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	Commenti a: Do you remember Femminismo?- Bénédicte Martin e i cazzi per la testa di Micromega	</title>
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		Di: effeffe		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2014 07:10:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-262740&quot;&gt;[h]&lt;/a&gt;.

prossima tappa: Badinter
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-262740">[h]</a>.</p>
<p>prossima tappa: Badinter<br />
effeffe</p>
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		Di: [h]		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[[h]]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2014 13:45:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-262733&quot;&gt;Giulia&lt;/a&gt;.

Capito, ci rifletterò. h sta per henri, unità di misura. un vago e velleitario riferimento simbolico al senso della misura, alla razionalità. Poi sono stato traviato da quello sporcaccione di effeffe e tutto si è ridotto alle dimensioni. Da Socrate a Rocco. Chissà che direbbe Vale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-262733">Giulia</a>.</p>
<p>Capito, ci rifletterò. h sta per henri, unità di misura. un vago e velleitario riferimento simbolico al senso della misura, alla razionalità. Poi sono stato traviato da quello sporcaccione di effeffe e tutto si è ridotto alle dimensioni. Da Socrate a Rocco. Chissà che direbbe Vale</p>
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		Di: Giulia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2014 12:11:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-262558&quot;&gt;[h]&lt;/a&gt;.

In quelle pagine si affronta il tema dello stupro e l&#039;analisi delle pene per i reati sessuali. Partendo da un&#039;analisi economica dei comportamenti sessuali, assorbendoli alla sfera della decisione razionale_il comportamento sessuale è quindi frutto di scelte razionali ma non necessariamente consapevoli, ecco anche il riferimento alla biologia, basate su un&#039;analisi costi/benefici propria dell&#039;economia_si sfocia nell&#039;Indifferenza Morale del Sesso, con ciò che ne consegue per la legislazione pertinente ad esso. Se il sesso e la sessualità, con tutto ciò che gira loro attorno, vengono svuotati del proprio significato morale, significa che un reato come quello dello stupro può essere derubricato a &quot;furto di sesso&quot;: è una delle derive di cui scrivevo quando ho nominato il testo del Posner. Bel testo, in ogni modo. E ben scritto. Era nel programma di Bioetica del prof Donatelli, qualche anno fa. Grazie del link, lo sto guardando ora, è interessante. Ma &quot;h&quot; sta per?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-262558">[h]</a>.</p>
<p>In quelle pagine si affronta il tema dello stupro e l&#8217;analisi delle pene per i reati sessuali. Partendo da un&#8217;analisi economica dei comportamenti sessuali, assorbendoli alla sfera della decisione razionale_il comportamento sessuale è quindi frutto di scelte razionali ma non necessariamente consapevoli, ecco anche il riferimento alla biologia, basate su un&#8217;analisi costi/benefici propria dell&#8217;economia_si sfocia nell&#8217;Indifferenza Morale del Sesso, con ciò che ne consegue per la legislazione pertinente ad esso. Se il sesso e la sessualità, con tutto ciò che gira loro attorno, vengono svuotati del proprio significato morale, significa che un reato come quello dello stupro può essere derubricato a &#8220;furto di sesso&#8221;: è una delle derive di cui scrivevo quando ho nominato il testo del Posner. Bel testo, in ogni modo. E ben scritto. Era nel programma di Bioetica del prof Donatelli, qualche anno fa. Grazie del link, lo sto guardando ora, è interessante. Ma &#8220;h&#8221; sta per?</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: [h]		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[[h]]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2014 14:17:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Giu-sil

se passi di qua. Sto leggendo il testo di Posner, mi potresti spiegare cosa intendevi col tuo riferimento alle pagine 392-397?

Cmq grazie, il libro è molto interessante. Per quanto riguarda il capitolo sulla biologia, Posner è molto prudente, suo merito. In proposito l&#039;ultimo libro di Telmo Pievani affronta proprio l&#039;uso leggero delle spiegazioni evolutive che ha avuto molto successo anche fra il vasto pubblico. 

