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	Commenti a: Michele Mari, «Asterusher»: l&#8217;autobiografia per feticci di un puer aeternus	</title>
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		Di: Asterusher è la mia casa. Intervista a Michele Mari		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Asterusher è la mia casa. Intervista a Michele Mari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2015 06:15:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] N.I. La casa, intesa sia come spazio fisico che come luogo immaginario, declinata come nido in cui rifugiarsi o come carcere castrante e opprimente, come ricettacolo di affetti e ricordi familiari o come luogo congeniale allo sprigionarsi di forze psichiche irrazionali e violente, è un ambiente che ha spesso ispirato gli scrittori, in ogni epoca e a qualsiasi latitudine. Molti di questi scrittori sono tra l’altro a te particolarmente cari, penso a nomi quali Landolfi, Borges, Gombrowicz, Poe, Kafka, Canetti e tanti altri. D’altra parte tu stesso hai posto la casa al centro di molti tuoi romanzi e racconti. In tal senso Asterusher (leggi qui la recensione, ndr) è dunque un atto dovuto, l’esito naturale e inevitabile&#8230; [&#8230;]]]></description>
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