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	Commenti a: Ineguaglianza sociale, razzismo, neofascismo: sui fatti di Tor Sapienza	</title>
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		Di: La caiguda de l&#8217;imperi romà &#124; Perifèries Urbanes		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La caiguda de l&#8217;imperi romà &#124; Perifèries Urbanes]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2014 10:56:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] Sapienza. Fa temps que s&#8217;intenta entendre les causes de la agressió que va haver-hi al novembre en aquest barri de Roma Est contra un centre de migrants, i del creixement del racisme a les [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Sapienza. Fa temps que s&#8217;intenta entendre les causes de la agressió que va haver-hi al novembre en aquest barri de Roma Est contra un centre de migrants, i del creixement del racisme a les [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: La caída del imperio romano &#124; Perifèries Urbanes		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La caída del imperio romano &#124; Perifèries Urbanes]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2014 12:44:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] Sapienza. Hace tiempo que se intenta entender las causas de la agresión que hubo en noviembre en este barrio de Roma Est contra un centro de migrantes, y del crecimiento del racismo en las [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Sapienza. Hace tiempo que se intenta entender las causas de la agresión que hubo en noviembre en este barrio de Roma Est contra un centro de migrantes, y del crecimiento del racismo en las [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: La caduta dell&#8217;impero romano &#124; Perifèries Urbanes		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/11/24/ineguaglianza-sociale-razzismo-neofascismo/#comment-281597</link>

		<dc:creator><![CDATA[La caduta dell&#8217;impero romano &#124; Perifèries Urbanes]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2014 12:32:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] Sapienza. Da tempo si cerca di sviscerare le cause dell&#8217;aggressione di novembre in questo quartiere di Roma Est contro un centro migranti, e della crescita del razzismo nelle [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Sapienza. Da tempo si cerca di sviscerare le cause dell&#8217;aggressione di novembre in questo quartiere di Roma Est contro un centro migranti, e della crescita del razzismo nelle [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: The fall of the Roman Empire &#124; Perifèries Urbanes		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The fall of the Roman Empire &#124; Perifèries Urbanes]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2014 12:28:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] Sapienza. Many scholars tried to understand the causes of an aggression in november against a migrant center in this neighborhood in Eastern Rome, as well as of the growth of racism [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Sapienza. Many scholars tried to understand the causes of an aggression in november against a migrant center in this neighborhood in Eastern Rome, as well as of the growth of racism [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: [h]		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[[h]]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2014 03:56:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2014/11/24/ineguaglianza-sociale-razzismo-neofascismo/#comment-273003&quot;&gt;daniele ventre&lt;/a&gt;.

Anche la Chiesa può essere considerata in realtà non propriamente cristiana. Questo è il problema: siccome dio esiste e vuole che sia fatto x,y e z, voi dovete fare x,y e z. Siccome Marx ha detto che la storia è fatta di x,y e z, voi dovete fare x,y e z. Che dio esista o meno, che Marx abbia visto giusto o meno è irrilevante. Nel momento in cui proponi un&#039;ideologia la devi giustificare non rifacendoti all&#039;esistente, ma sulla base di valori condivisi. Questa è appunto la fallacia naturalistica. A me pare che se sostituisci razza con classe hai lo stesso un&#039;ideologia basata sull&#039;identità e lo trovo contraddittorio, oltre che problematico. Non mi pare dunque un buon punto di partenza parlare di lotta di classe, perché presuppone un&#039;appartenenza arbitraria e un&#039;azione collettiva arbitrariamente indirizzata da qualcuno e non concordata. Questo mi pare che darà sempre problemi, perché non si riconosce l&#039;individuo come agente, e perché chi non è d&#039;accordo diventa elemento estraneo, nemico, non sulla base di ciò che fa (anche il regime democratico liberale punisce chi viola le regole), ma di ciò che è. La lotta di classe come ideologia mi pare che si porti addosso più problemi di una lotta per un&#039;uguaglianza delle opportunità che non vincoli in maniera così decisa le azioni individuali. L&#039;articolo 3 della nostra costituzione lo esprime bene.