Lo presenta qua
https://www.youtube.com/watch?v=3jlkrGXLiKg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Giu-sil</p>
<p>se passi di qua. Sto leggendo il testo di Posner, mi potresti spiegare cosa intendevi col tuo riferimento alle pagine 392-397?</p>
<p>Cmq grazie, il libro è molto interessante. Per quanto riguarda il capitolo sulla biologia, Posner è molto prudente, suo merito. In proposito l&#8217;ultimo libro di Telmo Pievani affronta proprio l&#8217;uso leggero delle spiegazioni evolutive che ha avuto molto successo anche fra il vasto pubblico. </p>
<p>Lo presenta qua<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=3jlkrGXLiKg" rel="nofollow ugc">https://www.youtube.com/watch?v=3jlkrGXLiKg</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: dm		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-262073</link>

		<dc:creator><![CDATA[dm]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 21:36:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Due piccioni con una &lt;em&gt;fava&lt;/em&gt;. A Micromega è dunque approdato pure il ghost co-author di Valentina Nappi. Comunque, che una attrice porno senta il dovere di paludarsi a quel modo là quando prende la parola, è la vera questione sotto a quell&#039;articolo. O forse no. Forse non c&#039;è una vera questione. Ed è solo questione di fava.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Due piccioni con una <em>fava</em>. A Micromega è dunque approdato pure il ghost co-author di Valentina Nappi. Comunque, che una attrice porno senta il dovere di paludarsi a quel modo là quando prende la parola, è la vera questione sotto a quell&#8217;articolo. O forse no. Forse non c&#8217;è una vera questione. Ed è solo questione di fava.)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: [h]		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-261989</link>

		<dc:creator><![CDATA[[h]]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2014 15:50:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-261984&quot;&gt;Giulia&lt;/a&gt;.

scusami, credo dipenda dal fatto che non ci conosciamo e che sintetizziamo i pensieri nei commenti. Non penso affatto che dietro al tuo pensiero ci sia una volontà censoria. Però mi pare di leggere in molte analisi più che un&#039;idea da imporre un senso di &quot;paternalità&quot;. Come si problematizza il concetto di libertà, problematizzo l&#039;idea di proporre una visione che non si limita a mettere in discussione lo stato presente (e va benissimo farlo), ma che prende in esame vari comportamenti umani e li lega strutturalmente alle istanze politiche. Nel chiedersi quanto sono liberi gli altri, dal momento che fanno certe cose, mi sembra che ci sia implicita l&#039;idea che se fossero davvero liberi quella cosa non la farebbero; oppure che il tipo di libertà nella quale si riconoscono (o che avallano inconsapevolmente) è una libertà fittizia, propagandata da un sistema. Altrimenti non si capirebbe la frase di Dominijanni. 

Per il resto certo che sono per l&#039;educazione e per la consapevolezza diffusa. Con l&#039;accenno all&#039;emotività mi riferisco al fatto che i cambiamenti che ci capitano passano per vie emotive [à la Hume (che non ho letto), o à la Damasio (che un po&#039; ho letto)]. E poi se leggi Marchesini ti dovrebbe suonare famigliare. Non siamo gli unici che agiscono moralmente né razionalmente. Tu hai accennato al fatto che anche gli uomini dovrebbero prendere consapevolezza, a me pare che mi sia successo in maniera spontanea e inconsapevole. Solo dopo vi ho aggiunto l&#039;analisi, le letture, il ragionamento. E non sono cresciuto in un ambiente particolare, né in una famiglia colta. E ad esempio, io non scenderei mai in piazza dietro uno slogan tipo quelli di MaschilePlurale, sebbene ne possa condividere le istanze. Cose tipo &quot;maschi si nasce, uomini si diventa&quot;. Espressioni come disertare il patriarcato. Non parteciperei mai a sessioni di autocoscienza maschile. Però per dire, una volta in vacanza ho letto qualche passo di Ancora dalla parte delle bambine ai miei amici. Un mio amico poi lo ha comprato e regalato alla sorella.

