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	Commenti a: Da Bizet a Twitter. Stromae e una variazione sulla Carmen	</title>
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		<title>
		Di: ornella tajani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ornella tajani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2015 11:23:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/28/da-bizet-a-twitter-stromae-e-una-variazione-sulla-carmen/#comment-285331&quot;&gt;orsola puecher&lt;/a&gt;.

commento (e descrizione) magnifiche, orsola, e dici benissimo: una parodia di seduzione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/28/da-bizet-a-twitter-stromae-e-una-variazione-sulla-carmen/#comment-285331">orsola puecher</a>.</p>
<p>commento (e descrizione) magnifiche, orsola, e dici benissimo: una parodia di seduzione</p>
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		Di: ornella tajani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ornella tajani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 16:28:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/28/da-bizet-a-twitter-stromae-e-una-variazione-sulla-carmen/#comment-285329&quot;&gt;Anna Di Rufo&lt;/a&gt;.

ricorda molto bene : )]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/28/da-bizet-a-twitter-stromae-e-una-variazione-sulla-carmen/#comment-285329">Anna Di Rufo</a>.</p>
<p>ricorda molto bene : )</p>
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		Di: orsola puecher		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 07:27:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Care Anna e Ornella, intanto trovo molto bello poter &lt;em&gt;litigare&lt;/em&gt; di cose così speciali, non succede spesso... non credo che Brook si ponesse il problema di cosa la Carmen di Bizet avesse bisogno o meno, e se fosse o meno necessario aggiungere o togliere qualcosa in funzione di questo scopo, riscrive un nuovo racconto con una sua dinamica interna e assolutamente coinvolgente e affascinante. Non vedo che gran sottigliezza psicologica ci sia nel contrapporre la &quot;puttana&quot; Carmen alla morigerata contadinotta Micaela, è un espediente narrativo come un altro e nemmeno molto eccezionale. Noi immaginiamo le opere come blocchi storicizzati intoccabili, ma si provi a pensare se il direttore artistico dell&#039;Opera Comique, spaventato dal finale cruento, poco adatto ad un pubblico borghese [fu un gran bell&#039;insuccesso infatti], avesse ottenuto di cambiare il finale, con un happy end?!? Cosa che Bizet per fortuna rifiutò. Un&#039;opera è qualcosa di vivo al momento della sua composizione e deve restarlo nonostante il passare del tempo. Brook porta all&#039;estremo questo essere &lt;em&gt;materia viva&lt;/em&gt; dell&#039;opera e muove la sua regia/riscrittura fuori dai limiti codificati. Ci mostra un don Josè già arreso, con la divisa sbottonata, lo sguardo instupidito, mentre Carmen arrotola, si fa accendere e fuma un sigaro, e poi radicalizza la tensione fra le due donne, fra i due mondi delle due donne, libera la violenza fra di loro perché nel mistero dell&#039;amore, &lt;em&gt;l&#039;amour est un oiseau rebelle&lt;/em&gt;,  nelle mani in faccia a cui arrivano  è forse l&#039;unico punto di contatto fra di essi. Questo si chiama regia critica, almeno per me. 
Nella sua Habanera Carmen più che provocare Don Josè sembra voler provocare lei, lasciando cadere maliziosamente il suo fiore rosso fra di loro, prendendo in giro il suo morigerato scialletto di pizzo, cercando di infilarle il sigaro in bocca, pizzicandole la guancia... una seduzione da seduta per terra, quasi immobile, nel vestito scuro, accollato, contropposta alla figurina ingessata da pastorella del Presepe di Micaela, altrettanto seduta per terra, allibita, con Don Josè che deambula smarrito fra di loro.  L&#039;eccezionalità di Carmen in Brook non sfrutta espedienti di contrapposizione prevedibili, ma è per me continuamente giocata sulle energie sottili e misteriose, incontrollabili della seduzione, fatale, inarrestabile, un filo teso e vibrante. La sua &lt;em&gt;otherness&lt;/em&gt; non si serve di mezzucci, a questo proposito vedere quanto è brutta banale, prevedibile, questa Habanera di Rosi, anche se canonica e storicizzata nella location:

&lt;iframe width=&quot;480&quot; height=&quot;360&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/pu0vhFbRfUQ?rel=0&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;

con quelle mossucce da lavandara, da sciantosa che agita la gonna a gambe larghe e ti aspetti &lt;em&gt;&#039;a mossa&lt;/em&gt; da un momento all&#039;altro, quell&#039;agitarsi da sciacquetta in calore, il verismo polveroso delle controscene fintissime delle comparse, i ballettucci kitsch walzerati e naccherati insieme... i militari con le mani al cinturone. 
Sembra questa una parodia di seduzione, uno stereotipo assoluto... per restare nel seminato del post.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Care Anna e Ornella, intanto trovo molto bello poter <em>litigare</em> di cose così speciali, non succede spesso&#8230; non credo che Brook si ponesse il problema di cosa la Carmen di Bizet avesse bisogno o meno, e se fosse o meno necessario aggiungere o togliere qualcosa in funzione di questo scopo, riscrive un nuovo racconto con una sua dinamica interna e assolutamente coinvolgente e affascinante. Non vedo che gran sottigliezza psicologica ci sia nel contrapporre la &#8220;puttana&#8221; Carmen alla morigerata contadinotta Micaela, è un espediente narrativo come un altro e nemmeno molto eccezionale. Noi immaginiamo le opere come blocchi storicizzati intoccabili, ma si provi a pensare se il direttore artistico dell&#8217;Opera Comique, spaventato dal finale cruento, poco adatto ad un pubblico borghese [fu un gran bell&#8217;insuccesso infatti], avesse ottenuto di cambiare il finale, con un happy end?!? Cosa che Bizet per fortuna rifiutò. Un&#8217;opera è qualcosa di vivo al momento della sua composizione e deve restarlo nonostante il passare del tempo. Brook porta all&#8217;estremo questo essere <em>materia viva</em> dell&#8217;opera e muove la sua regia/riscrittura fuori dai limiti codificati. Ci mostra un don Josè già arreso, con la divisa sbottonata, lo sguardo instupidito, mentre Carmen arrotola, si fa accendere e fuma un sigaro, e poi radicalizza la tensione fra le due donne, fra i due mondi delle due donne, libera la violenza fra di loro perché nel mistero dell&#8217;amore, <em>l&#8217;amour est un oiseau rebelle</em>,  nelle mani in faccia a cui arrivano  è forse l&#8217;unico punto di contatto fra di essi. Questo si chiama regia critica, almeno per me.<br />
Nella sua Habanera Carmen più che provocare Don Josè sembra voler provocare lei, lasciando cadere maliziosamente il suo fiore rosso fra di loro, prendendo in giro il suo morigerato scialletto di pizzo, cercando di infilarle il sigaro in bocca, pizzicandole la guancia&#8230; una seduzione da seduta per terra, quasi immobile, nel vestito scuro, accollato, contropposta alla figurina ingessata da pastorella del Presepe di Micaela, altrettanto seduta per terra, allibita, con Don Josè che deambula smarrito fra di loro.  L&#8217;eccezionalità di Carmen in Brook non sfrutta espedienti di contrapposizione prevedibili, ma è per me continuamente giocata sulle energie sottili e misteriose, incontrollabili della seduzione, fatale, inarrestabile, un filo teso e vibrante. La sua <em>otherness</em> non si serve di mezzucci, a questo proposito vedere quanto è brutta banale, prevedibile, questa Habanera di Rosi, anche se canonica e storicizzata nella location:</p>
<p><iframe width="480" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/pu0vhFbRfUQ?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>con quelle mossucce da lavandara, da sciantosa che agita la gonna a gambe larghe e ti aspetti <em>&#8216;a mossa</em> da un momento all&#8217;altro, quell&#8217;agitarsi da sciacquetta in calore, il verismo polveroso delle controscene fintissime delle comparse, i ballettucci kitsch walzerati e naccherati insieme&#8230; i militari con le mani al cinturone.<br />
Sembra questa una parodia di seduzione, uno stereotipo assoluto&#8230; per restare nel seminato del post.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Anna Di Rufo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/28/da-bizet-a-twitter-stromae-e-una-variazione-sulla-carmen/#comment-285329</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Di Rufo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 05:44:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/28/da-bizet-a-twitter-stromae-e-una-variazione-sulla-carmen/#comment-285327&quot;&gt;ornella tajani&lt;/a&gt;.