Poi se uno vuole può proporre un&#039;ideologia che ponga fine alla differenza di classe per cui si stabilisce che le persone non possano avere o guadagnare più risorse di altre. La propone e vede se gli altri sono d&#039;accordo. Oppure un&#039;ideologia che preveda che ogni produzione sia decisa collettivamente e che i mezzi di produzione siano collettivi. Oppure si può dire che nessuno può guadagnare più di 10 volte un altro. Che nessuno può rimanere senza reddito. 
Che il profitto è intrinsecamente una forma di sfruttamento eccetera. Però fornisci buoni motivi per crederci e vedi cosa ne pensano gli altri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2014/11/24/ineguaglianza-sociale-razzismo-neofascismo/#comment-273003">daniele ventre</a>.</p>
<p>Anche la Chiesa può essere considerata in realtà non propriamente cristiana. Questo è il problema: siccome dio esiste e vuole che sia fatto x,y e z, voi dovete fare x,y e z. Siccome Marx ha detto che la storia è fatta di x,y e z, voi dovete fare x,y e z. Che dio esista o meno, che Marx abbia visto giusto o meno è irrilevante. Nel momento in cui proponi un&#8217;ideologia la devi giustificare non rifacendoti all&#8217;esistente, ma sulla base di valori condivisi. Questa è appunto la fallacia naturalistica. A me pare che se sostituisci razza con classe hai lo stesso un&#8217;ideologia basata sull&#8217;identità e lo trovo contraddittorio, oltre che problematico. Non mi pare dunque un buon punto di partenza parlare di lotta di classe, perché presuppone un&#8217;appartenenza arbitraria e un&#8217;azione collettiva arbitrariamente indirizzata da qualcuno e non concordata. Questo mi pare che darà sempre problemi, perché non si riconosce l&#8217;individuo come agente, e perché chi non è d&#8217;accordo diventa elemento estraneo, nemico, non sulla base di ciò che fa (anche il regime democratico liberale punisce chi viola le regole), ma di ciò che è. La lotta di classe come ideologia mi pare che si porti addosso più problemi di una lotta per un&#8217;uguaglianza delle opportunità che non vincoli in maniera così decisa le azioni individuali. L&#8217;articolo 3 della nostra costituzione lo esprime bene.</p>
<p>Poi se uno vuole può proporre un&#8217;ideologia che ponga fine alla differenza di classe per cui si stabilisce che le persone non possano avere o guadagnare più risorse di altre. La propone e vede se gli altri sono d&#8217;accordo. Oppure un&#8217;ideologia che preveda che ogni produzione sia decisa collettivamente e che i mezzi di produzione siano collettivi. Oppure si può dire che nessuno può guadagnare più di 10 volte un altro. Che nessuno può rimanere senza reddito.<br />
Che il profitto è intrinsecamente una forma di sfruttamento eccetera. Però fornisci buoni motivi per crederci e vedi cosa ne pensano gli altri.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: daniele ventre		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/11/24/ineguaglianza-sociale-razzismo-neofascismo/#comment-273003</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 18:37:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2014/11/24/ineguaglianza-sociale-razzismo-neofascismo/#comment-270161&quot;&gt;[h]&lt;/a&gt;.

