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	Commenti a: “Dispatrio” e altre rubriche. Uno scorcio sulla traduzione di poesia in rete	</title>
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		<title>
		Di: carlo carlucci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/21/dispatrio-e-altre-rubriche/#comment-287759</link>

		<dc:creator><![CDATA[carlo carlucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jul 2016 02:54:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo...E&#039; possibile che alla lunga e alla distanza le cose vadano avanti da sole ma anche per me sporadico collaboratore divenne impossibile continuare. Vi e&#039; nei padri fondatori in primis l&#039;autore dellíntervento una sorta di autocompicimento spocchia non pesante ma spesso nocivo e noioso. Dispiace...Altra cosa sono certi interventi (O.Puecher) di humus fertile e dovizioso. Insomma e malgrado tutto non si cessa di seguire NI. Cosa positiva e incontestabile come dice Mozzi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo&#8230;E&#8217; possibile che alla lunga e alla distanza le cose vadano avanti da sole ma anche per me sporadico collaboratore divenne impossibile continuare. Vi e&#8217; nei padri fondatori in primis l&#8217;autore dellíntervento una sorta di autocompicimento spocchia non pesante ma spesso nocivo e noioso. Dispiace&#8230;Altra cosa sono certi interventi (O.Puecher) di humus fertile e dovizioso. Insomma e malgrado tutto non si cessa di seguire NI. Cosa positiva e incontestabile come dice Mozzi.</p>
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		Di: Giulio Mozzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/21/dispatrio-e-altre-rubriche/#comment-287748</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 19:14:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Osservazione laterale. Leggo:

&lt;blockquote&gt;Uno degli elementi che hanno determinato questa differenza è stata appunto l’esistenza dei commenti, ossia la diretta risposta dei lettori ai contenuti che venivano loro proposti. E naturalmente proprio questa diretta e non selezionata risposta del pubblico costituiva per l’ambiente letterario il dato più negativo dell’attività letteraria in rete. Questo è stato vero soprattutto per i custodi ufficiali del dibattito letterario: critici letterari e giornalisti culturali.&lt;/blockquote&gt;

Vorrei però ricordare che la possibilità di &quot;commentare&quot;, in &lt;em&gt;Nazione indiana&lt;/em&gt; fu introdotta per errore.

&lt;blockquote&gt;Giuseppe Genna, che realizza il template grafico del sito, cancella i riferimenti al motore CGI dei commenti sulle pagine, ma li lascia, forse per una svista, sugli archivi mensili dove i lettori ben presto li scoprono ed iniziano ad usarli.&lt;/blockquote&gt;

(Andrea Lombardi, &lt;a href=&quot;http://www.leparoleelecose.it/?p=23193&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;L&#039;esperienza di &quot;Nazione indiana&quot; nella storia del web letterario italiano&lt;/a&gt;.

Ovviamente può essere molto saggio fare di necessità virtù, ovvero scoprire di aver fatto per errore la cosa giusta, eccetera.

Tra l&#039;altro, a un certo punto decisi di lasciare &lt;em&gt;Nazione indiana&lt;/em&gt; proprio perché estenuato dalle ricorrenti discussioni interne (nella lista di discussione interna) attorno alla gestione dei commenti (come cercai di spiegare in un articolo ancora leggibile qui &lt;a href=&quot;http://web.archive.org/web/20081205050113/http://www.vibrissebollettino.net/archives/2006/11/percha_sono_usc.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;). Non mi infastidivano le discussioni in sé, quanto il fatto che la deprecazione degli aspetti negativi del libro commento superasse di molto, nella discussione, l&#039;apprezzamento degli aspetti positivi.

