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	Commenti a: THE HATEFUL EIGHT Quentin perché hai tagliato la parte di CEASER The CAT?	</title>
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		<title>
		Di: ..soggiornare da Minnie Mink, Wyoming &#124; Dave Garba		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[..soggiornare da Minnie Mink, Wyoming &#124; Dave Garba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Mar 2016 18:22:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] maggiori informazioni abbiamo l’intero web. Io per esempio ho trovato questa pagina. Si tratta di un interessante articolo che inizia parlando della “mancanza del perdono” nel [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] maggiori informazioni abbiamo l’intero web. Io per esempio ho trovato questa pagina. Si tratta di un interessante articolo che inizia parlando della “mancanza del perdono” nel [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: THE REVENANT [2015] Purché sia acqua - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[THE REVENANT [2015] Purché sia acqua - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2016 06:00:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] termini le violazioni dei religiosi sui corpi di bambini &#8211; nessuno può dirsi innocente ⇨ nel &#8220;teatro del mondo&#8221; di The Hateful Height &#8211; e la vendetta porta all&#8217;autodistruzione e all&#8217;estremo &#8211; forse inutile [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] termini le violazioni dei religiosi sui corpi di bambini &#8211; nessuno può dirsi innocente ⇨ nel &#8220;teatro del mondo&#8221; di The Hateful Height &#8211; e la vendetta porta all&#8217;autodistruzione e all&#8217;estremo &#8211; forse inutile [&#8230;]</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/02/05/the-hateful-eight-quentin-perche-hai-tagliato-la-parte-di-ceaser-the-cat/#comment-286700</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2016 06:59:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;img src=&quot;http://www.collodi.com/img/fiaba/4a.gif&quot; class=&quot;alignleft&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;176&quot;/&gt; Oh che diamine, grazie! Son dubbi e son problemi non da poco. Se mi capita, ahimé, sventatamente di pensare &lt;em&gt;oggi faccio &lt;b&gt;i&lt;/b&gt; gnocchi&lt;/em&gt;, magari il giovedì, come d&#039;uso, il Grillo Parlante che è in me sale in cattedra sulla sua sinapsi normativa e, tutto lustro con le antennine vibranti e gli occhiali sulla punta del naso [ &lt;em&gt;altro dubbio da  non dormire la notte: ma i grilli hanno il naso?!&lt;/em&gt; ], mi bacchetta con la sua bacchettina di rametto di timo serpillo: &quot;&lt;em&gt;Vergogna! Si dice gli gnocchi... lo gnocco!&lt;/em&gt;&quot;. Ma se il gommista mi dice deve cambiare &lt;b&gt;i&lt;/b&gt; pneumatici... no, non ho cuore di sgridarlo surciliosamente: &quot;&lt;em&gt;Gli... gli... si dice gli!&lt;/em&gt;&quot;
Per &lt;strong&gt;lo&lt;/strong&gt; Wyoming, lo &lt;b&gt;il&lt;/b&gt; si è scritto senza pensarci, &lt;em&gt;in una specie di livello subconscio&lt;/em&gt;.
&#160;
&lt;center&gt;&lt;iframe width=&quot;420&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/bAUjA7bd06U?rel=0&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
[ da ⇨ &lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/embed/bAUjA7bd06U&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;OVOSODO&lt;/em&gt; di Virzì&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; ]&lt;/center&gt;

da  ⇨ &lt;a href=&quot;&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;strong&gt;La Crusca per Voi (n° 9, p. 8)&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;

&lt;b&gt;Articolo davanti a parole straniere
inizianti per w e sw&lt;/b&gt;

di &lt;b&gt;Luca Serianni&lt;/b&gt;

«Nelle parole, tutte d’origine straniera, comincianti con&lt;em&gt; w&lt;/em&gt;- ,questa lettera può corrispondere a due suoni distinti: la semiconsonante di uomo (come in &lt;em&gt;whisky&lt;/em&gt;) o la consonante di vario (come in &lt;em&gt;wafer&lt;/em&gt;). Nel secondo caso l’uso dell’articolo non presenta nessun problema: si adopera l’articolo debole il, i (e l’indeterminativo un) richiesti davanti a una parola iniziante per consonante semplice; quindi il &lt;em&gt;wafer&lt;/em&gt;, il &lt;em&gt;Wagner&lt;/em&gt;. L’uso è stabile anche per i derivati italiani da parole angloamericane, nei quali &lt;em&gt;w&lt;/em&gt;- si pronuncia sempre [v]: quindi &lt;em&gt;washingtonia&lt;/em&gt; ‘genere di piante’ (pronuncia: vasc-; da George Washington), &lt;em&gt;wellerismo&lt;/em&gt; (pronuncia: &lt;em&gt;vell&lt;/em&gt;-; dal personaggio dickensiano Sam Weller).