Si potrebbe eccepire che l&#039;articolazione marxiana del concetto di lotta di classe andrebbe approfondita, e che i regimi del socialismo reale non erano in realtà regimi propriamente marxiani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2014/11/24/ineguaglianza-sociale-razzismo-neofascismo/#comment-270161">[h]</a>.</p>
<p>Si potrebbe eccepire che l&#8217;articolazione marxiana del concetto di lotta di classe andrebbe approfondita, e che i regimi del socialismo reale non erano in realtà regimi propriamente marxiani.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: 2014: A year in review (Novembre) &#124; Suprasaturalanx		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/11/24/ineguaglianza-sociale-razzismo-neofascismo/#comment-272573</link>

		<dc:creator><![CDATA[2014: A year in review (Novembre) &#124; Suprasaturalanx]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 23:19:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] &#8220;fatti di Tor Sapienza&#8221;, la cui causa è mirabilmente spiegata dal primo paragrafo di questo articolo; [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] &#8220;fatti di Tor Sapienza&#8221;, la cui causa è mirabilmente spiegata dal primo paragrafo di questo articolo; [&#8230;]</p>
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		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/11/24/ineguaglianza-sociale-razzismo-neofascismo/#comment-270621</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2014 00:11:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2014/11/24/ineguaglianza-sociale-razzismo-neofascismo/#comment-270536&quot;&gt;rapa&lt;/a&gt;.

a rapa,
sono d&#039;accordo su alcuni punti importanti... ma per ritornare al senso del discorso che si è cercato di fare qua... quando tu dici:
&quot;Insomma ci vuole una narrazione che parta dai fatti, dai meccanismi della crisi e dalle proposte, non dalle narrazioni altrui da analizzare allo sfinimento: lo dice pure Jesi, o sbaglio? COSI’ NON SE NE ESCE&quot;

Già, una narrazione che parta dai fatti... Ti sembra semplice? Come diceva François Chesnais (un valido marxista francese) che intervistai un po&#039; di tempo fa: per i capitalisti la lotta di classe non si ferma mai, loro sono sempre sulla barricata... Se le narrazioni dei fatti fossero così semplici da far passare tutto il capitolo marxiano che sia chiama critica dell&#039;ideologia sarebbe stato una pippa inutile, a cominciare dalla maggior parte dei libri di Marx, che sono nutriti da narrazioni ufficiali &quot;smontate&quot;. Le tue narrazioni mica viaggiano nel vuoto stagno, devono farsi largo attraverso narrazioni che dicono il contrario, che sviano, che deformano, che occultano, ecc. 
Tu citi Jesi, ma Jesi è un campione delle narrazioni altrui, delle narrazioni di Destra, e ha fatto un utilissimo lavoro. 
Non esiste una soluzione facile, a portata di mano. Esistono però cose che ognuno può fare nel proprio ambito con un obiettivo comune. L&#039;analisi di un&#039;economista, serve come il buon giornalismo d&#039;inchiesta, come un&#039;analisi che smonta il discorso dell&#039;avversario, come un&#039;azione sul territorio realizzata dai centri sociali. Che manchi poi una strategia politica in grado di unificare questi diversi fronti, è quanto risulta evidente a tutti. Ma la soluzione non consiste nel liberarsi di questa ricchezza di pratiche, come se ce ne fosse una sola che garantisse magicamente la fine dell&#039;attuale capitalismo predatorio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2014/11/24/ineguaglianza-sociale-razzismo-neofascismo/#comment-270536">rapa</a>.</p>
<p>a rapa,<br />
sono d&#8217;accordo su alcuni punti importanti&#8230; ma per ritornare al senso del discorso che si è cercato di fare qua&#8230; quando tu dici:<br />
&#8220;Insomma ci vuole una narrazione che parta dai fatti, dai meccanismi della crisi e dalle proposte, non dalle narrazioni altrui da analizzare allo sfinimento: lo dice pure Jesi, o sbaglio? COSI’ NON SE NE ESCE&#8221;</p>
