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	Commenti a: Diario parigino 5. La democrazia bloccata, la crisi del Partito Socialista e i movimenti di contestazione in Francia	</title>
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		<title>
		Di: Nicola Esposito		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 08:30:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; un po&#039; off-topic, ma devo dire che ho trovato l&#039;idea di Franco Russo, che il Fiscal Compact sia stato dettato dai mercati finanziari particolarmente comica.

Per vedere quello che gli attori nel mercato finanziaro pensano del Fiscal Compact basta andare a vedere sul Financial Times:  https://next.ft.com/content/372931b8-91cf-11e4-bfe8-00144feabdc0 (Attenzione al limite di visualizzazioni gratis)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un po&#8217; off-topic, ma devo dire che ho trovato l&#8217;idea di Franco Russo, che il Fiscal Compact sia stato dettato dai mercati finanziari particolarmente comica.</p>
<p>Per vedere quello che gli attori nel mercato finanziaro pensano del Fiscal Compact basta andare a vedere sul Financial Times:  <a href="https://next.ft.com/content/372931b8-91cf-11e4-bfe8-00144feabdc0" rel="nofollow ugc">https://next.ft.com/content/372931b8-91cf-11e4-bfe8-00144feabdc0</a> (Attenzione al limite di visualizzazioni gratis)</p>
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		Di: Nicola Esposito		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 08:06:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho dato una scorsa rapida agli économistes atterrés, ma non sono riuscito a trovare articoli specifici sulla questione dell&#039;illegittimità. Inglese, ha per caso un riferimento più preciso?

Per quanto riguarda l&#039;articolo di Russo, vi si trova molta confusione di idee.  Due punti in particolare risaltano agli occhi:

1. Per definizione, i trattati internazionali pongono dei vincoli alle politiche dei firmatari.  Se uno stato firma il trattato di non-proliferazione nucleare, rinuncia alla facoltà di sviluppare un proprio programma di armamenti nucleari.  Voler successivamente caratterizzare il fatto di non poter avere la propria bomba atomica come un&#039;ingerenza anti-democratica o illegittima risulta alquanto bizzarro.

2. Se c&#039;è una lezione che è emersa dalla crisi finanziaria, è che l&#039;impresa privata è ben contenta quando lo stato interviene a salvare la baracca con i soldi dei contribuenti, manovra anticiclica per eccellenza. Il &quot;Fiscal Compact&quot; non nasce per i desideri dei mercati finanziari o per soddisfare gli imperativi liberisti.  Tutt&#039;altro. Il &quot;Fiscal Compact&quot; nasce per ridurre il rischio di trasferimento fiscale da un paese all&#039;altro (leggi: per evitare che siano i contribuenti italiani a salvare la baracca greca, o in un futuro ipotetico, per evitare che siano i contribuenti tedeschi a salvare la baracca italiana).

Il &lt;i&gt;Fiscal Compact&lt;/i&gt; va combattuto e ripudiato perché economicamente insensato e perché mina quei valori di solidarietà che sono alla base degli ideali europei.  Pensare di poterlo combattere perché è anti-democratico o sotteso all&#039;ideologia liberista significa mancare il bersaglio, ed è destinato al fallimento.

&lt;blockquote&gt;In sintesi. Un mandato parlamentare come una decisione parlamentare in regime democratico è contestabile e revocabile attraverso diversi procedimenti, il principale dei quali è il referendum. Il caso della Grecia mostra che non esiste un meccanismo che permetta di rendere contestabile e revocabile le norme del patto di stabilità da parte dei cittadini europei, ossia dei singoli stati sovrani. In questo senso, vi è una limitazione “non legittima” delle sovranità popolari dei singoli stati.
&lt;/blockquote&gt;

Prendiamo l&#039;esempio da un paese a noi confinante. In Svizzera vi sono tre livelli decisionali: comunale, cantonale (quello che noi potremmo chiamare regionale) e federale (quello che noi chiameremmo nazionale). In questo ordinamento, decisioni comunali possono ripudiate attravero referendum comnuali, decisioni cantonali con referendum cantonali, e decisioni federali con referendum federali.  Se noi avessimo lo stesso ordinamento in Italia noi avremmo la possibilità di ripudiare una delibera del comune di Milano con un referendum cittadino, una regolamentazione della regione Lombardia con un referendum regionale, una legge della Repubblica con un referendum su tutto il territorio nazionale.