Le incertezze sorgono davanti ai forestierismi non adattati in cui &lt;em&gt;w&lt;/em&gt;-  si pronuncia come semiconsonante. L’astratta logica grammaticale vorrebbe che davanti a &lt;em&gt;whisky&lt;/em&gt; o a &lt;em&gt;Webster&lt;/em&gt; figurasse lo stesso articolo eliso l’ che tutti adoperiamo, senza pensarci neppure, davanti a una parola come &lt;em&gt;uomo&lt;/em&gt;. In realtà l’uso tende a preferire il. Secondo Piero Fiorelli (in una delle note che arricchiscono il volumetto di Amerindo Camilli, &lt;em&gt;Pronuncia e grafia dell’italiano&lt;/em&gt;, Firenze, Sansoni, 1965, p. 194) l’uso ha una sua giustificazione, per due motivi: 1) il paragone tra l’&lt;em&gt;Webste&lt;/em&gt;r e l’&lt;em&gt;uomo&lt;/em&gt; &quot;regge fino a un certo punto&quot; perché l’italiano ha, sì, alcune parole comincianti col dittongo &lt;em&gt;uo&lt;/em&gt;-, &quot;a cui premette l’articolo lo debitamente apostrofato&quot;, ma non ne ha pressoché nessuna cominciante con &lt;em&gt;ua&lt;/em&gt;-, &lt;em&gt;ue&lt;/em&gt;- o  &lt;em&gt;ui&lt;/em&gt;-; 2) &quot;all’occhio del lettore italiano la lettera &lt;em&gt;w&lt;/em&gt;  è una consonante, qualunque sia il suo valore in determinate lingue straniere, tanto che è pronunziata regolarmente [&lt;em&gt;v&lt;/em&gt;] tutte le volte che la parola che la contiene è adattata mediante una desinenza o un suffisso alla morfologia italiana&quot;.