<p>Già, una narrazione che parta dai fatti&#8230; Ti sembra semplice? Come diceva François Chesnais (un valido marxista francese) che intervistai un po&#8217; di tempo fa: per i capitalisti la lotta di classe non si ferma mai, loro sono sempre sulla barricata&#8230; Se le narrazioni dei fatti fossero così semplici da far passare tutto il capitolo marxiano che sia chiama critica dell&#8217;ideologia sarebbe stato una pippa inutile, a cominciare dalla maggior parte dei libri di Marx, che sono nutriti da narrazioni ufficiali &#8220;smontate&#8221;. Le tue narrazioni mica viaggiano nel vuoto stagno, devono farsi largo attraverso narrazioni che dicono il contrario, che sviano, che deformano, che occultano, ecc.<br />
Tu citi Jesi, ma Jesi è un campione delle narrazioni altrui, delle narrazioni di Destra, e ha fatto un utilissimo lavoro.<br />
Non esiste una soluzione facile, a portata di mano. Esistono però cose che ognuno può fare nel proprio ambito con un obiettivo comune. L&#8217;analisi di un&#8217;economista, serve come il buon giornalismo d&#8217;inchiesta, come un&#8217;analisi che smonta il discorso dell&#8217;avversario, come un&#8217;azione sul territorio realizzata dai centri sociali. Che manchi poi una strategia politica in grado di unificare questi diversi fronti, è quanto risulta evidente a tutti. Ma la soluzione non consiste nel liberarsi di questa ricchezza di pratiche, come se ce ne fosse una sola che garantisse magicamente la fine dell&#8217;attuale capitalismo predatorio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Jacopo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/11/24/ineguaglianza-sociale-razzismo-neofascismo/#comment-270593</link>

		<dc:creator><![CDATA[Jacopo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 19:48:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2014/11/24/ineguaglianza-sociale-razzismo-neofascismo/#comment-270191&quot;&gt;andrea inglese&lt;/a&gt;.

Suggerisco di riflettere sul fatto, paradossale fino a un certo punto, che proprio da sinistra - ciascuno qualifichi questo lemma della zoologia umana come più gli aggrada: dal rosso rubino al rosa shoking ogni sfumatura è ben accetta - sia stato portato avanti il discorso ideologico secondo il quale le piccole e medie imprese rappresentano una &lt;em&gt;metastasi&lt;/em&gt; del tessuto industriale italiano, il nemico per eccellenza del proletario bisognoso di internazionalizzarsi per condurre la sua lotta di classe all&#039;amatriciana: la cristallizzazione del vincolo esterno - leggi fissazione del cambio e poi moneta unica - avrebbe così aiutato il nostro paese a progredire verso un modello di capitalismo avanzato, quello dove alla fin fine a internazionalizzarsi sono i capitali, ovvero ciò che nell&#039;articolo (o nei commenti, non ricordo) viene impressionisticamente definito &lt;em&gt;ordoliberismo&lt;/em&gt;, ovvero: il secolo deleuziano.

(mi si perdoni se non cito le fonti, il tempo è poco, e nel caso ciascuno potrà ricostruirle da sé percorrendo lo storico dei commenti)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2014/11/24/ineguaglianza-sociale-razzismo-neofascismo/#comment-270191">andrea inglese</a>.</p>
<p>Suggerisco di riflettere sul fatto, paradossale fino a un certo punto, che proprio da sinistra &#8211; ciascuno qualifichi questo lemma della zoologia umana come più gli aggrada: dal rosso rubino al rosa shoking ogni sfumatura è ben accetta &#8211; sia stato portato avanti il discorso ideologico secondo il quale le piccole e medie imprese rappresentano una <em>metastasi</em> del tessuto industriale italiano, il nemico per eccellenza del proletario bisognoso di internazionalizzarsi per condurre la sua lotta di classe all&#8217;amatriciana: la cristallizzazione del vincolo esterno &#8211; leggi fissazione del cambio e poi moneta unica &#8211; avrebbe così aiutato il nostro paese a progredire verso un modello di capitalismo avanzato, quello dove alla fin fine a internazionalizzarsi sono i capitali, ovvero ciò che nell&#8217;articolo (o nei commenti, non ricordo) viene impressionisticamente definito <em>ordoliberismo</em>, ovvero: il secolo deleuziano.</p>
<p>(mi si perdoni se non cito le fonti, il tempo è poco, e nel caso ciascuno potrà ricostruirle da sé percorrendo lo storico dei commenti)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: rapa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/11/24/ineguaglianza-sociale-razzismo-neofascismo/#comment-270536</link>

		<dc:creator><![CDATA[rapa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 13:58:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Suvvia, proprio a nessuno viene in mente una soluzione?