&lt;blockquote&gt;Allora: quando all&#039;interno di un gruppo diventa così importante l&#039;autodifesa, e per di più l&#039;autodifesa da persone dalle quali non c&#039;è nessun bisogno di difendersi, vuol dire che qualcosa non va. Vuol dire, in genere, che la sussistenza del gruppo in quanto tale sta diventando importante, molto importante. Un gruppo non esiste per sussistere in quanto tale, ma per fare delle cose.
Questo, ripeto e ribadisco, è il mio vissuto della cosa. &lt;/blockquote&gt;

Ricordo queste cose solo per dire che, secondo me, l&#039;impatto con il modo di funzionare della rete fu, per il gruppo di &lt;em&gt;Nazione indiana&lt;/em&gt;, piuttosto complicato da digerire. Che poi, alla lunga, l&#039;esito del processo di digestione sia stato positivo - è cosa che mi pare incontestabile.

(Se ricordo male qualcosa, vi prego di correggermi).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Osservazione laterale. Leggo:</p>
<blockquote><p>Uno degli elementi che hanno determinato questa differenza è stata appunto l’esistenza dei commenti, ossia la diretta risposta dei lettori ai contenuti che venivano loro proposti. E naturalmente proprio questa diretta e non selezionata risposta del pubblico costituiva per l’ambiente letterario il dato più negativo dell’attività letteraria in rete. Questo è stato vero soprattutto per i custodi ufficiali del dibattito letterario: critici letterari e giornalisti culturali.</p></blockquote>
<p>Vorrei però ricordare che la possibilità di &#8220;commentare&#8221;, in <em>Nazione indiana</em> fu introdotta per errore.</p>
<blockquote><p>Giuseppe Genna, che realizza il template grafico del sito, cancella i riferimenti al motore CGI dei commenti sulle pagine, ma li lascia, forse per una svista, sugli archivi mensili dove i lettori ben presto li scoprono ed iniziano ad usarli.</p></blockquote>
<p>(Andrea Lombardi, <a href="http://www.leparoleelecose.it/?p=23193" rel="nofollow">L&#8217;esperienza di &#8220;Nazione indiana&#8221; nella storia del web letterario italiano</a>.</p>
<p>Ovviamente può essere molto saggio fare di necessità virtù, ovvero scoprire di aver fatto per errore la cosa giusta, eccetera.</p>
<p>Tra l&#8217;altro, a un certo punto decisi di lasciare <em>Nazione indiana</em> proprio perché estenuato dalle ricorrenti discussioni interne (nella lista di discussione interna) attorno alla gestione dei commenti (come cercai di spiegare in un articolo ancora leggibile qui <a href="http://web.archive.org/web/20081205050113/http://www.vibrissebollettino.net/archives/2006/11/percha_sono_usc.html" rel="nofollow">qui</a>). Non mi infastidivano le discussioni in sé, quanto il fatto che la deprecazione degli aspetti negativi del libro commento superasse di molto, nella discussione, l&#8217;apprezzamento degli aspetti positivi.</p>
<blockquote><p>Allora: quando all&#8217;interno di un gruppo diventa così importante l&#8217;autodifesa, e per di più l&#8217;autodifesa da persone dalle quali non c&#8217;è nessun bisogno di difendersi, vuol dire che qualcosa non va. Vuol dire, in genere, che la sussistenza del gruppo in quanto tale sta diventando importante, molto importante. Un gruppo non esiste per sussistere in quanto tale, ma per fare delle cose.<br />
Questo, ripeto e ribadisco, è il mio vissuto della cosa. </p></blockquote>
<p>Ricordo queste cose solo per dire che, secondo me, l&#8217;impatto con il modo di funzionare della rete fu, per il gruppo di <em>Nazione indiana</em>, piuttosto complicato da digerire. Che poi, alla lunga, l&#8217;esito del processo di digestione sia stato positivo &#8211; è cosa che mi pare incontestabile.</p>
<p>(Se ricordo male qualcosa, vi prego di correggermi).</p>
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		<title>
		Di: La traduzione di poesia in rete &#124; bloc-notes		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/21/dispatrio-e-altre-rubriche/#comment-287713</link>

