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les nouveaux réalistes: Annarita Briganti

briganti

Lettera a un bamboccione

di

Annarita Briganti

 

Io a una donna ho dato il male e preso il bene (Claudio Baglioni)

 

Prologo

 

«Sono arrabbiata. Sono furiosa. Mi ha mostrato come avrebbe potuto essere, mi ha amata per ciò che ero. E poi… È un dolore fisico. Mi chiude la gola. Di notte mi sveglio e credo che sia tutto un sogno». Letto mentre preparavo un’intervista, il giorno dopo la tua scomparsa.

 

*

Non ti ho detto che anche mio padre ha perso suo padre da piccolo #manonèdiventatocomete

Non ti ho detto che stare con te era come cercare #oronelfango

Non ti ho detto che la bambina non vuole vederti. Quando te la porto, la riempio di pasticche di camomilla, dicendole che facciamo il gioco delle #caramelle

Non ti ho detto che con i tuoi cento euro al mese #noncelafacciamo

Non ti ho detto che Eva ti ha definito una merda, proprio così. Devi fargli terra bruciata attorno #urlava

Non ti ho detto che tua moglie mi ha cercato su facebook #unapazza

Non ti ho detto che una volta sono andata a casa di un avvocato e stavo per tradirti. Poi mi hai chiamato per annunciarmi che ti trasferivi per un mese a Tokyo #esonotornatadate

Non ti ho detto cos’ho risposto #allapazza

Non ti ho detto che i miei genitori stanno morendo #èlavita??

Non ti ho detto che mio fratello è scoppiato a piangere parlando di #noi

Non ti ho detto che le foto con cui ti paghi il pane quotidiano non sono un granché #artistidenoantri

Non ti ho detto che sono sensibile. L’ha notato sabato sera a cena #Giorgio

Non ti ho detto che a Tokyo ho sentito quello che dicevi di noi ai tuoi colleghi, quando sono tornata a tavola e vi siete zittiti #dicolpo

Non ti ho detto che il tuo socio mi ha baciato sulla bocca davanti al birrificio di Lambrate, mentre fumavamo una canna e tu, all’interno del locale, giocavi con i messaggini #piccolino

Non ti ho detto chi è #Giorgio

Non ti ho detto che voglio un altro figlio #nondate

Non ti ho detto che la cosa che mi manca di più è dormire insieme, non il sesso o l’amore, ma il puro contatto #fisico

Non ti ho detto che sei un #mostro

Non ti ho detto che sto per #innamorarmidinuovo

Non ti ho detto che tornare sui luoghi del delitto #miammazza

Non ti ho detto, o forse sì, che #noncelafaccio

Non ti ho detto che non ho più messo i tuoi #profumi

Non ti ho detto che sono piena di #debiti

Non ti ho detto che ho cambiato #gusti

Non ti ho detto che ho chiesto aiuto a un astrologo e a un gigolò #sgrammaticato

Non ti ho detto che ti stai perdendo #tutto

Non ti ho detto che non ti perdonerò #mai

 

https://www.youtube.com/watch?v=zUT0h4XcfGc

Epilogo

A Capodanno avevo preparato un tubino argentato, è rimasto appeso alla maniglia della camera da letto. Il forno, e quell’immagine della testa di Sylvia dentro, con un bicchiere di latte sul comodino dei figli. Nella metropoli da cui sto per andarmene era tutto così silenzioso, tranquillo. «Ho dovuto confrontarmi con la tristezza, fare pace con quelle cose e pensare ad andare avanti. Non possiamo tornare indietro. È la nostra fortuna, che possiamo solo andare avanti», mi ha scritto Alma, prima che interrompessi i contatti con il mondo. Mai dire mai, ha tatuato lei sul polso sinistro. E un ultimo pensiero: «Esistono solo due giorni dell’anno in cui non si può fare niente. Uno si chiama ieri e l’altro domani. Pertanto oggi è il giorno migliore per amare, crescere, agire e soprattutto vivere», Dalai Lama.

 

 

 

2 COMMENTS

  1. Grazie Francesco Forlani. Sono di parte, ma più lo leggo, più mi porta da qualche parte. Emozione pudore nuovo realismo ma è sempre fiction, la vita è un trucco

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francesco forlani
francesco forlani
Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017