Supponiamo ora che i leghisti in Lombardia non siano d&#039;accordo con una legge varata dal Parlamento, e decidano di indire un referendum in Lombardia su questa legge.  Quale valore potrebbe avere questo referendum?  Può servire a sapere come la pensano i lombardi? Sì senza dubbio.  Può servire a cancellare questa legge a livello nazionale? Ovviamente no.  Può servire a stabilire che questa legge vale nel resto d&#039;Italia ma non in Lombardia? Nemmeno.

Ora, questa situazione rappresenta una limitazione illegittima alla volontà popolare?


P.S. Ho realizzato che ondeggio abbastanza tra il tu ed il lei nei miei commenti su NI.  Me ne scuso, qualora qualcuno se ne adombrasse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho dato una scorsa rapida agli économistes atterrés, ma non sono riuscito a trovare articoli specifici sulla questione dell&#8217;illegittimità. Inglese, ha per caso un riferimento più preciso?</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;articolo di Russo, vi si trova molta confusione di idee.  Due punti in particolare risaltano agli occhi:</p>
<p>1. Per definizione, i trattati internazionali pongono dei vincoli alle politiche dei firmatari.  Se uno stato firma il trattato di non-proliferazione nucleare, rinuncia alla facoltà di sviluppare un proprio programma di armamenti nucleari.  Voler successivamente caratterizzare il fatto di non poter avere la propria bomba atomica come un&#8217;ingerenza anti-democratica o illegittima risulta alquanto bizzarro.</p>
<p>2. Se c&#8217;è una lezione che è emersa dalla crisi finanziaria, è che l&#8217;impresa privata è ben contenta quando lo stato interviene a salvare la baracca con i soldi dei contribuenti, manovra anticiclica per eccellenza. Il &#8220;Fiscal Compact&#8221; non nasce per i desideri dei mercati finanziari o per soddisfare gli imperativi liberisti.  Tutt&#8217;altro. Il &#8220;Fiscal Compact&#8221; nasce per ridurre il rischio di trasferimento fiscale da un paese all&#8217;altro (leggi: per evitare che siano i contribuenti italiani a salvare la baracca greca, o in un futuro ipotetico, per evitare che siano i contribuenti tedeschi a salvare la baracca italiana).</p>
<p>Il <i>Fiscal Compact</i> va combattuto e ripudiato perché economicamente insensato e perché mina quei valori di solidarietà che sono alla base degli ideali europei.  Pensare di poterlo combattere perché è anti-democratico o sotteso all&#8217;ideologia liberista significa mancare il bersaglio, ed è destinato al fallimento.</p>
<blockquote><p>In sintesi. Un mandato parlamentare come una decisione parlamentare in regime democratico è contestabile e revocabile attraverso diversi procedimenti, il principale dei quali è il referendum. Il caso della Grecia mostra che non esiste un meccanismo che permetta di rendere contestabile e revocabile le norme del patto di stabilità da parte dei cittadini europei, ossia dei singoli stati sovrani. In questo senso, vi è una limitazione “non legittima” delle sovranità popolari dei singoli stati.
</p></blockquote>
<p>Prendiamo l&#8217;esempio da un paese a noi confinante. In Svizzera vi sono tre livelli decisionali: comunale, cantonale (quello che noi potremmo chiamare regionale) e federale (quello che noi chiameremmo nazionale). In questo ordinamento, decisioni comunali possono ripudiate attravero referendum comnuali, decisioni cantonali con referendum cantonali, e decisioni federali con referendum federali.  Se noi avessimo lo stesso ordinamento in Italia noi avremmo la possibilità di ripudiare una delibera del comune di Milano con un referendum cittadino, una regolamentazione della regione Lombardia con un referendum regionale, una legge della Repubblica con un referendum su tutto il territorio nazionale.</p>
<p>Supponiamo ora che i leghisti in Lombardia non siano d&#8217;accordo con una legge varata dal Parlamento, e decidano di indire un referendum in Lombardia su questa legge.  Quale valore potrebbe avere questo referendum?  Può servire a sapere come la pensano i lombardi? Sì senza dubbio.  Può servire a cancellare questa legge a livello nazionale? Ovviamente no.  Può servire a stabilire che questa legge vale nel resto d&#8217;Italia ma non in Lombardia? Nemmeno.</p>
<p>Ora, questa situazione rappresenta una limitazione illegittima alla volontà popolare?</p>
<p>P.S. Ho realizzato che ondeggio abbastanza tra il tu ed il lei nei miei commenti su NI.  Me ne scuso, qualora qualcuno se ne adombrasse.</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/17/diario-parigino-5-la-democrazia-bloccata-la-crisi-del-partito-socialista-movimenti-contestazione-francia/#comment-287687</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 07:23:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Nicola Esposito.