Se ricordo bene, la Hutcheon porta come esempio storicizzante il film di Francesco Rosi, e si sofferma poi sul modo in cui l&#039;occhio dello spettatore a partire dal coro delle sigaraie finisce su Carmen.

Anche in questa versione i recitativi musicati vengono eliminati a favore di dialoghi parlati, e, in un gioco metatestuale interessante, l&#039;eccezionalità di Carmen, la sua &lt;i&gt;otherness&lt;/i&gt;, viene sottolineata dalla scelta di una cantante di musical, non d&#039;opera, per interpretarne il ruolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/28/da-bizet-a-twitter-stromae-e-una-variazione-sulla-carmen/#comment-285327">ornella tajani</a>.</p>
<p>Se ricordo bene, la Hutcheon porta come esempio storicizzante il film di Francesco Rosi, e si sofferma poi sul modo in cui l&#8217;occhio dello spettatore a partire dal coro delle sigaraie finisce su Carmen.</p>
<p>Anche in questa versione i recitativi musicati vengono eliminati a favore di dialoghi parlati, e, in un gioco metatestuale interessante, l&#8217;eccezionalità di Carmen, la sua <i>otherness</i>, viene sottolineata dalla scelta di una cantante di musical, non d&#8217;opera, per interpretarne il ruolo.</p>
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		<title>
		Di: ornella tajani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/28/da-bizet-a-twitter-stromae-e-una-variazione-sulla-carmen/#comment-285327</link>

		<dc:creator><![CDATA[ornella tajani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 20:31:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[e a proposito del fatto che Brook lavora per sottrazione, per Hutcheon il suo sarebbe un caso di adattamento destoricizzante, così come ve ne sono di &quot;storicizzanti&quot;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[e a proposito del fatto che Brook lavora per sottrazione, per Hutcheon il suo sarebbe un caso di adattamento destoricizzante, così come ve ne sono di &#8220;storicizzanti&#8221;]</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: ornella tajani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/28/da-bizet-a-twitter-stromae-e-una-variazione-sulla-carmen/#comment-285326</link>

		<dc:creator><![CDATA[ornella tajani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 20:26:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie per questi begli interventi che dettagliano il panorama; non avevo visto la Carmen di Brook, cui anche la Hutcheon fa cenno nel suo capitolo sui vari adattamenti da Mérimée (ma ho presente quella meraviglia che sono le Bouffes du Nord, Orsola). 
Sul piano formale, direi che il taglia e cuci è assolutamente ammesso in ogni adattamento; può tradire di più o di meno, essere migliore o peggiore, ma resta adattamento. Cosa sia il pastiche invece è questione più dibattuta, ed è ciò su cui sto cercando di formarmi un&#039;idea al momento; come si sarà capito, il pezzo di Stromae, per me, lo è!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie per questi begli interventi che dettagliano il panorama; non avevo visto la Carmen di Brook, cui anche la Hutcheon fa cenno nel suo capitolo sui vari adattamenti da Mérimée (ma ho presente quella meraviglia che sono le Bouffes du Nord, Orsola).<br />
Sul piano formale, direi che il taglia e cuci è assolutamente ammesso in ogni adattamento; può tradire di più o di meno, essere migliore o peggiore, ma resta adattamento. Cosa sia il pastiche invece è questione più dibattuta, ed è ciò su cui sto cercando di formarmi un&#8217;idea al momento; come si sarà capito, il pezzo di Stromae, per me, lo è!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anna Di Rufo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/28/da-bizet-a-twitter-stromae-e-una-variazione-sulla-carmen/#comment-285324</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Di Rufo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 16:23:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;blockquote&gt;Con l’acqua sporca forse butterei via anche quella s…&lt;/blockquote&gt;