Un’interessante riprova di come l’idea che i parlanti hanno di un certo segno alfabetico possa influenzare la pronuncia del suono corrispondente è stata offerta da Pietro Janni in una nota apparsa sulla rivista “&lt;em&gt;Lingua Nostra&lt;/em&gt;”, LIII (1992), pp. 86-87. Perché si pronuncia lo &lt;em&gt;swatch&lt;/em&gt;, nonostante che la sequenza dei suoni sia la stessa di &lt;em&gt;suocero&lt;/em&gt;? Perché – osserva Janni – il &quot;normale parlante italiano è intimamente convinto che la &lt;em&gt;w&lt;/em&gt; rappresenti (anzi “sia”) una consonante, come in &lt;em&gt;Walter&lt;/em&gt;, e che solo per una convenzione “straniera” si debba pronunciarla come la semivocale di &lt;em&gt;uomo&lt;/em&gt;&quot;. Di conseguenza, anche chi non parlerebbe mai di &lt;em&gt;svòcc&lt;/em&gt; in riferimento al noto orologio, crede in fondo, in una specie di livello subconscio, che &lt;em&gt;Swatch&lt;/em&gt; non cominci come  &lt;em&gt;suocera&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;suora&lt;/em&gt;, ecc. ma come &lt;em&gt;svogliato&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;svolazzo&lt;/em&gt;&quot;».
&#160;
,\\&#039;
&#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.collodi.com/img/fiaba/4a.gif" class="alignleft" width="100" height="176"/> Oh che diamine, grazie! Son dubbi e son problemi non da poco. Se mi capita, ahimé, sventatamente di pensare <em>oggi faccio <b>i</b> gnocchi</em>, magari il giovedì, come d&#8217;uso, il Grillo Parlante che è in me sale in cattedra sulla sua sinapsi normativa e, tutto lustro con le antennine vibranti e gli occhiali sulla punta del naso [ <em>altro dubbio da  non dormire la notte: ma i grilli hanno il naso?!</em> ], mi bacchetta con la sua bacchettina di rametto di timo serpillo: &#8220;<em>Vergogna! Si dice gli gnocchi&#8230; lo gnocco!</em>&#8220;. Ma se il gommista mi dice deve cambiare <b>i</b> pneumatici&#8230; no, non ho cuore di sgridarlo surciliosamente: &#8220;<em>Gli&#8230; gli&#8230; si dice gli!</em>&#8221;<br />
Per <strong>lo</strong> Wyoming, lo <b>il</b> si è scritto senza pensarci, <em>in una specie di livello subconscio</em>.<br />
&nbsp;<br />
<center><iframe width="420" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/bAUjA7bd06U?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>[ da ⇨ <a href="https://www.youtube.com/embed/bAUjA7bd06U" target="_blank" rel="nofollow"><strong><em>OVOSODO</em> di Virzì</strong></a> ]</center></p>
<p>da  ⇨ <a href="" target="_blank" rel="nofollow"><strong>La Crusca per Voi (n° 9, p. 8)</strong></a></p>
<p><b>Articolo davanti a parole straniere<br />
inizianti per w e sw</b></p>
<p>di <b>Luca Serianni</b></p>
<p>«Nelle parole, tutte d’origine straniera, comincianti con<em> w</em>&#8211; ,questa lettera può corrispondere a due suoni distinti: la semiconsonante di uomo (come in <em>whisky</em>) o la consonante di vario (come in <em>wafer</em>). Nel secondo caso l’uso dell’articolo non presenta nessun problema: si adopera l’articolo debole il, i (e l’indeterminativo un) richiesti davanti a una parola iniziante per consonante semplice; quindi il <em>wafer</em>, il <em>Wagner</em>. L’uso è stabile anche per i derivati italiani da parole angloamericane, nei quali <em>w</em>&#8211; si pronuncia sempre [v]: quindi <em>washingtonia</em> ‘genere di piante’ (pronuncia: vasc-; da George Washington), <em>wellerismo</em> (pronuncia: <em>vell</em>-; dal personaggio dickensiano Sam Weller).</p>
<p>Le incertezze sorgono davanti ai forestierismi non adattati in cui <em>w</em>&#8211;  si pronuncia come semiconsonante. L’astratta logica grammaticale vorrebbe che davanti a <em>whisky</em> o a <em>Webster</em> figurasse lo stesso articolo eliso l’ che tutti adoperiamo, senza pensarci neppure, davanti a una parola come <em>uomo</em>. In realtà l’uso tende a preferire il. Secondo Piero Fiorelli (in una delle note che arricchiscono il volumetto di Amerindo Camilli, <em>Pronuncia e grafia dell’italiano</em>, Firenze, Sansoni, 1965, p. 194) l’uso ha una sua giustificazione, per due motivi: 1) il paragone tra l’<em>Webste</em>r e l’<em>uomo</em> &#8220;regge fino a un certo punto&#8221; perché l’italiano ha, sì, alcune parole comincianti col dittongo <em>uo</em>-, &#8220;a cui premette l’articolo lo debitamente apostrofato&#8221;, ma non ne ha pressoché nessuna cominciante con <em>ua</em>-, <em>ue</em>&#8211; o  <em>ui</em>-; 2) &#8220;all’occhio del lettore italiano la lettera <em>w</em>  è una consonante, qualunque sia il suo valore in determinate lingue straniere, tanto che è pronunziata regolarmente [<em>v</em>] tutte le volte che la parola che la contiene è adattata mediante una desinenza o un suffisso alla morfologia italiana&#8221;.</p>
<p>Un’interessante riprova di come l’idea che i parlanti hanno di un certo segno alfabetico possa influenzare la pronuncia del suono corrispondente è stata offerta da Pietro Janni in una nota apparsa sulla rivista “<em>Lingua Nostra</em>”, LIII (1992), pp. 86-87. Perché si pronuncia lo <em>swatch</em>, nonostante che la sequenza dei suoni sia la stessa di <em>suocero</em>? Perché – osserva Janni – il &#8220;normale parlante italiano è intimamente convinto che la <em>w</em> rappresenti (anzi “sia”) una consonante, come in <em>Walter</em>, e che solo per una convenzione “straniera” si debba pronunciarla come la semivocale di <em>uomo</em>&#8220;. Di conseguenza, anche chi non parlerebbe mai di <em>svòcc</em> in riferimento al noto orologio, crede in fondo, in una specie di livello subconscio, che <em>Swatch</em> non cominci come  <em>suocera</em>, <em>suora</em>, ecc. ma come <em>svogliato</em> o <em>svolazzo</em>&#8220;».<br />
&nbsp;<br />
,\\&#8217;<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nicola Esposito		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/02/05/the-hateful-eight-quentin-perche-hai-tagliato-la-parte-di-ceaser-the-cat/#comment-286699</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicola Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2016 22:07:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;blockquote&gt;Siamo sicuri che si dica IL Wyoming e non LO Wyoming?&lt;/blockquote&gt;

Abbastanza. 