Molto è stato scritto sul condizionamento antidemocratico che il Patto di stabilità e di crescita impone alle politiche economiche dei singoli stati europei. In Francia, la questione è stata trattata in modo approfondito dai firmatari del manifesto degli &quot;économistes atterrés&quot; (http://www.atterres.org/), che continuano a promuovere una critica delle politiche di bilancio della Commissione Europea.
Qui inserisco un passaggio di un articolo in italiano dedicato al nesso patto di stabilità e democrazia (https://cambiailmondo.org/2012/02/08/il-nuovo-patto-fiscale-europeo-fine-della-democrazia/).

&quot;Il secondo fatto, che colpisce al cuore i principi democratici, è l’obbligo di inserire in Costituzione il ‘pareggio di bilancio’, ciò che impone una nuova ‘costituzione economica’ comportando la cancellazione della possibilità da parte delle istituzioni pubbliche di intervenire nella gestione dell’economia con provvedimenti anticiclici, che hanno caratterizzato i paesi capitalistici del Secondo dopoguerra dove si è accettato il ‘compromesso keynesiano’ con la gestione della domanda pubblica e la costruzione del Welfare State. Si afferma all’art. 3, comma 2, che le regole del pareggio di bilancio: «devono avere effetto nelle leggi nazionali delle Parti contraenti al massimo entro un anno dall’entrata in vigore del Trattato attraverso previsioni con forza vincolante e di carattere permanente, preferibilmente costituzionale». Con un Trattato di carattere internazionale si interviene per modificare le Costituzioni così da legittimare nella legge fondamentale, la prima nella gerarchia delle fonti, il liberismo con le sue politiche dell’offerta tese all’espansione del mercato e dell’impresa privata. Il Parlamento italiano ha già votato, in prima lettura, la modifica dell’articolo 81 per imporre una camicia di forza alle politiche di bilancio. Sarà la Corte di Giustizia dell’UE a verificare l’avvenuto inserimento e a comminare eventuali sanzioni (art. 8): la Costituzione è resa vassalla delle esigenze di bilancio dettate dai mercati finanziari.&quot;