Giusto, Peter Brook, non Peter Brooks! Sono sicura che non sarà l&#039;ultima volta che mi sbaglierò, ma se mi sbaglio voi mi corigerete :-)

&lt;blockquote&gt;Brook agisce sempre per sottrazione, è il suo taglio di regia critica;&lt;/blockquote&gt;

Eh, insomma... Brook toglie, cambia ed aggiunge quando gli fa comodo. Il che, intendiamoci, non è sbagliato. E&#039; quello che mi aspetto da un artista quando riprende il materiale di un altro artista. È quello che ha fatto ad esempio Bizet con Mérimée. Non è questo il punto, ma il risultato di queste operazioni.  Non può ad esempio sfuggire l&#039;ironia che, pur partendo con l&#039;idea di liberare la Carmen di fronzoli melodrammatici, Brook finisce con l&#039;aggiungere all&#039;opera di Bizet una scazzottata o due, un marito cornuto, e tre morti assolutamente inutili (Zuniga, Garcia ed Escamillo) — e la prova che siano assolutamente inutili è proprio nel fatto che l&#039;opera di Bizet non ne ha bisogno.

Abbiamo visto prima il ruolo di Micaëla nell&#039;economia dell&#039;opera di Bizet, quello di mettere in evidenza il cambiamento di Don José. Risulta invece più difficile giustificare la scelta di Brook di elevare Micaëla in una rivale di Carmen, visto che a farne scapito è proprio l&#039;eccezionalità di Carmen, e l&#039;inizio della storia si riduce in una sorta di rivalità tra due donne per l&#039;amato, sicuramente non un&#039;idea particolarmente originale.

&lt;blockquote&gt;in quanto alla sottigliezza psicologica che di solito nella lirica viene trasmessa non tanto sottilmente da insopportabili pesanti e tronfi gesti declamativi con l’occhio fisso alla bacchetta del direttore, alzando a turno al cielo un braccio o l’altro, non la si rimpiange...&lt;/blockquote&gt;

Eh, assolutamente d&#039;accordo, e di Carmen messe in scena da registi incapaci ne ho viste sin troppe [1].

Purtroppo però Brook, non si limita ad agire per sottrazione, come sarebbe stato auspicabile, ma cambia, aggiunge ed alla fine, ahimè, peggiora.  Come ho detto, con l&#039;acqua sporca ha buttato anche il bambino.