Diciamo che condividiamo il 68% delle opinioni, la stessa percentuale di dna in comune tra il moscerino della frutta e un essere umano. Io faccio il moscerino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-261984">Giulia</a>.</p>
<p>scusami, credo dipenda dal fatto che non ci conosciamo e che sintetizziamo i pensieri nei commenti. Non penso affatto che dietro al tuo pensiero ci sia una volontà censoria. Però mi pare di leggere in molte analisi più che un&#8217;idea da imporre un senso di &#8220;paternalità&#8221;. Come si problematizza il concetto di libertà, problematizzo l&#8217;idea di proporre una visione che non si limita a mettere in discussione lo stato presente (e va benissimo farlo), ma che prende in esame vari comportamenti umani e li lega strutturalmente alle istanze politiche. Nel chiedersi quanto sono liberi gli altri, dal momento che fanno certe cose, mi sembra che ci sia implicita l&#8217;idea che se fossero davvero liberi quella cosa non la farebbero; oppure che il tipo di libertà nella quale si riconoscono (o che avallano inconsapevolmente) è una libertà fittizia, propagandata da un sistema. Altrimenti non si capirebbe la frase di Dominijanni. </p>
<p>Per il resto certo che sono per l&#8217;educazione e per la consapevolezza diffusa. Con l&#8217;accenno all&#8217;emotività mi riferisco al fatto che i cambiamenti che ci capitano passano per vie emotive [à la Hume (che non ho letto), o à la Damasio (che un po&#8217; ho letto)]. E poi se leggi Marchesini ti dovrebbe suonare famigliare. Non siamo gli unici che agiscono moralmente né razionalmente. Tu hai accennato al fatto che anche gli uomini dovrebbero prendere consapevolezza, a me pare che mi sia successo in maniera spontanea e inconsapevole. Solo dopo vi ho aggiunto l&#8217;analisi, le letture, il ragionamento. E non sono cresciuto in un ambiente particolare, né in una famiglia colta. E ad esempio, io non scenderei mai in piazza dietro uno slogan tipo quelli di MaschilePlurale, sebbene ne possa condividere le istanze. Cose tipo &#8220;maschi si nasce, uomini si diventa&#8221;. Espressioni come disertare il patriarcato. Non parteciperei mai a sessioni di autocoscienza maschile. Però per dire, una volta in vacanza ho letto qualche passo di Ancora dalla parte delle bambine ai miei amici. Un mio amico poi lo ha comprato e regalato alla sorella.</p>
<p>Diciamo che condividiamo il 68% delle opinioni, la stessa percentuale di dna in comune tra il moscerino della frutta e un essere umano. Io faccio il moscerino</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giulia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-261984</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2014 14:40:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-261961&quot;&gt;[h]&lt;/a&gt;.

La morale è una faccenda emotiva?
Abbiamo anche la ragione...è quella bella cosa che ci differenzia dal resto del regno animale. 
Ogni società ha i suoi pro e i suoi contro: verissimo. Ogni società, altrimenti detto, ha un suo equilibrio. Posto ciò, allora, potremmo eventualmente smettere di provare a migliorarlo, il sistema, visto che l&#039;equilibrio c&#039;è. 
Continui a dare per assunto che dietro il mio ragionamento ci sia una tendenza al divieto e all&#039;imposizione. Mi chiedo perché, visto che ho ripetuto a più riprese che il proibizionismo non c&#039;entra nulla con quello che provo a spiegare.
Peraltro le decisioni che vengono dall&#039;alto, in materia di controllo demografico e di normativa sui reati sessuali, spesso non funzionano, se di contro la popolazione non ha raggiunto un grado di consapevolezza necessario per farle proprie (nel 1918, all&#039;indomani della Rivoluzione Russa, venne introdotto un nuovo Codice di Famiglia, che salutava una svolta epocale per i diritti delle donne. Ma la popolazione, perlopiù rurale, della Russia dell&#039;epoca, non era assolutamente pronta per accogliere e capire tali diritti: o vennero semplicemente ignorati e non fruiti, o vennero completamente travisati, provocando, nel tempo, dei veri e propri disastri, e all&#039;interno della dinamica familiare, e all&#039;interno del tessuto sociale). Ecco dunque la necessità di un lavoro per la presa di coscienza dei propri diritti, siano essi di categoria, di genere, umani. Ma occorrono, per questo, basi solide, che non possono che essere razionali. Se mi rispondi che la morale è questione principalmente emotiva, significa, molto semplicemente, che siamo in disaccordo sul punto essenziale. Per me la Ragione è il Fondamento della Morale. (e bada bene, non è negazione dei sentimenti eccetera, eccetera). 
Noto però che scegli ottime letture, comunque, pur nel disaccordo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-261961">[h]</a>.</p>
<p>La morale è una faccenda emotiva?<br />
Abbiamo anche la ragione&#8230;è quella bella cosa che ci differenzia dal resto del regno animale.<br />
Ogni società ha i suoi pro e i suoi contro: verissimo. Ogni società, altrimenti detto, ha un suo equilibrio. Posto ciò, allora, potremmo eventualmente smettere di provare a migliorarlo, il sistema, visto che l&#8217;equilibrio c&#8217;è.<br />
Continui a dare per assunto che dietro il mio ragionamento ci sia una tendenza al divieto e all&#8217;imposizione. Mi chiedo perché, visto che ho ripetuto a più riprese che il proibizionismo non c&#8217;entra nulla con quello che provo a spiegare.<br />
Peraltro le decisioni che vengono dall&#8217;alto, in materia di controllo demografico e di normativa sui reati sessuali, spesso non funzionano, se di contro la popolazione non ha raggiunto un grado di consapevolezza necessario per farle proprie (nel 1918, all&#8217;indomani della Rivoluzione Russa, venne introdotto un nuovo Codice di Famiglia, che salutava una svolta epocale per i diritti delle donne. Ma la popolazione, perlopiù rurale, della Russia dell&#8217;epoca, non era assolutamente pronta per accogliere e capire tali diritti: o vennero semplicemente ignorati e non fruiti, o vennero completamente travisati, provocando, nel tempo, dei veri e propri disastri, e all&#8217;interno della dinamica familiare, e all&#8217;interno del tessuto sociale). Ecco dunque la necessità di un lavoro per la presa di coscienza dei propri diritti, siano essi di categoria, di genere, umani. Ma occorrono, per questo, basi solide, che non possono che essere razionali. Se mi rispondi che la morale è questione principalmente emotiva, significa, molto semplicemente, che siamo in disaccordo sul punto essenziale. Per me la Ragione è il Fondamento della Morale. (e bada bene, non è negazione dei sentimenti eccetera, eccetera).<br />
Noto però che scegli ottime letture, comunque, pur nel disaccordo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: [h]		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-261961</link>