In sintesi. Un mandato parlamentare come una decisione parlamentare in regime democratico è contestabile e revocabile attraverso diversi procedimenti, il principale dei quali è il referendum. Il caso della Grecia mostra che non esiste un meccanismo che permetta di rendere contestabile e revocabile le norme del patto di stabilità da parte dei cittadini europei, ossia dei singoli stati sovrani. In questo senso, vi è una limitazione &quot;non legittima&quot; delle sovranità popolari dei singoli stati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Nicola Esposito.</p>
<p>Molto è stato scritto sul condizionamento antidemocratico che il Patto di stabilità e di crescita impone alle politiche economiche dei singoli stati europei. In Francia, la questione è stata trattata in modo approfondito dai firmatari del manifesto degli &#8220;économistes atterrés&#8221; (<a href="http://www.atterres.org/" rel="nofollow ugc">http://www.atterres.org/</a>), che continuano a promuovere una critica delle politiche di bilancio della Commissione Europea.<br />
Qui inserisco un passaggio di un articolo in italiano dedicato al nesso patto di stabilità e democrazia (<a href="https://cambiailmondo.org/2012/02/08/il-nuovo-patto-fiscale-europeo-fine-della-democrazia/" rel="nofollow ugc">https://cambiailmondo.org/2012/02/08/il-nuovo-patto-fiscale-europeo-fine-della-democrazia/</a>).</p>
<p>&#8220;Il secondo fatto, che colpisce al cuore i principi democratici, è l’obbligo di inserire in Costituzione il ‘pareggio di bilancio’, ciò che impone una nuova ‘costituzione economica’ comportando la cancellazione della possibilità da parte delle istituzioni pubbliche di intervenire nella gestione dell’economia con provvedimenti anticiclici, che hanno caratterizzato i paesi capitalistici del Secondo dopoguerra dove si è accettato il ‘compromesso keynesiano’ con la gestione della domanda pubblica e la costruzione del Welfare State. Si afferma all’art. 3, comma 2, che le regole del pareggio di bilancio: «devono avere effetto nelle leggi nazionali delle Parti contraenti al massimo entro un anno dall’entrata in vigore del Trattato attraverso previsioni con forza vincolante e di carattere permanente, preferibilmente costituzionale». Con un Trattato di carattere internazionale si interviene per modificare le Costituzioni così da legittimare nella legge fondamentale, la prima nella gerarchia delle fonti, il liberismo con le sue politiche dell’offerta tese all’espansione del mercato e dell’impresa privata. Il Parlamento italiano ha già votato, in prima lettura, la modifica dell’articolo 81 per imporre una camicia di forza alle politiche di bilancio. Sarà la Corte di Giustizia dell’UE a verificare l’avvenuto inserimento e a comminare eventuali sanzioni (art. 8): la Costituzione è resa vassalla delle esigenze di bilancio dettate dai mercati finanziari.&#8221;</p>
<p>In sintesi. Un mandato parlamentare come una decisione parlamentare in regime democratico è contestabile e revocabile attraverso diversi procedimenti, il principale dei quali è il referendum. Il caso della Grecia mostra che non esiste un meccanismo che permetta di rendere contestabile e revocabile le norme del patto di stabilità da parte dei cittadini europei, ossia dei singoli stati sovrani. In questo senso, vi è una limitazione &#8220;non legittima&#8221; delle sovranità popolari dei singoli stati.</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/17/diario-parigino-5-la-democrazia-bloccata-la-crisi-del-partito-socialista-movimenti-contestazione-francia/#comment-287686</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2016 09:12:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aggiungo una valutazione sul confronto Italia e Francia. La capacità di mobilitazione vasta e radicale che la Francia continua a mostrare, nonostante i lunghi periodi di calma piatta, sono inerenti a un certo &quot;idealismo&quot; della cultura francese, e del carattere nazionale francese. Questo idealismo fa si che quando un governo di sinistra disattende in modo scandaloso i principi a cui si richiama, i francesi, diversamente dagli &quot;scettici e oltremodo realisti italiani&quot;, non reagiscono semplicemente con un&#039;alzata di spalle, dicendo &quot;Bè, ma che t&#039;aspettavi da uno come Renzi, era prevedibile&quot;. Il movimento Nuit débout va spontaneamente verso forme di autogestione e di critica al capitalismo, perché &quot;crede&quot; per davvero negli ideali democratici e reagisce allo scempio che essi subiscono nella loro incarnazione parlamentare odierna. Gli italiani, forse, a questi ideali non hanno mai veramente creduto. Non si sa se perché hanno preso alla lettera la critica marxista alla democrazia formale, o perché semplicemente si sentono ancora dei sudditi piuttosto che dei cittadini.