[1] In questa luca risulta comunque difficile capire la scelta di avere un Lillas Pastia che per la finezza della caratterizzazione sembra appena uscito da uno Spaghetti Western.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Con l’acqua sporca forse butterei via anche quella s…</p></blockquote>
<p>Giusto, Peter Brook, non Peter Brooks! Sono sicura che non sarà l&#8217;ultima volta che mi sbaglierò, ma se mi sbaglio voi mi corigerete :-)</p>
<blockquote><p>Brook agisce sempre per sottrazione, è il suo taglio di regia critica;</p></blockquote>
<p>Eh, insomma&#8230; Brook toglie, cambia ed aggiunge quando gli fa comodo. Il che, intendiamoci, non è sbagliato. E&#8217; quello che mi aspetto da un artista quando riprende il materiale di un altro artista. È quello che ha fatto ad esempio Bizet con Mérimée. Non è questo il punto, ma il risultato di queste operazioni.  Non può ad esempio sfuggire l&#8217;ironia che, pur partendo con l&#8217;idea di liberare la Carmen di fronzoli melodrammatici, Brook finisce con l&#8217;aggiungere all&#8217;opera di Bizet una scazzottata o due, un marito cornuto, e tre morti assolutamente inutili (Zuniga, Garcia ed Escamillo) — e la prova che siano assolutamente inutili è proprio nel fatto che l&#8217;opera di Bizet non ne ha bisogno.</p>
<p>Abbiamo visto prima il ruolo di Micaëla nell&#8217;economia dell&#8217;opera di Bizet, quello di mettere in evidenza il cambiamento di Don José. Risulta invece più difficile giustificare la scelta di Brook di elevare Micaëla in una rivale di Carmen, visto che a farne scapito è proprio l&#8217;eccezionalità di Carmen, e l&#8217;inizio della storia si riduce in una sorta di rivalità tra due donne per l&#8217;amato, sicuramente non un&#8217;idea particolarmente originale.</p>
<blockquote><p>in quanto alla sottigliezza psicologica che di solito nella lirica viene trasmessa non tanto sottilmente da insopportabili pesanti e tronfi gesti declamativi con l’occhio fisso alla bacchetta del direttore, alzando a turno al cielo un braccio o l’altro, non la si rimpiange&#8230;</p></blockquote>
<p>Eh, assolutamente d&#8217;accordo, e di Carmen messe in scena da registi incapaci ne ho viste sin troppe [1].</p>
<p>Purtroppo però Brook, non si limita ad agire per sottrazione, come sarebbe stato auspicabile, ma cambia, aggiunge ed alla fine, ahimè, peggiora.  Come ho detto, con l&#8217;acqua sporca ha buttato anche il bambino.</p>
<p>[1] In questa luca risulta comunque difficile capire la scelta di avere un Lillas Pastia che per la finezza della caratterizzazione sembra appena uscito da uno Spaghetti Western.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/28/da-bizet-a-twitter-stromae-e-una-variazione-sulla-carmen/#comment-285323</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 13:51:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con l&#039;acqua sporca forse butterei via anche quella s... Brook agisce sempre per sottrazione, è il suo taglio di regia critica; è lecito vedere un suo spettacolo rimpiangendo ciò che toglie, sentendo la mancanza di ciò che astrae ed estrae dalla linea narrativa temporale, che sintetizza, soprendendosi se un coltello appare in mano a un altro personaggio, o se vengono chirurgicamente estratti da personaggi neutri sentimenti forti, ma anche se puoi essere in totale disaccordo con le sue scelte, c&#039;è un momento  in cui te lo dimentichi e lo spettacolo ti prende in una sua via, mentre riscrive un&#039;altra  &lt;em&gt;tragédie de Carmen&lt;/em&gt;.  Se Bizet mette Micaela, che non c&#039;era in Mérimée, Brook la trasforma in una rivale in amore e della novella mette invece Garcia, un muto marito di Carmen che sarà ucciso da Don Josè, se dopo la morte di Bizet sostituiscono le parti recitate con gli insopportabili e un po&#039; ridicoli recitativi accompagnati scritti ex novo da Giraud, Brook li toglie... in quanto alla sottigliezza psicologica che di solito nella lirica viene trasmessa non tanto sottilmente da insopportabili pesanti e tronfi gesti declamativi con l&#039;occhio fisso alla bacchetta del direttore, alzando a turno al cielo un braccio o l&#039;altro, non la si rimpiange... la piccola  orchestra a volte sorda, le voci liberate da sopranismo e tenorismo, la mancanza delle volgari comparse che sguaiateggiano qui e là... è un tale sollievo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;acqua sporca forse butterei via anche quella s&#8230; Brook agisce sempre per sottrazione, è il suo taglio di regia critica; è lecito vedere un suo spettacolo rimpiangendo ciò che toglie, sentendo la mancanza di ciò che astrae ed estrae dalla linea narrativa temporale, che sintetizza, soprendendosi se un coltello appare in mano a un altro personaggio, o se vengono chirurgicamente estratti da personaggi neutri sentimenti forti, ma anche se puoi essere in totale disaccordo con le sue scelte, c&#8217;è un momento  in cui te lo dimentichi e lo spettacolo ti prende in una sua via, mentre riscrive un&#8217;altra  <em>tragédie de Carmen</em>.  Se Bizet mette Micaela, che non c&#8217;era in Mérimée, Brook la trasforma in una rivale in amore e della novella mette invece Garcia, un muto marito di Carmen che sarà ucciso da Don Josè, se dopo la morte di Bizet sostituiscono le parti recitate con gli insopportabili e un po&#8217; ridicoli recitativi accompagnati scritti ex novo da Giraud, Brook li toglie&#8230; in quanto alla sottigliezza psicologica che di solito nella lirica viene trasmessa non tanto sottilmente da insopportabili pesanti e tronfi gesti declamativi con l&#8217;occhio fisso alla bacchetta del direttore, alzando a turno al cielo un braccio o l&#8217;altro, non la si rimpiange&#8230; la piccola  orchestra a volte sorda, le voci liberate da sopranismo e tenorismo, la mancanza delle volgari comparse che sguaiateggiano qui e là&#8230; è un tale sollievo!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anna Di Rufo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/28/da-bizet-a-twitter-stromae-e-una-variazione-sulla-carmen/#comment-285321</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Di Rufo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 11:40:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/28/da-bizet-a-twitter-stromae-e-una-variazione-sulla-carmen/#comment-285318&quot;&gt;orsola puecher&lt;/a&gt;.