A me sembra abbastanza semplice.
Ci vuole una battaglia unitaria per far risorgere uno Stato che sia in grado di difenderci dal capitale globale e di assicurarci una minima forma di democrazia: tanto per intenderci, una che - essendoci in Cina dei lavoratori ipersfruttati - dà una scelta all&#039;elettorato: volete anche qui lo schiavismo, o mettiamo dei dazi (anche semplicemente sotto forma di svalutazione della moneta)?
Bisogna rivendicare il diritto dei popoli, anche di quello italiano (se preferite: di chi vive in Italia), a dotarsi di una effettiva sovranità nazionale negli ambiti fondamentali: politica economica, esercito, istituzioni.
Una ideologia DEMOCRATICA della sovranità che specifichi e chiarisca all&#039;immigrato, al precario, ma anche al primario dei parioli e allo spazzino fascio alla Superciuk, che condividono un interesse, molto egoistico, un minimo comun denominatore. Ovvero che TUTTI loro hanno bisogno dello Stato, TUTTI loro hanno bisogno della democrazia, TUTTI loro hanno bisogno della sovranità, per un motivo molto semplice: mettere il sale sulla coda a chi ha il conto alle Cayman.
I fascisti propongono contenuti efficaci, perché basati sull&#039;istintiva diffidenza verso chi è percepito come diverso. E allora qual&#039;è il compito di una sinistra efficace? Mostrare che il nero, il bianco e il giallo sono UGUALMENTE DEGNI DI RISPETTO perché come il primario e chiunque faccia (o cerchi) un lavoro onesto vogliono le stesse cose che vogliamo noi, ovvero dignità, lavoro e la sicurezza di avere &quot;un diaframma di protezione dalle durezze della vita&quot;(salutiamo TPS che ci segue dall&#039;Antenòra).
E chi è invece il nemico, che possiamo e dobbiamo odiare con tutta la forza dell&#039;istinto? Chi è il VERO diverso? Abbastanza ovviamente direi il rentier, il megadirettore galattico, quello che gestisce multinazionali ed hedge founds e guadagna milioni a decine non per aver inventato l&#039;antipolio, e nemmeno per aver creato un&#039;azienda o perché la sa gestire, ma solo per il suo trading di influenza. Quelli vanno additati come nemici, ci si mette e (dopo aver fatto autocritica per non aver capito un cazzo fino al 2014 - lo fa salvini, noi no?) si spiega il come e il perché ci stanno rovinando la vita. E gli si presenta un bel piano per rovesciare il tavolo, non sogni, un piano. Sono stati (siamo stati) addestrati a vedere il pubblico come un nemico, fra sbirri e tasse, dobbiamo mostrare che con l&#039;unità di un popolo che si prende lo Stato puoi vincere anche come individuo, come si vinceva quando il PCI stava al 35% e la quota salari cresceva: possiamo vincere. Ma le uniche armi efficaci (da ottenere certo con le lotte e la politica) sono l&#039;inflazione e la scala mobile, le nazionalizzazioni, le restrizioni ai movimenti di capitali, la GDF. Non un silver bullet per carità ma almeno una cornice in cui è possibile fare una lotta di classe che non sia solo teste contro manganelli. I Landini e le Rivera di questo mondo non ci arrivano, il più radicale agita le nazionalizzazioni ma si zittisce subito quando gli fanno notare che violano parametri europei e simili.