Nicola Esposito grazie della sua obbiezione. Appena ho un po&#039; di calma, vorrei risponderle.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo una valutazione sul confronto Italia e Francia. La capacità di mobilitazione vasta e radicale che la Francia continua a mostrare, nonostante i lunghi periodi di calma piatta, sono inerenti a un certo &#8220;idealismo&#8221; della cultura francese, e del carattere nazionale francese. Questo idealismo fa si che quando un governo di sinistra disattende in modo scandaloso i principi a cui si richiama, i francesi, diversamente dagli &#8220;scettici e oltremodo realisti italiani&#8221;, non reagiscono semplicemente con un&#8217;alzata di spalle, dicendo &#8220;Bè, ma che t&#8217;aspettavi da uno come Renzi, era prevedibile&#8221;. Il movimento Nuit débout va spontaneamente verso forme di autogestione e di critica al capitalismo, perché &#8220;crede&#8221; per davvero negli ideali democratici e reagisce allo scempio che essi subiscono nella loro incarnazione parlamentare odierna. Gli italiani, forse, a questi ideali non hanno mai veramente creduto. Non si sa se perché hanno preso alla lettera la critica marxista alla democrazia formale, o perché semplicemente si sentono ancora dei sudditi piuttosto che dei cittadini.</p>
<p>Nicola Esposito grazie della sua obbiezione. Appena ho un po&#8217; di calma, vorrei risponderle.</p>
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		<title>
		Di: Andrea Inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/17/diario-parigino-5-la-democrazia-bloccata-la-crisi-del-partito-socialista-movimenti-contestazione-francia/#comment-287685</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2016 08:26:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta ad Andrea Fumagalli. Sono d&#039;accordo con l&#039;analisi del concetto di &quot;autonomia&quot; in relazione al movimento Nuit débout. Una precisazione sulla questione delle due piazze, quella dell&#039;11 gennaio e quella di fine marzo. Lordon aveva accusato la manifestazione dell&#039;11 (2015) di non reagire come ha poi reagito la piazza a marzo (2016), inventandosi la Nuit ébout. Qui l&#039;analisi politica scavalca la comprensione antropologica. Chiedere alla popolazione parigina un passaggio simultaneo dalla calma piatta politica del prima degli attentati, alla mobilitazione anticapitalistica del dopo gli attentati (di novembre), era secondo me un ragionare secondo la logica del desiderio. Io in piazza l&#039;11 c&#039;ero, e considero quella una manifestazione ambigua, che si trincera dietro le istituzioni repubblicane, ma che nello stesso tempo chiede che queste istituzioni repubblicane siano portatrici di democrazia. In sintesi, in quella piazza c&#039;erano molte persone di sinistra di varie generazioni, persone che si erano come risvegliate da un torpore e avevano bisogno di uscire dalla pura passività dello stare in casa a guardare i dibattiti televisivi sulla sicurezza. Nelle mobilitazioni spontanee nate dopo gli attentati (nei giorni precedenti all&#039;11) non avevano potuto ancora elaborare una risposta che fosse diversa dalla pura testimonianza emotiva. Ma per me è chiaro che una parte di quella piazza (o di quelle piazze) del dopo attentati (qui mi riferisco a quelli di novembre) si è ritrovata quattro mesi dopo nella mobilitazione studentesca di Nuit débout. Non a caso le accuse di &quot;bobo&quot;, sono state dirette anche ai militanti di &quot;Nuit débout&quot;. In sintesi, una certa (parziale) continuità per me esiste tra le due piazze, ed è una continuità di soggetti, ma i soggetti cambiano e mutano, e in tre mesi, dopo gli attentati di novembre, c&#039;è stato una metamorfosi di soggettività, legata anche alla palese inadeguatezza delle istituzioni