		<dc:creator><![CDATA[[h]]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2014 09:20:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giu-Sil

alcune premesse: il mio vissuto l&#039;ho messo per dire che certe cose arrivano prima del ragionamento. la morale è un fatto anzitutto emotivo. non intendo in alcun modo screditare la filosofia. non credo nel libero arbitrio. a me interessa il femminismo, mi ritengo femminista, sebbene non abbia partecipato a collettivi o movimenti (una volta ho partecipato a un laboratorio per fare un doc a tema sulle donne). cerco di tenermi aggiornato, leggo storie di ragazze e donne, leggo libri eccetera. ho cominciato leggendo Loredana Lipperini, ma ero già disposto incosapevolmente. 
ovvio che c&#039;è il condizionamento culturale (potremmo rovesciare la questione: le donne non amano vendersi perché culturalmente condizionate a non farlo; vedi com&#039;è spinoso parlare di ciò che vogliono davvero gli altri?), ma questo vale sempre. nessuno si lamenta che i figli siano condizionati a parlare italiano, perché non è un problema. è un problema se una si prostituisce? anzitutto se è costretta. qual è la principale forma di costrizione per una donna italiana oggi? la necessità economica. risposta: reddito di cittadinanza, opportunità di lavoro, istruzione. in Svezia lavorano quasi tutte, c&#039;è un buon welfare e infatti le prostitute sono qualche migliaio (fonte: vendere e comprare sesso, Geymonat). fatto questo non possiamo andare oltre con il chiederci se chi lo fa è veramente libero, a un certo punto uno deve accettare le scelte altrui. sennò si entra in quel meccanismo mentale del pensare al posto degli altri e per il bene degli altri. poi entra in gioco la persona: la donna che ha scelto sta bene, è contenta? cosa l&#039;ha portata a farlo? qua le riflessioni si fanno a partire dalla e con la persona, ascoltando. mi pare invece che le ideologie tendano a dimenticarlo. questo è stato ed è un problema per il femminismo. mentre il lavoro politico per cambiare le condizioni socio-culturali si può fare facendo riferimento alla condizione della donna, alla questione femminile, poi si entra nel campo della soggettività; questo non può essere bollato come femminismo individualista. è un veccchio problema di Marx, purtroppo, il fatto che delle persone in fondo non gli fregasse nulla, non le vedeva proprio. Poi d&#039;accordo la Tachter gli ha risposto male. per cui vanno benissimo i femminismi, l&#039;autocoscienza, la coscienza di gruppo e la dimensione collettiva (cmq già de tocqueville si era impanicato per la democrazia individualista; e d&#039;accordo, la meritocrazia è un concetto ambiguo, the rise of meritocrazy) mica lo sto contestando o sottovalutando. Sto dicendo che le cose non si escludono. Si lavori al meglio e assieme per riflettere e acquisire consapevolezza. però dico, da mia nonna con la terza elementare che andava a scuola a piedi tornava e andava a parare le pecore, passando per mia madre diplomata e lavoratrice fino alle mie amiche laureate che viaggiano lavorano escono eccetera, qualcosa sarà migliorato o no (sull&#039;orgasmo non saprei, c&#039;è un bel saggio di elizabeth lloyd, il caso dell&#039;orgasmo femminile. però, davvero la maggior parte non lo raggiunge? nel testo di lloyd a fronte dei dati dei questionari risultava una situazione divisibile in quattro blocchi: 25% quasi mai, mai. 25% raramente.  25% spesso. 25% sempre. non sempre era specificato se con orgasmo assistito)? 