Il grosso problema della &lt;i&gt;Tragédie&lt;/i&gt; di Brooks, è che nel rimuovere i fronzoli melodrammatici, un intento che può esser anche lodevole, Brooks ha sorprendentemente eliminato anche la maggior parte della sottigliezza psicologica dei personaggi, togliendo efficacia alla storia rispetto all&#039;opera di Bizet.

Micaëla, che in Merimée non compare nemmeno, non è una borghesuccia, è una contadina, una sempliciotta di campagna, che viene introdotta da Bizet per avere un elemento di confronto per tracciare l&#039;evoluzione del personaggio di Don José. All&#039;inizio dell&#039;opera i due personaggi si rispecchiano perfettamente, e per il resto dell&#039;opera Micaëla non si può evolvere perché il suo scopo è solamente quello di marcare il cambiamento di Don José: più che un personaggio vero e proprio è un alter ego statico di Don José, un ritratto di Dorian Gray al contrario, che mantiene la sua forma iniziale di fronte alla rovina del Don José reale.

Il Don José iniziale *è* Micaëla, ingenuo e, nell&#039;aspetto, tirato a lustro come un contadino che va in città. Tutto ciò cambierà con Carmen, naturalmente, ma se Brooks già all&#039;inizio mette in scena un Don José turbato, con la divisa sbottonata, che abbassa lo sguardo quando parla con Micaëla, l&#039;effetto dirompente di Carmen ne risulta irrimediabilmente attenuato: se nel primo atto (secondo la struttura di Bizet) Don José si presenta già come nel terzo atto, quale sarebbe l&#039;effetto di Carmen?

Allo stesso tempo, Carmen è una donna come nessun&#039;altra. Avere Carmen che sfregia Micaëla significa avere una Carmen che da un lato vede Micaëla come potenziale rivale, cosa di difficile comprensione, e che dall&#039;altro ha un interesse specifico per Don José, mentre Don José è nelle fasi iniziali poco più che un piacevole (ed utile) diversivo. È la sufficienza che Carmen mostra nei confronti di Don José, insieme all&#039;equivoco di Don José che pensa di essere l&#039;oggetto speciale delle attenzioni di Carmen, che fa perdere la testa a quest&#039;ultimo, ma nella rielaborazione di Brooks tutto ciò si perde.

