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	Commenti a: Considerazioni circa una poetica della relazione	</title>
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		Di: enrico dignani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[enrico dignani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 10:34:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sig. Vincenzo Frungillo Benemerito,
 è di questi tempi per lei dir poco. grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sig. Vincenzo Frungillo Benemerito,<br />
 è di questi tempi per lei dir poco. grazie</p>
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		Di: eugenio lucrezi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eugenio lucrezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2014 13:36:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Complimenti a Vincenzo Frungillo per il suo ragionare ed esporre. La questione della critica mi pare essere essenzialmente di natura storica, e di natura storica è la relazione tra natura e cultura, ovviamente. Il discorso letterario non consiste nell&#039;esplorazione degli spazi di praticabilità del simbolico, anch&#039;essi determinati storicamente, fino alla /fin dalla nascita stessa di tali spazi? Poesia ecologica: Rigoni Stern e Zanzotto. Poesia post-umana: spetterà, appunto, ai post. Oggi tocca ai tardo-umani. Ancora complimenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti a Vincenzo Frungillo per il suo ragionare ed esporre. La questione della critica mi pare essere essenzialmente di natura storica, e di natura storica è la relazione tra natura e cultura, ovviamente. Il discorso letterario non consiste nell&#8217;esplorazione degli spazi di praticabilità del simbolico, anch&#8217;essi determinati storicamente, fino alla /fin dalla nascita stessa di tali spazi? Poesia ecologica: Rigoni Stern e Zanzotto. Poesia post-umana: spetterà, appunto, ai post. Oggi tocca ai tardo-umani. Ancora complimenti.</p>
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		Di: Vincenzo Frungillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Frungillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2014 12:15:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ringrazio Francesco con il quale si rinnova sempre il dialogo. Qui riesce a centrare le tematiche del mio intervento. Mi riprometto del resto di sciogliere alcuni nodi in un immediato futuro. Ringrazio anche Ivan Schiavone (a proposito di dialoghi) che mi ha consigliato la lettura del testo di Glissant.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Francesco con il quale si rinnova sempre il dialogo. Qui riesce a centrare le tematiche del mio intervento. Mi riprometto del resto di sciogliere alcuni nodi in un immediato futuro. Ringrazio anche Ivan Schiavone (a proposito di dialoghi) che mi ha consigliato la lettura del testo di Glissant.</p>
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		Di: Francesco Filia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Filia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2014 05:47:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rileggo per la seconda volta,con più calma, le acute riflessioni di Vincenzo, che pongono questioni centrali come, ad esempio, l&#039;implodere del processo critico come processo decostruttivo, l&#039;idea, essenziale anche per me, della critica (ma allargherei il campo anche alla filosofia) come luogo del riconoscimento, in cui inizia un contromovimento, imprevedibile nei suoi esiti, rispetto al processo di riduzione e di svanimento che concerne l&#039;attività simbolica dell&#039;umano contemporaneo, non più in relazione se non con ciò che è disposto a farsi consumare in maniera autoreferenziale. La critica e la poesia, attività in cui la parola assume dimensioni non precostituite, possono invece mettere a nudo tutto ciò e indicare prospettive diverse, allargare la faglia mondo che ci tiene in vita come mortali, senza garanzie precostituite. Un intervento, quello di Frungillo, da leggere e rileggere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rileggo per la seconda volta,con più calma, le acute riflessioni di Vincenzo, che pongono questioni centrali come, ad esempio, l&#8217;implodere del processo critico come processo decostruttivo, l&#8217;idea, essenziale anche per me, della critica (ma allargherei il campo anche alla filosofia) come luogo del riconoscimento, in cui inizia un contromovimento, imprevedibile nei suoi esiti, rispetto al processo di riduzione e di svanimento che concerne l&#8217;attività simbolica dell&#8217;umano contemporaneo, non più in relazione se non con ciò che è disposto a farsi consumare in maniera autoreferenziale. La critica e la poesia, attività in cui la parola assume dimensioni non precostituite, possono invece mettere a nudo tutto ciò e indicare prospettive diverse, allargare la faglia mondo che ci tiene in vita come mortali, senza garanzie precostituite. Un intervento, quello di Frungillo, da leggere e rileggere.</p>
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