per questo insisto col non confondere i valori liberali con quelli liberisti. e penso che le nostre divergenze abbiano un&#039;origine attitudinale. tu vedi un gran casino in cui ci siamo ficcati io vedo un gran casino in cui muoversi in cui molte cose sono migliori rispetto al passato, tra cui la condizione delle donne. io vedo problemi pratici, tipo l&#039;obiezione di coscienza per i ginecologi. credo che le condizioni di lavoro possano migliorare e che allo stesso tempo ci saranno pornoattrici. la risposta a Polanyi può essere che per adesso pianificazione e controllo si sono espresse in maniera negativa e che le uniche società in cui non si è sviluppata un&#039;economia di mercato basata sulla produzione sono più egualitarie, ma offrono molte meno possibilità (e dati alla mano aggiornati, sono più violente). e il motivo è stato contingente, demografico, ambientale: il passaggio alle società stanziali. un&#039;altra risposta potrebbe essere Una sinistra darwiniana di Singer. o anche Il mondo fino a ieri di Jared Diamond. ogni società ha i suoi pro e contro.

ma per tornare al femminismo penso che dovrebbe agire in maniera diversificata: i femminismi possono trovare terreno comune sulle condizioni generali e oguno in particolare lavorerà su questioni diverse e spesso alternative o anche i]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giu-Sil</p>
<p>alcune premesse: il mio vissuto l&#8217;ho messo per dire che certe cose arrivano prima del ragionamento. la morale è un fatto anzitutto emotivo. non intendo in alcun modo screditare la filosofia. non credo nel libero arbitrio. a me interessa il femminismo, mi ritengo femminista, sebbene non abbia partecipato a collettivi o movimenti (una volta ho partecipato a un laboratorio per fare un doc a tema sulle donne). cerco di tenermi aggiornato, leggo storie di ragazze e donne, leggo libri eccetera. ho cominciato leggendo Loredana Lipperini, ma ero già disposto incosapevolmente.<br />
ovvio che c&#8217;è il condizionamento culturale (potremmo rovesciare la questione: le donne non amano vendersi perché culturalmente condizionate a non farlo; vedi com&#8217;è spinoso parlare di ciò che vogliono davvero gli altri?), ma questo vale sempre. nessuno si lamenta che i figli siano condizionati a parlare italiano, perché non è un problema. è un problema se una si prostituisce? anzitutto se è costretta. qual è la principale forma di costrizione per una donna italiana oggi? la necessità economica. risposta: reddito di cittadinanza, opportunità di lavoro, istruzione. in Svezia lavorano quasi tutte, c&#8217;è un buon welfare e infatti le prostitute sono qualche migliaio (fonte: vendere e comprare sesso, Geymonat). fatto questo non possiamo andare oltre con il chiederci se chi lo fa è veramente libero, a un certo punto uno deve accettare le scelte altrui. sennò si entra in quel meccanismo mentale del pensare al posto degli altri e per il bene degli altri. poi entra in gioco la persona: la donna che ha scelto sta bene, è contenta? cosa l&#8217;ha portata a farlo? qua le riflessioni si fanno a partire dalla e con la persona, ascoltando. mi pare invece che le ideologie tendano a dimenticarlo. questo è stato ed è un problema per il femminismo. mentre il lavoro politico per cambiare le condizioni socio-culturali si può fare facendo riferimento alla condizione della donna, alla questione femminile, poi si entra nel campo della soggettività; questo non può essere bollato come femminismo individualista. è un veccchio problema di Marx, purtroppo, il fatto che delle persone in fondo non gli fregasse nulla, non le vedeva proprio. Poi d&#8217;accordo la Tachter gli ha risposto male. per cui vanno benissimo i femminismi, l&#8217;autocoscienza, la coscienza di gruppo e la dimensione collettiva (cmq già de tocqueville si