial.<br />
Moi, je suis blanche et je suis du côté des opprimés. Mais ça ne me retire pas mon privilège.<br />
Je ne dis pas qu’un blanc lorsqu’il milite ne subit pas de répression mais elle ne sera jamais aussi violente et elle sera beaucoup moins passée sous silence que les innombrables injustices que des arabes et des noirs subissent.<br />
Jamais je ne subirai ce qu’a vécu Mohamed S, ce jeune homme de 24 ans, condamné à 4 mois ferme de prison après avoir subi un contrôle d’identité au faciès et violences policières.<br />
Jamais je ne subirai un racisme aussi violent que lui l’a vécu lorsqu’il s’est trouvé devant un juge qui l’a méprisé.<br />
Jamais je ne subirai les violences policières que celles-ci soient verbales ou physiques que peuvent vivre des détenus arabes et noirs lorsqu’ils sont en garde à vue.<br />
Quand on est blanc, il faut le reconnaître. Il faut reconnaître ces privilèges que le pouvoir blanc entretient, que nous le voulions ou non.<br />
Et quand on le reconnaît, il faut se battre, aux côtés de ceux et celles qui n’ont pas ces privilèges, pour qu’ils disparaissent, pour qu’aucun d’entre nous n’en est.<br />
Ici, en France, il ne s’agit pas seulement d’un combat pour la libération de la Palestine.<br />
A travers le combat pour la Palestine, il s’agit d’un combat pour la libération de tous les arabes, noir-e-s, musulman-e-s qui subissent racisme colonial, discriminations et lois d’exception, ici même en France.&#8221;</p>
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		Di: ng		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ng]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2014 08:07:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;antisemitismo è solo una scusa che viene usata per coprire le responsabilità di Israele, ormai evidenti a tutti, persino agli Stati Uniti, loro alleato storico. L&#039;ONU, riferendosi a Israele, parla apertamente di «grave violazione del diritto internazionale» e di «crimini contro l&#039;umanità». In questa storia c&#039;è un solo estremista e un solo terrorista: Israele.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;antisemitismo è solo una scusa che viene usata per coprire le responsabilità di Israele, ormai evidenti a tutti, persino agli Stati Uniti, loro alleato storico. L&#8217;ONU, riferendosi a Israele, parla apertamente di «grave violazione del diritto internazionale» e di «crimini contro l&#8217;umanità». In questa storia c&#8217;è un solo estremista e un solo terrorista: Israele.</p>
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