di dare una risposta che fosse all&#039;altezza degli ideali repubblicani, inadeguatezza che un anno di governo e presidenza socialista hanno palesemente mostrato. E noi possiamo sorridere finché si vuole sugli &quot;ideali repubblicani&quot;, ma - come le foto dell&#039;articolo di Fumagalli mostrano - la gente scrive nella piazza durante le assemblee generali di Nuit débout &quot;la democrazia è qui&quot;. Il che significa che l&#039;ideale democratico è qualcosa che conta, non semplicemente un paravento del capitale da gettare alle ortiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta ad Andrea Fumagalli. Sono d&#8217;accordo con l&#8217;analisi del concetto di &#8220;autonomia&#8221; in relazione al movimento Nuit débout. Una precisazione sulla questione delle due piazze, quella dell&#8217;11 gennaio e quella di fine marzo. Lordon aveva accusato la manifestazione dell&#8217;11 (2015) di non reagire come ha poi reagito la piazza a marzo (2016), inventandosi la Nuit ébout. Qui l&#8217;analisi politica scavalca la comprensione antropologica. Chiedere alla popolazione parigina un passaggio simultaneo dalla calma piatta politica del prima degli attentati, alla mobilitazione anticapitalistica del dopo gli attentati (di novembre), era secondo me un ragionare secondo la logica del desiderio. Io in piazza l&#8217;11 c&#8217;ero, e considero quella una manifestazione ambigua, che si trincera dietro le istituzioni repubblicane, ma che nello stesso tempo chiede che queste istituzioni repubblicane siano portatrici di democrazia. In sintesi, in quella piazza c&#8217;erano molte persone di sinistra di varie generazioni, persone che si erano come risvegliate da un torpore e avevano bisogno di uscire dalla pura passività dello stare in casa a guardare i dibattiti televisivi sulla sicurezza. Nelle mobilitazioni spontanee nate dopo gli attentati (nei giorni precedenti all&#8217;11) non avevano potuto ancora elaborare una risposta che fosse diversa dalla pura testimonianza emotiva. Ma per me è chiaro che una parte di quella piazza (o di quelle piazze) del dopo attentati (qui mi riferisco a quelli di novembre) si è ritrovata quattro mesi dopo nella mobilitazione studentesca di Nuit débout. Non a caso le accuse di &#8220;bobo&#8221;, sono state dirette anche ai militanti di &#8220;Nuit débout&#8221;. In sintesi, una certa (parziale) continuità per me esiste tra le due piazze, ed è una continuità di soggetti, ma i soggetti cambiano e mutano, e in tre mesi, dopo gli attentati di novembre, c&#8217;è stato una metamorfosi di soggettività, legata anche alla palese inadeguatezza delle istituzioni di dare una risposta che fosse all&#8217;altezza degli ideali repubblicani, inadeguatezza che un anno di governo e presidenza socialista hanno palesemente mostrato. E noi possiamo sorridere finché si vuole sugli &#8220;ideali repubblicani&#8221;, ma &#8211; come le foto dell&#8217;articolo di Fumagalli mostrano &#8211; la gente scrive nella piazza durante le assemblee generali di Nuit débout &#8220;la democrazia è qui&#8221;. Il che significa che l&#8217;ideale democratico è qualcosa che conta, non semplicemente un paravento del capitale da gettare alle ortiche.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nicola Esposito		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/17/diario-parigino-5-la-democrazia-bloccata-la-crisi-del-partito-socialista-movimenti-contestazione-francia/#comment-287683</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicola Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2016 07:34:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/17/diario-parigino-5-la-democrazia-bloccata-la-crisi-del-partito-socialista-movimenti-contestazione-francia/#comment-287681&quot;&gt;jan reister&lt;/a&gt;.