Insomma ci vuole un minimo di democrazia, e una lotta dl genere si fa con l&#039;inclusività necessaria ad un momento di emergenza quale quello attuale. NON intendo giustificare salvini, ma l&#039;operaio che crede all&#039;ebola e il suo padroncino evasore vanno recuperati con proposte serie e concrete, non insultati. Piena occupazione, meno tasse, sussidi decenti, servizi dallo Stato. Prima questo. Gli si faccia capire che i migranti sono alleati in questa guerra, non nemici. Ironicamente proprio in questa crisi molti lo capiscono facilmente, è VISIBILE a tutti. Ora che ai margini ci sei tu, ora che tuo fratello intelligente è partito in Germania, è molto più facile immedesimarsi. Persino chi è oggettivamente razzista ammette che gli immigrati sono la scusa. Che li insulta perché &quot;gli rompono i coglioni&quot; ma che il vero nemico sono &quot;i politici di merda&quot;. Poi se uno è un fascio definitivo, finirà culturalmente e socialmente ghettizzato: in una società in cui fra migrante e studente, fra madre di famiglia italiana e rumena, non c&#039;è competizione salariale per il privilegio di vendemmiare o pulire gli anziani, sarà un poveretto solo e pieno di livore, che nessuno ascolterà. Si tenga il suo razzismo!
Insomma ci vuole una narrazione che parta dai fatti, dai meccanismi della crisi e dalle proposte, non dalle narrazioni altrui da analizzare allo sfinimento: lo dice pure Jesi, o sbaglio? COSI&#039; NON SE NE ESCE, o guardi il paesaggio o il riflesso sulla finestra. Purtroppo però le menti migliori della sinistra sono impegnate a &quot;smontare la narrazione da vincente&quot; di Salvini e Renzi o glorificare l&#039;astensionismo senza proporre altro che una genericissima (o particolaristica - due facce della stessa medaglia) lotta dal basso, e a conferire patenti di fascismo e lanciare fatwe a questo e quello. Partecipare nei partiti è impossibile: l&#039;unico modo di proporre le proprie idee è prendere la tessera e battersi ogni giorno con un branco di wannabe assessori. Anche peggio nei centri sociali, dove a citare lo stato pensano come minimo che sei uno sbirro in borghese. Bo&#039;, ditemi voi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Suvvia, proprio a nessuno viene in mente una soluzione?<br />
A me sembra abbastanza semplice.<br />
Ci vuole una battaglia unitaria per far risorgere uno Stato che sia in grado di difenderci dal capitale globale e di assicurarci una minima forma di democrazia: tanto per intenderci, una che &#8211; essendoci in Cina dei lavoratori ipersfruttati &#8211; dà una scelta all&#8217;elettorato: volete anche qui lo schiavismo, o mettiamo dei dazi (anche semplicemente sotto forma di svalutazione della moneta)?<br />
Bisogna rivendicare il diritto dei popoli, anche di quello italiano (se preferite: di chi vive in Italia), a dotarsi di una effettiva sovranità nazionale negli ambiti fondamentali: politica economica, esercito, istituzioni.<br />
Una ideologia DEMOCRATICA della sovranità che specifichi e chiarisca all&#8217;immigrato, al precario, ma anche al primario dei parioli e allo spazzino fascio alla Superciuk, che condividono un interesse, molto egoistico, un minimo comun denominatore. Ovvero che TUTTI loro hanno bisogno dello Stato, TUTTI loro hanno bisogno della democrazia, TUTTI loro hanno bisogno della sovranità, per un motivo molto semplice: mettere il sale sulla coda a chi ha il conto alle Cayman.<br />
I fascisti propongono contenuti efficaci, perché basati sull&#8217;istintiva diffidenza verso chi è percepito come diverso. E allora qual&#8217;è il compito di una sinistra efficace? Mostrare che il nero, il bianco e il giallo sono UGUALMENTE DEGNI DI RISPETTO perché come il primario e chiunque faccia (o cerchi) un lavoro onesto vogliono le stesse cose che vogliamo noi, ovvero dignità, lavoro e la sicurezza di avere &#8220;un diaframma di protezione dalle durezze della vita&#8221;(salutiamo TPS che ci segue dall&#8217;Antenòra).<br />