		<dc:creator><![CDATA[La traduzione di poesia in rete &#124; bloc-notes]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2016 07:48:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] è stato ritirato l&#8217;articolo di Andrea Inglese sui blog letterari. Ora lo potete leggere su Nazione Indiana. Muovendo dalla propria esperienza, Inglese considera la presenza della traduzione in quattro altri [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] è stato ritirato l&#8217;articolo di Andrea Inglese sui blog letterari. Ora lo potete leggere su Nazione Indiana. Muovendo dalla propria esperienza, Inglese considera la presenza della traduzione in quattro altri [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Traduzione come mezzo per la conservazione della memoria e la tra(s)duzione dei fondamentali principi di umanità &#8211; Carteggi Letterari &#8211; critica e dintorni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/21/dispatrio-e-altre-rubriche/#comment-287708</link>

		<dc:creator><![CDATA[Traduzione come mezzo per la conservazione della memoria e la tra(s)duzione dei fondamentali principi di umanità &#8211; Carteggi Letterari &#8211; critica e dintorni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 19:51:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] Letterari ha ricevuto un bel riconoscimento da Andrea Inglese su Nazione Indiana per il lavoro svolto nell’ambito della traduzione [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Letterari ha ricevuto un bel riconoscimento da Andrea Inglese su Nazione Indiana per il lavoro svolto nell’ambito della traduzione [&#8230;]</p>
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		<item>
		<title>
		Di: natalia castaldi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/21/dispatrio-e-altre-rubriche/#comment-287705</link>

		<dc:creator><![CDATA[natalia castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 11:46:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=62508#comment-287705</guid>

					<description><![CDATA[Grazie di cuore Andrea per aver menzionato il lavoro svolto dalla redazione di Carteggi Letterari, e colgo l&#039;occasione di questa tua menzione, per ringraziare i redattori tutti che lavorano per presentare sul nostro sito sempre nuovi autori stranieri, traducendo con passione e dedizione assolutamente svincolate da qualunque fine economico o commerciale.
Ci tengo a ricordare a questo proposito oltre ai bravissimi Marco Malvestio, Paulina Malicka e Francis Catalano, anche il lavoro svolto da Lorenzo Mari, Francesca Diano, Laura Liberale, Giovanna Zulian, sperando di non dimenticare nessuno.

Un altro sito, però, che merita di essere citato per il prezioso lavoro di traduzione svolto da Francesco Marotta, è La (storica) dimora del tempo sospeso, che è da considerarsi un archivio di bellezza e ricchezza, e che ospita - tra l&#039;altro - l&#039;immenso lavoro di traduzione che Marotta negli anni ha svolto su Celan e, più recentemente, su Yves Bergeret.

Grazie davvero per questo bel pezzo su questo mondo così &quot;sotterraneo&quot; e generoso (nonostante la la fruibilità gratuita della rete) che è la traduzione poetica.

natàlia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie di cuore Andrea per aver menzionato il lavoro svolto dalla redazione di Carteggi Letterari, e colgo l&#8217;occasione di questa tua menzione, per ringraziare i redattori tutti che lavorano per presentare sul nostro sito sempre nuovi autori stranieri, traducendo con passione e dedizione assolutamente svincolate da qualunque fine economico o commerciale.<br />
Ci tengo a ricordare a questo proposito oltre ai bravissimi Marco Malvestio, Paulina Malicka e Francis Catalano, anche il lavoro svolto da Lorenzo Mari, Francesca Diano, Laura Liberale, Giovanna Zulian, sperando di non dimenticare nessuno.</p>
<p>Un altro sito, però, che merita di essere citato per il prezioso lavoro di traduzione svolto da Francesco Marotta, è La (storica) dimora del tempo sospeso, che è da considerarsi un archivio di bellezza e ricchezza, e che ospita &#8211; tra l&#8217;altro &#8211; l&#8217;immenso lavoro di traduzione che Marotta negli anni ha svolto su Celan e, più recentemente, su Yves Bergeret.</p>
<p>Grazie davvero per questo bel pezzo su questo mondo così &#8220;sotterraneo&#8221; e generoso (nonostante la la fruibilità gratuita della rete) che è la traduzione poetica.</p>
<p>natàlia</p>
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