&lt;blockquote&gt;Beh, l’Eurogruppo opera in modo illegittimo, essendo un organo informale privo di statuto, regole, persino privo delle minute delle riunioni, che definisce e realizza politiche estremamente concrete.&lt;/blockquote&gt;

Assolutamente no. Il modo di operare dell&#039;Eurogruppo è perfettamente legittimo, in accordo con il “Protocollo sull&#039;Eurogruppo” introdotto dall&#039;articolo 115B del Trattato di Lisbona.

Lo so, Jan, che la tentazione di definire illegittimo un organismo che non ci piace è forte, ma il criterio per definire ciò che è illegittimo o no, non è quello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/17/diario-parigino-5-la-democrazia-bloccata-la-crisi-del-partito-socialista-movimenti-contestazione-francia/#comment-287681">jan reister</a>.</p>
<blockquote><p>Beh, l’Eurogruppo opera in modo illegittimo, essendo un organo informale privo di statuto, regole, persino privo delle minute delle riunioni, che definisce e realizza politiche estremamente concrete.</p></blockquote>
<p>Assolutamente no. Il modo di operare dell&#8217;Eurogruppo è perfettamente legittimo, in accordo con il “Protocollo sull&#8217;Eurogruppo” introdotto dall&#8217;articolo 115B del Trattato di Lisbona.</p>
<p>Lo so, Jan, che la tentazione di definire illegittimo un organismo che non ci piace è forte, ma il criterio per definire ciò che è illegittimo o no, non è quello.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/17/diario-parigino-5-la-democrazia-bloccata-la-crisi-del-partito-socialista-movimenti-contestazione-francia/#comment-287681</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2016 06:08:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/17/diario-parigino-5-la-democrazia-bloccata-la-crisi-del-partito-socialista-movimenti-contestazione-francia/#comment-287677&quot;&gt;Nicola Esposito&lt;/a&gt;.

Beh, l&#039;Eurogruppo opera in modo illegittimo, essendo un organo informale privo di statuto, regole, persino privo delle minute delle riunioni, che definisce e realizza politiche estremamente concrete.

Più in generale, l&#039;opposizione ai vincoli di austerity imposti dall&#039;UE difficilmente può esser fatta da un singolo stato membro, ma deve avvenire di concerto a livello europeo. E&#039; il programma di DiEM25 (Yanis Varoufakis et al): 
https://diem25.org/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/17/diario-parigino-5-la-democrazia-bloccata-la-crisi-del-partito-socialista-movimenti-contestazione-francia/#comment-287677">Nicola Esposito</a>.</p>
<p>Beh, l&#8217;Eurogruppo opera in modo illegittimo, essendo un organo informale privo di statuto, regole, persino privo delle minute delle riunioni, che definisce e realizza politiche estremamente concrete.</p>
<p>Più in generale, l&#8217;opposizione ai vincoli di austerity imposti dall&#8217;UE difficilmente può esser fatta da un singolo stato membro, ma deve avvenire di concerto a livello europeo. E&#8217; il programma di DiEM25 (Yanis Varoufakis et al):<br />
<a href="https://diem25.org/" rel="nofollow ugc">https://diem25.org/</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nicola Esposito		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/17/diario-parigino-5-la-democrazia-bloccata-la-crisi-del-partito-socialista-movimenti-contestazione-francia/#comment-287677</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicola Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jun 2016 14:59:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=62631#comment-287677</guid>

					<description><![CDATA[Bell&#039;articolo, interessante.  Non si può fare a meno di mettere a confronto quello che viene qui descritto con la situazione in Italia, notandone le similitudini (molte) e le differenze (significative).

C&#039;è però un punto che mi ha lasciato molto perplesso:

&lt;blockquote&gt;L’impedimento derivante dalle politiche economiche europee, che limitano in maniera illegittima la sovranità politica degli Stati [...]&lt;/blockquote&gt;

Le istituzioni europee sono espressione della volontà popolare né più né meno delle istituzioni degli stati membri. Il parlamento europeo viene eletto a suffragio universale e la commissione viene nominata dagli esecutivi nazionali e riceve la fiducia del parlamento europeo.

Non vi è nulla di illegittimo nel modo di operare di queste istituzioni. Voler deligittimare le istituzioni perché non si è d&#039;accordo con le politiche che portano avanti è un&#039;operazione rischiosa, che porta a posizionarsi in modo contiguo alle destra nazionaliste.