Cominciamo dalla prassi: «territorio del Wyoming» (Treccani) [1] e «altopiano del Wyoming» (De Agostini) [2], non *dello Wyoming né *dell&#039;Wyoming. Allo stesso modo, in situazioni fonologiche analoghe, si dice il web (sul web, del web, nel web), non *lo web, *l&#039;web, *sull&#039;web, *dello web.

La teoria dice che l&#039;articolo «l&#039;» si adopera di fronte a u semivocalica quando questa risulta dalla dittongazione della o in sillaba tonica aperta (l&#039;ovo → l&#039;uovo, l&#039;omo → l&#039;uomo), negli altri casi si adopera «il», come da norma di fronte a consonanti semplici.  Da notare che il modello di uomo e uovo ha portato alle forme ipercorrette «l&#039;whisky» e «l&#039;uadi».

Le forme *lo uadi, *lo wyoming, *lo whisky non trovano riscontri significativi nella prassi, anche se alcuni testi di grammatica le riportano come forme raccomandate, immagino come calco di quanto è avvenuto con la i semivocalica.

[1] http://www.treccani.it/enciclopedia/wyoming/
[2] http://www.deagostinigeografia.it/wing/schedapaese.jsp?idpaese=163]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Siamo sicuri che si dica IL Wyoming e non LO Wyoming?</p></blockquote>
<p>Abbastanza. </p>
<p>Cominciamo dalla prassi: «territorio del Wyoming» (Treccani) [1] e «altopiano del Wyoming» (De Agostini) [2], non *dello Wyoming né *dell&#8217;Wyoming. Allo stesso modo, in situazioni fonologiche analoghe, si dice il web (sul web, del web, nel web), non *lo web, *l&#8217;web, *sull&#8217;web, *dello web.</p>
<p>La teoria dice che l&#8217;articolo «l&#8217;» si adopera di fronte a u semivocalica quando questa risulta dalla dittongazione della o in sillaba tonica aperta (l&#8217;ovo → l&#8217;uovo, l&#8217;omo → l&#8217;uomo), negli altri casi si adopera «il», come da norma di fronte a consonanti semplici.  Da notare che il modello di uomo e uovo ha portato alle forme ipercorrette «l&#8217;whisky» e «l&#8217;uadi».</p>
<p>Le forme *lo uadi, *lo wyoming, *lo whisky non trovano riscontri significativi nella prassi, anche se alcuni testi di grammatica le riportano come forme raccomandate, immagino come calco di quanto è avvenuto con la i semivocalica.</p>
<p>[1] <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/wyoming/" rel="nofollow ugc">http://www.treccani.it/enciclopedia/wyoming/</a><br />
[2] <a href="http://www.deagostinigeografia.it/wing/schedapaese.jsp?idpaese=163" rel="nofollow ugc">http://www.deagostinigeografia.it/wing/schedapaese.jsp?idpaese=163</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/02/05/the-hateful-eight-quentin-perche-hai-tagliato-la-parte-di-ceaser-the-cat/#comment-286697</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2016 16:58:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=59676#comment-286697</guid>

					<description><![CDATA[cfr. &quot;Lo uadi&quot; qui: http://www.giuntina.it/recensioni.asp?VolumeId=7&#038;RecId=90]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cfr. &#8220;Lo uadi&#8221; qui: <a href="http://www.giuntina.it/recensioni.asp?VolumeId=7&#038;RecId=90" rel="nofollow ugc">http://www.giuntina.it/recensioni.asp?VolumeId=7&#038;RecId=90</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/02/05/the-hateful-eight-quentin-perche-hai-tagliato-la-parte-di-ceaser-the-cat/#comment-286696</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2016 16:41:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=59676#comment-286696</guid>

					<description><![CDATA[Siamo sicuri che si dica IL Wyoming e non LO Wyoming?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo sicuri che si dica IL Wyoming e non LO Wyoming?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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