era impanicato per la democrazia individualista; e d&#8217;accordo, la meritocrazia è un concetto ambiguo, the rise of meritocrazy) mica lo sto contestando o sottovalutando. Sto dicendo che le cose non si escludono. Si lavori al meglio e assieme per riflettere e acquisire consapevolezza. però dico, da mia nonna con la terza elementare che andava a scuola a piedi tornava e andava a parare le pecore, passando per mia madre diplomata e lavoratrice fino alle mie amiche laureate che viaggiano lavorano escono eccetera, qualcosa sarà migliorato o no (sull&#8217;orgasmo non saprei, c&#8217;è un bel saggio di elizabeth lloyd, il caso dell&#8217;orgasmo femminile. però, davvero la maggior parte non lo raggiunge? nel testo di lloyd a fronte dei dati dei questionari risultava una situazione divisibile in quattro blocchi: 25% quasi mai, mai. 25% raramente.  25% spesso. 25% sempre. non sempre era specificato se con orgasmo assistito)? </p>
<p>per questo insisto col non confondere i valori liberali con quelli liberisti. e penso che le nostre divergenze abbiano un&#8217;origine attitudinale. tu vedi un gran casino in cui ci siamo ficcati io vedo un gran casino in cui muoversi in cui molte cose sono migliori rispetto al passato, tra cui la condizione delle donne. io vedo problemi pratici, tipo l&#8217;obiezione di coscienza per i ginecologi. credo che le condizioni di lavoro possano migliorare e che allo stesso tempo ci saranno pornoattrici. la risposta a Polanyi può essere che per adesso pianificazione e controllo si sono espresse in maniera negativa e che le uniche società in cui non si è sviluppata un&#8217;economia di mercato basata sulla produzione sono più egualitarie, ma offrono molte meno possibilità (e dati alla mano aggiornati, sono più violente). e il motivo è stato contingente, demografico, ambientale: il passaggio alle società stanziali. un&#8217;altra risposta potrebbe essere Una sinistra darwiniana di Singer. o anche Il mondo fino a ieri di Jared Diamond. ogni società ha i suoi pro e contro.</p>
<p>ma per tornare al femminismo penso che dovrebbe agire in maniera diversificata: i femminismi possono trovare terreno comune sulle condizioni generali e oguno in particolare lavorerà su questioni diverse e spesso alternative o anche i</p>
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		Di: [h]		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-261896</link>

		<dc:creator><![CDATA[[h]]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 14:30:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-261892&quot;&gt;Giulia&lt;/a&gt;.

no vabbè, hai studiato filosofia?

grazie della risposta, domani leggo, oggi c&#039;è il concerto degli swans]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-261892">Giulia</a>.</p>
<p>no vabbè, hai studiato filosofia?</p>
<p>grazie della risposta, domani leggo, oggi c&#8217;è il concerto degli swans</p>
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		Di: Giulia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-261892</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 14:02:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=49117#comment-261892</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-261889&quot;&gt;[h]&lt;/a&gt;.

ci siamo risposti in contemporanea. La mia risposta sta sopra...comunque se la metti così sembra che il lavoro filosofico sia inutile...ma t&#039;ho risposto sopra anche a questo. :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2014/10/07/do-you-remember-femminismo-benedicte-martin/#comment-261889">[h]</a>.</p>
<p>ci siamo risposti in contemporanea. La mia risposta sta sopra&#8230;comunque se la metti così sembra che il lavoro filosofico sia inutile&#8230;ma t&#8217;ho risposto sopra anche a questo. :)</p>
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