Allo stesso tempo, volersi trincerare all&#039;interno di quei feticci borghesi che sono gli stati nazione solo perché il capitale è stato sinora più abile dell&#039;internazionalismo dei lavoratori nello sfruttare lo superamento dei confini nazionali non può che portare alla sconfitta: è sul piano delle istituzioni transnazionali che bisogna portare la lotta, non ritirandosi da esse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bell&#8217;articolo, interessante.  Non si può fare a meno di mettere a confronto quello che viene qui descritto con la situazione in Italia, notandone le similitudini (molte) e le differenze (significative).</p>
<p>C&#8217;è però un punto che mi ha lasciato molto perplesso:</p>
<blockquote><p>L’impedimento derivante dalle politiche economiche europee, che limitano in maniera illegittima la sovranità politica degli Stati [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Le istituzioni europee sono espressione della volontà popolare né più né meno delle istituzioni degli stati membri. Il parlamento europeo viene eletto a suffragio universale e la commissione viene nominata dagli esecutivi nazionali e riceve la fiducia del parlamento europeo.</p>
<p>Non vi è nulla di illegittimo nel modo di operare di queste istituzioni. Voler deligittimare le istituzioni perché non si è d&#8217;accordo con le politiche che portano avanti è un&#8217;operazione rischiosa, che porta a posizionarsi in modo contiguo alle destra nazionaliste.</p>
<p>Allo stesso tempo, volersi trincerare all&#8217;interno di quei feticci borghesi che sono gli stati nazione solo perché il capitale è stato sinora più abile dell&#8217;internazionalismo dei lavoratori nello sfruttare lo superamento dei confini nazionali non può che portare alla sconfitta: è sul piano delle istituzioni transnazionali che bisogna portare la lotta, non ritirandosi da esse.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ANDREA FUMAGALLI		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/17/diario-parigino-5-la-democrazia-bloccata-la-crisi-del-partito-socialista-movimenti-contestazione-francia/#comment-287676</link>

		<dc:creator><![CDATA[ANDREA FUMAGALLI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jun 2016 14:56:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Articolo interessante. Ma vedere una continuità tra la manifestazione istituzionale post Charlie Hebdo e il movimento contro la Loi Travail mi sembra un po&#039; troppo semplicistico e fideistico. L&#039;unica cosa in comune è il luogo fisico: Place de La Republique. Mi sembra che siano due mondi differenti. Sarebbe troppo lungo un&#039;analisi particolareggiata tra testimonianze personali, frequentazioni e quant&#039;altro. Rimando a una breve riflessione di qualche tempo fa, per chi ha il piacere della discussione: http://effimera.org/autonomia-istituzioni-cosa-ci-dice-la-francia-grateful-dead/. La prima Place de la Republique vuole protezione passiva, mediazione istituzionale e accetta l&#039;Etat d&#039;Emergence senza battere ciglio, la seconda autonomia, autodeterminazione e democrazia diretta. E se Nuit Debout a Marzo ha avuto quella diffusione virale e crescente è stata forse per scacciare i fantasmi di Charlie Hebdo, del Bataclan e di quell&#039;&quot;altra&quot; Place de La Republique, non per continuarla....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo interessante. Ma vedere una continuità tra la manifestazione istituzionale post Charlie Hebdo e il movimento contro la Loi Travail mi sembra un po&#8217; troppo semplicistico e fideistico. L&#8217;unica cosa in comune è il luogo fisico: Place de La Republique. Mi sembra che siano due mondi differenti. Sarebbe troppo lungo un&#8217;analisi particolareggiata tra testimonianze personali, frequentazioni e quant&#8217;altro. Rimando a una breve riflessione di qualche tempo fa, per chi ha il piacere della discussione: <a href="http://effimera.org/autonomia-istituzioni-cosa-ci-dice-la-francia-grateful-dead/" rel="nofollow ugc">http://effimera.org/autonomia-istituzioni-cosa-ci-dice-la-francia-grateful-dead/</a>. La prima Place de la Republique vuole protezione passiva, mediazione istituzionale e accetta l&#8217;Etat d&#8217;Emergence senza battere ciglio, la seconda autonomia, autodeterminazione e democrazia diretta. E se Nuit Debout a Marzo ha avuto quella diffusione virale e crescente è stata forse per scacciare i fantasmi di Charlie Hebdo, del Bataclan e di quell'&#8221;altra&#8221; Place de La Republique, non per continuarla&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/17/diario-parigino-5-la-democrazia-bloccata-la-crisi-del-partito-socialista-movimenti-contestazione-francia/#comment-287669</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 19:37:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=62631#comment-287669</guid>

					<description><![CDATA[grazie, Andrea, finalmente qualcosa per capire un po&#039; meglio quello che succede lì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie, Andrea, finalmente qualcosa per capire un po&#8217; meglio quello che succede lì.</p>
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