E chi è invece il nemico, che possiamo e dobbiamo odiare con tutta la forza dell&#8217;istinto? Chi è il VERO diverso? Abbastanza ovviamente direi il rentier, il megadirettore galattico, quello che gestisce multinazionali ed hedge founds e guadagna milioni a decine non per aver inventato l&#8217;antipolio, e nemmeno per aver creato un&#8217;azienda o perché la sa gestire, ma solo per il suo trading di influenza. Quelli vanno additati come nemici, ci si mette e (dopo aver fatto autocritica per non aver capito un cazzo fino al 2014 &#8211; lo fa salvini, noi no?) si spiega il come e il perché ci stanno rovinando la vita. E gli si presenta un bel piano per rovesciare il tavolo, non sogni, un piano. Sono stati (siamo stati) addestrati a vedere il pubblico come un nemico, fra sbirri e tasse, dobbiamo mostrare che con l&#8217;unità di un popolo che si prende lo Stato puoi vincere anche come individuo, come si vinceva quando il PCI stava al 35% e la quota salari cresceva: possiamo vincere. Ma le uniche armi efficaci (da ottenere certo con le lotte e la politica) sono l&#8217;inflazione e la scala mobile, le nazionalizzazioni, le restrizioni ai movimenti di capitali, la GDF. Non un silver bullet per carità ma almeno una cornice in cui è possibile fare una lotta di classe che non sia solo teste contro manganelli. I Landini e le Rivera di questo mondo non ci arrivano, il più radicale agita le nazionalizzazioni ma si zittisce subito quando gli fanno notare che violano parametri europei e simili.<br />
Insomma ci vuole un minimo di democrazia, e una lotta dl genere si fa con l&#8217;inclusività necessaria ad un momento di emergenza quale quello attuale. NON intendo giustificare salvini, ma l&#8217;operaio che crede all&#8217;ebola e il suo padroncino evasore vanno recuperati con proposte serie e concrete, non insultati. Piena occupazione, meno tasse, sussidi decenti, servizi dallo Stato. Prima questo. Gli si faccia capire che i migranti sono alleati in questa guerra, non nemici. Ironicamente proprio in questa crisi molti lo capiscono facilmente, è VISIBILE a tutti. Ora che ai margini ci sei tu, ora che tuo fratello intelligente è partito in Germania, è molto più facile immedesimarsi. Persino chi è oggettivamente razzista ammette che gli immigrati sono la scusa. Che li insulta perché &#8220;gli rompono i coglioni&#8221; ma che il vero nemico sono &#8220;i politici di merda&#8221;. Poi se uno è un fascio definitivo, finirà culturalmente e socialmente ghettizzato: in una società in cui fra migrante e studente, fra madre di famiglia italiana e rumena, non c&#8217;è competizione salariale per il privilegio di vendemmiare o pulire gli anziani, sarà un poveretto solo e pieno di livore, che nessuno ascolterà. Si tenga il suo razzismo!<br />
Insomma ci vuole una narrazione che parta dai fatti, dai meccanismi della crisi e dalle proposte, non dalle narrazioni altrui da analizzare allo sfinimento: lo dice pure Jesi, o sbaglio? COSI&#8217; NON SE NE ESCE, o guardi il paesaggio o il riflesso sulla finestra. Purtroppo però le menti migliori della sinistra sono impegnate a &#8220;smontare la narrazione da vincente&#8221; di Salvini e Renzi o glorificare l&#8217;astensionismo senza proporre altro che una genericissima (o particolaristica &#8211; due facce della stessa medaglia) lotta dal basso, e a conferire patenti di fascismo e lanciare fatwe a questo e quello. Partecipare nei partiti è impossibile: l&#8217;unico modo di proporre le proprie idee è prendere la tessera e battersi ogni giorno con un branco di wannabe assessori. Anche peggio nei centri sociali, dove a citare lo stato pensano come minimo che sei uno sbirro in borghese. Bo&#8217;, ditemi voi.</p>
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