Si potrebbe continuare, ma la mia conclusione è semplice: Peter Brooks con l&#039;acqua sporca ha buttato via anche il bambino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/28/da-bizet-a-twitter-stromae-e-una-variazione-sulla-carmen/#comment-285318">orsola puecher</a>.</p>
<p>Il grosso problema della <i>Tragédie</i> di Brooks, è che nel rimuovere i fronzoli melodrammatici, un intento che può esser anche lodevole, Brooks ha sorprendentemente eliminato anche la maggior parte della sottigliezza psicologica dei personaggi, togliendo efficacia alla storia rispetto all&#8217;opera di Bizet.</p>
<p>Micaëla, che in Merimée non compare nemmeno, non è una borghesuccia, è una contadina, una sempliciotta di campagna, che viene introdotta da Bizet per avere un elemento di confronto per tracciare l&#8217;evoluzione del personaggio di Don José. All&#8217;inizio dell&#8217;opera i due personaggi si rispecchiano perfettamente, e per il resto dell&#8217;opera Micaëla non si può evolvere perché il suo scopo è solamente quello di marcare il cambiamento di Don José: più che un personaggio vero e proprio è un alter ego statico di Don José, un ritratto di Dorian Gray al contrario, che mantiene la sua forma iniziale di fronte alla rovina del Don José reale.</p>
<p>Il Don José iniziale *è* Micaëla, ingenuo e, nell&#8217;aspetto, tirato a lustro come un contadino che va in città. Tutto ciò cambierà con Carmen, naturalmente, ma se Brooks già all&#8217;inizio mette in scena un Don José turbato, con la divisa sbottonata, che abbassa lo sguardo quando parla con Micaëla, l&#8217;effetto dirompente di Carmen ne risulta irrimediabilmente attenuato: se nel primo atto (secondo la struttura di Bizet) Don José si presenta già come nel terzo atto, quale sarebbe l&#8217;effetto di Carmen?</p>
<p>Allo stesso tempo, Carmen è una donna come nessun&#8217;altra. Avere Carmen che sfregia Micaëla significa avere una Carmen che da un lato vede Micaëla come potenziale rivale, cosa di difficile comprensione, e che dall&#8217;altro ha un interesse specifico per Don José, mentre Don José è nelle fasi iniziali poco più che un piacevole (ed utile) diversivo. È la sufficienza che Carmen mostra nei confronti di Don José, insieme all&#8217;equivoco di Don José che pensa di essere l&#8217;oggetto speciale delle attenzioni di Carmen, che fa perdere la testa a quest&#8217;ultimo, ma nella rielaborazione di Brooks tutto ciò si perde.</p>
<p>Si potrebbe continuare, ma la mia conclusione è semplice: Peter Brooks con l&#8217;acqua sporca ha buttato via anche il bambino.</p>
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		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/28/da-bizet-a-twitter-stromae-e-una-variazione-sulla-carmen/#comment-285318</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 07:08:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, molto interessante.
Mi viene in mente... non so se si possa definire un &lt;em&gt;pastiche&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;La tragedie de Carmen&lt;/em&gt; [1983] di &lt;strong&gt;Peter Brook&lt;/strong&gt; che asciuga l&#039;opera di Bizet, liberandola dagli stereotipi e dall&#039;iconografia abituale del melodramma, riportandola all&#039;essenza di passioni e tensioni, riducendola a quattro voci, con una piccola orchestra di sedici elementi e molti dialoghi in cui si ritorna  al romanzo ispiratore di Mérimée. Sulla sabbia  del Théâtre Des Bouffes Du Nord, ci restituisce all&#039;osso una &lt;em&gt;Habanera&lt;/em&gt;, sfrondata dal folklore spagnoleggiante, primaria e profonda nei gesti e nelle loro intenzioni sensuali, con alla fine una vera propria zuffa da gatte in amore fra Carmen e la di solito borghesuccia e liliale Micaela, addirittura sfregiata sulla fronte dal coltello di Carmen.

&lt;small&gt;[dal minuto 9 e 40 secondi circa]&lt;/small&gt;

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, molto interessante.<br />
Mi viene in mente&#8230; non so se si possa definire un <em>pastiche</em>, <em>La tragedie de Carmen</em> [1983] di <strong>Peter Brook</strong> che asciuga l&#8217;opera di Bizet, liberandola dagli stereotipi e dall&#8217;iconografia abituale del melodramma, riportandola all&#8217;essenza di passioni e tensioni, riducendola a quattro voci, con una piccola orchestra di sedici elementi e molti dialoghi in cui si ritorna  al romanzo ispiratore di Mérimée. Sulla sabbia  del Théâtre Des Bouffes Du Nord, ci restituisce all&#8217;osso una <em>Habanera</em>, sfrondata dal folklore spagnoleggiante, primaria e profonda nei gesti e nelle loro intenzioni sensuali, con alla fine una vera propria zuffa da gatte in amore fra Carmen e la di solito borghesuccia e liliale Micaela, addirittura sfregiata sulla fronte dal coltello di Carmen.</p>
<p><small>[dal minuto 9 e 40 secondi circa]</small></p>
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